Céleste Boursier-Mougenot – from here to ear (version 15)

di Micol Di Veroli Commenta

Céleste Boursier-Mougenot (classe 1961) è un artista visivo francese che trova del potenziale musicale in qualsiasi cosa ed esplora la musica in relazione alla teoria del caos e alla quotidianità. Negli ultimi due decenni, le avventure soniche dell’artista francese si sono misurate con aspirapolveri che hanno suonato come fisarmoniche, con stoviglie fluttuanti che sono diventate strumenti a percussione, con suoni della strada processati e rielaborati. E, in particolare, con uccellini, che hanno suonato chitarre e percussioni nella più poderosa tradizione della musica indie e sperimentale, producendo un incrocio musicale fra Sonic Youth e avanguardia.

Boursier-Mougenot non nasce come artista visivo, ma come musicista con un’educazione al Conservatorio di Nizza e una attività come compositore per nove anni (1985-1994) per la Pascal Rambert Theatre Company, un gruppo teatrale d’avanguardia. A poco a poco si è spinto verso l’arte contemporanea e, a partire dai primi anni del 1990, ha iniziato a esporre installazioni sonore in musei, gallerie e spazi espositivi, luoghi perfetti per le sue originali composizioni che sono lentamente entrate nel repertorio delle opere memorabili dell’ultimo decennio.
Nel suo approccio c’è qualcosa di John Cage, sostenitore del claim: “tutto ciò che facciamo è musica”, eppure Boursier-Mougenot non abbraccia il caos di suoni che inonda la vita quotidiana come Cage, ma rielabora ed orchestra situazioni in cui qualcosa di casuale, è in grado di creare nuovi tipi di musica, o di rivelare mondi nascosti, coinvolgendo spesso il pubblico – specialmente quello più giovane – nella partecipazione dell’opera, come accade in from here to ear quando un uccellino sceglie di scendere a terra o volare su una chitarra.

from here to ear (v.15), l’installazione che Boursier-Mougenot presenta dal 5 ottobre al 4 dicembre presso il Cubo di HangarBicocca, curata da Andrea Lissoni, è una versione specialmente concepita per lo spazio più spettacolare di Hangar, e giunge a Milano in un inedito allestimento dopo l’enorme successo di pubblico e di critica ricevuto a Londra in occasione della sua esposizione presso il Barbican Art Center nella primavera del 2010. L’installazione prosegue la tradizione di attenzione a forme d’arte sperimentali ma di grande impatto iniziata da Fondazione Hangar Bicocca con il progetto Terre Vulnerabili, che proseguirà il 13 ottobre con la diffusione dal vivo della composizione musicale La Stazione dell’artista svizzero Herbert Distel.

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