DOVE FINISCE IL DESTINO? A-logicità dell’esistenza al Teatro Valle di Roma

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Può il Destino essere considerato in termini spaziali? Non potrebbe forse trattarsi di una sorta di non-luogo, a metà tra il punto esatto in cui la legge della causalità rivela i suoi effetti e le infinite vie del possibile si aprono verso il futuro, spingendosi verso nuovi e solo in minima parte prevedibili accadimenti? Da una rilettura di Ragione ed Esistenza di Karl Jaspers è iniziata una riflessione sul rapporto tra il razionale e quello che supera le capacità interpretative dell’intelletto, l’esistenza – se vogliamo – nella sua interezza, in cui l’elemento aleatorio, il non-premeditato, l’incalcolabile giocano un ruolo essenziale.

La filosofia moderna (da David Hume a Bertrand Russell, senza escludere i contemporanei – Gilles Deleuze ad esempio) tende a considerare l’esistenza umana come un susseguirsi logico di azioni i cui effetti, intersecandosi su livelli diversi, innescano altri eventi, che a loro volta saranno causa di nuove conseguenze. Nonostante ciò, permane radicata nelle coscienze l’idea di un potere occulto – sia esso il Fato o l’establishment della politica internazionale – che agisce in maniera coercitiva e imprevedibile, condizionando la vita degli uomini, come nei classici della tragedia greca.

L’occupazione del Teatro Valle di Roma diventa un’occasione per approfondire il dibattito. Sabato 10 settembre si inaugura DOVE FINISCE IL DESTINO? A-logicità  dell’esistenza (a cura di Elena Abbiatici e Valentina G. Levy) dove l’attenzione si sposta da problematiche di natura politica, tristemente diffuse in Italia, inerenti alla gestione economica della cultura, verso un ripensamento della condizione “tragica” dell’uomo contemporaneo, diviso tra forze contrastanti e spesso incomprensibili che lo sovrastano destabilizzandolo.

Il destino e il libero arbitrio, il caso e la calcolabilità, l’inerzia del singolo individuo e le strategie politiche dei governanti: questi i temi che ricorrono nello spazio-tempo scenico del Teatro Valle occupato, in una meta-rappresentazione del reale, finzione nella finzione, che non intende lanciare moniti, ma solo ri-lanciare questioni.

PROGRAMMA DELLA SERATA 

Lettura di  STEPHANE MALLARME, Un coup de dés n’abolira jamais le Hasard

ELENA BELLANTONI – «Spielplatz», Video, 2011

GIOVANNI OZZOLA – Superficiale «Under my skin», Video, 2009

ZIMMERFREI – «Panorama_Roma», Video, 2004

REYNOLD REYNOLDS – «Six Apartments», Doppia videoproiezione, 2007

DAN WALWIN – «The overlooking eye», Video, 2010

ALICE SCHIVARDI – «The dreamcatcher», Doppia videoproiezione, 2010

VITTORIO SANTORO – «Visionaries et voyeurs I», Video, 2007

OVIDIU HULUBEI – «Troika», Video, 2010

FRANCIS ALŸS – «Sometimes making something leads to nothing», Video-performance a Mexico City, 1997

EMILIO FANTIN, LUIGI NEGRO, GIANCARLO NORESE, CESARE PIETROIUSTI, LUIGI PRESICCE – «La festa dei vivi (che riflettono sulla morte)», Video-performance, 2010

JESSICA IAPINO – «Play peace», Performance live, 2011

IZUMI CHIARALUCE – «Lou», video-animazione, 2010

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