Chi mi dice che questo Warhol non è una copia? Dal 2012, nessuno

Alcuni giorni fa diversi magazine d’arte contemporanea di tutto il mondo hanno amplificato una notizia assai triste che potrebbe avere dei risvolti a dir poco disastrosi per il mondo del mercato dell’arte. Ecco in breve cosa è accaduto: La Andy Warhol Foundation for The Visual Arts ha annunciato che nel 2012, a causa di problemi economici, sarà costretta a chiudere la Andy Warhol Authentication Board Inc.

Questo organismo, da sedici anni a questa parte, si è occupato di controllare e successivamente autenticare tutte le opere del grande re del Pop. Per far ciò, l’Authentication Board ha bisogno di circa 500.000 dollari l’anno, una cifra di tutto rispetto che va però ad aggiungersi ai circa 7 milioni di dollari l’anno in spese legali. Queste ulteriori spese sono causate dalle cause intentate dai collezionisti che si vedono respingere la loro opera precedentemente attribuita a Warhol da chissà quale esperto.

Jannis Kounellis Special Guests alla Biennale di Mosca

L’NCCA – National Centre for Contemporary Arts di Mosca in collaborazione con RAM radioartemobile presenta la mostra di Jannis Kounellis come parte dello Special Guests program all’interno della 4a Biennale di Arte Contemporanea di Mosca. L’artista italiano di origine greca è stato uno dei fondatori dell’Arte Povera, movimento artistico d’avanguardia nato in Italia alla fine degli anni ’60. Gli artisti coinvolti in questo movimento hanno creato installazioni di oggetti naturali e scarti industriali, di semplice, effimero, materiale povero.

Dopo aver contribuito alla nascita e allo sviluppo dell’Arte Povera, recentemente Jannis Kounellis ruota attorno ai problemi riguardo il ruolo dell’artista e la missione civile dell’arte nella società contemporanea. I suoi lavori sono intrisi di alto lirismo e hanno una forma austera; riflettono l’intera storia dell’arte- dall’antichità all’avanguardia storica del ventesimo secolo e il presente. S.T. il nuovo ambizioso progetto di Kounellis ideato appositamente per questo spazi, sarà presentato al Red October Chocolate Department dal 27 Ottobre al 27 Novembre 2011.

Apertura dello Spazio Sottobosco a Mestre

Il 28 ottobre inaugura a Mestre lo spazio di Sottobosco, associazione no profit finalizzata alla creazione di una piattaforma indipendente per la progettazione culturale. Dal comunicato stampa: Abbiamo riattivato uno stabile in labodisuso mettendo in moto un meccanismo di riconversione che lo ha restituito al tessuto urbano e ai suoi abitanti in quanto spazio per la produzione culturale. Il progetto è il frutto di una ricerca condotta nel quartiere Piave, una porzione della città di Mestre che si presenta come un laboratorio aperto per la complessità sociale e culturale che ospita e che per il suo assetto urbanistico restituisce in modo chiaro le risultanti economiche e sociali dei processi urbani contemporanei.

Da Dicembre 2010 abbiamo lavorato ad una mappatura degli spazi abbandonati o poco appetibili dal punto di vista immobiliare e commerciale, individuandone alcuni con le giuste caratteristiche strutturali e di accessibilità. Dopo questa fase è iniziata la trattativa con i proprietari degli immobili, attraverso la quale Sottobosco ha ottenuto il comodato d’uso per un periodo di due anni in cambio dei lavori di ripristino estetico. Oggi, dopo la ristrutturazione realizzata grazie ai numerosi contributi dei nostri sostenitori, lo spazio Sottobosco si presenta come un’ambiente flessibile e multifunzionale: è composto dallo studio di progettazione del collettivo, da un laboratorio officina e da un’area di carattere pubblico che ospita l’archivio artisti di Sottobosco, una libreria dedicata alle realtà no profit e un punto di distribuzione di free press.

Arte Povera alla Triennale di Milano

Dal 25 ottobre 2011 si tiene presso la Triennale di Milano Arte Povera 1967-­‐2011. L’esposizione fa parte di “Arte Povera 2011”, la mostra-­‐evento a cura di Germano Celant, che sarà presentata dall’autunno 2011 fino ad aprile 2012 in diverse istituzioni italiane.

Ha come fulcro il movimento nato nel 1967 con gli artisti Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio. Presenta su scala nazionale e internazionale, gli sviluppi storici e contemporanei di questa ricerca, distribuendo le varie fasi e i singoli momenti linguistici in differenti città e istituzioni. Un insieme di mostre che con la collaborazione di parte del “sistema museo” italiano e attraverso diverse situazioni architettoniche e ambientali, mette insieme oltre 200 opere storiche e recenti e si propone come un viaggio nel tempo dal 1967 a oggi.

Bros & Cosimo Filippini e l’esasperazione del vernissage

Ritorna a Roma Bros tre anni dopo Arte senza tempo, l’installazione nel chiostro cinquecentesco di Palazzetto Cenci, presso la galleria Edieuropa di Roma. Il lavoro di Bros, artista milanese nato nel 1981, oscilla e si alterna tra l’installazione, la street art, il walldrawings e la performance, sempre mescolando critica della società, ironia e provocazione.

Il doppio progetto che presenta il 23 ottobre alla Galleria Edieuropa è stato sviluppato insieme a Cosimo Filippini, fotografo svizzero nato a Lugano nel 1979. La caratterizzazione della persona colta nel suo trasformarsi in personaggio o in tipo, (meglio in tipologia) fa da sfondo a entrambi i lavori. L’esasperazione della “caratteristica” è quella che avvolge e deride tutti noi: lo spaesamento depersonalizzante del ruolo.

Centopercento periferia, serie di eventi nella periferia di Roma

Parte una serie di eventi a cura dei ragazzi di Centoxcentoperiferia http://www.centoxcentoperiferia.com/ denominati progetto “quadratonomade”.
La loro attenzione alla periferia di Roma e all’arte contemporanea si mescola qui in un’iniziativa assai originale.

Il primo evento si terrà aaddirittura all’interno del campo nomadi di via di Salone a Roma il 23 ottobre 2011. Questo evento è denominato quadratonomade centauri campo nomadi.
Il 10 e il 15 ottobre si sono svolti due appuntamenti che hanno coinvolto le persone che vivono nel campo. In questa occasione è stata invitata l’artista Lisa Wade a tenere un workshop con bambini e ragazzi. Le opere realizzate saranno esposte in una sezione dell’esposizione assieme ai lavori dei molti artisti della scena romana che hanno aderito all’iniziativa.

Da Bacon ai Beatles, la prima mostra con la colonna sonora

Organizzata dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, la mostra Da Bacon ai Beatles. Nuove Immagini in Europa negli anni del rock presenta oggi, per la prima volta, la storia di una ricerca figurativa che, a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento, prese le mosse dalla lezione di Giacometti, di Bacon e di altri grandi maestri dell’epoca. Celebrata a suo tempo dalla grande mostra New Images of man allestita nel 1959 al MoMA di New York, tale ricerca si distinse per esiti molto diversi rispetto ai modi di un certo realismo d’ispirazione sociale, mescolando suggestioni di natura espressionista con linguaggi spesso in bilico fra informale e pop.

Riflesso di una nuova situazione esistenziale dell’uomo e insieme di un clima fervido di cambiamenti, come quello dei favolosi anni sessanta, il percorso mira a rievocare l’atmosfera di allora attraverso un nucleo di 70 opere, fra sculture e dipinti, spesso di grandi dimensioni, prestate da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, da ammirare – per l’occasione – armati di cuffie e con un sottofondo musicale in tema con la rivoluzione sonora che si attuò contemporaneamente a quella estetica.

Zaelia Bishop – Daedalus Rising

È all’insegna del labirinto la nuova mostra presentata negli spazi della Fabrica Fluxus Art Gallery di Bari. Inaugura sabato 22 ottobre alle ore 19 ed è visitabile fino al 22 novembre la personale Daedalus Rising di Zaelia Bishop (Roma, 1977), a cura di Francesco Paolo Del Re in collaborazione con Roberta Fiorito. È, questa, la prima mostra personale nel sud Italia dell’artista romano autore di affascinanti assemblage materici, sospesi in equilibrio sulle regioni selvatiche della memoria e del sogno.

Sepolto da sedimenti di rimembranze e stratificazioni di desideri e patimenti di stagioni mai del tutto disabitate, il labirinto risorge sulla spinta di un irrefrenabile movimento tellurico, come luogo di fantasmagoria, architettura impossibile in cui riconnettere ipotesi di storie, frammenti di narrazioni disparate, filiazioni letterarie, echi di possibilità, mesmerismo di citazioni e voracità di collezioni. È lo scenario ideale in cui ambientare l’affaccendarsi di un’adolescenza eterna, popolata dalla filigrana di figure care, appassionate, screpolate dal tempo che non perdona, sgretolate dagli urti di un’immane catastrofe del quotidiano che si fa concrezione, escrescenza, infiorescenza umbratile protesa verso lo spettatore, come per un abbraccio di riconoscenza. Dal labirinto parte la sfida titanica dell’artista, lo strenuo tentativo di trovare l’uscita del dedalo, nonostante la consapevolezza del possibile fallimento. 

À partir de l’eau. Storia di una sconosciuta

All’inizio del secolo scorso in Francia, il volto di una giovane sconosciuta, presunta suicida, divenne celebre grazie ad una maschera mortuaria realizzata da un dipendente dell’obitorio, e successivamente diffusa come una sorta di macabro, affascinante, souvenir per salotti d’èlite. Persino una seconda serie di questi calchi, dai tratti falsati e riprodotta a partire da una fotografia, andò esaurita nel giro di pochi mesi. Il corpo della donna fu rinvenuto tra le acque della Senna intorno al 1895 e, come consuetudine a quei tempi, esposto nella vetrina dell’obitorio affinché qualcuno potesse riconoscerla. Leggenda vuole che il volto della donna fosse segnato da un lieve sorriso, come visibile dal calco in gesso che adornava ormai le case dei francesi, contribuendo a rendere ‘l’incunnue de la Seine’ – nome attribuitole dal tedesco Ernst Benkrd nella sua raccolta di 123 maschere mortuarie edita nel 1926 – un modello capace di ispirare un’intera generazione femminile, segnando l’immaginario erotico dell’epoca.

I cadaveri ritrovati nelle acque di un fiume però, sono in genere assai deformati ed è quindi impossibile che quel sorriso appartenesse davvero a quel volto, si suppone quindi che la giovane non identificata sarebbe piuttosto morta di tubercolosi, o come afferma Claire Forestier, operaio della ditta di modelli in gesso che all’epoca prese il calco, che si trattasse di una viva e vegeta modella di 16 anni.

IL RIGOVERNATORE LUNARE performance di Giuliano Nannipieri

Foto di Letizia Romeo di Giuliano Nannipieri nella sua multi perfornance nel Padiglione Spagna Biennale di Venezia

Space Metropoliz / Museo dell’arte contemporanea italiana in esilio
In esilio sulla Luna
IL RIGOVERNATORE LUNARE
performance di Giuliano Nannipieri
sabato 22 ottobre 2011 – ore 15,00 – Metropoliz_città meticcia – via Prenestina 913 – Roma

“[…]La lepre pesta nel mortaio il filtro, trae l’essenziale e rigoverna, va nella case di tutti ed entra in contatto con l’essenziale di ognuno, va e rigoverna va e paga per entrare in contatto con l’essenziale, con ciò che ha reso ognuno tranSITOriamente immortale. Riflette ed elabora l’eternità  paga per essere un riflesso di un nuovo mondo dove si paga per aiutare, – è un regalo a  se stessi avere la possibilita di spendersi per gli altri- dove la sperimentazione scientifica è tutt’uno con la vita, con la casa  e gli affetti, senza  acceleratori  .piuttosto decelerando, ascoltaldo dei sughi le tracce residue, l’inafferrato, l’inafferrabile[…]”
(Giuliano Nanniperi)

Metropoliz, spazio di sperimentazione sociale e abitativa, rappresenta uno di quei luoghi in cui la produzione culturale si esprime liberamente perché estranea all’autocelebrazione mediatica che tende a sottrarsi a voci critiche. Uno spazio dove si creano piani di realtà e di densità di significato che mancano nei luoghi deputati all’arte e alla cultura.

ArtVerona – Pensieri sparsi sull’essere fiera

Recensire una fiera è problematico per svariati motivi: il primo, banalmente, è che sono fatte dentro a brutti edifici fieristici, il secondo è che effettivamente io non ne so nulla di come si organizza una fiera e mica è facile confrontarsi con amministrazioni pubbliche e private per cercare di far quadrare il cerchio. ArtVerona poi, non me ne voglia, non è una grande fiera e non è meramente una questione di spazi. Gli addetti ai lavori ben sanno quanto sia difficile riempire gli stand delle fiere che non si chiamano Art First o Artissima (per citare quelle italiane che hanno un po’ d’appeal sul gallerista), e va da se che se non si ha la fama per fare i preziosi, a volte ci si tappa il naso. Che poi bisogna pur sempre dire che la selezione è sempre una questione soggettiva.

Il fatto è che riguardando i miei appunti ritrovo solo i nomi di gallerie ed artisti che già apprezzavo e conoscevo, come Laurina Paperina portata da Studio d’arte Raffaelli di Trento, Silvia Vendramel da De Faveri Arte (Sovramonte – BG), Paolo Cavinato dalla Galleria Mazzoli di Berlino. Interessante lo stand della Otto gallery con Andrea Facco e Gianni Moretti. Rivelazione della fiera è stata la Jarach Gallery di Venezia: artisti originali, con una ricerca decisamente contemporanea sia per scelte stilistiche che tematiche, e una coerenza espositiva generale nello spazio della fiera. 

Norman Foster e i viaggi spaziali della Virgin

Avete presente la Virgin? Ebbene per chi non lo sapesse Virgin Group Ltd è un gruppo di società diverse che utilizzano il marchio del celebre mogul Richard Branson. La Virgin è partita negli anni ’70 come etichetta discografica ma pian pian si è evoluta, trasformandosi in un gigante in grado di offrire tipologie commerciali di ogni genere, dalle bevande ai centri benessere, passando per la beneficenza, la formula uno e le compagnie aeree.

Proprio di volo parliamo oggi, visto che il gruppo Virgin ha persino una compagnia di voli spaziali chiamata Virgin Galactic. Si, avete letto bene, Branson ha intenzione di allargare i suoi affari al turismo interplanetario. Ovviamente per far partire queste astronavi turistiche serve prima di tutto uno spazio porto ed una rampa di lancio. Branson ha quindi deciso di guadagnare del tempo ed ha subito inaugurato il suo spazio porto con tanto di rampa di lancio high design. Già perché a disegnare l’avveniristica rampa è stato nientemeno che il grande Norman Foster.

Chuck Close ed altri artisti fanno causa a Sotheby’s e a Christie’s

C’è gran maretta nel mercato dell’arte, Sotheby’s ad esempio è ancora alle prese con i suoi movimentatori in attesa di rinnovo di contratto. Come se tutto questo non bastasse, negli ultimi giorni si è aggiunta un ulteriore polemica che minaccia di far perdere il sonno anche all’altra blasonatissima casa d’aste, vale a dire Chirstie’s.

Un nutrito gruppo di star dell’arte contemporanea guidato da Chuck Close ha deciso di fare causa a due succursali newyorchesi di Christie’s e di Sotheby’s per aver violato il diritto di rivendita, sancito da una legge del 1977. Ma in soldoni come funziona questa legge? In pratica ogni persona intenzionata a mettere in vendita le opere di un determinato artista ancora in vita (o comunque deceduto da meno di 20 anni), deve per forza di cose versare il 5 percento del ricavato alla fondazione che detiene i diritti dell’artista o all’artista stesso. La legge riguarda lo stato della California ma è valida anche per opere vendute in altri stati, se quest’ultime sono state create da un cittadino residente in California.

Short stories 6 – NY: New prospectives + Juliana Romano

CHI: Ellen Altfest, Anna Betbeze, Joe Bradley, Anne Collier, Rosson Crow, Roe Ethridge, Teresita Fernandez, Jason Gringler, Tamar Halpern, Adam Helms, Josh Kolbo, Josephine Meckseper, Sam Moyer, Angel Otero, Janaina Tschape, Sara VanDerBeek, Lisa Yuskavage + Juliana Romano.

DOVE: Brand New Gallery – Milano

QUANDO: 22 settembre – 29 ottobre 2011

COSA: Una collettiva abbastanza variegata in cui, a parte l’origine territoriale comune, manca altra coesione. Ogni artista affronta un percorso individiale e sono presenti quasi tutti i medium possibili: pittura, fotografia, video, tele elaborate, disegni, dipinti, collage. Un’opera per artista: le fotografie di Anne Collier incarnano la società dell’immagine hollywoodiana, Sam Moyer interviene sulle grandi tele con candeggina e inchiostro realizzando così opere astratte, anche Angel Otero parte da grandi tele, ma i colori sono vivaci e la stoffa, trattata con resine sintetiche diventa tridimensionale. Inquientate la figura femminile presentata dal video di Janaina Tschape.