Appello contro i tagli alle ore di storia dell’arte dalle scuole secondarie

di Redazione 138

Globartmag pubblica quest’appello lanciato dal curatore d’arte Barbara Collevecchio, il quale invita la popolazione a regire ai tagli sulle ore di storia dell’arte imposti dalla pubblica istruzione, ricordiamo ai nostri lettori che è possibile firmare una petizione contro quest’assurdità. Globartmag è contro ogni decisione atta a far retrocedere il livello culturale della nostra Nazione.

Preso atto della riduzione degli orari di storia dell’Arte nei licei e la sua scomparsa dagli istituti tecnici e professionali dovuti alla riforma Gelmini, ci appelliamo al Ministro della Pubblica Istruzione affinchè riveda questa decisione che ci lascia insoddisfatti e interdetti.

Non possiamo che manifestare il nostro disappunto in merito a punti della riforma che troviamo ideologicamente pericolosi, a partire dalla sua impostazione classista: La disciplina “Storia dell’arte” rimane, infatti, sostanzialmente nei licei, scuole che nella mente dei riformatori sono le destinatarie di un’umanità superiore, appunto di serie A. L’insegnamento della Storia dell’Arte sparisce infatti dal Professionale, rimanendo nel Tecnico, pur decurtata di ore, in un unico indirizzo, quello Turistico.

Siamo contrari al messaggio per cui le discipline tecniche hanno maggiore dignità rispetto a quelle umanistiche. Ci sembra del tutto ingiustificato che le ore di insegnamento di Storia dell’Arte diminuiscano al liceo artistico per evidenti ragioni di indirizzo di studi e, soprattutto, che al liceo classico, si adotti la scelta penalizzante di assegnare una sola ora settimanale alla disciplina.Si chiede pertanto di assicurare agli studenti della Scuola italiana e, in particolare, a quelli del liceo classico ed artistico, un insegnamento della storia dell’arte adeguato affinché si possa garantire in modo efficace la formazione disciplinare e culturale dei nostri studenti. Infine, se vogliamo che i cittadini di domani difendano i principi enunciati nell’art.9 della Costituzione, occorre che conoscano il patrimonio storico-artistico che saranno chiamati a salvaguardare. O è proprio questa consapevolezza che si vuole cancellare?

La società civile

Andate su questo indirizzo web e firmate!!!!!!

Commenti (138)

  1. Se lei fosse andato nel gruppo saprebbe benissimo che Simona ha un nome e cognome. saprebbe che ho postato il suo prospetto e le sue obiezioni. Saprebbe molte più cose. Non intendo dialogare con chi mi insulta.

  2. p.s
    anche il sito indire è stato postato più e più volte. Basta venire sul gruppo e verificare le sue puerili accuse. così non si dialoga, nonnò.

  3. Dal sito dell’associazione nazionale insegnanti storia dell’arte:
    Riforma Gelmini: nuove bozze dei quadri orari. 2 ore di storia dell’arte nel triennio di tutti gli indirizzi liceali. L’impegno incessante e la mobilitazione dell’ANISA, le iniziative parlamentari da noi sollecitate, la raccolta di oltre 4000 firme, hanno prodotto – in gran parte – i risultati sperati. Le nuove bozze dei quadri orari per l’istruzione liceale prevedono una presenza della storia dell’arte di 2 ore settimanali nel triennio di tutti gli indirizzi di studio (2+2+2), 3 nel quinquennio di quello artistico e 2 nel quinquennio di quello musicale. Ciò rappresenta un significativo incremento, soprattutto nel Liceo Classico tradizionale. Il confronto e il dialogo che senza sosta abbiamo perseguito in questi mesi, le lettere, gli incontri, gli appelli e i molteplici contatti, hanno ricevuto l’attenzione sperata. E’, questa, una vittoria della democrazia. Permane un profondo rammarico per il destino degli istituti tecnici e professionali, nei quali si prevede una riduzione radicale, e in molti casi l’eliminazione, della nostra disciplina. La nostra battaglia prosegue, dunque, per la difesa della storia dell’arte negli indirizzi tecnico-professionali, nella convinzione profonda che l’educazione all’arte e al patrimonio rappresentino un’opportunità di crescita e di formazione cui tutti gli studenti dovrebbero poter accedere.

    http://www.anisa.it/difesa_storiadellarte.html

  4. Newsletter Anisa

    Marzo 2010
    Anno 2, Numero 5

    La difesa della storia dell’arte tra prospettive di
    modernità e di europeismo: le istanze dell’ANISA per
    una scuola di qualità e le occasioni perdute di una
    Riforma incompiuta.
    di Irene Baldriga, Teresa Calvano, Clara Rech

    L’anno che si è appena chiuso ha rappresentato una fase di mobilitazione e di rinnovamento decisiva nella storia dell’ANISA. Il processo di Riforma avviato dal Ministro Gelmini, con il pesante carico di tagli a tutto campo di cui si è fatto foriero, ci ha colti in un momento di riposizionamento strategico e di una conseguente riorganizzazione delle nostre risorse e delle nostre prospettive. L’allarme suscitato dalle drammatiche riduzioni orarie contenute nelle proposte di riassetto dei curricoli ci ha indotti a rafforzare la nostra capacità di azione, rendendoci ancor più consapevoli della necessità, oltre che del valore, del ruolo sociale e di impegno civile che una Associazione come la nostra è chiamata ad esercitare.
    Ci sembra importante, all’indomani dell’esito del processo di riordino, proporre una riflessione sulle iniziative di cui ci siamo fatti promotori in questi mesi, esplicitando gli obiettivi che abbiamo ritenuto prioritari in una visione di politica culturale che rientra in una linea programmatica di più ampio respiro.
    L’Appello per la Storia dell’Arte, lanciato il 25 novembre 2008 sul nostro sito nazionale, ha raccolto circa 4300 adesioni, con firme autorevolissime del mondo della cultura, della politica e della società civile, ma anche e soprattutto con tante manifestazioni di solidarietà da parte di comuni cittadini sinceramente preoccupati per il futuro di un Paese tanto miope da voler rinunciare a trasmettere e coltivare la propria stessa identità culturale. Ricorrendo a tutti gli strumenti della comunicazione globale, dai social network ai blog, abbiamo raccolto adesioni da ogni parte del mondo, trasformando la nostra battaglia in una questione morale, una partita in cui si giocava non solo il destino di una disciplina scolastica, ma soprattutto la sostanza concreta della formazione dei nostri giovani. Per l’ANISA è stata una prova di grande impegno, di costanza, di coerenza tanto lucida da non lasciare spazio ad alcuna strumentalizzazione; ne è evidente conferma l’articolato protocollo d’intesa sottoscritto proprio in quei mesi dalla Presidente Rech con il Ministro Gelmini, riconoscimento incontrovertibile dell’autorevolezza di una Associazione in grado di interloquire proficuamente con le istituzioni mantenendo alto il livello del proprio impegno civile.
    Coronamento dell’impresa è stata la conferenza stampa convocata il 26 febbraio 2009 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma: un evento di grande visibilità e di assoluto successo, in cui l’ANISA ha saputo porsi come forza catalizzatrice per componenti sociali diverse (scuola, università, istituzioni, politica, società civile) anche molto distanti tra loro, dimostrandosi forza propositiva, tramite attivo in grado di animare un rapporto dialogico tra le parti. Essere spazio di incontro, oltre che di rappresentanza, è funzione sostanziale della realtà associativa, che proprio in questo si distingue dall’essere un interlocutore parziale; l’intensità dell’allarme suscitato dalla Riforma si giustifica per la molteplicità delle conseguenze che i provvedimenti legislativi produrranno, in un futuro abbastanza prossimo, sia in termini di crescita culturale e civile delle nuove generazioni che come ricaduta economica, sociale e lavorativa. E’ stato per noi prioritario,
    in questi mesi di attività, mantenere in questo senso una condotta lineare evitando con cura il rischio di una contaminazione demagogica. Le tante richieste e le pressioni che ci sono giunte, da più parti, in favore di rivendicazioni specificamente connesse al diritto al lavoro hanno esplicitato, da una parte, la debolezza del contradditorio posto in essere dai appresentanti dei lavoratori di fronte all’emergenza imminente, e dall’altra il ruolo crescente dell’ANISA come principale punto di riferimento per gli insegnanti di storia dell’arte.
    La scelta di non assumerci indebite responsabilità di carattere sindacale collima con i principi statutari dell’associazione e con la disponibilità al confronto che è consustanziale al nostro operare e che ne assicura, al fine, la concreta efficacia. L’attenzione bipartisan prestataci dagli organi di stampa e dalle forze politiche costituisce una chiara evidenza della lungimiranza di questa impostazione: le iniziative parlamentari intraprese a seguito della nostra mobilitazione – dalla mozione presentata in Senato da Francesco Rutelli alle interrogazioni sostenute in VII Commissione Cultura dagli On.li Ghizzoni (PD) e Zazzera (Italia dei Valori) , fino alle impegnative dichiarazioni dell’On.le Frassinetti (PDL) circa l’intenzione di presentare una proposta
    di legge per l’incremento dell’insegnamento della storia dell’arte nell’istruzione tecnica e professionale abbracciano, nel loro insieme, l’intero arco costituzionale.
    E’ in virtù di questa chiarezza di vedute che nei mesi trascorsi le opportunità di confronto si sono moltiplicate, assicurando alla nostra battaglia il sostegno prezioso di alleati importanti come il FAI e Italia Nostra ed estendendo il campo della nostra azione al contesto internazionale: il 23 maggio 2009 la Presidente Rech, invitata a partecipare al convegno italo-francese “Pourquoi-enseigner l’histoire de l’Art”, elaborava con Marisa Dalai e Olivier Bonfait l’Appello di Firenze per l’insegnamento della storia dell’arte in Europa, traghettando l’emergenza italiana su una piattaforma di valori comuni e interculturali e rafforzando i tratti di modernità di un’istanza che non è mai stata corporativistica né conservatrice. Sull’onda di questa ennesima e certo ambiziosa iniziativa, l’ANISA ha potuto onorarsi di ricevere l’attenzione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in una lettera del 27 giugno ha espresso piena solidarietà alla difesa del nostro insegnamento, dando conferma non soltanto della pregnanza della nostra causa ma del suo carattere identitario e collettivo.
    Nell’articolare la difesa della disciplina abbiamo messo in campo, soprattutto, la forza di ragioni incontrovertibili, che vanno – in estrema sintesi – dal valore formativo ed etico-culturale, alla versatilità didattica e metodologica, alle prospettive interculturali: ragioni valide per tutti gli studenti italiani e dunque
    per tutti gli ordinamenti e per tutti gli indirizzi di studio. ANISA ha difeso, con convinzione e costanza, l’irrinunciabilità della storia dell’arte nell’istruzione liceale come in quella tecnica e professionale, denunciando in ogni sede possibile la vergognosa soppressione della disciplina proprio in quei settori
    dell’educazione secondaria ove la storia dell’arte non soltanto concorre in modo sostanziale all’acquisizione delle competenze settoriali (turismo, moda, grafica) ma rappresenta uno spazio di formazione culturale in grado di sopperire all’assenza di altre discipline umanistiche. I risultati concreti di questa coerenza d’intenti e di azioni, insieme alla conferma del rigore deontologico delle nostre scelte nonché della professionalità che le ha potute animare, si sono manifestati nel sostegno crescente dei nostri soci come
    anche nell’attenzione riservataci dalle istituzioni. Il 24 novembre 2009 ANISA è stata convocata in audizione presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati in merito alla discussione sugli atti di riordino della scuola secondaria superiore; alla presenza della Presidente Valentina Aprea e di altri membri della Commissione, è stato nuovamente possibile ribadire le nostre istanze, sottoponendo la situazione che ci riguarda nella sua drammatica complessità ed esprimendo il nostro punto di vista
    rispetto ad aspetti più generali della Riforma in corso (Si legga la Memoria elaborata da Irene Baldriga e Clara Rech e depositata il 24 novembre 2009 in VII Commissione Permanente).
    Contestualmente a questa fase di confronto, il Ministero della Pubblica Istruzione ha richiesto la consulenza della nostra Associazione per l’elaborazione degli OSA per i nuovi Licei. A tal proposito è d’obbligo
    rilevare la netta diversità di approccio adottato dal MIUR rispetto al passato. Nella Riforma “Moratti” la stesura degli OSA fu l’ultimo tassello di un meditato impianto di Riforma (se ne condividesse o meno l’impianto ideologico e l’impostazione pedagogica), iniziato col Rapporto della Commissione Bertagna e
    Obiettivi di apprendimento in uscita (2007); in quella occasione ANISA come altre Associazioni disciplinari fu invitata ad una audizione di presentazione del Curricolo per la scuola del primo ciclo e presentò un documento a commento, in seguito Clara Rech su incarico del Ministero collaborò
    alla stesura delle Nuove Indicazioni per la disciplina Arte e Immagine per la primaria e la secondaria di I° grado, raccordandosi costantemente col gruppo di lavoro. Non si arrivò mai alle Nuove indicazioni per la secondaria di 2° grado a causa la caduta del Governo Prodi.
    Il Governo Attuale e il Ministro Gelmini, come è noto, non stanno realizzando una Riforma, ma vogliono attuare innanzitutto un piano di razionalizzazione delle risorse (accorpamenti, riduzione del monte ore e degli organici, ecc.) rifacendosi solo in parte alla Riforma Moratti; fino a un mese fa nessuna formale audizione o consultazione con le Associazioni; poi una lettera dell’ispettore Meconi affidava all’ANISA la revisione degli OSA.
    E’stato un intervento abbastanza minimalista in quanto gli OSA elaborati dal Ministero in questa occasione, declinati secondo la triade di Conoscenze, Abilità e Competenze, erano abbastanza sintetici per cui
    è stato possibile apportare al documento ministeriale solo ritocchi e qualche integrazione. L’azione di ANISA in difesa della storia dell’arte ha battuto altre strade, come si è visto, sicuramente più efficaci in termini di risultati che speriamo non vengano sottoposti a revisione. Una preoccupazione in tal senso ha trovato un preciso riscontro nelle relazioni presentate dal consigliere del Ministro Max Bruschi e dal coordinatore nazionale degli ispettori Luciano Favini in occasione delle due giornate di Seminario Nazionale indette dal MIUR per l’esame della proposta di Riordino nel Liceo Classico (Roma, 25 e 26 novembre 2009 presso il Convitto Nazionale). I due interventi hanno reso nota la volontà di inserire già nel primo biennio l’insegnamento delle Scienze per poter corrispondere a quanto richiesto dagli Assi culturali previsti nel biennio dell’obbligo. Ciò significa che il quadro orario circolante in bozza non può considerarsi
    definitivo. E significa anche che non pare esistano dubbi circa l’impossibilità di inserire l’insegnamento della Storia dell’arte fin dal primo biennio. Si è anche fatta chiarezza circa l’inderogabilità del monte orario complessivo: 27 ore per il primo biennio e 31 per il secondo biennio e l’anno finale. Ciò comporta che l’inserimento di altre discipline, grazie al ricorso alla quota della flessibilità prevista dall’Autonomia scolastica nella misura del 20% o del 30%, deve necessariamente comportare la decurtazione parallela
    di ore in altre discipline nel limite non superiore ad 1/3 delle ore totali nell’arco di un quinquennio. Dai sette gruppi di lavoro, composti da rappresentanti dell’indirizzo liceale classico da tutta Italia, è emersa
    la tendenza a richiedere al Ministero un innalzamento delle ore di Matematica al primo biennio e di Inglese negli ultimi tre anni. Se così sarà, qualche altra disciplina dovrà essere ridimensionata e dunque l’ipotesi riguardante la Storia dell’Arte (2 ore in ciascuno degli ultimi tre anni) che si deve ad un anno di
    iniziative di ANISA, oltre che alla convinzione personale di alcuni partecipanti ai lavori, potrebbe essere rimessa in discussione, nonostante sia il risultato di un coinvolgimento nazionale e internazionale dell’opinione pubblica in difesa della presenza di questa disciplina nella scuola italiana e, nel caso particolare, nel liceo classico. Per prevenire questo rischio, è stato prontamente diramato il seguente comunicato, redatto il 26 novembre 2009 dalla Presidente Clara Rech: “Il Regolamento concernente il Riordino dell’Istruzione è alle ultime battute. Il Ministro si augura di poterlo pubblicare a metà gennaio, una volta superato il vaglio, soprattutto, del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti. In questi giorni, in seguito ai pareri richiesti ed espressi da parte delle varie Associazioni disciplinari e dei Comitati di studio del mondo della scuola, si sta meditando in sede ministeriale se sia il caso di operare alcune modifiche nei quadri orari circolanti in bozza con potenziamenti di alcune discipline al triennio. E’chiaro che in questa ipotesi la disciplina più a rischio tornerebbe ad essere la storia dell’arte nel liceo Classico (nella bozza attuale 2 ore negli ultimi 3 anni) e nel liceo Musicale e Coreutico (nel disegno attuale 2 ore per ogni anno). Tale presenza potrebbe
    essere rivista per lasciare spazio ad altre istanze. Oltre a ciò, non si ravvisa il minimo spiraglio di accoglienza della richiesta avanzata più volte dall’ANISA di non eliminare l’insegnamento nell’istruzione tecnica e professionale dove attualmente la disciplina è presente come elemento di alta qualificazione formativa.
    Una volta di più si vuol ribadire che la Storia dell’arte si qualifica come fondamentale per la crescita della persona e per la formazione del cittadino, specie in un Paese come l’Italia. La sua presenza nei licei e negli istituti di istruzione secondaria è una necessità riconosciuta da tutta la società civile
    e come tale è stata difesa con appelli e richieste promosse dal più comune cittadino al Presidente della Repubblica, oltre che da esponenti della cultura di tutto il mondo. Si auspica pertanto fermamente che non sia più messa in discussione la quota oraria riservata alla disciplina che, è bene sottolinearlo è il minimo possibile per un insegnamento dignitoso ed efficace”.
    Oggi ANISA è un’associazione più forte ed incisiva, in grado di contare su risorse più numerose, articolate ed efficienti ma soprattutto di dialogare in modo proficuo con interlocutori attenti e disponibili.
    La condizione di emergenza che ci siamo trovati a fronteggiare ci ha indotti ad ottimizzare ogni nostra risorsa attiva, amplificando le modalità della nostra comunicazione ed innescando un processo di rinnovamento che punta ad intensificare e a diversificare il nostro campo d’azione.
    E’ con il coraggio e la determinazione di queste scelte che intendiamo farci promotori di un associazionismo sempre più dinamico, pronto a recepire le mutazioni del presente nel conforto costante delle idee e dei valori che hanno accompagnato la nostra storia.

    Buona lettura
    Pippo Briguglio

  5. ADDIO STORIA DELL’ARTE – RIFORMA GELMINI
    (TG3 nazionale, 8 febbraio 2010, ore 19)
    http://www.youtube.com/watch?v=61Jj0leBoeM

    Buona visione
    Pippo Briguglio

  6. Cara Collevecchio,
    lei non sa leggere, nessuno dice che il sito indire non è stato postato più volte. Ci mancherebbe che non sia stato così, ma non mi riguarda. Qui si dice solo che “SIMONA” (della quale poco mi importa il cognome!) ha postato un confronto fra gli orari nuovi e i vecchi, e questo confronto risulta impreciso se non inesatto, sulla base di un dettaglio analitico/matematico che è stato descritto con precisione nel messaggio n.38 e che lei sembra finora non contestare, e questo mi fa piacere, ma vorrei che si comportasse di conseguenza e ammettesse che è stata tutta una sua montatura, forse per cattiva fede, ma comincio a credere per ignoranza, visto che davanti a calcoli matematici da scuola elementare lei glissa completamente, parlando di tutt’altro per cercare di sviare l’argomento.

    Continua invece ad avere atteggiamento ostile, come se perpetuasse con l’idea di avere ragione, e ora addirittura posta un link ANISA in cui la associazione sembra prendersene in parte merito (rif. “liceo classico”)… a proposito, ma “Ultime notizie” risalenti a quanto? Al 2009 anche queste? Questo è un modo di riportare una pagina di news su un sito?. O anche l’ANISA ha malafede?

    Poi il Briguglio riporta un fiume di parole inutili (di una newsletter piena di riferimenti storici, quasi fosse un curriculum vitae dell’associazione) e il link del servizio del TG3 da cui forse tutto è nato: fonti di informazione che non dovrebbero entrare più ora in merito, non c’è che dire, tenendo presente che rispetto ai numeri riportati da “SIMONA”, per quanto errati, ci sono mille passi indietro. Nemmeno il Briguglio evidentemente sa fare semplici calcoli matematici, come quelli riportati al messaggio n.38, oppure li ha accettati e non li vuole ammettere, sperando che una pressione mediatica come quella di riportare testi fiume o link di telegiornali che nulla aggiungono a quanto detto convincano chi legge questo forum: tecnica tentata anche dalla Collevecchio, puntando però a un testo di propaganda prelevato da un blog ospitato da wordpress, dove anche chiunque può scriversi il proprio blog dicendo di aver visto un asino volare. Tutti testi o link che quindi nascono per sviare l’attenzione di chi legge ma che nulla dicono di concreto a quanto già detto.

    C’è inoltre da notare una incongruenza temporale fra il link del telegiornale (risalente all’8 febbraio, in cui si contestano ancora erroneamente i tagli), i testi della nuova riforma (risalenti a 3 giorni prima, il 5 febbraio), il testo pdf di “SIMONA” (risalente a giugno 2009) e un continuo blaterare della Collevecchio che a metà marzo 2010 continua a dire che ci sono stati tagli sulle ore, ponendo come prova il link di “SIMONA” che dice esattamente il contrario, e fa come riferimento un link sulle bugie del ministro Gelmini che fa capo a ottobre 2008. L’incongruenza temporale si noterà se si mettono in ordine cronologico le documentazioni notando che si tende a contestare su qualcosa che già non è più contestabile o ci si prende meriti di qualcosa che non è stato ancora messo in atto.

    Invece è tutto più semplice, in fondo involontariamente lo avete voluto consigliare voi stessi con un pdf e un paio di messaggi: consultare i siti indire.it e edscuola.it, il primo organo ministeriale, il secondo rivista di informazione telematica registrata al tribunale, che potrebbe, certo, essere altrettanto inefficace in quanto non ufficiale, ma quanto meno fa riferimento a un quadro presente, documentabile che, se volete, può essere reperito in qualsiasi istituzione scolastica.

  7. Consiglierei a tutti coloro che si soffermeranno a leggere questo forum, di fare particolare attenzione al messaggio n. 38, nel quale si esamina per intero, matematicamente, il prospetto inviato da una tale “SIMONA” nel messaggio n. 36, e di fatto smentisce l’ipotesi di taglio delle ore di storia dell’arte che è erronea base dell’appello della signora Barbara Collevecchio.
    Come ulteriore spunto perché chiunque possa sviluppare i conti autonomamente, si fa riferimento al sito indire.it, organo ministeriale, dove sono pubblicati per intero i testi della riforma con i quadri orari proposti (aggiornati al 5 febbraio 2010), e al sito edscuola.it, dove sono ancora pubblicati i piani e i quadri attuali.

    Grazie.
    Ermanno Borrelli.

  8. Cartonia, le chiedo cortesemente di piantarla.
    Io non mi trincero come lei dietro un nick, ma uso il mio nome di battesimo, quindi le chiedo di farmi la cortesia di digitarlo come merita, senza virgolette e riservando la maiuscola all’iniziale. Sono registrata all’anagrafe e non sono un’entità astratta. Questo per educazione. Per quanto riguarda i suoi calcoli che sono ben felice di vedere (a parte la fanfaluca del linguistico pre Brocca in cui l’orario della storia dell’arte era 2×5 e glielo dico perché è l’istituto che ho frequentato), le chiedo se può lnkarmi il prospetto sul quale si è basato per formularli.
    Grazie

  9. Sig. Borrelli,
    complimenti per l’analisi, è molto chiara ed esplicativa. Ho rifatto anche io i vari calcoli, sulla base dei collegamenti da lei indicati e mi trovo perfettamente. L’equivoco che ha ingannato Collevecchio e molte altre persone è chiaramente nato dalla differente articolazione degli indirizzi.

    Saluti
    Ernesto Rajola

  10. Li ha fatti anche lei Rajola? Bene! Mi linkare una tabella? Grazie!

  11. Volevo dire… mi PUO’ linkare una tabella?
    Mannaggia alla fretta…

  12. Nonostante le mie esortazioni ad un linguaggio più appropriato, a smorzare i toni e ad avere meno livore, lei Cartonia, continua ad insultarmi e a riferirsi a me con un’aggressività assolutamente di cattivo gusto.
    Continua a dire che sono pressocchè “un’imbecille” e in mala fede.
    Orbene, i suoi insulti non mi tangono ma qui urge una riflessione.
    Non devo appellarmi agli strumenti propri della mia professione per capire che da quando è uscita la notizia e mi sono informata sul sito dell’ANISA che ha i meriti di averci scampato dal pericolo peggiore, grazie alle sue lotte in difesa della cultura, la creazione di un innocuo gruppo su facebook ha sguinzagliato le ” talpe di regime”.
    Mi auguro che non debba citare uno per uno i luoghi e le frasi che lasciano intendere che la “vostra ” preoccupazione è che insorga la massa e gli studenti facciano nuove manifestazioni, vedendosi depauperati ancora della minima possibilità di essere acculturati da una scuola almeno “decente” .
    Avete però fatto male voi i conti. E se la creazione di un gruppo su facebook ha scatenato reazioni così feroci il nostro compito di cittadini è stato espletato. Ora avete ben capito che la società civile non intende subire tagli alla cultura e alla scuola. Prendetela come una protesta “preventiva” di cittadini in buona fede.
    Sguinzagliati dai vostri capi avete tentato di gettare discredito e di diffamare la mia persona, avete tentato di provocarmi ma non sono mai caduta in queste trappole da “pivelli” , forte delle considerazioni di un’associazione seria e di prestigio come l’Anisa cui da libera cittadina, nè giornalista, nè politicante, ho fatto riferimento.
    I testi, le valutazioni, le citazioni e i calcoli dell’Anisa sono consultabili e leggibili al sito web di riferimento.
    Se detta associazione non si fosse battuta con raccolta firme, appelli al presidente della Repubblica e quant’altro, la Gelmini ( ed è dimostrabile dalle bozze reperibili sempre sul sito ANISA) avrebbe tagliato miseramente e “scelleratamente” preziose ore di storia dell’arte persino nei licei.
    Come appare evidente dati tagli nei licei non sono stati fatti , anche se il servizio del tg3 ci ha messi in serio allarme e sviati.
    da persone per bene e in buona fede, informandoci meglio e visitando il sito di chi è professore di arte, indi il maggior interessato a che non si creino iato e relazioni false con lo stesso ministero, abbiamo letto che rimane un profondo rammarico per i tagli in quelle che vengono definite ” SCUOLE DI SERIE B” . Per questi studenti l’Anisa si sta ancora battendo e noi iscritti al gruppo, non vogliamo fomentare le masse nè creare manifestazioni , fosse stata questa la nostra intenzione l’avremmo potuto fare da tempo, ma solo sostenere in modo legittimo e civile l’associazione che stimiamo.
    Nel documento ANISA che abbiamo postato , per onor del vero e per dimostrare la mostra buona fede, assieme ai suoi calcoli Cartonia, e le sue verità, c’è scritto: “…..in questa ipotesi la disciplina più a rischio tornerebbe ad essere la storia dell’arte nel liceo Classico (nella bozza attuale 2 ore negli ultimi 3 anni) e nel liceo Musicale e Coreutico (nel disegno attuale 2 ore per ogni anno). Tale presenza potrebbe essere rivista per lasciare spazio ad altre istanze. Oltre a ciò, non si ravvisa il minimo spiraglio di accoglienza della richiesta avanzata più volte dall’ANISA di non eliminare l’insegnamento nell’istruzione tecnica e professionale dove attualmente la disciplina è presente come elemento di alta qualificazione formativa.
    Una volta di più si vuol ribadire che la Storia dell’arte si qualifica come fondamentale per la crescita della persona e per la formazione del cittadino, specie in un Paese come l’Italia. La sua presenza nei licei e negli istituti di istruzione secondaria è una necessità riconosciuta da tutta la società civile e come tale è stata difesa con appelli e richieste promosse dal più comune cittadino al Presidente della Repubblica, oltre che da esponenti della cultura di tutto il mondo…..”. Questo scritto , già postato è del mese in vigore e non lascia adito ad interpretazioni. Se avete rivisto le vostre posizioni in virtù della battaglia dell’Anisa e della nostra protesta, siamo ben lieti!

    Il gruppo su facebook vuol dimostrare quanto la società civile , senza metodi facinorosi e con buon gusto, si coagula in massa per dire NO a qualsivoglia taglio all’istruzione pubblica e alla cultura del nostro paese.
    Indi nessuno sta diffondendo false notizie, le smentite di tagli grossolani paventati sono state fatte. Qualora noi fossimo stati vittime di informazione fallace abbiamo rimediato postando i siti indire e le sue constatazioni, perchè ci aggredisce ancora?
    Rinfoderate le “spade” retoriche e prendete atto del fatto lapalissiano che eventuali altri tentativi di impoverirci culturalmente non saranno accettati con il famoso consenso di cui i “suoi” si fregiano.
    Appoggiando l’Anisa contestiamo la creazione di scuole di serie B e di serie A ma su questo non mi dilungo oltre, rimandando lei e chiunque legga al sito dell’Anisa e al gruppo su facebook.
    E’ tutto sotto la luce del sole : questi mezzucci per screditare e queste illazioni sono smentite dai dati di fatto e i posts corretti e non equivoci che abbiamo pubblicato.
    Altre accuse e aggressioni darebbero l’ulteriore dimostrazione del livello bassissimo di dialogo e possibilità di espressione discordante che ci concede il governo. Voglio credere che non sia così e che lei Cartonia, assieme al suo livore e alla sua aggressività, sia un cane sciolto…voglio davvero credere che sia così. Altrimenti sarebbe un vero problema .

  13. Una volta di più si vuol ribadire che la Storia dell’arte si qualifica come fondamentale per la crescita della persona e per la formazione del cittadino, specie in un Paese come l’Italia. La sua presenza nei licei e negli istituti di istruzione secondaria è una necessità riconosciuta da tutta la società civile e come tale è stata difesa con appelli e richieste promosse dal più comune cittadino al Presidente della Repubblica, oltre che da esponenti della cultura di tutto il mondo…..
    (Newsletter Anisa)

  14. …….Il Governo Attuale e il Ministro Gelmini, come è noto, non stanno realizzando una Riforma, ma vogliono attuare innanzitutto un piano di razionalizzazione delle risorse (accorpamenti, riduzione del monte ore e degli organici, ecc.)….

    ……si sta meditando in sede ministeriale se sia il caso di operare alcune modifiche nei quadri orari circolanti in bozza con potenziamenti di alcune discipline al triennio. E’chiaro che in questa ipotesi la disciplina più a rischio tornerebbe ad essere la storia dell’arte nel liceo Classico (nella bozza attuale 2 ore negli ultimi 3 anni) e nel liceo Musicale e Coreutico (nel disegno attuale 2 ore per ogni anno). Tale presenza potrebbe essere rivista per lasciare spazio ad altre istanze…….
    (Newsletter Anisa)

  15. Firma la petizione on line – “No all’eliminazione della storia dell’arte dalle scuole”: http://www.petizionionline.it/petizione/appello-contro-i-tagli-alle-ore-di-storia-dellarte-dalle-scuole-secondarie/720

    Quando firmi la petizione on line assicurati che la tua email sia verificata e non usare nickname.

    Se l’hai già fatto. Invita i tuoi amici a firma la petizione on line “No all’eliminazione della storia dell’arte dalle scuole”.
    Grazie…!!!.

  16. Non c’è livore nei suoi confronti, la sua coda di paglia l’ha portata a fare un comizio farneticante che non sta da nessuna parte e l’ennesima pessima figura. Vorrei tanto non dirlo, ma è la verità, lei se lo merita e quando si dice una verità non c’è nulla da offendersi.

    Anche perché finora non vedo dove lei afferma che i dati da me pubblicati siano falsi, e questo è l’obiettivo a cui voglio giungere. Per inciso, sono dati presi pari pari da quelli pubblicati da “SIMONA”: li ho solo riassunti qui passo passo, puntualizzando che tra l’altro i dati risalgono a giugno 2009 e pertanto da rivedere; attendo peraltro che Ernesto Rajola dica se ha fatto altrettanto o ha seguito altre altrernative. Non avendo una sua dimostranza in tal senso, automaticamente devo assumere che i miei risultati siano veri e che lei si è sbagliata clamorosamente. Vero? Eh sì, anche perché altrimenti ora non direbbe, in modo buffonesco, che il fatto che il governo abbia aggiustato il tiro è stato solo merito vostro e di quell’altra associazione cialtronesca che è l’ANISA che nemmeno sa pubblicare una pagina di “news” (in cui bisogna SEMPRE riportare le date). La sua maniera di fare e quella dell’ANISA è quanto mai ridicola, e un modo così stravolto di rigirare la realtà non si è mai vista da nessuna parte, nemmeno nelle concertazioni governo-sindacati o nelle lotte studentesche ai tempi delle occupazioni universitarie, quando si lottava contro scelte governative, che puntualmente andavano avanti in barba agli occupanti… e alla fine gli occupazionisti dicevano che “avevano vinto”… ridicolo.

    Giunta alla frutta, lei ora sta facendo oltretutto la parte della vittima dicendo praticamente che è un complotto nei suoi confronti e nella sua iniziativa. Ha un gruppo di 80.000 iscritti, ma non dice che su Facebook ci sono i mezzi per raggiungere quelle cifre così alte senza avere effettivamente gli iscritti. Oltre a una feature tecnologica di Facebook che non sto qui ad evidenziare, questa mia affermazione è anche confermata dalle firme della petizione, che sono in numero notevolmente inferiore al numero degli iscritti, e dal numero di persone che effettivamente ci scrivono, escludendo ovviamente i messaggi che voi avete cancellato, che risultano copiosi dai logs che ho memorizzato e che finiranno, se necessario, in mano alla stampa.

    C’è solo realtà dei fatti: che lei non sa più come dimostrare che la sua lotta è fondata, perché non ci sono più i presupposti per dirlo, e affermare ora “buttiamo tutto quello che ho fatto perché ho sbagliato” le comprometterebbe definitivamente la sua immagine con quelli che hanno creduto ciecamente a lei senza fare alcuna verifica. Il suo tentativo, estremo, di spingere la questione su Facebook serviva solamente a tentare di giocare in casa, in un posto dove chiunque ha cercato di contrastarla si è visto cancellato, cosa anche questo dimostrata da quei logs dove c’è scritto TUTTO. Crede di essere furba, vero?

    “SIMONA” non afferma assolutamente nulla ma alza solo la voce senza dirmi “hai sbagliato e te lo dimostro”, Pippo Briguglio, anche lui incapace di dimostrare ciò per cui lotta, fa solo propaganda e cerca contemporaneamente di pubblicizzare, come un disco rotto, la petizione di una lotta che oramai non ha più senso di esistere.

    Ci manca solo Venusta che da buon suo clone ha tentato in estremo di salvarla.

    Barbara Collevecchio, se si vuole portare avanti una battaglia e raccogliere veri proseliti, per favore, almeno bisogna aver ragione. Ma partire già sapendo di stare nel torto e rigirando le carte in modo da far pensare di avere la ragione dalla propria, significa offendere quelli fra gli altri che riflettono sulle cose.

    Grazie.
    Ermanno Borrelli.

  17. Ricordo sempre, a tutti coloro che desiderano esaminare i calcoli, che il dettaglio preciso è riportato nel mio messaggio n. 38, nel quale si esamina per intero, matematicamente, il prospetto inviato da una tale “SIMONA” nel messaggio n. 36, e di fatto smentisce l’ipotesi di taglio delle ore di storia dell’arte che è erronea base dell’appello della signora Barbara Collevecchio.
    Per controllare i calcoli e farseli da soli basta consultare due siti: indire.it (per la nuova riforma) e edscuola.it (per i dati storici, ossia quelli attuali, anche reperibili direttamente presso gli istituti)

    Grazie.
    Ermanno Borrelli.

  18. Ermanno lei si commenta da solo. E per di più continua ad insultare dando del cialtrone. Si vergogni .

  19. L’Anisa è un’associazione talmente ” cialtrona” che lo stesso Napolitano le ha dato ragione solo un anno fa, sostenendo l’appello che l’Anisa promuoveva.
    andate sul sito http://www.anisa.it e informatevi. Chi usa cloni qui sono ” le talpe di regime” ed è talmente facile da dimostrare che mi astengo: mi vergogno per voi.
    E’ tutto nero su bianco, che ognuno si faccia la sua opinione.

  20. Mi dispiace ma io non offendo, basta leggere quello che scrivo. Dico solo le cose come sono facilmente ricavabili da questo interminabile forum.
    Lei non ha mai pensato di vergognarsi perché sta continuando a portare avanti una battaglia su qualcosa che lei stesso ammette non avere fondamento? Mentendo spudoratamente, peraltro, affermando che i risultati raggiunti sono tutto merito suo e dell’ANISA?

    Lei ha detto – in precedenza – che se i risultati di “SIMONA” fossero risultati inesatti e si dimostrava che la riforma non avesse introdotto tagli, sarebbe stata contenta e avreste fatto un passo indietro.
    Invece ora dice che è merito suo e dell’ANISA…

    Questo è quanto. Non c’è nulla da aggiungere. Se si vuole offendere si offenda.
    Ermanno Borrelli.

  21. “Le talpe di regime”? Ma di che parla? Guardi che qui si giudicano cifre, documenti ministeriali, cose concrete insomma.
    Queste sue frasi sconnesse dimostrano solo una cosa, che lei è nel delirio puro. E’ alla frutta, non sa più come rispondere e allora usa termini senza senso.
    Dimostri che i calcoli scritti nel messaggio n. 38 sono fatti male. E’ semplice: sono calcoli da prima elementare. Quei calcoli sono derivati dal link della sua “SIMONA”: se sono fatti male, anche quelli di quella signora (o di lei stessa, in caso sia un clone) sono fatti male. I dati sono LI’ DENTRO.

    Attendo una sua analisi precisa. Sua, mi raccomando, non un link. Non un servizio di un TG o di un quotidiano.
    Grazie.

  22. Intervento di Barbara Evola alla manifestazione si alle regole no ai trucchi. Roma, piazza del popolo 13/03/2010

    Un precario a difesa della scuola: stanno massacrando la scuola in un silenzio c…

    http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=2ad31177-b19a-467a-a173-65930f167774

  23. Borelli quel che dovevo dire l’ho detto ed postato, è tutto nero su bianco. Chi vuole si informi e vada sui siti appositi. Se osa ancora insultarmi la querelo.

  24. Mi cito: ” le smentite di tagli grossolani paventati sono state fatte. Qualora noi fossimo stati vittime di informazione fallace abbiamo rimediato postando i siti indire e le sue constatazioni, perchè ci aggredisce ancora?”
    Borelli, la smetta!

  25. Nel documento ANISA che abbiamo postato , per onor del vero e per dimostrare la mostra buona fede, assieme ai suoi calcoli Cartonia, e le sue verità, c’è scritto: “…..in questa ipotesi la disciplina più a rischio tornerebbe ad essere la storia dell’arte nel liceo Classico (nella bozza attuale 2 ore negli ultimi 3 anni) e nel liceo Musicale e Coreutico (nel disegno attuale 2 ore per ogni anno). Tale presenza potrebbe essere rivista per lasciare spazio ad altre istanze. Oltre a ciò, non si ravvisa il minimo spiraglio di accoglienza della richiesta avanzata più volte dall’ANISA di non eliminare l’insegnamento nell’istruzione tecnica e professionale dove attualmente la disciplina è presente come elemento di alta qualificazione formativa.
    Una volta di più si vuol ribadire che la Storia dell’arte si qualifica come fondamentale per la crescita della persona e per la formazione del cittadino, specie in un Paese come l’Italia. La sua presenza nei licei e negli istituti di istruzione secondaria è una necessità riconosciuta da tutta la società civile e come tale è stata difesa con appelli e richieste promosse dal più comune cittadino al Presidente della Repubblica, oltre che da esponenti della cultura di tutto il mondo…..”. Questo scritto , già postato è del mese in vigore e non lascia adito ad interpretazioni.

  26. L’INCHIESTA / 1. Repubblica.it

    http://www.repubblica.it/scuola/2010/03/15/news/licei_15_marzo-2664326/

    Cosa accade nelle scuole in seguito alla riforma Gelmini
    Nei licei in complesso meno ore di lezione e meno materie da studiare”Semplificazione” uguale tagli
    Come cambieranno i licei italiani

    di SALVO INTRAVAIA

    Dal Parini di Milano al Garibaldi di Palermo, passando per il Righi di Roma, ecco cosa cambia nei licei dell’era Gelmini. Dal prossimo anno, i corsi bilingue al classico e allo scientifico, così come quelli Pni (Piano nazionale informatica) allo scientifico, saranno un semplice ricordo: meno ore di lezione e meno materie da studiare. Sparirà quasi totalmente il latino dal liceo linguistico e la musica dal socio-psicopedagogico. E subiranno un ridimensionamento le materie di indirizzo del liceo artistico.

    Per comprendere la portata della riforma che “semplifica” la scelta dei futuri liceali (sei indirizzi in tutto: classico, scientifico, delle scienze umane, linguistico, artistico e musicale/coreutico) basta dare un’occhiata ai Piani dell’offerta formativa (Pof) di alcuni prestigiosi licei italiani e confrontarli con i curricula gelminiani. In apparenza l’unico liceo che si salva dalle cesoie di Tremonti è il classico. Ma è davvero così? “Nel rispetto della formazione liceale ad indirizzo classico – si legge nel Pof del prestigioso liceo milanese – il liceo Parini attua da diversi anni modifiche al piano di studi tradizionale, storicamente legate alle sperimentazioni già approvate dal ministero”.

    In poche parole, lo studio della lingua straniera è stato esteso all’intero quinquennio e in alcuni corsi di lingue straniere se ne studiano addirittura due. C’è poi la sperimentazione Brocca che, oltre allo studio per l’intero quinquennio della lingua straniera, prevede anche il diritto, l’economia e più matematica. Mentre al Garibaldi di Palermo tutti i corsi hanno qualcosa in più dell’indirizzo tradizionale: storia dell’arte per tutti e cinque gli anni in 11 corsi su 13 e diversi corsi Pni. Ma dal prossimo mese di settembre, in tantissime classi del liceo classico si studierà di meno: 27 ore al biennio e 31 al triennio. Risultato: meno matematica, lingua straniera e storia dell’arte. Quando la riforma sarà a regime, del resto, saranno oltre 6.000 le ore di lezione che lo Stato erogherà nelle classi del liceo classico.

    Stesso discorso al liceo scientifico, dove i corsi con matematica e fisica potenziate o bilingue sono la maggioranza. Da settembre, gli orari vengono uniformati: 27 ore al biennio e 30 negli anni a seguire. Confrontando i nuovi quadri-orario con quelli del Piano nazionale informatica ci si accorge che si studieranno meno matematica, fisica e latino. E’ il caso, ad esempio, del Righi di Roma, dove sette corsi su dieci sono sperimentali. In futuro studiare due lingue straniere, così come frequentare la “nuovissima” opzione delle scienze applicate, sarà un autentico miraggio.

    Artistico decisamente soft quello della Gelmini. Attualmente, quella più gettonata è la sperimentazione Michelangelo, con 40 ore a settimana a partire dal primo e 43 all’ultimo anno. Del resto, imparare a disegnare, dipingere o a dare forma alla creta richiede tantissime ore di esercitazione in laboratorio. Al Leon Battista Alberti di Firenze i sette corsi diurni sono tutti sperimentali. Ma da settembre i sei indirizzi disponibili (arti figurative; architettura e ambiente; audiovisivo e multimedia; design; grafica; scenografia) dovranno farsi bastare 34 ore al biennio e 35 ore settimanali al triennio.

    Il liceo linguistico, attualmente funzionante come sperimentazione (Brocca) presso gli ex istituti magistrali, è quello maggiormente penalizzato dalla riforma. Gli studenti del Tommaso Campanella di Napoli seguono in media 34 ore di lezioni alla settimana. Nella versione light sparirà quasi del tutto il latino e si ridurranno le ore di italiano. Ma non solo: spariranno la musica e il diritto e si studierà meno matematica. Stesso discorso per i licei delle Scienze umane, che sostituiscono gli ex magistrali (ora licei socio-psicopedagogici), dove sono proprio le materie scientifiche a pagare il prezzo più alto al “riordino” voluto dal governo Berlusconi.

    Chiudono la rassegna dei nuovi licei i musicali e i coreutici, vera novità della riforma. Ma saranno davvero pochi gli studenti italiani che potranno frequentare le lezioni di strumento musicale e di danza. Delle 40 classi di liceo musicale ne saranno attivate soltanto 24, meno di una ogni quattro province. I coreutici, in Italia, si potranno contare sulle dita di una sola mano: saranno soltanto quattro e non si sa molto di coloro che insegneranno le discipline di indirizzo.

  27. Nemmeno troppo furba, vedo benissimo come lei pubblica i dati su Facebook, con quel frignafrigna tipico di chi cerca solo consensi dei suoi proseliti come un bambino che va a piangere dalla mamma quando qualcuno gli rompe il giocattolo. Lei continua a pensare che solo chi è iscritto al suo gruppo possa leggere i suoi messaggi, o quanto meno fa finta di pensarlo.

    O è troppo furba, o troppo ingenua. Ma nessuna delle due cose funziona.
    Funzionerebbe invece ammettere i propri errori o quanto meno parlare con i dati alla mano che sono leggibili, ripeto fino alla noia, anche da chi frequenta le elementari.

    E nel suo documento ANISA, invece, si continua a parlare di “richiesta di non eliminare l’insegnamento nell’istruzione tecnica e professionale” quando è palesemente dimostrato (e “SIMONA” lo pubblica lei stessa nel suo PDF, ma fate finta di non accorgervene perché non fate i confronti come si deve) che la materia non è stata tolta dagli istituti tecnici e professionali.

    Certo, ora si risveglierà da parte sua o di “SIMONA” o di “VENUSTA LO RE” la frase “sì ma nel linguistico è stata ridotta” (altra falsità) oppure “nel classico sperimentale le ore sono due alla settimana per biennio”… e si ripete da zero, perché, evidentemente, non ci sono più argomentazioni…

    Sarà, ma le dirò, alla lunga finirò per pensare che veramente lei è in buona fede, credendo di non aver fatto errori dal primo momento: ingenuamente, avrà creduto ciecamente a quanto l’ANISA e il TG3 riportavano, e non si è preoccupata di leggere i dati per verificare l’attendibilità, oppure semplicemente di accorgersi che un servizio del telegionale arrivava con tre giorni di ritardo rispetto al testo definitivo della riforma che diceva l’esatto contrario.

    Ma sa, alla buona fede non è quasi mai facile arrivare, come prima soluzione.

    Grazie.
    Ermanno Borrelli.

  28. E Pippo Briguglio analizza le informazioni pubblicando link… ma scrivere di proprio pugno anziché riportare riferimenti esterni oggi giorno è proprio impossibile?

  29. Dal prossimo anno, meno ore di lezione e meno materie da studiare….
    Per tutti…

  30. c’entra qualcosa con l’argomento?
    mah… che tipi strani frequentano quel gruppo…

  31. Mi cito: ” le smentite di tagli grossolani paventati sono state fatte. Qualora noi fossimo stati vittime di informazione fallace abbiamo rimediato postando i siti indire e le sue constatazioni, perchè ci aggredisce ancora?”
    Borelli, la smetta!
    15 marzo 2010 alle 21:07

    Nel documento ANISA che abbiamo postato , per onor del vero e per dimostrare la mostra buona fede, assieme ai suoi calcoli Cartonia, e le sue verità, c’è scritto: “…..in questa ipotesi la disciplina più a rischio tornerebbe ad essere la storia dell’arte nel liceo Classico (nella bozza attuale 2 ore negli ultimi 3 anni) e nel liceo Musicale e Coreutico (nel disegno attuale 2 ore per ogni anno). Tale presenza potrebbe essere rivista per lasciare spazio ad altre istanze. Oltre a ciò, non si ravvisa il minimo spiraglio di accoglienza della richiesta avanzata più volte dall’ANISA di non eliminare l’insegnamento nell’istruzione tecnica e professionale dove attualmente la disciplina è presente come elemento di alta qualificazione formativa.
    Una volta di più si vuol ribadire che la Storia dell’arte si qualifica come fondamentale per la crescita della persona e per la formazione del cittadino, specie in un Paese come l’Italia. La sua presenza nei licei e negli istituti di istruzione secondaria è una necessità riconosciuta da tutta la società civile e come tale è stata difesa con appelli e richieste promosse dal più comune cittadino al Presidente della Repubblica, oltre che da esponenti della cultura di tutto il mondo…..”. Questo scritto , già postato è del mese in vigore e non lascia adito ad interpretazioni.

    Borelli o chi per lei la smetta di provocare e insultare, si vergogni!

  32. mancanza di argomenti?
    questo lo ha appena scritto.
    che fallimento…

  33. Le chiedo ancora una volta di finirla di darmi della “tale” e del clone di chicchessia. Chiedo EDUCAZIONE se si vuole procedere ad uno scambio civile. Di nuovo, tolga le virgolette dal mio nome e riservi la maiuscola all’iniziale. DI NUOVO.

    Per il resto, dal momento che abbiamo fatto i conti sulla base del medesimo prospetto, vediamo.
    Nei licei scientifici il piano ore non cambia. E in questo mi trova d’accordo. Lei omette però di sottolineare che la materia che prima della riforma era “Disegno e Storia dell’Arte” cambia nome (e contenuti) e diventa “Arte e tecniche della Rappresentazione Grafica” in una parola Disegno.
    Nel liceo socio pedagogico, viene soppresso l’insegnamento della materia nella classe II, riservandola al solo triennio. Non serve una calcolatrice qui, basta saper leggere.
    Non ci sono variazioni per quanto riguarda il liceo artistico e quello musicale (che naviga in cattive acque, pare).
    Il dramma vero riguarda gli istituti tecnici e professionali, dove la storia dell’arte era prevista, e nella gran parte viene interamente soppressa. E nulla c’entra l’accorpamento degli indirizzi quando le ore di insegnamento sono pari a 0.

    http://www.anisa.it/RiformaGelmini_Storiadellarte_giugno2009.pdf

    Se questo specchietto non dovesse risultare attendibile ai suoi occhi, mi dia lei un riferimento. L’ho chiesto già due volte e non mi è stato dato alcun link. Può anche mandarmi lo stralcio del testo della riforma che “è stato letto male” dall’Anisa.

  34. da LA REPUBBLICA DI OGGI: ” il riordino della secondaria di secondo grado è partito, gli istituti stanno raccogliendo le iscrizioni, ma cosa dovranno effettivamente studiare gli alunni ancora non si sa, perché i programmi dell’anno prossimo paiono essersi persi nei meandri del ministero dell’Istruzione”. Prima ci hanno detto che erano pronti a metà ottobre, poi a fine ottobre, poi a novembre. Ora siamo a metà marzo e ancora non ne sappiamo nulla”, spiega Michele Lessona, presidente di De Agostini Scuola. Solo ieri sono uscite le bozze delle indicazioni nazionali per il sistema dei licei, che saranno oggetto di una vasta consultazione e poi verranno riesaminati – eventualmente corretti – da un’apposita commissione per la redazione definitiva. Marco Griffa, amministratore delegato della Loescher, ha puntato sull’interpretazione dei quadri orari: “Alcuni sembravano ispirati alla riforma Moratti, altri al periodo Fioroni, così abbiamo seguito un po’ le indicazioni dell’epoca. Ma il rischio industriale non è indifferente”.

    http://www.repubblica.it/scuola/2010/03/16/news/licei_libri-2684196/

  35. ALTRI ” CIALTRONI”:

    Scuola, arriva la scure Gelmini

    5 febbraio 2010:
    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2432833&yy=2010&mm=02&dd=05&title=scuola_arriva_la_scure_gelmini

    Eliminate ore di lezioni e materie. Berlusconi: la riforma l’abbiamo fatta per le imprese

    “La scuola superiore necessitava di una riforma perché, secondo quanto ci dichiarano tutte le imprese e le associazioni, quella attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro”. Le parole di Silvio Berlusconi rimbalzavano ieri nella sala stampa di Palazzo Chigi subito dopo il Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera alla riforma degli istituti superiori, lasciando tutti stupiti: com’è possibile che una scuola ridotta all’osso, dove si tagliano ore di lezione, materie studiate e laboratori, prepari i ragazzi al lavoro meglio di prima?

    Con l’idea di didattica promossa dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, infatti, i nuovi licei e gli istituti tecnici e professionali avranno meno ore e meno indirizzi. I licei diventeranno sei: classico, scientifico, artistico, linguistico, musicale-coreutico e delle scienze umane, cancellando anni di sperimentazione nelle varie tipologie.

    Gli istituti tecnici, suddivisi oggi in 10 settori e 39 indirizzi, saranno ridotti a 2 settori e 11 indirizzi con meno ore da passare tra i banchi: si scende infatti da 36 ore settimanali a 32. Nei professionali attualmente sono 5 i settori di istruzione, con 27 indirizzi. Dopo la riforma, invece, si arriverà a 2 (servizi e industria-artigianato) con 6 indirizzi.

    La riforma è stata corretta in corsa in base alle richieste avanzate dalle Commissioni parlamentari, dal Consiglio di Stato e dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione. Le bocciature e le richieste di rivedere una riorganizzazione fatta con troppa fretta (i sindacati della scuola chiedevano il rinvio di un anno) ha costretto gli istituti a rinviare le iscrizioni, e la riforma comincerà solo dalle classi prime.

    Anche se il comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri cita, nel caso dei licei, pure le seconde, contraddicendo le parole del ministro stesso. Ma il dicastero di viale Trastevere doveva comunque effettuare i tagli imposti dalla legge 133 del 2008 (quella che sottrae 8 miliardi anche all’Università) perciò negli istituti tecnici e nei professionali già da settembre, le classi seconde, terze e quarte avranno il taglio di 4 ore settimanali.

    Una decisione “classista”, secondo la Cgil-scuola “perché non tocca i licei” che non resteranno però a digiuno di sforbiciate. È prevista infatti la riduzione dei professori a cominciare dalla geografia, materia che verrà accorpata a storia, nonostante le proteste.

    “La riforma non è stata fatta per fare cassa”, si difende la Gelmini “ma è il frutto di un lavoro approfondito, necessario e urgente. Sono più di cinquant’anni che attendiamo una riforma organica della scuola superiore. È epocale”.

    Secondo i sindacati degli insegnanti se ne potevano aspettare 51, e riorganizzare l’istruzione in modo più razionale. “L’unica cosa epocale – per il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani – è il taglio di risorse alla scuola pubblica italiana che ci allontana dall’Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese”.

    Indignato anche Giovanni Bachelet, responsabile scuola del Pd: “La sperimentazione alle superiori è iniziata quando andavo a scuola io, e oggi ho 54 anni. È possibile che si azzerino 40 anni di studio in nome dei tagli alla scuola?”.

    Riforma bocciata da tutta l’opposizione, da Pierferdinando Casini ad Antonio Di Pietro: “La riforma della scuola è indispensabile – ha detto il leader dell’Unione di centro – ma una cosa deve essere chiara: non si possono fare le nozze coi fichi secchi, una riforma seria ha bisogno di risorse”.

    Anche per Di Pietro “la riforma è la naturale conseguenza di un abuso fatto nei mesi precedenti, togliendo soldi”. E per chi volesse saperne di più sul liceo musicale (scuola mai sperimentata voluta dal ministro) può rivolgersi a Berlusconi in persona: “Voglio fare una precisazione – ha detto il premier alla fine della conferenza stampa – al liceo musicale sarà materia di studio obbligatorio tutta la produzione di canzoni che il primo ministro ha fatto con Apicella”.

  36. E ANCORA: ALTRI ” CIALTRONI” :
    http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2010/01/28/VD1PO_VD106.html

    ” In particolare il Regolamento in merito al riordino dei licei prevede un orario medio settimanale di 27 ore nel primo biennio, 31 nel secondo biennio e 32 per il 5 anno nei licei, mentre per l’artistico si prevedono 34 ore in prima e seconda e 35 in terza, quarta e quinta. Stando a tali ipotesi, per effetto della riduzione oraria, entreranno in sofferenza molte discipline soprattutto l’insegnamento del diritto che praticamente scompare dai licei linguistici e delle scienze umane e da varie sperimentazioni, le lingue straniere che appaiono ridotte al lumicino nel monte ore in un’Italia che appare controcorrente rispetto al resto dell’Europa, e poi filosofia, storia, matematica, storia dell’arte, italiano e via via. Ma la situazione più paradossale, nel Paese che ha dato i natali a Leonardo, Michelangelo e Raffaello, in cui il Papa recentemente ha invitato i massimi artisti contemporanei tra le meraviglie della Cappella Sistina, visitato da gente proveniente da tutto il mondo per i suoi unici tesori d’arte, si verifica nelle discipline artistiche che risultano fortemente penalizzate nella loro totalità. Si banalizza la formazione artistica equiparando con estrema leggerezza Istituti d’Arte a Licei Artistici, si tagliano con l’accetta materie fondamentali quali discipline pittoriche, plastiche, arti varie, laboratori artistici, disegno e storia dell’arte, storia dell’arte con una facilità e superficialità imbarazzante data la storia artistica del nostro Paese. In merito a ciò il ministro dei Beni Culturali Bondi non ha detto una parola in difesa dell’insegnamento artistico. Si prevede di riconvertire arbitrariamente i docenti di materie artistiche e non, risultanti in soprannumero, facendoli saltare come palline da una disciplina all’altra, si accorpano classi di concorso come fossero noccioline nel totale mancato rispetto dei singoli curricula della docenza e delle loro storie personali, rispondendo alle obiezioni e petizioni mosse da associazioni nazionali degli storici dell’arte con la proposta «che vadano a fare le guide turistiche».”

  37. per Simona: ho fatto i calcoli sul suo prospetto e sui link consigliati da Borrelli, non c’è bisogno che pubblico un link, i calcoli li può fare direttamente lei. Per il resto, ho letto questo forum attentamente, ma credo che la professoressa Collevecchio la stia buttando tutto un po’ troppo sul propagandistico specie con gli ultimi messaggi. O è sempre stato così?

    Saluti
    Ernesto Rajola

  38. Io credo fortemente che per una corretta interpretazione delle informazioni ci vorrebbero siti ufficiali, non blog tipo cannocchiale né siti di dubbia provenienza. E forse neanche dei quotidiani, visto che sono troppo schierati sia a destra che a sinistra.

    Saluti
    Ernesto Rajola

  39. @Ernesto , a questo punto altro account “talpa di regime”:

    1)non sono una professoressa ma una libera cittadina ( libera ancora per poco?)
    2) Perchè non c’è bisogno di postare link?
    3) “è sempre stato così” cosa? anche lei fa illazioni da luminare della psichiatria o avete la palla di vetro per desumere il mio carattere ?
    4) Smentisca questi articoli di giornali importanti o chi non la pensa come voi fa solo PROPAGANDA????

  40. Signora,
    ma che si altera a fare e affibbia epiteti?
    Sto parlando civilmente… mi pare… e lei?
    Vuole una denuncia per caso?
    Mi faccia sapere.

    Saluti
    Ernesto Rajola

  41. Uno come Michele Lessona, presidente di De Agostini Scuola fa propaganda denunciando il garbuglio incompetente creato dalla Gelmini? Ma li legge gli articoli? Persino dentro al maggioranza la Gelmini è stata criticata, legga per favore prima di banalizzare: “La riforma universitaria del ministro dell’Istruzione Gelmini non va. Parola di maggioranza. Nella discussione del provvedimento in Commissione a palazzo Madama, i senatori del Pdl e della Lega hanno espresso forti critiche, smentendo il relatore Valditara che aveva dichiarato nei giorni scorsi di poter approvare la riforma con pochi emendamenti. “Ho chiesto al capogruppo del Pdl se volesse rubarmi il mestiere – ha dichiarato il senatore Antonio Rusconi, omologo del Partito democratico – perché Franco Asciutti è stato chiaro, dicendo che questo non è un decreto ma un disegno di legge, e che si prenderà tutto il tempo necessario per modificarlo. Di solito questo è il mio ruolo”.

    Nel dibattito Asciutti ha per esempio definito “aberrante” la qualificazione del lavoro dei professori con le 1.500 ore. Chi le fa è un bravo docente, altrimenti no.
    Mario Pittoni della Lega ha chiesto di focalizzare l’attenzione sul riequilibrio finanziario e sulle risorse assegnate al sistema universitario nel suo insieme, rilevando come l’Italia, pur possedendo la capacità intellettuale per intercettare progetti di ricerca internazionale, rischi di non essere in grado di adeguare i laboratori ai livelli richiesti.

    La senatrice Irene Aderenti è andata oltre e ha chiesto di limitare gli studenti universitari non italiani con borse di studio che non superino il 10% del totale. “Anche per francesi e inglesi”, ci ha tenuto a precisare. “Sono essenziali diverse caratteristiche per la selezione dei docenti”, ha dichiarato Piero Longo del Pdl, che è intervenuto nonostante non faccia parte della settima Commissione.

    E per Mauro Ceruti del Pd “questo testo è inemendabile, sarebbe meglio mettersi a un tavolo insieme e riscriverlo con principi che tutti mi pare condividiamo”. Più risorse, prima di tutto. “Dopo questa stroncatura – ha chiesto Rusconi – esiste ancora una maggioranza sul disegno di legge Gelmini?”.”

    da il Fatto Quotidiano del 26 febbraio

  42. ahahaha mi hanno insultata così tanto: hanno detto di tutto, che sono comunista, demente , in delirio etc..legga i post, hanno detto che io sono falsa , in mala fede e presunto che usi altri account falsi, se io presumo lo stesso a questo punto devo esser denunciata??? i fatti parlano!!!!

  43. OK.
    Allora avrà notizie presto dai miei avvocati.
    E non rida troppo perché loro non ridono.

    Saluti
    Ernesto Rajola.

  44. Faccia pure, hanno presunto che chi scriva non è reale qui, io ho presunto lo stesso usando un epiteto ironico. é tutto nero su bianco . Le minacce non hanno il potere di intimidirmi. datemi anche voi i vostri nomi e cognomi e vi denuncerò anche io per tutti gli insulti ben più gravi che ho subito , ne basta uno di avvocato, non mi serve un ‘equipe come la sua. Grazie.

  45. Rajola

    Certo che ce n’è bisogno. Oltretutto perchè non pubblica i risultati dei calcoli da lei effettuati cosicchè tutti possiamo essene edotti e, nel mio caso, potrò persino emncpiarmi dagli errori (presunti) che mi affibbiate.
    Un prospetto e dei calcoli riassuntivi non sarebbero male.
    E si tranquillizzi, i toni sono caldi da una parte e dall’altra… non c’è bisogno di avvocati… e non ci sarebbe nemmeno bisogno di cadere nel personale, ma questa è una tattica che spesso ho visto usare.

  46. @Simona, chissà cosa direbbe l’Anisa sapendo che hanno affermato: ” un’associazione di cialtroni” diffamandoli?
    E ancora: link della repubblica sono di Dubbia provenienza? come mai?

  47. Mi intrometto. In generale, io leggo tutti i quotidiani e ne ricavo le notizie. Non mi soffermo su uno. Ma so che non tutti lo fanno e questo è male.

    Comunque calmate le acque, non è il caso di degenerare.

    S.d’O.

  48. Nessun problema, d’ora in poi parleranno solo i miei avvocati.

    Saluti
    Ernesto Rajola

  49. salvatore sono d’accordo con lei, non era davvero il caso di degenerare, di presumere mala fede, di dare del demente e dell’imbecille , di invitare ad andare dallo psicanalista chi per primo ammetteva di aver desunto notizie da un tg3 e da un sito di insegnanti di storia dell’arte, chi inoltre invitava da sempre ad abbassar i toni e incontrarsi anche in un bar e fare i calcoli senza livore e partito preso. Io per prima ho detto che se i tagli non c’erano sarei stata felice, ho postato le smentite…mi auguro che almeno lei che dimostra civiltà e moderazione, lo riconosca. Si è davvero trasceso provocando e offendendo e presumendo persino che io non sia io e mi nasconda dietro falsi nomi. A quel punto anche io ho presunto che chi parlava non era un persona reale e ci ho ironizzato sopra. Nel regno ambiguo del web mi hanno loro stessi messo il dubbio che non stia parlando con persone reali, se avessi avuto al certezza dell’identità dei miei interlocutori non avrei usato epiteti ironici ma mi consenta: dopo una lunga e volgare diatriba, sfociata meschinamente nel personale , sono stata provocata …e non ce n’era bisogno alcuno poichè ero apertissima ad una verifica.

  50. E dove è questa verifica?
    Qui non c’è… ci sono solo suoi estremi tentativi di portare il discorso su un gruppo Facebook e poi unicamente materiale chiaramente politicizzato.
    Lei invita alla verifica sul gruppo di Facebook dove, da proprietaria indiscussa, continua imperterrito il suo piagnisteo cercando consensi e c’è continua censura di chi la pensa diversamente?
    Si ricordi sempre che ci sono dei logs di quanto affermo… utilissimi al momento opportuno.
    A meno che lei non si ravveda e decida finalmente di aprirsi a un confronto e ammettere di avere avuto torto, come la sua amica “SIMONA” che continua ad ostentare un documento di giugno 2009, precedente alla riforma attuale.

    Grazie.

I commenti sono disabilitati.