Richard Prince paga i danni!

Sin. Richard Prince, dx. Patrick Cariou

Mai articolo fu più profetico. Ieri nel nostro pezzo intitolato Quella strana consuetudine di “rubare” le immagini, abbiamo infatti accennato alla vicenda Patrick Cariou contro Richard Prince. Nel 2008, per una mostra alla Gagosian Gallery, Prince aveva praticamente “rubato” alcune immagini del fotografo francese riguardanti la cultura del popolo rastafari e pubblicate nel 2000 dopo una decade di ricerche sulle montagne jamaicane.

Per il suo ciclo di opere intitolato Canal Zone, Prince non aveva fatto altro che aggiungere qualche particolare alle immagini del fotografo. Ebbene ci è giunta da poco notizia che un giudice statunitense ha dato ragione a Cariou, accusando Prince di aver infranto i diritti d’autore riguardanti le immagini. P

Weihai Road 696, quando Shanghai non ama i suoi artisti

Se Londra, Berlino, New York e molte altre metropoli del mondo si sono trasformate negli anni in vere e proprie capitali dell’arte contemporanea, Shanghai potrebbe vincere il premio come città meno ospitale di tutta la creatività internazionale. Già, la città più popolosa della Cina nonché metropoli più popolosa del mondo, non è proprio il posto ideale per uno studio d’artista. Ne sa qualcosa il povero Ai Weiwei che pochi mesi fa era stato invitato a costruire uno studio proprio dalle autorità governative cittadine, vale a dire le stesse che hanno poi raso al suolo ogni centimetro quadrato di quel piccolo tempio della creatività.

Ebbene, in questi ultimi giorni altri artisti locali si sono trovati a sperimentare sulla loro pelle le difficoltà di essere creativi a Shanghai. Da ormai quattro anni infatti una colonia di artisti dissidenti si è stabilita in una fabbrica abbandonata nel centro della città, a pochi passi da Nanjing Road, la fashion street sede del main store cinese di Louis Vuitton. In poco tempo la colonia creativa ha ribattezzato quel distretto creativo come Weihai Road 696, dando vita ad una scena artistica caratterizzata da un estremo sentimento di avanguardia il quale molto spesso non incontra i favori dell’arte commerciale.

Parte Nero su Bianco il laboratorio di arte contemporanea per bambini

Sabato 26 marzo dalle 16.00 alle 17.30 presso gli spazi di via San Francesco di Sales (Roma), si svolgerà il primo laboratorio didattico della Fondazione VOLUME! dedicato ai bambini dall’età compresa dai cinque ai dieci anni. Con Florigen – questo il titolo della mostra pensata dall’artista inglese Paul Morrison per gli spazi della Fondazione – si inaugura il primo laboratorio artistico, che vede il coinvolgimento dei bambini in un percorso creativo con il quale potranno avvicinarsi all’arte contemporanea attraverso il gioco, la pratica laboratoriale, la rappresentazione.

Dal paesaggio fantasioso ricreato dal wall painting in bianco e nero con il quale Morrison, aumentando la percezione dello spazio, ha dato vita a uno scenario immaginario, i bambini verranno guidati alla conoscenza dei sensi al fine di sviluppare un orientamento creativo. Sarà attraverso la stimolazione del senso olfattivo, tattile e visivo, che i partecipanti, guidati da due operatrici, saranno coinvolti a sviluppare la conoscenza del luogo in cui si trovano a interagire e la capacità di posizionarsi in relazione ad esso.

Zimoun, la parte vitale del suono

E’ sempre più difficile imbattersi in una forma d’arte concettuale o minimal che riesca  ad esplorare territori non ancora battuti dai maestri del passato, come è quasi impossibile ascoltare oggi un qualsiasi esperimento sonoro che non risulti banale o già sentito. Eppure la scena dell’arte contemporanea in questi ultimi tempi ha sfornato un vero e proprio talento, si tratta di un artista svizzero classe 1977 capace di fondere concettuale, minimal e musica sperimentale all’interno di installazioni che riescono ad affascinare lo spettatore grazie ad un’estetica primordiale ed una nuvola sonora che trova nella perpetua reiterazione del moto il suo punto di forza.

Questo giovane artista autodidatta risponde al nome di Zimoun ed a parte una fugace apparizione allo spazio Die Schachtel di Milano nel 2007 ed una al Syncronie Festival sempre nella stessa città nel 2008, si è visto raramente dalle nostre parti. Eppure in Svizzera come nel resto del mondo Zimoun ha già collezionato un buon numero di partecipazioni a festival e mostre all’interno di spazi istituzionali.

Simone Bergantini – ALPHABET

Giorgio Galotti ha il piacere di presentare Alphabet, la prima mostra personale a Roma di Simone Bergantini, Venerdì 8 aprile 2011, alle ore 19. Dopo aver vinto due tra i più prestigiosi premi internazionali, Talent Calling (FOAM Museum Amsterdam) e Premio Terna 02, l’artista approda alla galleria CO2 di Roma con un progetto ad hoc, nel quale dialogano opere appartenenti alla serie Black Boxes, realizzata tra il 2008 e il 2010, e W.W.Y.B.W.Y.S.I.B (where will you be when your soul is back), realizzata nel 2010.

In Alphabet l’artista registra un personale campionario di significati. Il progetto racconta la volontà di definire un microuniverso di simboli autoreferenziali, necessari all’articolazione progressiva del proprio percorso artistico. Oggi più che mai, il sottile margine tra forma e contenuto è divenuto spunto di riflessione, laddove, avallando la strutturata solidità del messaggio, si favorisce l’immediatezza dell’immagine in re ipsa. Qui la fotografia vive un periodo di sovraesposizione, come se, citando Walter Benjamin, stessimo vivendo “la riproducibilità tecnica nell’epoca della sua immagine”. Intenzione della mostra è la ricerca dei confini di questo infinito presente, generato da un flusso continuo ed inarrestabile di immagini.

Quella strana consuetudine di “rubare” le immagini

Richard Prince - Untitled (cowboy) - 1989

Siamo cresciuti in un mondo di immagini tanto che ora ci sentiamo dannatamente stregati dalle stesse. Già nel bel mezzo degli anni ’70 la Pictures Generation di Robert Longo, Sherrie Levine, Cindy Sherman e Richard Prince fu incredibilmente tentata dal vasto mondo della produzione delle immagini, di quell’universo al limite tra il fiabesco e l’orrorifico animato dal cinema, della televisione, dai magazines e dai cartelloni pubblicitari. Inutile aggiungere che questi artisti cominciarono una sistematica riappropriazione di quelle immagini, piegandole ai loro voleri.

Questo non senza incappare in noie legali riguardanti le leggi sul copyright, basti pensare alle controversie sollevate da Sherrie Levine e le sue 22 fotografie di Walker Evans ri-fotografate o le ormai leggendarie gesta di Richard Prince, autore di una ripetizione del cowboy della Marlboro. Prince da par suo è inoltre protagonista di una recente vicenda di plagio ai danni di una fotografia scattata da Patrick Cariou. Insomma, l’appropriazione delle immagini altrui ha scritto un capitolo decisamente interessante e pungente all’interno della storia dell’arte contemporanea.

Yinka Shonibare sbarca a Madrid con tanto di cannone

Il corsaro Yinka Shonibare torna a salpare sui sette mari dell’arte contemporanea. Come ben ricorderete l’artista anglo nigeriano è stato artefice lo scorso anno di una coloratissima e  gigantesca replica della HMS Victory, la nave con cui l’ammiraglio Nelson scese in acqua per la battaglia di Trafalgar.  In quell’occasione  la nave, posta all’interno di un’immensa bottiglia e con le vele costituite da drappi incredibilmente variopinti, fu posta sopra il Fourth Plinth, celebre Quarto Plinto di Trafalgar Square a Londra.

Sam Taylor-Wood modella per Louis Vuitton

Ma quante cose fa la nostra Sam Taylor-Wood? Ebbene nel giro di pochi mesi la camaleontica artista londinese ha preso parte ad un innumerevole serie di attività creative, difficili da elencare. Lo scorso 8 marzo ha infatti diretto Daniel Craig ( James Bond per gli amici) in uno spot dedicato alla Giornata Internazionale delle Donne, per lo spot l’artista ha utilizzato la voce fuori campo di Judi Dench che ha elencato le varie disparità di trattamento in ambiti sociali e lavorativi perpetrate ai danni delle donne sia nel Regno Unito come nel mondo.

Inutile poi ricordare che nel 2011 Sam Taylor-Wood, tra una mostra e l’altra, è riuscita a trovare il tempo per promuovere il suo film Nowhere Boy, dedicato all’adolescenza di uno scatenato John Lennon.  Ultimamente l’artista ha inoltre risposto alla chiamata dei R.E.M. capitanati da Michael Stipe che l’hanno chiamata a partecipare al loro Collapse Into Now Film Project. Per i R.E.M. Sam Taylor-Wood ha girato il video di Uberlin (dopo il salto troverete il video completo) che ha per protagonista proprio Aaron Johnson, già star principale di Nowhere Boy.

Trent’anni di Mimmo Paladino al Palazzo Reale di Milano

Dal 30 marzo al 26 giugno 2011, Milano sarà teatro di un imperdibile evento: Palazzo Reale, ma anche Piazza Duomo e l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II accolgono la monografica di Mimmo Paladino (Paduli, 1948). Curata da Flavio Arensi, promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta da Palazzo Reale, Civita e GAmm Giunti, la mostra prende in esame oltre trent’anni di attività del maestro campano, una delle più autorevoli personalità del panorama artistico internazionale, attraverso un nucleo di oltre 50 opere, tra cui 30 dipinti di grandi dimensioni, sculture e installazioni.

L’omaggio a Mimmo Paladino dalla città di Milano, dove per trent’anni ha mantenuto studio e abitazione, presenta degli elementi di eccezionalità. Per la prima volta, sul sagrato del Duomo, tra la statua equestre di Vittorio Emanuele II e la Cattedrale, verrà installata un’opera d’arte monumentale, la Montagna di sale (35 metri di diametro e 10 metri di altezza), ricostruita a vent’anni di distanza dalla sua prima realizzazione a Gibellina e a quindici anni dal riallestimento in piazza del Plebiscito a Napoli.

Un monumento per Kurt Cobain

Una grande scultura in cemento raffigurante una chitarra sarà resa nota al pubblico il prossimo 5 aprile ad Aberdeen nello stato di Washington. Il monumento sarà dedicato alla celebre icona del grunge Kurt Cobain che nacque proprio ad Aberdeen il 20 febbraio del 1967. Cobain formò i Nirvana nel 1987 con Krist Novoselic ed in soli due anni la band divenne uno dei gruppi leader della scena musicale di Seattle.

Street art sotto accusa a Los Angeles: arrestato Smear

Los Angeles torna ancora a far parlare di sé per una vicenda legata alla street art locale. Dopo le censure del MOCA di Jeffrey Deitch al murale di Blu ed il conseguente tentativo di salvare la faccia con il lancio della mostra Art in The Streets (che verrà inaugurata il prossimo 17 aprile  e rimarrà in visione fino all’8 agosto 2011), eccoci dunque a parlar di una notizia assai triste che ha per protagonista lo street artist Smear.

Lo scorso mercoledì Cristian Gheorghiu (noto come Smear) è stato infatti arrestato dalla polizia losangelina e preso in custodia dallo sceriffo della contea. Di certo si sa che Smear era già stato denunciato per atti di vandalismo nel 2007. Martedì scorso le autorità avevano condotto una lunga perquisizione all’interno dell’abitazione dell’artista. Molti di voi potrebbero pensare ad un’operazione antidroga ed invece la polizia ha condotto una vera e propria azione anti-arte, sequestrando un cospicuo numero di posters, stencil e stickers prodotti dall’artista negli ultimi mesi .

Antony Gormley “rovina” la festa di St.Patrick

Lo scorso 17 marzo sono iniziate le celebrazioni per il St. Patrick’s Day, ovvero il giorno di San Patrizio, vescovo e missionario irlandese di origini scozzesi che per l’appunto  viene festeggiato da tutta la comunità irlandese del mondo nella data della sua morte. Inutile dire che il  St. Patrick’s Day da luogo ogni anno ad una vera e propria settimana di festeggiamenti. In questi giorni quindi, l‘ente del turismo irlandese ha deciso di illuminare con una fantastica luce verdognola ogni monumento e luogo storico di tutta la nazione.

Ovviamente i festeggiamenti si svolgono anche nel Regno Unito e diversi monumenti inglesi sono stati per così dire vestiti dalla festosa luce verde. L’ente del turismo aveva inoltre intenzione di illuminare anche la celebre scultura The Angel of the North, monumentale opera di 20 metri d’altezza, creata dalla star del contemporaneo Antony Gormley ed ospitata dalla contea di Gateshead in Inghilterra. A questo punto va precisato che Gormley è un accanito sostenitore del St. Patrick’s Day, anche perché nelle sue vene scorre una parte di sangue irlandese.

La classe non è acqua al GAMeC di Bergamo

Dal 23 marzo al 24 luglio 2011, la GAMeC di Bergamo ospiterà la mostra La classe non è acqua, parte del progetto internazionale ARTools, che vedrà i lavori di 100 studenti delle scuole della città confrontarsi con le opere di 9 grandi artisti contemporanei. Ideato dalla GAMeC, ARTools (Art as tool for understanding contemporary) ha vinto il concorso indetto su scala europea dalla EACEA (Education, Audiovisual and Culture Executive Agency) ed è realizzato in partenariato con tre istituzioni museali europee – Centre International d’Art & du Paysage, Île de Vassivière (Francia), Malmö Konsthall, Malmö (Svezia), Műcsarnok Kunsthalle, Budapest (Ungheria), ciascuna delle quali ha sviluppato un proprio programma educativo legato alla cultura e all’arte.

Alla GAMeC, ARTools prevede il coinvolgimento di tre istituti scolastici della città di Bergamo che, affiancati da educatori museali della Galleria, hanno intrapreso un corso di studi, misurandosi con il lavoro di nove importanti artisti internazionali (Carla Accardi, Stefano Arienti, Joseph Beuys, Allan Kaprow, William Kentridge, Michelangelo Pistoletto, Thomas Schütte, Cindy Sherman e Andy Warhol), scelti per la tecnica con la quale esprimevano la loro creatività e selezionati per la capacità di anticipare e interpretare l’evoluzione socio culturale su scala globale, oltre che per il profondo legame con i propri Paesi di origine e la loro storia.