Davide Balliano – SONO LEGIONE. Concerto per coltello, chitarra e tempesta

di Micol Di Veroli Commenta

Mercoledì 11 gennaio si inaugura al Madre di Napoli per SONO LEGIONE. Concerto per coltello, chitarra e tempesta, un progetto di Davide Balliano con la collaborazione di Stefano Manzi e Danilo Battocchio. La performance è il secondo appuntamento della rassegna Corpus. Arte in Azione, a cura di Adriana Rispoli | Eugenio Viola.

La ricerca di Davide Balliano indaga il lato oscuro dell’esistenza attraverso un’estetica minimale e a tratti asettica che restituisce scenari cupi e visionari. L’artista esplora le scaturigini dell’animo umano, le sue fragilità e incoerenze. Il suo è un immaginario multiforme che emerge da una pluralità di media: disegno, installazione, pittura, performance, piegati ad evidenza degli aspetti irrazionali di un’umanità alienata, in balìa di ansie e ossessioni.

 Nel gennaio 2010 Balliano presenta al Plymouth Art Center una performance in omaggio a  Cesare Pavese: Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, dal titolo della raccolta di liriche trovata inedita nello studio del poeta, dopo il suicidio. In piedi e di fronte a degli specchi, l’artista affila un lungo coltello per 14 ore. Ripropone successivamente, con alcune varianti, lo stesso lavoro al PS1 di New York. Entrambe le azioni sono legate alla funzione di questo suono primitivo, quasi ancestrale.

Partendo da queste suggestioni l’artista presenta adesso a Napoli SONO LEGIONE. Concerto per coltello, chitarra e tempesta, una sorta di orchestra da camera allucinata, attivata dall’incontro scontro di tre elementi discordanti: il suono arcaico e ormai poco familiare dell’arrotino, quello a noi più vicino della chitarra e infine quello più “naturale”, sebbene artificializzato nella versione sintetizzata, della tempesta. Elementi diversi in cui l’azione ossessiva della pietra sulla lama scandisce ineluttabilmente il tempo, come un metronomo. Un’azione in cui l’elemento musicale si sviluppa secondo modalità di organizzazione e percezione sperimentali, ovvero essenzialmente anarchiche e soggettive.

“Mi piace come triangolo di simboli il coltello, la chitarra e il temporale. Il coltello affilato è per me emblema di pensiero ossessivo e opprimente. La chitarra rappresenta un’azione mirata all’espressione e condivisione del sentimento. Il temporale è simbolo della vita e del tempo, di tutti i legami che sono sopra di noi e che influiscono costantemente nelle nostre vite e nelle nostre scelte.” (DB)

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