Motion of a Nation, un percorso singolare attraverso uno dei simboli della tradizione iconografica: la bandiera.

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Lo spazio della galleria V.M. 21 Arte Contemporanea di Roma si appresta ad accogliere trenta opere di artisti del panorama internazionale e italiano, attentamente individuati dal curatore Antonio Arévalo, il quale intende mostrare uno spaccato trasversale del panorama delle arti. Il leitmotiv del progetto Motion of a Nation non si presenta, quindi, come un archivio di immagini, ma come un viaggio spericolato in questo  ampio e variegato panorama, una lettura introspettiva che ambisce a offrire una chiave per ricreare una condizione primordiale, dove le cose abbiano ancora la possibilità di essere reinventate.

Lo stesso spazio espositivo non è una scelta casuale. “Ho voluto usare appositamente uno spazio privato come se fosse pubblico, cercando di non considerarlo come uno spazio legato al mercato dell’arte, ma un luogo in cui si racconti un pensiero, si raccolgano le idee”. Antonio Arévalo spiega con queste parole l’intento di alcuni spazi culturali come le gallerie che, invece di rinchiudersi in se stesse, esprimono il desiderio di resistere, dimostrando di essere spazi propositivi, in grado di adattare l’intervento estetico alla situazione odierna, di reinventarsi, appunto.

Questa mostra documenta un percorso singolare attraverso uno dei simboli della tradizione iconografica: la bandiera. “Motion of a Nation” è, quindi, una raccolta di emblemi visivi che basano la loro sopravvivenza soprattutto nel valore di simboli che vogliono raccontare una storia, i suoi significati, le sue distorsioni.

Il primo Tricolore, issato durante la rivoluzione francese, rappresentò una novità assoluta.

Nell’odierna prospettiva multietnica, dove ogni movimento produce mescolanza, ogni artista può manipolare il proprio corredo genetico, cambiare patria e inventarsene una propria, incidere sul significato e sull’immaginario, mirare a rielaborare e combinare diverse iconografie e identità nazionali.

In questo contesto, artisti di diversa provenienza e nazionalità raccontano la storia, il significato e, perché no, i mali e le distorsioni di un simbolo antico come la bandiera, con tecniche e materie diverse, dalla fotografia al disegno, dalla pittura all’immagine sintetizzata a facebook e al video, intrecciando saperi alti e linguaggi pop, storia e cronaca, fumetto e poesia, in una fitta trama di rimandi e citazioni che si spinge, con sorprendente e spesso ironico azzardo, a non voler concedere nulla al confine tra biografia sentimentale e analisi sociologica, fra memoria letteraria e sperimentazione tecnologica.

Gli artisti: Alexander Apostol, Alterazioni Video, Paolo Angelosanto, Marco Bernardi, Veronique Bellavista, Maurizio Bertinetti, Patricia Carmo Baltazar Correa, Radovan Čerevka, Eleonora Chiesa, Donna Conlon, Bruna Esposito, Eccetera…( Federico Zukeferld & Loreto Garín Guzman), Lucie Fontane, Regina José Galindo & Karma David, Michele Giangrande, Goldiechiari, Diango Hernandez, Maria Rosa Jijon, Laboratorio Saccardi, Loredana Longo, Valentina Miorandi, Ronald Moran, Gian Marco Montesano, Carlos Motta, Moio & Sivelli, Ivan Navarro, Stefano Scheda, Pier Stockholm, Paula Sunday-Alfredo Maddaluno, Costa Vece, Alejandro Vidal, Manuela Viera-Gallo.

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