Tino Sehgal e l’arte evanescente al Guggenheim Museum

di Micol Di Veroli Commenta

 Se avete sempre desiderato vedere l’interno del Guggenheim Museum di New York nel suo stato originale allora forse questo è il vostro momento. In occasione della mostra personale dedicata a Tino Sehgal (fino al prossimo 10 marzo) infatti la grande spirale, precedentemente accesa dalle opere di Kandinsky, è stata completamente svuotata e non si vede l’ombra di un dipinto nemmeno a pagarlo oro. Ma a guardarlo bene lo spazio non è del tutto vuoto, sul pavimento della celebre rotunda un uomo ed una donna giacciono avvinghiati in un morbido e lento abbraccio.

Nelle rampe sovrastanti invece alcune persone camminano con passo leggero e parlano insieme in modo amicale mentre nuovi partecipanti si uniscono al discorso ed altri se ne vanno. L’arte di Seghal è quasi interamente composta da queste performance caratterizzate da incontri sociali, pseudo balletti e atti teatrali. L’artista ha studiato danza ma è più avvezzo a musei, gallerie e fiere d’arte. Il lavoro di Sehgal verte sui sistemi economici e sul processo distruttivo della tecnologia, il tutto in relazione all’industria dell’arte. Il suo obiettivo è quello di creare un contro-modello, una situazione dal niente che lentamente svanisce senzar lasciare una traccia fisica e soprattutto senza lasciare opere da vendere sul mercato. Certo è che inscenare una sparizione è molto difficile nell’età della tecnologia che vede e registra tutto ma per arginare il danno Sehgal ha vietato a chiunque di fotografare la sua performance. Una volta giunti al museum però ci si accorge che non c’è niente da fotografare, il sensuale passo a due dei performer intitolato Kiss non è una sorpresa per chi ha familiarità con la danza contemporanea.

Comunque sia come scultura vivente la performance ha momenti decisamente affascinanti che confluiscono in pose erotiche derivate dai capolavori di  Courbet, Rodin, Brancusi e Jeff Koons. Il secondo delle due opere in mostra al museo si intitola This Progress nel corso della performance un bimbo si avvicina agli astanti e precisa che si tratta di un’opera di Tino Sehgal poi pone la domanda “cosa è il progresso?” ed inseguito chiede un esempio del progresso. Man mano che l’opera si evolve i performer si avvicendano, giungendo all’età adulta ed a domande sempre più complicate sul concetto di progresso.

Photo Copyright: New York Times

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