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Il fundraising non esiste

Il fundraising è la soluzione a tutti i tuoi problemi, il fundraising ti salverà. Esistono scuole, festival, corsi e master per il fundraising, esistono esperti, agenzie  e quanto altro. Tutti ti ripetono le stesse cantilene:“Attuare tutte le strategie utili per incontrare le esigenze dello sponsor”, “mirare al cuore del brand con il matching, un nuovo metodo per fare networking”, “liberate le vostre energie e adottate tutti gli strumenti a vostra disposizione”.  

Ma il fundraising in realtà è un meccanismo ben più semplice di questi automatismi lessicali. Un soggetto chiede soldi per un dato progetto e lo sponsor sborsa i quattrini. Facile no? Mica tanto, anche perché se ognuno di noi bussasse alla porta di una grande azienda e chiedesse i soldi per un suo grande progetto la povera azienda fallirebbe nel giro di pochi giorni. Certo il fundraising funziona quando si parla di raccogliere fondi per azioni umanitarie ed organismi no profit ma se ci spostiamo nel nostro dorato mondo della cultura le cose si complicano di parecchio. Potremmo senza ombra di dubbio affermare che il fundraising non esista affatto. Vale sempre la solita storia, se si dispone delle giuste amicizie i soldi si trovano, altrimenti nisba.

Gli esperti ci fanno sapere che se vogliamo raccogliere fondi per il nostro museo, biblioteca, teatro, fondazione o associazione culturale dobbiamo per forza di cose “guardarmi attorno alla ricerca di nuove strategie di sostenibilità” che cosa significhi questo nessuno lo sa, magari si tratta di fare del porta a porta e farsi sponsorizzare dalla salumeria sotto casa. Ma gli esperti non lo sanno nemmeno come si fa a “fare fundraising” si divertono riempir la bocca con questa simpatica parolina e nulla più. Un giorno la scrivente interrogò un celebre docente di Fundraising chiedendogli un aiuto per un determinato progetto, la risposta del docente fu: “Ma io non so a chi chiedere fondi, io faccio il docente non il fundraiser” e scusate se è poco.