“La Musa” ispiratrice dei MASBEDO

Sabato 29 ottobre la sala del Palladium di Roma è stata invasa da un trionfo di sounds e visual art grazie alla presentazione de “La Musa”, ultima creazione dei MASBEDO (Nicolò Massaza, Milano, 1973 e Jacopo Bedogni, Sarzana, 1970; entrambi lavorano a Milano) in collaborazione con Lagash, al secolo Luca Saporiti, attuale bassista dei Marlene Kuntz. Quest’ultimo dal 2007 alterna l’attività propria di musicista a quella di sound designer e live performer con il duo milanese. Lo spettacolo s’inserisce all’interno del vasto assortimento di eventi organizzati per Digitalife 2, rassegna romana realizzata da Romaeuropa Festival, con l’obiettivo di promuovere le manifestazioni creative nate grazie al rapporto tra arte contemporanea e tecnologie avanzate.

L’improvvisazione è  l’elemento caratterizzante di tutta l’opera del trio. Al centro del palcoscenico due megaschermi, uno posto sopra l’altro, trasmettono le immagini di ciò che si concretizzava in quell’istante nei due tavoli ubicati ai lati dei pannelli, il tutto accompagnato da una musica accattivante. Inizia così una sfida tra occhio ed orecchio in una esibizione ispirata da una musa in quanto il medesimo progetto non nasce da un pianificazione preesistente. In questo lavoro i tre artisti effettuano una ricerca sull’artigianalità della performance come forma d’arte e di comunicazione.

DONNE DONNE DONNE, una mostra tutta al femminile alla Fondazione Remotti

DONNE DONNE DONNE così si intitola la mostra alla Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti a Camogli (Ge). Raccoglie alcune opere della Collezione Remotti di una trentina di artiste. Per quest’occasione la direttrice Francesca Pasini ha scelto mettere in dialogo il linguaggio dell’arte visiva con quello del teatro con la rappresentazione LE SERVE di Jean Genet, con la regia di Emanuela Rolla che è anche una delle interpreti insieme a Margherita Remotti e Gabriella Fossati.

Il 26 novembre alle ore 18,30 si apre con lo spettacolo teatrale, che debutta in questa sede, e alla fine si accendono le luci e si inaugura la mostra. In quel momento si accenderanno le lampadine brillantissime della scritta NOT FOR YOU realizzata da Monica Bonvicini nel 2006. Una scultura che è stata presentata in altre versioni in molti musei internazionali, ma ancora non vista in Italia. La scelta delle opere dalla collezione Remotti abbina il tema del corpo a interpretazioni dei luoghi che raccontano lo sguardo delle donne e la loro guadagnata presenza nella storia dell’arte contemporanea. Si percepisce un discorso forte sulla identità femminile, particolarmente attuale oggi quando il corpo viene utilizzato come status symbol del potere politico, economico, mediatico.

Massimo Minini contro Berlusca e la notizia finisce su Artinfo

Visto che oggi ci piace tanto parlare di Berlusconi, allora vorremmo comunicarvi che restiamo su Berlusconi. Non ci accusate di esser monotematici ma dobbiamo per forza di cose “restare sul pezzo” per rendervi partecipi di una gustosa e saporita novella proveniente dritta dritta da Artinfo e poi ogni tanto bisogna pur parlare di politica.

Finalmente si parla d’Italia all’estero e questo grazie al liberatorio atto del dealer Massimo Minini che proprio nella mattinata dello scorso 14 novembre ha rilasciato un comunicato stampa all’alba della caduta del governo di Silvione dove è possibile leggere: “L’italia è stata vittima di alcuni semi-dittatori per metà stupidi e per metà calcolatori, essi hanno promesso di far diventar tutti ricchi e felici ma si sono unicamente impegnati ad accrescere i loro possedimenti.

Paolo Baratta resta alla Biennale di Venezia

Dell’alto tasso di berlusconismo all’interno della scena dell’arte contemporanea nostrana ne abbiamo parlato giusto pochi giorni fa ed abbiamo velocemente analizzato vizi e comportamenti di un sistema allo sbando. Una delle più grandi vittime del berlusconipensiero è stata la nostra cultura istituzionale. Tra Bondi e Sgarbi infatti (tanto per citar i due nomi più lampanti) l’Italia della cultura è riuscita a raggiungere il punto più basso mai toccato da qualsiasi altro malgoverno.

Ora il regime berlusconiano è crollato, il monumento è stato abbattuto ma come già detto è ancora troppo presto per festeggiare. Politicamente ed economicamente a muovere i fili del burattino-Italia sono la comunità Europea e le grandi agenzie di rating americane che fanno il bello ed il cattivo tempo tramite “opinioni” basate sul nulla. Va detto però che la caduta di Silvio sta già portando alcuni incoraggianti cambiamenti, almeno per quanto riguarda il bieco balletto di poltrone regalate ad amici e nipoti. Come ben ricorderete, il ministro Galan aveva già deciso di detronizzare Paolo Baratta e mettere alla guida della Biennale di Venezia tale Giulio Malgara, vale a dire il fondatore di Auditel e grande amico di Silvio Berlusconi.

Tribute to Hieronymus Bosch in Congo: Jan Fabre a Magazzino D’Arte Moderna

 

Jan Fabre, courtesy Magazzino D'arte Moderna

Il 10 novembre scorso, presso gli spazi della galleria Magazzino di Roma, è stata inaugurata la mostra Tribute to Hieronymus Bosch in Congo, terza personale dell’artista belga Jan Fabre negli spazi della galleria.

Fabre, ormai noto per la sua intensissima attività che spazia tra installazione e performance teatrale, ci regala, in questa occasione, un’analisi visuale transtorica che, partendo dall’omaggio al celeberrimo pittore fiammingo, giunge ad una pagina drammatica di storia recente che vede il Belgio protagonista, questa volta con Leopoldo II, di un’intensa attività coloniale all’insegna dello sfruttamento e della violenza.

Quadratonomade preview alle Scuderie Aldobrandini

“Dalla sperimentazione di mostre senza fissa dimora nasce l’idea di fare del nomadismo culturale un punto di forza, costituendo una galleria mobile e flessibile, speculare rispetto a quelle radicate nel territorio, ma non per questo meno importante. Arte in movimento diventa dunque la parola chiave della nostra attività.” recita lo statuto di centoxcentoperiferia.

Quadratonomade è un progetto che si prefigge di creare una collezione/esposizione itinerante di opere d’arte, contenute in scatole bianche di cartone. Le scatole di dimensione 30x30x5 cm sono state consegnate a oltre 250 artisti. Parte quindi così un progetto facilmente trasportabile che partendo dalla periferia, non solo della città quanto forse, concettualmente parlando, dell’intero occidente ovvero dal Campo nomadi via di Salone, a Roma ove si è svolta la prima tappa a ottobre, si sposterà via via fino a concludersi nella prossima primavera al Palazzo delle Esposizioni.

La classifica dei peggio vestiti del mondo dell’arte

Hyperallergic continua puntualmente a deliziare i suoi lettori con le classifiche più strampalate del mondo dell’arte contemporanea internazionale. Dopo aver inventato la classifica dei personaggi meno influenti, in chiara pantomima alle più blasonate hit parade dei personaggi più in vista dell’artworld, ecco che il blog newyorchese ha deciso di stilare la classifica dei look più estremi del giro artistico internazionale.

Vediamo quindi quali sono le posizioni più divertenti di questa pazza classifica. Al primo posto c’è Kalup Linzy. L’artista che ha recentemente collaborato con James Franco è un tornado kitsch. Vestiti da donna e colori incredibili. Linzy non è una drag queen nel senso più stretto del termine ma è uno a cui piace indossare la parrucca sopra una bella e folta barba. Al secondo invece troviamo mr Klaus Biesenbach. Già celebre per la sua austerità e per le sue impercettibili variazioni nei colori, il capo curatore del MoMA è accusato di abbinamento doloso. I sui match di colori sono infatti quanto di più incredibile si sia mai visto nel mondo dell’arte.

“Ma lei espone anche in altri posti?”, gaffe della Regina Elisabetta con Tracey Emin

Solitamente è Filippo di Edimburgo ad essere esperto di gaffe e clamorosi sbagli, basti citare le sue più clamorose sparate come «Ma lei è una donna, vero?» ad una donna del Kenya intenta ad offrirgli un omaggio, “le donne inglesi non sanno cucinare” e «Siete riusciti a non farvi mangiare?» riferito ad un gruppo di studenti che tornavano da una vacanza di trekking in Papua Nuova Guinea. Oggi però abbiamo scoperto che le gaffes sono contagiose ed anche la coriacea Regina Elisabetta non è riuscita ad evitare questa feroce malattia.

Per la prima grande gaffe la Regina ha scelto Tracey Emin e dobbiamo dire che le andata bene visto che la peperina della YBA non si scandalizza di fronte a nulla. Tutto è successo a Margate, città natale di Tracey Emin, dove è stato recentemente costruito il museo Turner Contemporary, un’architettura da 17 milioni di sterline pensata proprio per dare un poco di lustro ad una cittadina non proprio esaltante. Lo spazio, disegnato dall’archistar David Chipperfield, si trova proprio a ridosso del mare ed è stato inaugurato lo scorso aprile proprio da Tracey Emin con una mostra che fino ad oggi è stata visitata da più di 300.000 persone.

Alexandre Singh – The Pledge

La galleria Monitor di Roma inaugura il 17 novembre la seconda personale di Alexandre Singh nei propri spazi, a distanza di quattro anni dalla splendida The Marque of The Third Stripe (Maggio 2008). “Assembly Instructions: The Pledge è la seconda parte della mostra personale di Alexandre Singh che ha visto la sua prima tappa a settembre 2011 nella galleria art:concept a Parigi.

In occasione della mostra presso Monitor, l’artista presenterà tre Assembly Instructions. Questa serie di lavori, che appartengono alla pratica dell’artista già dal 2008, comprende una più ampia gamma di interazioni con altri media come performance, conferenze, installazioni, radio e spettacoli teatrali. I tre grandi diagrammi murali disposti negli spazi della galleria costituiscono una sorta di ritratto rispettivamente di Simon Fujiwara (artista), Alfredo Arias (commediografo, regista e attore) e Marc-Olivier Wahler (direttore del Palais de Tokyo di Parigi).

Marina Abramovic e Pasolini accusati di sevizie

Marina Abramovic la conosciamo tutti ed è lecito affermare che questa grande artista occupa ed occuperà un ruolo preponderante all’interno della storia dell’arte di tutti i tempi. A volte però anche i mostri sacri vengono criticati o attaccati, fa parte del gioco ed anche la grande “nonna della performance art”, come lei stessa ama definirsi, non può certo essere indenne dalle critiche.

Ma andiamo per gradi, come ogni anno il MOCA di Los Angeles guidato dal volpone Jeffrey Deitch ha deciso di organizzare il suo Annual Gala, sarebbe a dire uno degli eventi più attesi di questo autunno. In precedenza il Gala ha visto militare tra le sue fila gente come Lady Gaga ma quest’anno il ruolo di direttore creativo è stato affidato proprio alla mitica Marina. Per l’occasione l’artista ha deciso di mettere in piedi una performance basata su Salò o le 120 giornate di Sodomia, opera del nostro grande Pier Paolo Pasolini.

Cadrà il berlusconipensiero dell’arte contemporanea?

Qualcuno ne ha contati 17, forse per avvicinarli idealmente ad un altro ventennio poco felice per la nostra storia. In realtà sono meno di 10 ma non è questo il punto nodale. Parliamo ovviamente del governo del presidente, di quel Silvio Berlusconi furioso che nel bel mezzo del passato week end ha lasciato la sua poltrona con tanto di addio televisivo.

La caduta dell’imperatore ha lasciato spazio a festini in piazza, trenini stile capodanno, esultanze da scudetto insperato. Il popolo festeggia così ed anche noi non possiamo che dirci contenti. Dopo la gioia incontrollabile segue però il momento della riflessione, l’analisi di ciò che questo “cambio epocale” (come lo definisce la Repubblica) può significare per il nostro paese. Berlusconi cade ma non cade il berlusconismo, un comportamento che nasce dal seno stesso dell’Italia degli anni ’80 e che non può essere sradicato con la caduta di un governo. Berlusconi ha creato il berlusconismo ma già da tempo questa potente arma gli era sfuggita di mano, innescando parabole incontrollabili all’interno della massa fino ai vertici dello Stato.

Parasimpatico – Postsimpatico = Pippilotti Rist all’ex cinema Manzoni

Ho letto che Pippilotti Rist vuole ritirarsi a cucinare nel Somerset, in Inghilterra, e mi sono sentita un po’ sollevata perché va detto fuori dai denti: questa volta caro Massimiliano Gioni, secondo me e per quel che vale, hai toppato alla grande. Il meccanismo adottato dalla Fondazione Trussardi ormai è noto: ogni anno viene scelto un luogo milanese chiuso al pubblico e lo si riapre installando una mostra di qualche artista di quelli che conosce pure la massaia che segue l’inserto culturale del Tg2. E fin qui tutto bene, anzi benissimo: luoghi suggestivi, riappropriamento della città, arte per tutti e gratuita, nomi prestigiosi…

Ho sempre apprezzato il lavoro svolto  e ne ho sempre scritto con entusiasmo, ma credo che ora sia arrivato il momento di essere coraggiosi e questa mostra è tutto il contrario. Nulla da dire sulla scelta del luogo, tuttalpiù vorrei sapere come mai una sala cinematografica così maestosa e affascinante sia chiusa al pubblico. Marmi, dipinti e decorazioni in ogni dove che non avrebbero bisogno di nessun evento per essere degni di nota, invece sono stati declassati a sfondo per proiezioni. Riflettendo sui motivi che possono aver portato un’artista a mutilare sia le proprie opere che un luogo del genere con un allestimento così irritante è che si aveva il timore di risultare troppo banali a proiettare video arte in un cinema.

Premio Moroso 2011

Seconda edizione del Premio MOROSO per l’arte contemporanea realizzato in stretta collaborazione con la GC. AC di Monfalcone, concepito per documentare, valorizzare e sostenere gli artisti emergenti che vivono e lavorano in Italia. Il Premio, un unicum nel settore della collaborazione fra enti ed impresa, ha l’obiettivo di creare sinergie virtuose tra pubblico e privato nella promozione dell’arte contemporanea. Formulato ad invito, vuole evidenziare la molteplicità di linguaggio del fare e della creatività in tutte le sue forme.

I 30 artisti invitati all’edizione 2011 del Premio sono: Francesco Arena, Emanuele Becheri, Lupo Borgonovo, Chiara Camoni, Gianni Caravaggio, Francesco Carone, Loris Cecchini, Silvia Chiarini, Marta Dell’Angelo, Loredana Di Lillo, Andrea Dojmi, Michael Fliri, Michela Formenti, Luca Francesconi, Francesca Grilli, Alice Guareschi, Sonia Leimer, Andrea Mastrovito, Giovanni Ozzola, Marzia Migliora, Luca Pozzi, Luigi Presicce, Alessandro Quaranta, Luca Rossi, Dragana Sapanjos, Alessandro Sciaraffa, Davide Tranchina, Eugenia Vanni, Marcella Vanzo, Antonella Zazzera.

MARLON DE AZAMBUJA – Nuevos Barrios


In Nuevos Barrios di Marlon de Azambuja (1978, Santo Antônio da Patrulha – Brasile, vive e lavora a Madrid) lo spettatore incontra due nuovi gruppi di lavoro che l’artista brasiliano ha prodotto specificatamente per la mostra curata da Antonio Arèvalo che inaugura il 18 novembre dalla galleria Furini Arte Contemporanea di Roma.

Mantenendo invariato il suo originale linguaggio espressivo, disegni e sculture costituiscono un’articolata meditazione su elementi sociali attraverso elaborazioni visive ed estetiche di concetti condivisi, modificando e alterando dettagli per evidenziarne punti deboli, limiti, vie di fuga e nuove prospettive. Nel complesso la mostra è una riflessione sullo scenario del nostro tempo, oltre ad alludere a questioni sul potere, sull’architettura e sull’uso di certi strumenti per la costruzione dell’identità.