Insetti e ossa? arriva l’Organic Art

di Micol Di Veroli Commenta

Siamo qui a porre alla vostra attenzione una strana tendenza artistica che ultimamente imperversa in alcune parti del globo. Sappiamo che per molti di voi il massimo delle sperimentazioni artistiche sono state raggiunte con la Minimal Art, con la Body Art o magari con l’Arte Concettuale o con Performance varie. Ed invece la creatività non si ferma mai ed un manipolo di giovani artisti ha deciso di mettere appunto una nuova tecnica che potremmo senza dubbio definire Organic Art. L’artista Fabian Peña ad esempio usa degli scarafaggi, si avete sentito bene proprio quei fastidiosissimi insetti.

Peña uccide gli animaletti con uno spray e li raccoglie in un vaso. Successivamente nel suo studio incolla l’un l’altro le blatte fino a formare degli strani cilindri, simili ad enormi bozzoli. L’artista inoltre crea dei teschi umani ed altre parti anatomiche utilizzando le ali degli insetti.

Laura Splan invece crea delle carte da parati decorate con il suo stesso sangue mentre Levi van Veluw si avvale della sua faccia e del suo torso che usa come base per poi ricoprirli di muschio e foglie varie fino a rassomigliare ad uno strano animale. Christy Rupp invece lavora fianco a fianco con il dipartimento di paleontologia dell’American Museum of Natural History per assemblare dei dettagliati scheletri di animali estinti come il Dodo.

Cosa ancor più sensazionale è che Christy Rupp costruisce i suoi scheletri con le ossa di pollo che i clienti del  Kentucky Fried Chicken (nota catena di fast food americana) gettano via. Anche Jennifer Angus utilizza gli insetti per le sue composizioni, ma i simpatici animaletti questa volta sono personaggi che si muovono all’interno di case di bambola perfettamente ricostruite in ogni dettaglio. L’Organic Art è una corrente decisamente fantasiosa e variopinta ma se avete la fobia degli insetti o non sopportate la vista delle ossa o altre parti anatomiche, questo tipo di arte non fa per voi.

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