Kara Walker – A negress of noteworthy talent

di Micol Di Veroli Commenta


Il progetto dedicato alla figura di Kara Walker, curato da Olga Gambari, si terrà a Torino a partire dal 25 marzo 2011 e si declinerà in quattro momenti. Intorno alla mostra alla Fondazione Merz (aperta al pubblico dal 25 marzo al 3 luglio), ruoteranno una rassegna di film a cui è fortemente legato e ispirato il lavoro di Kara Walker al Museo Nazionale del Cinema (Cinema Massimo, 27 marzo), un convegno internazionale sulla dimensione politica e psicologica degli stereotipi razziali (25 e 26 marzo) e un workshop (21 e 22 marzo), entrambi a cura di Luca Morena, con la partecipazione di studenti dell’Accademia Albertina e della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Al workshop parteciperà anche la giornalista e scrittrice Rebecca Walker che poi introdurrà la figura di Kara nel convegno e presenterà il suo ultimo libro al Circolo dei Lettori.

Kara Walker, che sarà presente a tutti gli eventi, si confronterà con lo spazio della Fondazione Merz presentando cut papers in libere evoluzioni sulle pareti, una video-installazione, disegni, collage e tempere. Il progetto che la coinvolge è incentrato sulla memoria mitica che prende forma nel suo lavoro, una memoria in costante metamorfosi in cui la dimensione biografica si colloca in connessione con l’esperienza collettiva. Una vicenda storica come quella della nascita della comunità afroamericana negli Stati Uniti, legata a secoli di schiavitù e alla successiva difficile integrazione razziale diventa materia dalla quale Kara Walker può attingere per i suoi racconti figurativi, giocati sull’ombra, sulla sagoma. Le sue silhouette nere si muovono in una terra visionaria e metaforica, tra giorno/notte e luce/buio. Storie ferocemente realistiche, allegorie dallo humor nero rappresentate in installazioni, video, scenografie, marionette, ombre cinetiche, wall drawing, collage su vari supporti, dal muro alla tela. Ma anche disegni, tempere, miniature e grandi dimensioni per racconti dinamici che aleggiano in una dimensione in cui il grottesco sfiora il dramma.

In un anno come il 2011 che sarà per l’Italia e per Torino l’anno della memoria, le storie di Kara Walker diventano mito, fiaba e pur avendo radici precise, assurgono a narrazioni universali.

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