Kenneth Anger, il video artista maledetto al P.S.1

di Redazione Commenta

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Se non avete mai visto dal vivo lo scandaloso video di Kenneth Anger dal titolo Scorpio Rising probabilmente è ora che lo facciate e quale miglior occasione della retrospettiva a lui dedicata dalla prestigiosa galleria P.S.1 di New York che mette in mostra anche altri capolavori del controverso artista statunitense.

Anger Cominciò a girare film all’età di 10 anni, ma i suoi primi film andarono quasi tutti distrutti. Il suo primo film ad avere una distribuzione fu Fireworks, girato a Los Angeles nel 1947, che attirò l’attenzione di Jean Cocteau, il quale lo invitò successivamente a recarsi a Parigi. Verso la fine degli anni sessanta lavorò con Mick Jagger dei Rolling Stones e con Bobby Beausoleil complice di Charles Manson, colpevole di omicidio di primo grado che partecipò al suo celeberrimo experimental movie del 1969 Invocation of my demon Brother la cui colonna sonora fu eseguita da Mick Jagger con un sintetizzatore Moog e fu poi completata con le musiche del film di Anger del 1970, Lucifer Rising .

Kenneth Anger ebbe un litigio ampiamente pubblicizzato con Jimmy Page, chitarrista dei Led Zeppelin a proposito della colonna sonora di Lucifer Rising. Anger dichiarò che Page ci aveva messo tre anni per ultimare la musica, e il risultato finale era stato una cantilena di 25 minuti, inutilizzabile.

Omosessualità, machismo, cultura pop, droga, perversione ed occultismo sono i segni distintivi di Kenneth Anger che nella sua dissoluta visionarietà può essere considerato come uno dei più grandi artisti del secolo scorso. Il famoso artista è stato ultimamente uno dei protagonisti di una mostra sulle avanguardie cinematografiche dal titolo Avanguardie a confronto ospitata dal Museo Hermann Nitsch di Napoli l’11 giugno scorso.
La mostra alla P.S.1 sarà visitabile fino al 14 settembre prossimo e le proiezioni si svolgeranno in uno stravagante ambiente simile ad un tendone di vinile rosa che si avvicina alla consistenza ed al colore della pelle umana.

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