Rapporto tra arte e mercato, se ne discute al Centro Arti Visive Pescheria

Il Centro Arti Visive Pescheria a Pesaro affianca alla programmazione espositiva annuale diverse attività di promozione e diffusione dell’arte contemporanea sul territorio, con l’intento di coinvolgere un pubblico sempre più vasto e sviluppare il proprio ruolo didattico-educativo.

Unico spazio espositivo pubblico associato ad AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani) nelle Marche, il Centro Arti Visive Pescheria ha visto negli ultimi anni esposti artisti italiani ed internazionali come Giuseppe Penone, Enzo Cucchi, Jan Vercruysse, Domenico Bianchi, Mimmo Paladino, Cristiano Pintaldi, Stefano Arienti, Gianni Caravaggio, Paolo Icaro, Flavio Favelli, Francesco Gennari, Ghirri e Giacomelli, Claudio Cintoli, Gabriele Basilico e Candida Hoefer.

Street art a Modena con la mostra Kindergarten

Inaugura giovedì 30 giugno alle 18.30 alla Palazzina dei Giardini a Modena Kindergarten, collettiva che presenta opere di 6 artisti internazionali, Futura, Mode2, Os Gêmeos, Tom Sachs, Kostas Seremetis, Boris Tellegen (aka Delta), a cura di Giorgio de Mitri.

Organizzata dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione de Mitri di Modena con la partecipazione di Sartoria e Slam Jam, coprodotta con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la mostra inaugura una nuova stagione espositiva della Palazzina Vigarani, aperta durante tutta l’estate, con un allestimento intitolato letteralmente “giardino d’infanzia”, che fa spazio all’arte intesa come gioco e libertà da ogni vincolo, e di nuovo rimanda – come la mostra di Anna Malagrida aveva fatto con il tema del ballo e della danza – ai giochi e alle delizie di cui fu teatro l’edificio seicentesco ai tempi della corte estense.

Paolo Angelosanto al Palazzo degli Alessandri di Viterbo

La mostra d’arte contemporanea Italian Flag (in visione dal 30 giugno 2011) rappresenta per la città di Viterbo un evento culturale di eccezionale rilievo. Documenta con le ultime opere dell’artista Paolo Angelosanto, incentrate sulla riflessione circa l’identità italiana nell’arte contemporanea,l’uso del tricolore come codice semantico del problema identitario. Angelosanto, manipolando tale codice, racconta vizi e virtù dell’italiano, mostrando come il percorso storico dell’intellettuale sia oggi la strada per riaccendere il senso della dimensione nazionale in una rete diffusa di informazioni che attraversano il globo.

Situata tra stereotipo e giungla mediatica, l‘immagine dell’Italia e degli italiani più che rappresentare un popolo è legata a singoli individui e a singoli eventi sfacciatamente dotati di un potere provvisorio, di riassunto di una complessa vicenda storica, riassunto troppo spesso incompleto e fallace, superficiale e decontestualizzato.

Art Sound all’Auditorium Parco della Musica di Roma

Inaugura martedì 28 giugno 2011 alle 19:00 presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell’Auditorium Parco della Musica di Roma la mostra Art Sound. un progetto a cura di Vitaly Patsukov, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con RAM Radioartemobile. La mostra resterà aperta fino al 13 luglio 2011. Per celebrare l’ “Anno Italia – Russia” la mostra Art Sound presenta un progetto sul suono e le tecnologie multimediali e comprende i lavori dei più rinomati artisti russi contemporanei, tra cui le installazioni di Vladimir Tarasov e Vadim Zakharov, i video del New York Group ed i video d’archivio relativi all’avanguardia sovietica (Generazione Z).

Il progetto Art Sound è dedicato al fenomeno della visualizzazione di suoni all’interno di immagini prodotte da tecnologie multimediali. Questa pratica artistica, dalla lunga tradizione, è utilizzata da coloro che propongono oggi un idioma assolutamente nuovo e un’iconologia alternativa. Le sue immagini integrano tutte le tradizioni radicali dell’avanguardia storica, come le orchestre dei rumori del Futurismo, gli accidenti acustici del Dadaismo e le combinazioni sonore di Fluxus.

Simone Bertuzzi/Palm Wine al Kaleidoscope di Milano

Il 27 giugno 2011 alle ore 18.30, Simone Bertuzzi / Palm Wine presenta il quinto episodio del suo workshop dedicato alle stratificazioni cronologiche e geografiche che danno vita alle sonorita’ ibride proprie di molta produzione musicale contemporanea. Sicuramente molti dei partecipanti agli episodi precedenti di questo workshop avranno inteso quella di Simone Bertuzzi / Palm Wine come un’indagine aperta sulla musica ‘esotica’, ‘tropicale’ o ‘africana’.

Forse e’ arrivato il momento di creare ancora piu’ confusione e abbandonare definitivamente ogni divagazione teorica. L’estate e’ iniziata e a quanto pare non c’e’ nulla di meglio delle suddette definizioni di genere per accoglierla. Questo quinto e ultimo episodio e’ da fruire quasi come un programma radiofonico: consistera’ in una serie di ascolti poco mirati e geograficamente schizofrenici. Un autentico mash up, sia di recupero, sia contemporaneo. Que Mango!

Jan e Sara Saudek alla Mondo Bizzarro Gallery di Roma

Decadente, stravagante, osceno: il grande fotografo ceco Jan Saudek assieme alla modella, moglie e musa Sarah Saudek in mostra alla Mondo Bizzarro Gallery, con una retrospettiva curata da Barbara Collevecchio.  Jan Saudek, ebreo nato a Praga, vive l’orrore della deportazione durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale. In seguito torna a Praga, costretto a lavorare quasi di nascosto, chiuso in uno scantinato, sviluppando sogni e fantasie nel contesto piuttosto grigio e pragmatico della dittatura socialista.

Negli anni Settanta inizia a «correggere» le sue stampe in bianco e nero con l’ausilio dell’acquerello. Da questa emarginazione da “uomo del sottosuolo” nasce un’arte onirica, elegantemente triste e allegra: erotica nel senso più vitale ed interessante del termine. Le opere di Saudek, affascinanti e misteriose come la stessa Praga, hanno reso questo artista uno dei maggiori autori viventi. Un pilastro della storia della fotografia del Novecento.

Un-real time da MarcoRossi artecontemporanea

Un-real time è una collettiva che indaga i legami che uniscono i lavori di sei giovani artisti: Michael Ajerman, Valerio Berruti, Paolo Maggis, Nebojsa Despotovic, Nicola Samorì, Santiago Ydanez. Sono opere su tela e tavola, acquarelli, affreschi su juta e sculture che riflettono il luogo-tempo della pittura e il concetto di reale – irreale espresso da questi artisti. Michael Ajerman raffigura un tempo reale, ma reso artificiale dalla posa delle modelle. Pose che appaiono come normali situazioni domestiche, ma in cui luci e colori sensuali e morbosi instillano il dubbio se si tratti davvero di momenti neutri o se qualcosa di carnale, delittuoso stia per verificarsi.

Proprio l’ambiguità tra la calma e il turbamento dona alle opere di Ajerman la capacità di rappresentare l’individuo di oggi, sospeso tra messa in scena di sé, confusioni esistenziali e volontà di fuga. Paolo Maggis rappresenta la realtà in istantanee che riportano la visione che l’artista ha del mondo. Nelle sue tele aleggia una sensazione di sorpresa, perché, come dice Maggis, “le cose nella realtà ci appaiono sempre come per caso”. Nei suoi lavori le scene si presentano con la forza di una rivelazione, tanto positiva quanto negativa. Giochi d’amore e di paura, scene di violenza o di tranquillità familiare, frammenti di vita vissuta o colti attraverso le immagini di giornali e media si mescolano in opere dalla forte gestualità che, nel tempo, sono diventate più sintetiche nella forma e più elaborate nei contenuti.

A Rendezvous in Berlin

A rendezvous in Berlin non è una mostra ma un progetto che nasce da conversazioni fra artisti che hanno partecipato temporaneamente a un percorso, o che condividono un’attitudine e degli interessi comuni. Limite, margine, confine e scorrettezza sono le parole chiave da cui sono scaturiti i lavori che andranno a comporre questo spazio visivo.

La parola, usata nella sua veste di effettualità rispetto al reale, diviene un veicolo che mette in relazione i differenti lavori. Parola che incarnandosi in un gesto di rivolta si fa incisione su pietra in “DIES IRAE”. Oppure si scinde in diversi personaggi, partecipando al tentativo di ricostruzione di un momento opaco della storia italiana di “On the ripening of times”, dove viene investigata la relazione tra il linguaggio e la violenza.

Domenico Antonio Mancini alla Fondazione Morra Greco di Napoli

Il 23 giugno alle ore 19 la Fondazione Morra Greco di Napoli inaugura la mostra personale Altre Resistenze dell’artista napoletano Domenico Antonio Mancini. Per l’occasione l’artista ha realizzato una grande installazione nel basement del Palazzo. Lo spazio è occupato da una serie di 9 tavoli sui quali sono esposte altrettante armi, riprodotte in cartapesta. Tra queste una bomba a mano, una P38, un carcano 91, tutte armi utilizzate durante alcuni episodi della Resistenza che hanno interessato il quartiere di Ponticelli.

Ad accompagnare l’installazione, nove tracce audio ripropongono in maniera frammentaria alcune interviste ai protagonisti delle vicende in questione; interviste che fanno parte di un archivio che ricostruisce alcuni eventi bellici che si sono svolti nell’area orientale di Napoli e dalle quali l’artista ha ricavato le notizie relative alla tipologia di armi usate , le circostanze e gli umori dei protagonisti. La cartapesta con cui sono realizzate le armi è ottenuta utilizzando le pagine della Costituzione Italiana. Questo procedimento era già stato utilizzato da Domenico Antonio Mancini nella realizzazione dell’opera Senza Titolo (2010), che consisteva in una rastrelliera di fucili, moschetti, utilizzati dai partigiani contro le truppe nazi-fasciste.

The Encounter – Una performance di Adrian Paci

Laveronica arte contemporanea è lieta di presentare The Encounter, una performance di Adrian Paci. Il 21 agosto 2011, a partire dalle ore 17.00, sul sagrato della chiesa barocca di San Bartolomeo a Scicli, l’artista albanese incontrerà alcune centinaia di persone per stringergli in maniera simbolica la mano. Un gesto semplice ma estremamente metaforico, ripetuto in maniera ossessiva fino a diventare rituale. Durante la performance gli spettatori-attori aspetteranno ai margini della piazza vuota al centro della quale sarà posta una sedia.

L’artista, lasciato l’ingresso di un’abitazione, percorrerà la piazza e si siederà aspettando finché ad una ad una le persone non cominceranno a raggiungerlo per stringergli la mano e proseguire lasciandoselo alle spalle. Come in una processione laica, una lunga fila lascerà il gruppo per comporre una barriera fitta e sottile di individui in movimento. La moltiplicazione di un gesto consueto come la stretta di mano che, sancendo un accordo o l’incontro di due individui pone la conoscenza e gli scambi fra le persone oltre l’irresolutezza che li precede, determinerà l’unione o la tensione fra l’autore e il contesto culturale e urbano del luogo.

TRA IL SUBLIME E L’IDIOTA, l’umorismo nell’arte contemporanea italiana

dal 22 luglio al 2 ottobre 2011

TRA IL SUBLIME E L’IDIOTA
l’umorismo nell’arte contemporanea italiana
a cura di Luca Beatrice

Sale Napoleoniche Palazzo Parisani Bezzi | Tolentino (MC)

Inaugurazione giovedì 21 luglio 2011 ore 18.00
Conferenza stampa giovedì 30 giugno 2011 ore 12.30 presso la sede Regione Marche, Ancona

Giovedì 21 luglio, in occasione del suo 50° anniversario, la Biennale Internazionale dell’Umorismo di Tolentino inaugura la mostra TRA IL SUBLIME E L’IDIOTA, l’umorismo nell’arte contemporanea italiana.

Una nuova sfida “Biennale” per il curatore Luca Beatrice, che sceglie con uno sguardo non convenzionale le opere di 28 artisti che nella loro carriera hanno saputo usare il linguaggio dell’ironia per affrontare in chiave critica il reale. A volte amplificandone gli aspetti tragicomici, altre diventando voce di denuncia sociale e offrendo un sorriso amaro, altre ancora dissacrandone i miti e regalando al pubblico l’occasione di riderci sopra.

Video, installazioni, sculture, disegni, dipinti dialogano tra loro e con le sale settecentesche di Palazzo Parisani Bezzi che li ospitano tra affreschi, arazzi, quadri, mobili e arredi d’epoca dando vita a un allestimento originale, in perfetta linea con lo spirito curatoriale.

A Roma parte la MAXXI Estate

dal 23 giugno al 16 ottobre: un calendario ricco di performance, incontri, arte, musica PRIMO APPUNTAMENTO: IL CONCERTO DI MOMUS DELLA RASSEGNA MAXXIMALISM / SUMMER MUSIC SHOWS AT MAXXI. Roma, 23 giugno 2011. Giunto alla dodicesima edizione al MoMA PS1, YAP – Young Architects Program arriva per la prima volta a Roma grazie alla collaborazione tra il MAXXI e il museo newyorchese. Il programma, che a Roma prende il nome di YAP MAXXI ed è curato dal MAXXI Architettura, vede gli spazi esterni del museo trasformarsi in un giardino di isole verdi per accogliere gli eventi della stagione estiva, grazie al progetto WHATAMI, ideato dallo studio romano stARTT. Un paesaggio artificiale, delineato da colline su cui sostare sormontate da grandi fiori che forniscono ombra di giorno e luce di sera, permetterà al pubblico di rilassarsi, contemplando le linee sinuose del museo.

A New York, YAP MoMA ha visto la realizzazione del progetto Holding Pattern dello studio newyorchese Interboro Partners. Entrambi i progetti sono stati scelti tra numerose proposte internazionali da una giuria costituita da membri del MAXXI e del MoMA PS1. Per l’intera durata di YAP, i visitatori di entrambe le istituzioni potranno visitare le mostre che illustrano tutti i progetti finalisti.

OVER FORTY, una collettiva riservata unicamente agli over 40

Martedì 28 giugno 2011, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22 – Roma, si inaugura la mostra Over Forty a cura di Loredana Rea. L’esposizione rimarrà aperta fino al 15 luglio, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

Il tema che fa da collante al percorso espositivo è il desiderio di rispondere con ironia a una tendenza tipica di questi anni, quella circoscrivere l’indagine sulle ricerche contemporanee ad artisti “sotto i quaranta”, da una parte seguendo la necessità di delineare una mappatura, dall’altra perché si pensa che solo dai più giovani possano arrivare proposte nuove.
Studio Arte Fuori Centro ha sempre aperto il suo spazio a chiunque facesse ricerca, disinteressandosi dell’età anagrafica, attento anzi a costruire un dialogo e un confronto tra generazioni diverse, per suggerire sempre nuove possibilità di sconfinamenti, di commistioni e di interferenze. Quindi come risposta ai noti quesiti: sei un artista? hai meno di quaranta anni? con Over Forty replichiamo: sei un artista? hai più di quaranta anni?… bene allora fai il caso nostro!

Interzone – Ian Curtis e i Joy Division

Nuovo progetto di mail art digitale proposto dalla Maldoror Press: Interzone – Ian Curtis e i Joy Division, secondo ebook/catalogo per la collana fermopostadinamico dopo il fortunato precedente “Corpi che amano”.

Il tema questa volta è ispirato alla band di Manchester e al suo giovane frontman, che hanno segnato i cuori di un’ intera generazione. Il desiderio della Maldoror è che le ombre e le luci riescano a mescolarsi liberamente in un flusso ininterrotto di immagini, in modo da far rivivere un momento significativo della storia della musica.