Julieta Aranda, dopo New York arriva a Roma

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 L’artista messicana Julieta Aranda (1975, Città del Messico) presenta oggi 28 maggio a Roma il progetto dal titolo Publick Occurrences Both Forreign and Domestick: concepito ed esposto per la prima volta a Berlino, viene riproposto in forma sviluppata e rinnovata negli spazi della galleria 1/9 unosunove.

Il titolo riprende quello del primo giornale pubblicato nelle Americhe, a Boston, il 25 settembre 1690 e che, come molte altre pubblicazioni dell’epoca, ebbe una vita molto breve, ritirato dal commercio il giorno dopo la sua pubblicazione per motivi di censura. Allo stesso modo l’artista ha compilato e stampato un giornale che non è reso pubblico, nè destinato alla lettura, ma viene presentato come oggetto fisico attraverso un suo riutilizzo per i più diversi scopi di carattere funzionale e privato: diventa una tenda, un involucro per il cibo, una spugna per asciugare scarpe bagnate, un panno per pulire, e infine cartapesta per la produzione artigianale di altra carta.
Gli articoli che il giornale riporta – dall’imprigionamento dello Zar di Russia nel 1917 allo sbarco sulla luna del 1971, dal bombardamento del TWA nel 1986 alla morte di Laika, il cane che ha viaggiato nello spazio, o il test atomico del 1952 in Nevada – sono parzialmente visibili attraverso superfici di sculture, installazioni e fotografie a grandezza naturale che coinvolgono il pubblico ad una partecipazione attiva nell’atto stesso di leggere, prestando una particolare attenzione al momento in cui la realtà effettiva viene alterata dall’atto di leggerla.
Le notizie prendono vita in un contesto completamente avulso dalla determinazione storica che le ha legittimate. Da testimoni di eventi storici diventano testimoni di una storia privata, dimessa, quotidiana e in qualche modo universale.

Attualmente Julieta Aranda è in mostra presso il Solomon R. Guggenheim Museum di New York dove ha inaugurato Intervals, una serie di eventi espositivi che intendono riflettere sulle pratiche artistiche contemporanee più innovative: in ciascuna occasione un artista verrà invitato ad intergire con il suggestivo spazio del museo newyorkese.

Photo Copyright: Julieta Aranda

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