Apertura dello Spazio Sottobosco a Mestre

Il 28 ottobre inaugura a Mestre lo spazio di Sottobosco, associazione no profit finalizzata alla creazione di una piattaforma indipendente per la progettazione culturale. Dal comunicato stampa: Abbiamo riattivato uno stabile in labodisuso mettendo in moto un meccanismo di riconversione che lo ha restituito al tessuto urbano e ai suoi abitanti in quanto spazio per la produzione culturale. Il progetto è il frutto di una ricerca condotta nel quartiere Piave, una porzione della città di Mestre che si presenta come un laboratorio aperto per la complessità sociale e culturale che ospita e che per il suo assetto urbanistico restituisce in modo chiaro le risultanti economiche e sociali dei processi urbani contemporanei.

Da Dicembre 2010 abbiamo lavorato ad una mappatura degli spazi abbandonati o poco appetibili dal punto di vista immobiliare e commerciale, individuandone alcuni con le giuste caratteristiche strutturali e di accessibilità. Dopo questa fase è iniziata la trattativa con i proprietari degli immobili, attraverso la quale Sottobosco ha ottenuto il comodato d’uso per un periodo di due anni in cambio dei lavori di ripristino estetico. Oggi, dopo la ristrutturazione realizzata grazie ai numerosi contributi dei nostri sostenitori, lo spazio Sottobosco si presenta come un’ambiente flessibile e multifunzionale: è composto dallo studio di progettazione del collettivo, da un laboratorio officina e da un’area di carattere pubblico che ospita l’archivio artisti di Sottobosco, una libreria dedicata alle realtà no profit e un punto di distribuzione di free press.

Arte Povera alla Triennale di Milano

Dal 25 ottobre 2011 si tiene presso la Triennale di Milano Arte Povera 1967-­‐2011. L’esposizione fa parte di “Arte Povera 2011”, la mostra-­‐evento a cura di Germano Celant, che sarà presentata dall’autunno 2011 fino ad aprile 2012 in diverse istituzioni italiane.

Ha come fulcro il movimento nato nel 1967 con gli artisti Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio. Presenta su scala nazionale e internazionale, gli sviluppi storici e contemporanei di questa ricerca, distribuendo le varie fasi e i singoli momenti linguistici in differenti città e istituzioni. Un insieme di mostre che con la collaborazione di parte del “sistema museo” italiano e attraverso diverse situazioni architettoniche e ambientali, mette insieme oltre 200 opere storiche e recenti e si propone come un viaggio nel tempo dal 1967 a oggi.

Bros & Cosimo Filippini e l’esasperazione del vernissage

Ritorna a Roma Bros tre anni dopo Arte senza tempo, l’installazione nel chiostro cinquecentesco di Palazzetto Cenci, presso la galleria Edieuropa di Roma. Il lavoro di Bros, artista milanese nato nel 1981, oscilla e si alterna tra l’installazione, la street art, il walldrawings e la performance, sempre mescolando critica della società, ironia e provocazione.

Il doppio progetto che presenta il 23 ottobre alla Galleria Edieuropa è stato sviluppato insieme a Cosimo Filippini, fotografo svizzero nato a Lugano nel 1979. La caratterizzazione della persona colta nel suo trasformarsi in personaggio o in tipo, (meglio in tipologia) fa da sfondo a entrambi i lavori. L’esasperazione della “caratteristica” è quella che avvolge e deride tutti noi: lo spaesamento depersonalizzante del ruolo.

Da Bacon ai Beatles, la prima mostra con la colonna sonora

Organizzata dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, la mostra Da Bacon ai Beatles. Nuove Immagini in Europa negli anni del rock presenta oggi, per la prima volta, la storia di una ricerca figurativa che, a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento, prese le mosse dalla lezione di Giacometti, di Bacon e di altri grandi maestri dell’epoca. Celebrata a suo tempo dalla grande mostra New Images of man allestita nel 1959 al MoMA di New York, tale ricerca si distinse per esiti molto diversi rispetto ai modi di un certo realismo d’ispirazione sociale, mescolando suggestioni di natura espressionista con linguaggi spesso in bilico fra informale e pop.

Riflesso di una nuova situazione esistenziale dell’uomo e insieme di un clima fervido di cambiamenti, come quello dei favolosi anni sessanta, il percorso mira a rievocare l’atmosfera di allora attraverso un nucleo di 70 opere, fra sculture e dipinti, spesso di grandi dimensioni, prestate da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, da ammirare – per l’occasione – armati di cuffie e con un sottofondo musicale in tema con la rivoluzione sonora che si attuò contemporaneamente a quella estetica.

Zaelia Bishop – Daedalus Rising

È all’insegna del labirinto la nuova mostra presentata negli spazi della Fabrica Fluxus Art Gallery di Bari. Inaugura sabato 22 ottobre alle ore 19 ed è visitabile fino al 22 novembre la personale Daedalus Rising di Zaelia Bishop (Roma, 1977), a cura di Francesco Paolo Del Re in collaborazione con Roberta Fiorito. È, questa, la prima mostra personale nel sud Italia dell’artista romano autore di affascinanti assemblage materici, sospesi in equilibrio sulle regioni selvatiche della memoria e del sogno.

Sepolto da sedimenti di rimembranze e stratificazioni di desideri e patimenti di stagioni mai del tutto disabitate, il labirinto risorge sulla spinta di un irrefrenabile movimento tellurico, come luogo di fantasmagoria, architettura impossibile in cui riconnettere ipotesi di storie, frammenti di narrazioni disparate, filiazioni letterarie, echi di possibilità, mesmerismo di citazioni e voracità di collezioni. È lo scenario ideale in cui ambientare l’affaccendarsi di un’adolescenza eterna, popolata dalla filigrana di figure care, appassionate, screpolate dal tempo che non perdona, sgretolate dagli urti di un’immane catastrofe del quotidiano che si fa concrezione, escrescenza, infiorescenza umbratile protesa verso lo spettatore, come per un abbraccio di riconoscenza. Dal labirinto parte la sfida titanica dell’artista, lo strenuo tentativo di trovare l’uscita del dedalo, nonostante la consapevolezza del possibile fallimento. 

À partir de l’eau. Storia di una sconosciuta

All’inizio del secolo scorso in Francia, il volto di una giovane sconosciuta, presunta suicida, divenne celebre grazie ad una maschera mortuaria realizzata da un dipendente dell’obitorio, e successivamente diffusa come una sorta di macabro, affascinante, souvenir per salotti d’èlite. Persino una seconda serie di questi calchi, dai tratti falsati e riprodotta a partire da una fotografia, andò esaurita nel giro di pochi mesi. Il corpo della donna fu rinvenuto tra le acque della Senna intorno al 1895 e, come consuetudine a quei tempi, esposto nella vetrina dell’obitorio affinché qualcuno potesse riconoscerla. Leggenda vuole che il volto della donna fosse segnato da un lieve sorriso, come visibile dal calco in gesso che adornava ormai le case dei francesi, contribuendo a rendere ‘l’incunnue de la Seine’ – nome attribuitole dal tedesco Ernst Benkrd nella sua raccolta di 123 maschere mortuarie edita nel 1926 – un modello capace di ispirare un’intera generazione femminile, segnando l’immaginario erotico dell’epoca.

I cadaveri ritrovati nelle acque di un fiume però, sono in genere assai deformati ed è quindi impossibile che quel sorriso appartenesse davvero a quel volto, si suppone quindi che la giovane non identificata sarebbe piuttosto morta di tubercolosi, o come afferma Claire Forestier, operaio della ditta di modelli in gesso che all’epoca prese il calco, che si trattasse di una viva e vegeta modella di 16 anni.

IL RIGOVERNATORE LUNARE performance di Giuliano Nannipieri

Foto di Letizia Romeo di Giuliano Nannipieri nella sua multi perfornance nel Padiglione Spagna Biennale di Venezia

Space Metropoliz / Museo dell’arte contemporanea italiana in esilio
In esilio sulla Luna
IL RIGOVERNATORE LUNARE
performance di Giuliano Nannipieri
sabato 22 ottobre 2011 – ore 15,00 – Metropoliz_città meticcia – via Prenestina 913 – Roma

“[…]La lepre pesta nel mortaio il filtro, trae l’essenziale e rigoverna, va nella case di tutti ed entra in contatto con l’essenziale di ognuno, va e rigoverna va e paga per entrare in contatto con l’essenziale, con ciò che ha reso ognuno tranSITOriamente immortale. Riflette ed elabora l’eternità  paga per essere un riflesso di un nuovo mondo dove si paga per aiutare, – è un regalo a  se stessi avere la possibilita di spendersi per gli altri- dove la sperimentazione scientifica è tutt’uno con la vita, con la casa  e gli affetti, senza  acceleratori  .piuttosto decelerando, ascoltaldo dei sughi le tracce residue, l’inafferrato, l’inafferrabile[…]”
(Giuliano Nanniperi)

Metropoliz, spazio di sperimentazione sociale e abitativa, rappresenta uno di quei luoghi in cui la produzione culturale si esprime liberamente perché estranea all’autocelebrazione mediatica che tende a sottrarsi a voci critiche. Uno spazio dove si creano piani di realtà e di densità di significato che mancano nei luoghi deputati all’arte e alla cultura.

La Collezione di Unicredit a Mosca con People and the city

In occasione dell’Anno della Cultura e della Lingua italiana in Russia e della Cultura e della Lingua russa in Italia, UniCredit realizza a Mosca la mostra “People and the City”. “People and the City”, inaugurata dall’ambasciatore d’Italia a Mosca, Sua Eccellenza Antonio Zanardi Landi, da Dieter Rampl, Presidente del Gruppo UniCredit e da Mikhail Alekseev, Amministratore Delegato di UniCredit Bank Russia, è allestita, da venerdì 21 ottobre a domenica 4 dicembre 2011, nella Red Hall del Centro di Arte Contemporanea WINZAVOD.

Con “People and the City” Unicredit rende omaggio alla Russia e mette in mostra opere di artisti come Gursky, Tillmans, Marclay, Atget Klemm, Colomer, Blake, Zusman, Yakovlevich Cherkes; è un percorso che mette in luce il rapporto tra le persone e la città a partire dal XX secolo, un’analisi dello spazio urbano come esempio del vivere moderno. La mostra è realizzata con oltre 70 opere appartenenti alla ricca collezione d’arte di UniCredit che, come Gruppo internazionale con solide radici italiane e presenza capillare nell’Europa Centro Orientale, partecipa alla valorizzazione del programma dell’anno della cultura italiana nella capitale russa con una selezione del suo patrimonio artistico.

Pipilotti Rist trasforma l’ex Cinema Manzoni in un grande organismo vivente

Dal 9 novembre al 18 dicembre 2011 la Fondazione Nicola Trussardi presenta Parasimpatico, a cura di Massimiliano Gioni, la prima grande mostra personale di Pipilotti Rist in un’istituzione italiana. 

A fare da sfondo al nuovo progetto dell’artista svizzera è il Cinema Manzoni, per più di cinquant’anni una delle sale cinematografiche più importanti della città di Milano e chiusa al pubblico dal 2006. Pipilotti Rist è una delle voci più autorevoli e anticonformiste dell’arte di oggi: ha esposto con mostre personali nei più celebri musei del mondo – tra cui il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi – e ha preso parte alle maggiori kermesse internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, quella di Berlino, Sydney e Lione. Nel 2009 ha partecipato al Festival del Cinema di Venezia con il suo primo lungometraggio Pepperminta.

Visioni fluttuanti, colori vibranti e psichedelici, colonne sonore ipnotiche, sensualità e leggerezza sono alcuni dei principali ingredienti del mondo di Pipilotti Rist, costruito sulla linea di confine tra sogno e realtà. I suoi video lussureggianti e le sue installazioni multimediali esplorano la sessualità e la cultura dei media con un mix giocoso e provocatorio di fantasia e quotidianità, in cui le immagini in movimento trasformano soggetti, temi e luoghi familiari in affascinanti caleidoscopi.

 Per Pipilotti Rist le immagini video sono la proiezione di desideri ed emozioni, una nuova forma di vita organica che lo spettatore può percepire non solo con gli occhi ma anche e soprattutto con il corpo.

Giovani Talenti al Museo delle Mura a Roma

L’Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali presenta la mostra Giovani talenti (nell’ambito del progetto “Voci della periferia”), evento conclusivo del bando di concorso che ha visto la partecipazione di decine di giovani artisti romani, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che sarà ospitata dal Museo delle Mura dal 21 ottobre al 20 novembre.

Sei artisti hanno vinto una borsa di studio che li ha portati a vivere un’esperienza di tre mesi a Londra, New York, Tokyo e Helsinki. Dodici sono coloro che parteciperanno all’esposizione, curata da Costantino D’Orazio, che ha lavorato con un comitato scientifico composto da Costanza Paissan, curatrice al Macro, Carolina Italiano, responsabile del progetto BASE del MAXXI, Daniela Lancioni, senior curator del Palazzo delle Esposizioni, Federica Pirani, Responsabile del Servizio Mostre della Sovraintendenza ai Beni Culturali di RomaCapitale.

TEMPORANEO, Arte contemporanea nella città in evoluzione

Giunta alla sua seconda edizione, Temporaneo è una rassegna di arte contemporanea, che intende creare interruzioni nel tessuto urbano attraverso opere di giovani artisti internazionali esposte in importanti luoghi pubblici della Capitale, in cui sono stati effettuati recuperi industriali o nuove stratificazioni architettoniche. Gli interventi spostano l’attenzione dalla Roma storica, monumentale, a una città che ha la forza di cambiare e modificarsi.

L’intervento pensato da Giorgio Andreotta Calò per il Ponte della Musica intende ragionare sulla sottile, eppure evidente, linea che separa l’alto dal basso creando, in contrasto all’asse orizzontale del ponte, una nuova linea verticale di collegamento, su cui disporre queste due polarità tipiche della civiltà contemporanea, che si richiamano, si negano e si ribaltano continuamente. Nel suono prodotto dal suo strumento e nel racconto del suo vissuto, sarà un violinista tzigano ad incarnare queste posizioni. La trasmissione simultanea delle due tracce audio, lungo un ideale asse verticale, intende mettere in comunicazione coloro che passeggiano sul nuovo ponte e lo scenario in transizione del cantiere sottostante.

Click or clash? Strategie di collaborazione alla Galleria Bianconi di Milano

 Click or Clash? Strategie di Collaborazione è un progetto articolato in più tappe, curato da Julia Draganovic e LaRete Art Projects, promosso dalla Galleria Bianconi. La prima tappa inaugura presso la Galleria Bianconi (Via Lecco 20, Milano) il 20 ottobre, alle ore 18 con la partecipazione di Via Lewandowsky, Cesare Pietroiusti e Luigi Presicce.

Click or Clash? intende affrontare ed approfondire il tema della collaborazione, sempre più complesso e presente nello scenario contemporaneo, invitando ogni artista a confrontare le proprie posizioni su determinate questioni con colleghi provenienti da altri paesi, background culturali e ambiti di intervento. A partire dalla prima tappa, la Galleria Bianconi inviterà, infatti, tre artisti per ogni mostra, aprendo un confronto visivo che sarà, di volta in volta, accompagnato da un dibattito sui temi che gli artisti invitati metteranno in mostra. Click or Clash? Non è una domanda semplice. Ma entrambi i risultati del confronto tra diverse posizioni, sia in contrasto che armoniche, dovrebbe creare un surplus di conoscenze e consentire l’apertura di nuove prospettive.

Paul Hendrikse – All Thoughts Are Prey to Some Beast

Per la sua mostra personale ad e/static blank di Torino– la sua prima in assoluto in Italia – l’artista olandese Paul Hendrikse presenterà dal 20 ottobre una nuova serie di opere centrate sulla figura dello scrittore, suo connazionale, Frederik van Eeden, e in particolare su Walden in Bussum, la colonia anarchica che fondò, proprio in Olanda, nel 1893.

Van Eeden era un medico, scrittore e poeta con un ampio ventaglio di interessi nell’ambito della psichiatria e della ricerca psicologica in generale, e viaggiò molto durante la sua vita. Psichiatra assai stimato ,si occupò anche, oltre che di letteratura e scienze sociali, di pensiero utopico. Dopo aver acquistato nel 1893 un appezzamento di terra a Bussum, vi stabilì la sede di una comune che si ispirava al celebre Walden – la vita nei boschi, di H.D.Thoreau, pubblicato nel 1854. Quel libro racconta l’esperienza di Thoreau nel corso dei due anni in cui visse all’interno di una capanna costruita presso la riva del grande Stagno di Walden, nella foresta presso Concord, nel Massachusetts.

IABO – Cartoni Animali

Nicola Pedana Arte Contemporanea inaugura sabato 22 Ottobre 2011, la mostra di Iabo dal titolo Cartoni Animali, a cura di Mara De Falco. L’artista partenopeo si confronta per la prima volta, e in esclusiva per lo spazio di Caserta, con supporti di piccolo formato. Si tratta di dittici 70x140x15 cm realizzati su tela, nei quali il leitmotiv grafico del profilo maschile e femminile, dà vita ad un irriverente “gioco delle coppie”.
Sfrontati sodalizi che, nella loro apparente improbabilità, sviscerano l’aspetto più schietto della natura umana, quello legato all’istinto. In quest’ottica l’animato diventa animale, attraverso uno slittamento di senso. La tensione erotica, che fa da collante nel ménage dei due personaggi rappresentati, diventa strumento di riflessione su temi sociali, come l’omosessualità, la prostituzione, la pedofilia, il connubio sesso/potere. Un’indagine che però resta sullo sfondo di una ricerca incentrata in primis sulla resa dell’immagine, formalmente accattivante, in quanto direttamente riconducibile all’appeal pubblicitario.