Il Macro di Roma torna in città

di Redazione Commenta

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 Il MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma riapre il 16 maggio 2009 in occasione della Notte dei Musei. Love Letters sarà il titolo dell’evento speciale della serata a cura dell’artista di origine americana Arthur Duff, una suggestiva proiezione laser che inciderà profondamente sull’identità e l’aspetto degli spazi del museo.

In una delle sale del museo sarà presentata l’opera inedita Where the Bees Suck, There Suck I dell’artista indiana Hema Upadhyay, una grande installazione insieme drammatica e giocosa. Insieme a queste espressioni aggiornate della creatività attuale, saranno in mostra le opere storiche e contemporanee della collezione di MACRO, tra cui quelle di Pino Pascali, Carla Accardi, Nicola De Maria, Alessandra Tesi e Marc Quinn. Saranno poi esposti altri lavori, generosamente concessi in prestito da collezionisti privati e gallerie: Bill Viola, François Morellet, Rirkrit Tiravanija, Gastone Novelli e Lucio Fontana. L’evento sarà quindi un’ottima occasione per ammirare la collezione permanente raramente messa in mostra dalla precedente direzione.

L’attesissima riapertura del museo coincide con la prima uscita pubblica del nuovo direttore Luca Massimo Barbero nominato dal nuovo governo di destra e subentrato a Danilo Eccher, additato più volte come troppo vicino al precedente governo di sinistra. Barbero ha comunque dichiarato “Tutti sanno che non sono certo simpatizzante della destra, questa esperienza per me è insieme un rischio ed una grande prova”.

Il budget di gestione di 1 milione di euro dell’anno precedente è stato rialzato ad 1.5 milioni di euro dall’assessore alla cultura Umberto Croppi che ha in progetto di trasformare il Macro in una fondazione sullo stile di Venezia e Torino. In questo modo il museo potrà usufruire di sponsorizzazioni vietate alle istituzioni municipali con una previsione di budget di 6 milioni di euro annuali.

L’inaugurazione del Macro sarà un grande evento ma la direzione precisa di non voler esagerare: ” Non aspettatevi i fuochi d’artificio, vogliamo solo restituire il museo alla città ed al pubblico internazionale” ha annunciato Luca Massimo Barbero.

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