Rinascenze, un progetto del Museo Riso alla Rinascente

 
Micol Di Veroli
26 novembre 2011
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rinascenze 450x337 Rinascenze, un progetto del Museo Riso alla Rinascente

Lunedì 28 novembre alle ore 18 apre al pubblico la mostra “Rinascenze”, curata da Riso Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia / S.A.C.S. in collaborazione con la nota catena di grandi magazzini la Rinascente, che verrà ospitata nel department store di Palermo fino al 2 gennaio 2012. Saranno esposte opere realizzate appositamente per l’occasione da sette artisti presenti nell’Archivio S.A.C.S. – Sportello per l’Arte Contemporanea della Sicilia, di Museo Riso: Federico Baronello, Marco Bonafè, Andrea Buglisi, Alessandro Di Giugno, Paolo Parisi, Mariagrazia Pontorno, Studio ++.

L’esposizione nasce da un bando di concorso, ideato da Antonella Amorelli (coordinamento generale di Riso) e realizzato in collaborazione tra il Museo e la Rinascente, rivolto a tutti gli artisti presenti nell’Archivio S.A.C.S. per la progettazione di opere d’arte da allestire nelle grandi vetrine al pianterreno del suo punto vendita di Palermo. Ricorrendo in modo evidente a una immediata assonanza con il committente, “Rinascenze” – titolo del bando nonché della mostra – indica un tema legato sia al contesto socio-culturale del capoluogo siciliano e alla Vucciria, il quartiere che ospita la Rinascente, sia alla contingenza temporale in cui, dalla fase critica che stiamo attraversando, sono possibili e auspicabili “rinascite” connesse alla cultura e al territorio.

L’esito di quel bando, esempio di rara e fattiva collaborazione tra pubblico e privato, si è evoluto andando al di là di una mera produzione di opere d’arte solo per le vetrine. La qualità dei progetti presentati dagli artisti, selezionati da una commissione composta da Renato Quaglia (coordinamento progettuale di Riso), Sergio Alessandro (direttore di Riso), Giovanni Iovane (curatore S.A.C.S.), Caroline Corbetta (curatore indipendente e critico d’arte), Giovanni Almirante (responsabile iniziative speciali e vetrine de la Rinascente) e Antonio Mazzeo (store manager de la Rinascente di Palermo) ha indotto a riconsiderare l’iniziale spazio espositivo, ampliandolo dalle vetrine al pianterreno a un’ampia sala panoramica al quinto piano, destinata a eventi speciali.

“La vetrina sulla strada appartiene di fatto all’iconografia del ’900 (basti pensare alle fotografie di Eugène Atget o agli scritti di Walter Benjamin su Parigi). L’idea di allestire delle opere d’arte contemporanea all’interno di questo spazio particolare va tuttavia nella direzione opposta di un semplice processo di appropriazione o di mera decorazione, sia pure d’artista” – spiega Giovanni Iovane – “Lo spazio delle grandi cinque vetrine al piano terreno, insieme alla sala espositiva all’ultimo piano, caratterizzata da grandi vetrate con vista sul centro storico di Palermo, diviene il vero molteplice punto tematico di questa mostra: l’essere in vista, la “finestra” tra interno ed esterno, il punto di vista dell’osservatore. In altre parole, gli spazi dove sono collocate le opere d’arte aprono e chiudono, con una diversa esposizione oggettiva, il contenuto e la funzione de la Rinascente”.

Le “rinascenze” si declinano attraverso le opere di Mariagrazia Pontorno, che in tutte le vetrine espone spettacolari luminarie circolari di 2,7 metri di diametro, che fanno da cornice a una video proiezione riproducente in 3D un campo di grano che ondeggia al vento. Elemento di raccordo di tutto il lavoro è la città, la sua tradizione e in particolar modo il miracolo: durante il periodo natalizio si celebra Santa Lucia, ricordata per aver salvato Palermo dalla carestia facendo approdare sulle rive del mare una nave carica di frumento. Il grano d’inverno, inserito all’interno delle luminarie, arredo urbano tradizionale presente in vari luoghi della città nelle occasioni festive, traccia un paesaggio geometricamente oggettivo di rinascita e ricorrenza.

I lavori degli altri sei artisti riprendono generalmente questa idea di paesaggio nella sala espositiva all’ultimo piano. In questo spazio, dove le grandi vetrate esistenti stabiliscono una diversa prospettiva sull’esterno rispetto a quelle del piano terra, le opere esposte si presentano come visione alternativa e luogo radicalmente differente, come le tre “isole” acquerellate sulla parete di 6×2 metri di Paolo Parisi; la grande fotografia installata direttamente su una finestra di Alessandro Di Giugno che riproduce un cielo notturno; le cangianti geometrie argentate, strappate e ritagliate, ancora una volta su una vetrata, di Marco Bonafè. La mostra prosegue con l’installazione video composta da due proiezioni su monitor di Federico Baronello, che fornisce interpretazioni dell’universo opposte; l’interpretazione pop di Andrea Buglisi, allusivamente ironica, di una piccola cassetta d’emergenza – come quelle che contengono un martelletto per rompere il vetro delle finestre in caso di necessità – ingrandita sino ad occupare 2 metri quadri di spazio. L’esposizione si conclude con l’opera dello Studio ++, percettibile solo nel tempo: la riproduzione in diretta web su un piccolo monitor, per tutta la durata della mostra, di una piccola palma che è riuscita a sopravvivere – e quindi rinascere – dopo l’attacco del famigerato Punteruolo Rosso, la devastante malattia che negli ultimi anni colpisce, quasi sempre senza possibilità di guarigione, le palme nel Sud Italia.

La collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, nella progettazione e nella realizzazione della mostra “Rinascenze”, si può intendere come una vera e propria trasmigrazione e insieme reciproco ripensamento degli spazi espositivi. Un passaggio, sia pure temporaneo, tra spazio pubblico e spazio privato e commerciale che di per sé genera un cambio immediato del punto di vista dell’osservatore, attraverso un meccanismo di reale e concreta sinergia tra istituzione e impresa.

 

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