Tutti pazzi per il gossip

di Redazione Commenta

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Vi proponiamo una serie di articoli in ordine sparso che abbiamo raccolto dai nostri archivi cartacei nel corso degli anni. Alcune notizie sono talmente bizzarre che potrebbero essere vere, altre sono talmente vere da passare per false. A voi il gusto di crederci o no.

Frank Gehry ha ammesso di non aver mai progettato i suoi musei pensando alle opere d’arte da ospitarci: “Il mio lavoro è già arte, sono un archistar” ha dichiarato l’architetto ad un reporter russo durante un party su di uno yacht ancorato nei pressi delle coste tunisine. Gerhy ha già sviluppato un progetto per il museo d’arte contemporanea di Odessa che si spera porterà più di 500 milioni di dollari annui nelle casse cittadine grazie al turismo di massa ed ai diritti di riproduzione delle fotografie della struttura nelle pubblicazioni di tutto il mondo.

L’editore di Artforum invitato ad un dibatto sulla critica d’arte a Huston non è stato in grado di rispondere ad una domanda su di un articolo apparso sul suo magazine. La giustificazione dell’editore è stata:”Andiamo, io non leggo gli articoli! Lo sanno tutti che i giornali d’arte esistono solo per vendere spazi pubblicitari”. Dopo tale affermazione il pubblico è rimasto un poco spiazzato ma in seguito ha posto all’editore alcune domande sulla pubblicità all’interno dei magazine d’arte. L’editore questa volta ha risposto con esauriente professionalità.
Ron Jonescyk è un artista americano che ha lavorato per anni nell’anonimato. Un giorno un curatore del MoMa passando per caso vicino la casa dell’artista ha notato un’affascinante scultura che spuntava da una finestra. Seppure Jonescyk non abbia mai avuto ne titoli, ne raccomandazioni o rappresentazioni e non ha mai venduto una cicca è riuscito a guadagnarsi una mostra personale contando solo sul merito del suo lavoro.

Damien Hirst ha dichiarato che la sua mostra alla Wallace Collection (quella con i fantomatici dipinti di cui vi avevamo già parlato in questo articolo) era uno scherzo: “Non posso credere che tutti ci siano cascati”. Hirst ha inoltre ammesso di essere Banksy e che tutto quello che fa non è ironico.

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