Le Polaroid di Nobuyoshi Araki

di Micol Di Veroli Commenta

Il processo polaroid è ideale per la visualizzazione immediata del soggetto ripreso. Nobuyoshi Araki non poteva sfuggire al suo fascino seduttivo, proprio lui che sulla seduzione ha fondato fama e mito. La selezione in mostra dal 19 novembre presso la Chiesa dell’Alba in occasione di Lucca Photo Fest rappresenta il ventaglio dei suoi interessi, o meglio dei soggetti che stimolano la sua fantasia: nudi femminili, ovviamente, fiori, il cielo di Tokio e piccoli oggetti kitsch.

Junichi Shioda, curatore del Tokio Museum of Contemporary Art, commenta: “Le fotografie di Araki sono uno specchio che riflette la realtà nella quale viviamo. Questa realtà include Tokio, una città di energie forti e vuoto umano, lo schiamazzo dei quartieri di divertimento, la casualità degli eventi nella vita quotidiana, le sensuali donne nude, amore e sesso, il cielo e i fiori, vita e morte.”  Ciò che più impressiona il pubblico occidentale è la sua fotografia di nudo femminile, di certo carica di erotismo che spesso non viene compreso, meglio frainteso quale fosse la rappresentazione della donna oggetto. Il bondage – la pratica di legare con corde le membra ed il corpo – in occidente è una sorta di perversione sessuale, in Giappone è parte di una cultura, non provoca dolore né umiliazione, ma solo piacere. Vita e morte che Araki distilla in ogni immagine con la rapidità dell’impressione istantanea.

BIOGRAFIA

Nato a Tokio nel 1940. Ne 1963 consegue un master in fotografia e cinematografia presso l’università di Chiba, città a sud-est di Tokio. Nel 1964 vince il premio Taiyo per i giovani fotografi giapponesi e nel 1965 realizza la sua prima mostra personale al Shinjuku Station Building di Tokyo. Si trasferisce per lavoro a Dentsu, presso un’agenzia pubblicitaria, dove conosce Yoko Aoki si sposano nel 1971. Dopo il matrimonio, Araki pubblica una raccolta di fotografie ‘Sentimental journey’, 1971, scattate alla moglie durante il loro viaggio di nozze. Yoko muore nel 1990. Le foto dei suoi ultimi giorni vengono pubblicate da Araki in un libro dal titolo ‘Winter journey’. Nel 1981 realizza il suo primo e unico film da regista ‘Diario di una studentessa’, che racconta le vicende di una giovane che vuole sfondare nel settore del soft-porno

Negli anni Ottanta focalizza l’attenzione su Kabukichō, storica zona a luci rosse di Shinjuku, un quartiere di Tokyo. Pubblica la ricerca in ‘Tokyo lucky hole’ nel 1990. Ha pubblicato più di 350 libri ed è considerato uno degli artisti più prolifici di sempre. Ha lavorato anche per riviste come Playboy, Déjà-Vu ed Erotic Housewives. È stato più volte arrestato in Giappone, anche se non è mai finito in carcere, con l’accusa di oscenità; anche il direttore di un museo subì l’arresto per aver esposto delle sue foto.
Nel 2005 il regista Travis Klose ha realizzato un documentario sulla sua arte dal titolo ‘Arakimentari’.

 

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