Fausto Melotti al MADRE

A partire dal 16 dicembre 2011 fino al 9 aprile del 2012, si inaugura presso il MADRE a Napoli una grande mostra antologica dedicata a Fausto Melotti (Rovereto 1901 – Milano 1986) a cura di Germano Celant e organizzata in collaborazione con l’Archivio Fausto Melotti.

Riconosciuto da tempo, sia a livello nazionale che internazionale, come i suoi contemporanei Alexander Calder, Alberto Giacometti, Louise Bourgeois e Lucio Fontana, quale figura chiave nell’ambito della scultura moderna e contemporanea, Melotti si è contraddistinto per essere stato, sin dagli inizi degli anni trenta, tra i più significativi protagonisti del rinnovamento e dello sviluppo del linguaggio plastico e materico. La particolare capacità con cui l’artista è riuscito a coniugare la tradizione classica con gli interessi per le avanguardie europee, la conoscenza scientifica con una particolare sensibilità musicale, il talento scultoreo con quello di ceramista, la raffinata abilità letteraria e creatività poetica con la ricercatezza del disegnatore, sono tutte qualità che hanno contribuito ad affermarlo come uno dei talenti artistici più rilevanti del XX secolo.

Case d’asta e agenzie di rating, stessa faccia stessa razza?

In questi tempi di crisi si sente spesso parlare di spread e di rating, termini entrati ormai nel nostro vocabolario comune che ci riportano alla mente l’oscuro mondo della finanza. Per quanto riguarda il rating stiamo parlando di una valutazione data da agenzie private che in sostanza rappresenta un giudizio tutto da verificare, solitamente basato su criteri non scientificamente dimostrabili.

Anzi, molte volte in passato alcune agenzie di rating sono incappate nel meccanismo dell’insider trading, ovvero l’omissione di comunicazione al mercato di informazioni in grado di abbassare il prezzo del titolo, dando così il via ad una serie di speculazioni. Questo solitamente accade nel mondo della finanza ma non c’è da stupirsi se queste situazioni si ripetono anche nel mondo del mercato dell’arte contemporanea che dopotutto non si allontana poi tanto dai meccanismi di borsa. Potremmo infatti definire le case d’aste delle vere e proprie agenzie di rating che tramite quotazioni e vendite assegnano un valore nominale ad una data opera di un determinato artista.

Multe agli amanti dell’arte e censure online, la scena contemporanea è anche questa

Il mondo dell’arte contemporanea non è certo avaro di stranezze e singolarità. Inutile aggiungere quindi che in questi ultimi giorni ne sono accadute di cotte e di crude in tutto il globo. Ma bando alle ciance e passiamo dalle parti di Londra per vedere cosa è successo. Il sindaco Boris Johnson è insorto assieme a tutta la comunità artistica contro il Westminster Council. Il centrale della questione riguarda la decisione presa della istituzioni di far pagare il parcheggio nei weekend e la sera, con prezzi salatissimi che si aggirano attorno alle 5 sterline l’ora dalle sei e trenta del pomeriggio fino alla mezzanotte dal lunedì al sabato e dall’una del pomeriggio fino alle sei del pomeriggio di domenica.

Uno stillicidio per chi vuole recarsi a visitare importanti musei ed istituzioni come il V&A, la National Portrait Gallery, la Royal Opera House e le tante gallerie private della zona. “E’ una follia” ha tuonato Johnson, ma a rimetterci come al solito è il povero contribuente che non potrà nemmeno godersi una mostra in santa pace. Dalle parti degli Stati Uniti invece si è consumato l’ennesimo atto di censura, questa volta ai danni della performance artist Amber Hawk.

All Tomorrow’s Parties – Andy Warhol, la Factory e i Velvet Underground

Giovedì 15 dicembre 2011 alle ore 18.00 verrà inaugurata a Bologna la mostra “All Tomorrow’s Parties Andy Warhol, la Factory e i Velvet Underground” ideata, realizzata e promossa da ONO Arte Contemporanea con il patrocinio, non oneroso, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna.

Molte sono state le mostre su Andy Warhol e sul suo lavoro ma poche si sono incentrate su di lui; è per questo che la mostra bolognese racconterà per la prima volta in maniera intima e quotidiana il personaggio e l’uomo, non l’artista. Verrà descritto attraverso più di 85 scatti a opera di fotografi di fama internazionale come per esempio David McCabe, che sono allo stesso tempo amici, artisti e membri della Factory, l’epicentro creativo della New York degli anni ‘60. Oltre al materiale fotografico, arricchiranno l’esposizione video di repertorio, documentari e materiali cartacei originali. Le opere, documentano la vita personale di Andy Warhol, ma anche il suo rapporto di amicizia con i Velvet Underground, un sodalizio intellettuale e creativo breve, ma intenso, che va dal 1965 al 1970 anno in cui Lou Reed lascia il gruppo. Un viaggio elettrizzante nella storia dell’arte e del rock, studiato appositamente per un pubblico preparato e non.

Iabo likes Naples, and you?

A voi piace Napoli? A noi tantissimo e fortunatamente non siamo i soli a pensarla così visto che lo scorso 9 dicembre un misterioso I Like, il classico pollicione alzato di Facebook, è comparso  sulla facciata del Palazzo San Giacomo, sede storica del Comune di Napoli.

L’opera è stata ideata dal camaleontico Iabo, artista che da diverso tempo seguiamo con molto interesse sia per le sue spericolate incursioni in perfetto stile Street Art che per le sue installazioni ed opere pittoriche comparse nelle maggiori fiere d’arte del nostro italico stivale. I like Naples, questo il nome dell’opera in questione, è un gigantesco lightbox rivestito da tela in PVC e fa parte di LuminAria 03 curato da Simona Perchiazzi, progetto che in passato ha accolto tra le sue fila anche altri grandi nomi della new wave italiana come Roxy in the box.

Quando il pubblico si annoia

Molti magazine d’arte contemporanea internazionali e non, hanno in queste ultime settimane lanciato un dialogo sull’allontanamento del pubblico da mostre ed affini. Questo proficuo dibattito è sorto spontaneamente in ogni parte del globo, segno evidente che la necessità di ritrovare ciò che si è perso per strada è quanto mai universale. Due grandi voci come Charles Saatchi e Jerry Saltz hanno inoltre raccolto il sentimento comune, convogliando alcune lamentele che sino ad ora erano comparse su alcune testate e rilanciate da alcuni critici.

Saatchi e Saltz si sono scagliati contro l’arte da avanspettacolo, contro la noia imperante e contro la trasformazione dei musei in anfiteatri dediti ad attività circensi per racimolare un sempre più vasto bacino di pubblico. Ed allora dove risiede il punto di equilibrio? Dove trovare la giusta via di mezzo capace di rappresentare il giusto connubio tra sperimentazione e fascino? Saltz ha inesorabilmente stroncato il “parco dei divertimenti” architettato da Carsten Höller per il New Museum e la mega retrospettiva di Maurizio Cattelan al Guggenheim (ambedue a New York) ma è inutile negare che entrambi gli eventi hanno sbancato al botteghino, consegnando alle due istituzione il record di ingressi.

Al Macro di Roma una tavola rotonda sulla mostra di Monica Haller

Martedì 13 dicembre alle ore 18:00, il Museo MACRO di Roma inaugura una tavola rotonda intorno ai temi sollevati dalla mostra di Monica Haller in corso presso la Nomas Foundation fino al 23 febbraio 2012. Intervengono: l’artista, Andrea Cortellessa, Arturo Mazzarella, Tommaso Pincio, modera Stefano Chiodi. The Veterans Book Project e’ una biblioteca che Monica Haller sta creando insieme ai veterani delle guerre americane degli ultimi anni.

L’artista non e’ l’autrice dei libri, ma compone gli elementi del progetto e la griglia che gli autori possono riempire, cura lo spazio per i loro esperimenti e fornisce il software editoriale open source da lei messo a punto. L’artista e’ un’ascoltatrice, una redattrice, una grafica, una testimone. Usa il formato del libro per la sua materialita’, per la sua qualita’ di veicolo di storia e di memoria.

Aiuto, mio figlio vuol fare l’artista

 Siete giovani e morite dalla voglia di intraprendere la carriera d’artista? Beh le soluzioni qui in Italia non sono poi tante, nello specifico o si comincia da autodidatta e si intraprende una lunga strada costellata da studi ed esperienze in proprio o si frequentano i vari licei, i vari istituti d’arte e le varie accademie sparse sul territorio che vi dovrebbero orientare al meglio nella giungla artistica.

Quest’ultima ipotesi (almeno dalle nostre parti) è in tutto e per tutto simile alla prima, ossia pur avendo intrapreso dei percorsi didattici e formativi, i poveri giovani virgulti devono per forza di cose studiare e far esperienze in proprio. Programmi vetusti e poca malleabilità nell’insegnamento delle varie materie sono infatti delle vere e proprie piaghe che devastano il povero studente.

Da Vermeer a Kandinsky, Capolavori dai musei del mondo a Rimini

La mostra proposta a Castel Sismondo (Rimini) per volontà della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, è una imperdibile carrellata di autentici capolavori e, insieme, l’omaggio che grandi istituzioni museali europee e nord americane, tra le principali al mondo, hanno voluto fare a Marco Goldin per i 15 anni di attività della sua Linea d’ombra.

Nel dicembre del 2011 si festeggiano infatti i quindici anni dalla fondazione di Linea d’ombra, la società che Goldin ha creato nel 1996 per l’organizzazione di eventi espositivi. Nei quindici anni della sua attività, Linea d’ombra ha collaborato con oltre trecento musei e istituzioni di tutto il mondo, ottenendo in prestito circa tremila importanti dipinti, disegni e sculture, che hanno contribuito ad arricchire le mostre realizzate, facendo loro attingere un livello di riconosciuta qualità. In questi quindici anni sono stati circa sette milioni i visitatori che hanno frequentato le mostre organizzate da Linea d’ombra, ponendole molto spesso al primo posto tra quelle italiane e tra le prime nel mondo. Decine tra i principali studiosi, curatori e storici dell’arte hanno contribuito con i loro saggi alla realizzazione dei cataloghi di studio, così come con i loro interventi alla buona riuscita dei convegni internazionali sempre da Linea d’ombra organizzati.

I BODY ME – I LOVE ME – Pipilotti Rist all’Hayward Gallery

A me gli occhi, a me il corpo. Porgo le dita ed i polpastrelli sulle palpebre dei miei occhi stanchi e inizio a massaggiarli lentamente con moti rotatori. La mente inizia a rilassarsi, i muscoli  del viso si distendono, accenno un sorriso. Tutto intorno il buio totale m’illumina dentro. Ecco ci sono: io con tutta me stessa, insieme, dentro e fuori. Questi due mondi sono finalmente entrati in contatto. Apro gli occhi e scopro cosa mi ha indotto a vivere questa fantastica esperienza. Sono all’interno dell’Hayward Gallery. Ho di fronte a me i poemi audiovisivi di Pipillotti Rist: trenta lavori dagli anni ’80 fino ad oggi.

Proiezioni sul pavimento, proiezioni sui muri, schermi ed oggetti che galleggiano. Fin dall’inizio della sua carriera Pipillotti cambia radicalmente l’approccio al nostro modo di percepire l’esperienza del movimento delle immagini; lo fa concentrando tutta la sua attenzione sul corpo. Il corpo è un paesaggio e lei ci incoraggia a rapportarci ad esso come se ci rapportassimo alla natura, guardando i nostri valori fisici e a liberarli dai taboo culturali e sociali. Celebrare il nostro corpo appunto: usare i nostri valori fisici in una nuova positiva luce, incoraggiandoci a non essere timidi.

FOCUS ON GABRIEL ABRANTES A VILLA MEDICI

Il 14 dicembre Villa Medici di Roma presenta presso il Cinema Salle de Cinéma Michel Piccoli FOCUS ON GABRIEL ABRANTES. Gabriel Abrantes con i suoi collaboratori usa il linguaggio del cinema commerciale per creare lavori che esplorano tematiche storiche e politiche con humour e audacia.

Ore 17.00 |  Programma I

Fratelli di Gabriel Abrantes e Alexandre Melo
Portogallo, 2011, 27′
Adattamento cinematografico del prologo de « La bisbetica domata » di William Shakespeare, recitato in lingua portoghese, con accento brasiliano di Bahia, e stato girato in diversi siti tra Roma e la regione Lazio.

Visionary Iraq di Gabriel Abrantes e Benjamin Crotty
Portogallo, 2008, 17′
Un ragazzo portoghese e la sorella adottiva proveniente dell’Angola partono per  l’Operazione di guerra Iraq Freedom. La madre si rende conto che i due ragazzi stanno vivendo segretamente una relazione d’amore e rivela ai figli che il padre trae profitto dagli investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture in Iraq. I due dovranno prendere una difficile decisione.

Enzo Cucchi al MARCA

Enzo Cucchi è il protagonista della nuova stagione espositiva al MARCA di Catanzaro. L’artista, tra le personalità più note in ambito internazionale, ha realizzato per il museo di Catanzaro un progetto del tutto inedito con oltre 50 opere fra dipinti, sculture e ceramiche degli ultimi tre anni che, all’interno di una narrazione polisemica, superano ogni distinzione di genere.

La mostra, a cura di Achille Bonito Oliva e Alberto Fiz, s’inaugura il 17 dicembre e rientra nel progetto sulla Transavanguardia italiana ideato e coordinato da Bonito Oliva in occasione dei 150° anniversario dell’Unità d’Italia che prevede il coinvolgimento del MARCA insieme ad altre importanti istituzioni. Accanto alla rassegna storica sulla Transavanguardia italiana a Palazzo Reale di Milano, vengono organizzate le personali dei cinque artisti che hanno dato vita al movimento con Sandro Chia all’ex Foro Boario di Modena, Nicola De Maria al Centro Pecci di Prato, Mimmo Paladino all’ex-Gil di Luigi Moretti a Roma e Francesco Clemente a Palazzo Sant’Elia di Palermo.

Daria Martin | Anna Halprin – Minotaur

La galleria Raffaella Cortese di Milano inaugura il 15 dicembre la mostra di Daria Martin, filmmaker (San Francisco, 1973) con base a Londra, e Anna Halprin (classe 1920), coreografa e performer americana. Con Minotaur la galleria apre una serie di mostre in cui due artisti, che si sono scelti tra loro, dialogano sui temi cardini della propria ricerca.

In questa prima stagione si confronteranno artisti di diversa generazione, legati da un rapporto maestro – allievo. Daria Martin per il suo film capolavoro Minotaur, ha chiesto la collaborazione di Anna Halprin, artista performativa punto di riferimento nella danza post moderna, che Daria ha sempre amato e guardato con ammirazione. Halprin è una figura determinante nella coreografia del 20 ° secolo, la cui carriera abbraccia più di sette decenni. Spesso accreditata come ideatrice della danza postmoderna, nel 1960 ha insegnato danza ad Yvonne Rainer, Trisha Brown, Simone Forti, Robert Morris e altri che poi a formarono il gruppo Judson Church di New York. Nella seconda metà della sua carriera, divenne una figura di spicco nel campo della danza come arte di guarigione.