Lo stato dell’arte all’Accademia di Romania a Roma

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Il 10 dicembre 2010 alle ore 19.00, presso l’Accademia di Romania in Roma, la Kunsthaus presenta The state of the Art, mostra collettiva multimediale che proporrà una selezione di opere per le diverse sezioni di video arte, fotografia, installazione, performance e pittura. L’evento, a cura di Luisa Conte, è organizzato con il sostegno dell’Accademia di Romania e con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma.

L’espressione “stato dell’arte” è propria del linguaggio tecnico utilizzato per indicare il livello di massima avanguardia raggiunto da una tecnologia o da un campo scientifico: in altre parole, ciò che determina una reale innovazione o evoluzione. La trasposizione di questo concetto nel campo delle arti visive vuole essere un tentativo di mostrare in che modo alcuni artisti contemporanei svolgono le loro ricerche verso un cambiamento dell’espressività culturale, lasciando al pubblico di determinare, attraverso la percezione individuale, un avvenuto “passaggio inventivo”.
La video arte e la manipolazione dell’immagine sono linguaggi espressivi in costante sviluppo nell’attuale produzione artistica, per la quale l‘uso delle tecnologie digitali è da considerarsi ormai parte integrante, quasi indispensabile. In una delle sale dell’Accademia sarà allestita una video zone dove verranno proiettati tutti i video e le animazioni di artisti professionisti, riconosciuti e premiati a livello nazionale ed internazionale, oltre a lavori di giovani emergenti che partecipano con la loro opera prima. Per la sezione fotografia saranno esposte 12 “Cold Landscapes” di Massimo Pastore, in mostra anche a Berlino nei primi mesi del 2011, cui saranno affiancate lavori del giovane artista Cristiano Pettinelli.

L’indagine sullo “stato dell’arte” sarà rivolta anche al settore più tradizionale della pittura contemporanea, nonché ai diversi linguaggi che si mescolano nella pratica dell’installazione, dalla quale non è esclusa la stessa tecnica pittorica. Protagonisti in questo senso saranno: la pittrice tedesca Carin Stoller, Andrea Liberni, con un progetto tra pittura e video; Carlo De Meo, che interverrà nello spazio con un’opera site specific frutto della sua percezione visionaria, giocosa e surreale; Paola Romoli Venturi, che con le sue installazioni proporrà un “paragrafo” della mostra „La Sentenza_Das Urteil“ esposta a Monaco di Baviera, ispirata dalla Sentenza Spartacus e dall’impegno di Roberto Saviano contro la camorra.

Delle installazioni luminose interagiranno, per l’intero corso dell’evento, con le architetture della facciata dell’Accademia, creando su di essa suggestivi effetti di animazione e computer grafica, volti a suggerire possibili letture del paesaggio urbano grazie all’intervento tecnologico. Questo lavoro sarà ad opera dei Quiet Ensemble, artisti già conosciuti ed apprezzati. Durante la serata d’inaugurazione, potremmo assistere ad una loro performance audio video con dj set.
Altri artisti saranno chiamati a raffigurare la performance, anch’essa campo di sperimentazione tra ibridazione di forme espressive o esibizione pura. I Basmati, nella serata dell’11 dicembre proporranno dal vivo uno dei loro coinvolgenti esperimenti di linguaggi artistici, preceduti da una rappresentazione dell’attore Alex Pascoli. Ad una performance sarà poi affidata la chiusura della mostra, il 17 dicembre, ad opera di Sabina Bernardelli.

ARTISTI
Rebecca Agnes, Basmati (Saul Saguatti, Audrey Colaniz), Sabina Bernardelli, Sarah Buckius, Carlo De Meo, Quiet Ensemble, Silvio Giordano, Marco Lamanna, Andrea Liberni, Enrico Luciani, Alfredo Maddaluno, Dario Madonna, Luca Matti, Matteo Mezzadri, Alessandro Morino, Gianmaria Nicotina, Andrea Pacanowsky, Alex Pascoli, Massimo Pastore, Tommaso Pedone, Diego Petruzzi, Cristiano Pettinelli, Paola Romoli Venturi, Michael Salisbury, Claudia Secchi, Candas Sisman, Carin Stoller, Paula Sunday, Ohashi Takashi, Devis Venturelli.
Partner ufficiali dell’evento: Kunsthaus, Edizioni Stoller. Media partner: Art a part of cult(ure), Roma C’è, Digicult.

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