
Una sbalorditiva notizia è rimbalzata nelle ultime ore sul sito della CBS News. Protagonista della vicenda è Antonio Manfredi, direttore del CAM, Contemporary Art Museum di Casoria, istituzione museale che negli ultimi tempi è stata bersaglio di alcuni atti illeciti portati a termine da ignoti malfattori. Ai microfoni dell’Agence France Presse, Manfredi avrebbe dichiarato di voler presto lasciare il museo e trasferirsi in Germania per proseguire il suo percorso di supporto alla giovane arte.
“Sto dicendo sul serio, se Angela Merkel mi offre asilo, sono pronto a fare i bagagli e trasferirmi in Germania con lo staff del museo e con l’intera collezione di 1.000 opere” ha dichiarato alla stampa il direttore. In parole povere Manfredi sarebbe pronto sin da subito a trasferire l’intero museo con tutte le opere accumulate durante la sua gestione iniziata nel 2005. La fuga ha una precisa causa, il direttore sarebbe stato infatti minacciato di morte dalla Camorra ed avrebbe accusato i vertici dello stato di averlo abbandonato. “Se un governo permette un crollo come quello di Pompei, allora quale speranze avranno i musei partenopei?” ha aggiunto Manfredi durante il suo sfogo.
La richiesta d’asilo di Manfredi è comunque una chiara protesta più che una seria proposta ma è certo che la situazione arte contemporanea istituzionale in Campania è tutt’altro che semplice. Noi sinceramente non sappiamo più cosa pensare ed inoltre questa incredibile notizia va ad affiancarsi a quella ancor più surreale del ritiro delle opere donate al MADRE da Francesco Clemente, Mimmo Paladino e Domenico Bianchi. La danza macabra dei musei italiani sembra appena iniziata ed a rimetterci è sempre il pubblico e la nazione tutta.