Alla Biennale non perdetevi l’Iraq

di Micol Di Veroli Commenta

Adel Bbidin, three love songs, 2010

Mentre pian piano cominciano a delinearsi gli improbabili artisti che faranno parte del Padiglione Minestrone Italia alla prossima Biennale Di Venezia, noi vorremmo parlarvi di un altro padiglione nazionale che si preannuncia ben più interessante, poetico e strutturato della nostra bouillabaisse cucinata dal Vittorione Nazionale©. Parliamo di Iraq, terra non propriamente facile per la creatività, parliamo di una patria scomoda e tormentata ma pur sempre ricca di cultura e fermenti sociali. Di certo non ci si aspetterebbe un’agguerrita scena creativa in una terra così difficile, ed invece signori miei questa scena esiste, ed è viva come non mai.

Gli artisti iracheni contemporanei non hanno mai avuto la possibilità di presentare il loro lavoro per un padiglione iracheno alla Biennale di Venezia; la prima e ultima rilevante comparsa, nel 1976, ha mostrato solo alcuni dei loro artisti “moderni”. Il padiglione dell’Iraq del 2011 vuole presentare al mondo una stimolante selezione di 6 artisti da due generazioni, che comprendono diverse discipline artistiche (pittura, performance, video, fotografia e installazione)” .

Azad Nanakeli, illumination, 2010

Con queste parole Ali Assaf, Commissario per il Padiglione dell’Iraq 201, presenta un progetto senza precedenti dal titolo Acqua Ferita/Wounded Water che dal 4 giugno al 27 novembre 2011 sarà ospitato dalla Fondazione Gervasuti. Protagonisti assoluti del padiglione tre artisti della “vecchia guardia” come Ali Assaf, Azad Nanakeli e Walid Siti, contrapposti a tre artisti come Adel Abidin, Ahmed Alsoudani e Halim Al Karim, bandiere di una generazione cresciuta durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988).

Halim Al Karim, hidden witnesses, 2007

I sei artisti eseguiranno opere in situ, ispirate sia agli spazi della Gervasuti Foundation che alla tematica dell’acqua. Questo è un argomento attuale in quanto la mancanza di un bene primario come l’acqua è una delle maggiori emergenze in Iraq, più della guerra civile e del terrorismo. Quindi una volta a Venezia ricordatevi di fare tappa al Padiglione Iraq, vi assicuriamo che non ve ne pentirete.

Micol Di Veroli

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