Google vuole creare una biblioteca digitale ed i fotografi…gli fanno causa

di Redazione Commenta

Negli ultimi anni il motore di ricerca Google non solo ha polverizzato la concorrenza ma ha fatto andare su tutte le furie i suoi diretti avversari che sono stati costretti a cedergli il passo. Ovviamente i sofisticati algoritmi che alimentano la piattaforma sono stati una vera e propria manna dal cielo oltre che un faro nella notte per tutti gli utenti di internet. Ora Google, dopo le stupefacenti piattaforme Google Maps e Google Earth, ha intenzione di creare un’immensa biblioteca digitale, progetto ambizioso che però ha già trovato un grosso intoppo.

Mercoledì scorso infatti l’American Society of Media Photographers ed un gruppo di artisti visivi ha deciso di intentare causa contro il colosso di Mountain View. Il problema è che digitalizzando e mettendo in rete milioni di libri, Google andrebbe anche a pubblicare centinaia di migliaia di fotografie di reportage e d’arte, protette da copyright. Ovviamente i due gruppi patteggerebbero per la sbalorditiva cifra di 125 milioni di dollari, solo dopo il pagamento del congruo bottino Google avrà il permesso di pubblicare le foto. Va detto che la vicenda potrebbe trasformarsi in una ghiotta opportunità per autori ed editori che avrebbero così modo di far soldi da copie digitali del loro lavoro.  “Stiamo cercando giustizia ed il giusto riconoscimento per gli artisti, le cui foto appaiono su 12 milioni di libri e pubblicazioni varie. L’operazione che ha intenzione di portare a termine Google potrebbe infrangere i diritti d’autore di fotografi ed altri artisti grafici” ha dichiarato Victor Perlman, consigliere generale dell’ American Society of Media Photographers.

Ovviamente anche altre associazioni e gruppi hanno preso la palla al balzo e si sono uniti nella lotta contro il gigante tecnologico, si tratta di associazioni di artisti e grafici, di fotoreporter documentaristici e di illustratori determinati a chiedere un congruo risarcimento. Ora staremo a vedere se Google è disposta a sborsare i quattrini o a far decidere ai giudici l’intera questione.

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