TIM ELLIS – Sons of Pioneers

Interrogarsi sulle possibilità inespresse del manufatto, alterarne la destinazione originaria con l’intenzione di ripensarne il valore e la funzione, mettendo in evidenza il processo che porta un oggetto trovato ad appropriarsi di un differente valore culturale. La pratica di Tim Ellis si basa sulla giustapposizione di materiali e oggetti culturalmente diversi tra loro e ne interpella sia il loro valore formale che la loro finalità originale, forzando lo sguardo ad interrogarsi su questioni relative alle nozioni di funzionalità, autorialità e display. Attraverso relazioni mentali e alterazioni impercettibili, il giovane artista inglese dichiara una forma di impegno relativa alla nozione di artefatto e a quella di artificio, al principio di creatività e di serialità.

Il titolo della mostra che si inaugura il 4 maggio a Roma presso Furini Arte Contemporanea si riferisce all’idea dell’essere minacciati dal peso della storia, mentre il percorso espositivo si svolge come se fosse una proposta per l’inizio di una nuova ideologia. Sia la scultura che la pittura – modelli, trofei e testimoni di qualcosa di più grande – focalizzano la loro tensione su quella congiuntura in bilico perenne tra il fatto e l’oggetto storico, tra la sua fabbricazione e la sua diffusione, suggerendo riflessioni sul ruolo dell’artificio all’interno del processo di produzione di senso.

Francesco Padovani – The soul of my soul

Venerdì 29 Aprile 2011 presso la galleria CHANGING ROLE di Napoli, inaugura la mostra “The soul of my soul”, personale di Francesco Padovani, a cura di Guido Cabib. L’artista presenta una nuova serie di immagini espressamente prodotte e pensate per gli spazi di Changing Role. Attraverso un ingegno manuale, ossia una superficie riflettente di fogli di alluminio, Padovani ritrae le figure, prevalentemente femminili.

Gli scatti di Francesco Padovani, con grande raffinatezza, scavano e mostrano le pulsioni dell’inconscio dell’essere femminile con occhio maschile, ma con una sensibilità del tutto femminile, e questo è già inusuale. Egli mostra l’anima femminile nel suo profondo, nella parte più amata dall’uomo, quella a cui da sempre esso anela, quel misto di grazia, erotismo e protezione.

INVENTARIO PERENNE – Elena Modorati, Gianni Moretti, Paola Pezzi

Nel prestigioso spazio dalle ampie vetrine racchiuse dal colonnato della Pescheria Centro Arti Visive di Pesaro si articolano i lavori installativi di Elena Modorati, Paola Pezzi e Gianni Moretti. Inventario perenne è una tri-personale a cura di Martina Cavallarin che inaugura il 29 aprile e interpretata da artisti la cui ricerca artistica si svolge attorno al processo, a un’enumerazione ossessiva e moltiplicativa manifestata attraverso un’indagine coerente, una rincorsa tra naturale ed artificiale espressa mediante l’uso di linguaggi e materiali differenti. L’arte contemporanea, nella sua trasversalità, sensibilizzazione e apparizione, si apre alla sostenibilità per eludere il destino entropico mediante il massaggio del muscolo atrofizzato della società civile.

Elena Modorati (Milano, 1969) scava nella memoria e nel tempo. Il suo è un lavoro installativo poetico, appeso, galleggiante o adagiato a terra. Ciò che si respira di fronte all’opera è un senso di armonia che acclude dimensione diacronica e sincronica, un riscatto visto dal punto di vista della restituzione dell’oggetto ad un presente consapevole e silenzioso, una disposizione di frammenti che l’arte fa risorgere attraverso altre immagini e altri più profondi e consapevoli significati. Per questa esposizione l’artista milanese presenta delle figure e degli sfondi, installazione di ferro e cartoncino che ci parla di tracce necessarie, un lunario riutilizzato che è simbolo di svuotamenti di funzioni composto da un vecchio schedario contenente dei cartellini timbrati.

Arte Essenziale, un nuovo percorso etico e di libertà nel mondo e nell’arte

Il 7 maggio la Collezione Maramotti di Reggio Emilia inaugura un nuovo progetto. Arte essenziale non è una mostra di gruppo né una mostra a tema. Suo intento è riunire un insieme di artisti – quasi tutti coetanei – che nel panorama dell’arte contemporanea degli ultimi dieci anni hanno tracciato una linea poetica comune, pur non dando vita alla costituzione di un gruppo.

Federico Ferrari (1969) ha enucleato e articolato questa poetica cercando, attraverso la definizione di ‘Arte essenziale’, di indicare per l’appunto una sensibilità condivisa che, al di là delle differenze di stile, di materiali e di pratiche compositive, lascia percepire l’apparizione di un’inedita e, allo stesso tempo, immemorabile attenzione alla genesi del gesto artistico, secondo una modalità radicale ed essenziale. Arte essenziale mostra esattamente questa spoliazione del fare artistico che si spinge fino al proprio gesto iniziale, alla nudità stessa dell’apparire dell’opera e del mondo.

vessel inaugura le sua attivita’ culturale ospitando 3 progetti

vessel inaugura le sua attività culturale ospitando presso i suoi spazi tre progetti ideati e realizzati da giovani artisti e curatori ed aperti al pubblico. Un ciclo di quattro giornate, dal 26 al 29 Aprile 2011 dedicate alla ricerca artistica, all’approfondimento condiviso di tematiche storiche, antropologiche, socio-politiche ed urbane con la presenza di esperti dei vari ambiti di ricerca.

Il primo incontro è una giornata di studi diretta da Nico Angiuli dal titolo La danza degli attrezzi, che avrà luogo martedì 26 presso gli spazi di vessel. La ricerca di Angiuli, che trova in questo progetto in collaborazione con vessel un momento di approfondimento allargato, è incentrata sul “rapporto tra tecnologia e agricoltura, tesa alla videoarchiviazione della mutevole gestualità dei contadini, analizzandola dal tempo antico sino ai giorni nostri”. Mercoledì 27, seguirà il progetto di Rosa Jijon, Il litorale, l’ultima frontiera. L’esercizio che proporrà l’artista ecuadoriana di adozione romana è “di raccolta dati, in chiave antropologica, con l’obiettivo di dare uno sguardo alle frontiere interne ed esterne” di Bari, città/porto, ma anche confine litorale. I partecipanti saranno invitati da Jijon a riflettere sui confini culturali, geografici, istituzionali della loro città.

Ahmet Öğüt – Once upon a time a clock-watcher during overtime hours

La Fondazione Giuliani di Roma inaugura il 28 Aprile 2011 la mostra personale di Ahmet Öğüt, Once upon a time a clock-watcher during overtime hours. Con spirito acutamente perspicace e tagliente, Ahmet Öğüt esamina le casualità quotidiane, i comportamenti e i gesti informali che testimoniano le più ampie strutture globali sociali e politiche. Attraverso l’uso di diversi mezzi espressivi, dall’installazione e la performance al disegno, al video, a interventi in spazi pubblici, Öğüt intreccia racconti che si dipanano tra pratica artistica e vita sociale per provocare consapevolezza critica e sottili slittamenti di prospettiva.

In Once upon a time a clock-watcher during overtime hours, l’artista orienta la sua pratica verso una nuova direzione, usando come risorsa una collezione d’arte. Öğüt ha selezionato opere di Marina Abramovic, Giovanni Anselmo, Carl Andre, Mircea Cantor, Peter Coffin, Cyprien Gaillard, Joseph Kosuth e Sislej Xhafa dalla Collezione Giuliani, creando intorno a ogni lavoro “atmosfere” o interventi che pongono l’attenzione sulle caratteristiche dei lavori stessi e suggerendo allo stesso tempo narrazioni sovrapposte con la prospettiva di generare e potenziare nuovi significati.

FLUXUS BIENNIAL – Giuseppe Chiari

Il progetto FLUXUS BIENNIAL, curato da Achille Bonito Oliva per l’Auditorium, è strutturato in una serie di “piccole grandi mostre” di alcuni protagonisti di Fluxus. Attorno a ogni appuntamento espositivo è abbinato un calendario di concerti e performance, storiche e contemporanee, che coinvolgono artisti ai quali viene chiesta una rilettura di quello spirito di immediatezza e di relazione/interazione con l’individuo alla base della filosofia e dell’estetica “intermedia” Fluxus. Dopo George Maciunas, George Brecht, Wolf Vostell e Nam June Paik sarà la volta di Giuseppe Chiari.

La mostra, allestita in AuditoriumArte, si inaugurerà il 29 aprile e resterà aperta al pubblico fino al 12 giugno. Dopo l’inaugurazione della mostra il 29 aprile, alle ore 21 in Teatro Studio, si terrà la performance live di Alvin Curran “Chiari ossia dj Beppe meets King Kong da Beethoven”. La serata è uno degli eventi di Afterfluxus, il ciclo di performance e spettacoli organizzati in occasione delle mostre fluxus.

Una mostra tutta “Made in Italy” da Gagosian

In occasione dei 150 anni dall’Unità d’Italia, Gagosian Gallery il 27 maggio inaugura Made in Italy, un’importante mostra collettiva nel suo spazio romano di Via Francesco Crispi 16. Curata da Mario Codognato, la mostra intende tracciare un inedito percorso italiano attraverso l’opera di alcuni tra i maggiori artisti degli ultimi 60 anni: Georg Baselitz, Jean Michel Basquiat, Joseph Beuys, Marcel Duchamp, Alberto Giacometti, Douglas Gordon, Andreas Gursky, Damien Hirst, Howard Hodgkin, Mike Kelley, Jeff Koons, Louise Lawler, Roy Lichtenstein, Richard Prince, Robert Rauschenberg, Gerhard Richter, Richard Serra, Cindy Sherman, David Smith, Thomas Struth, Cy Twombly, Andy Warhol, Lawrence Weiner.

L’irresistibile attrazione esercitata dal “Bel Paese” nei confronti degli artisti del resto del mondo affonda le radici nel passato profondo e, com’é noto, conosce il momento di splendore a cavallo tra Settecento e Ottocento, all’epoca del cosiddetto Grand Tour, quando artisti-viaggiatori inglesi, americani, francesi e tedeschi varcano le Alpi per sperimentare da vicino la grande tradizione classica conosciuta solo sui libri, i capolavori di un passato idealizzato, ma anche il brivido provocato da uno stile di vita diverso e alternativo rispetto a quello che conoscono in patria.

Tutto è connesso 2 al Castello di Rivoli

Il Castello di Rivoli presenta al pubblico Tutto è connesso 2, un nuovo allestimento della collezione permanente, in continuità con la più ampia ridefinizione degli spazi dedicati alla precedente mostra Tutto è connesso. La rassegna, che si tiene nelle sale storiche al primo piano della Residenza Sabauda, è stata ideata come ulteriore riflessione sul percorso espositivo basato sulle opere della collezione. Come ormai tradizione del Museo, le opere sono state allestite con il determinante contributo degli artisti, dialogando con la particolarità architettonica delle sale storiche del Castello.

Tutto è connesso 2 offre al pubblico la possibilità di incontrare acquisizioni inedite o depositi a lungo termine mai esposti prima al Museo. Sono esposte opere di Allora&Calzadilla, che presentano Stop, Repair, Prepare: Variations on Ode to Joy for a Prepared Piano (Fermati, ripara, prepara: variazioni all’Inno alla Gioia per un pianoforte modificato) del 2008, ambiziosa performance che viene eseguita nella sala 14 durante gli orari di apertura del Museo dal 23 maggio al 12 giugno. Domenica 5 giugno è inoltre in programma un incontro aperto al pubblico con gli artisti, che rappresentano gli Stati Uniti alla prossima Biennale di Venezia.

Una piattaforma petrolifera si trasforma in città – Pirati informatici contro Ai Weiwei

Il giovane architetto norvgese Sverre Max Stenersen non è certo un tipo di poche ambizioni. Il suo piano è infatti quello di impossessarsi di una vecchia piattaforma petrolifera (chiamata Albuskjell) situata nel Mare del Nord e trainarla fino a Trondheim.

La piattaforma ha iniziato ad estrarre petrolio nell’estate del 1979 e durante le intense stagioni di lavoro è arrivata ad ospitare più di 100 persone. Nel 1998 la piattaforma è andata in pensione e doveva essere definitivamente smantellata nel 2013. Stenersen però ha deciso di dar nuova vita a questo colosso di ferro e cemento che verrà spostato con enormi gru fino al porto di Trondheim dove verrà rimontato e piazzato su dei nuovi pilastri. L’obiettivo è quello di creare un quartiere nuovo di zecca, la piattaforma ospiterà infatti sfavillanti alloggi ed uffici che daranno linfa alla fin troppo tranquilla cittadina. La superficie calpestabile della piattaforma è di circa 3.500 metri quadrati, abbastanza per edificare un fiorente quartierino. Stenersen prevede di alimentare il centro abitato sfruttando l’energia geotermica ma come potete ben immaginare i suoi piani sono ancora in “alto mare”. In una terra dove l’estrazione del petrolio frutta circa 400 miliardi di euro l’anno, siamo certi che il coraggioso Stenersen non faticherà a trovare qualche ricco sostenitore per il suo sogno impossibile.

La Sagrada Familia brucia

Grossi guai per la Sagrada Familia di Barcellona. L’eterna edificazione della basilica, e recentemente consacrata da papa Benedetto XVI il 7 novembre 2010 è rimasta vittima di un incendio doloso che ha distrutto parte di questo gioiello frutto della geniale mente dell’eccentrico architetto Antoni Gaudí.

Lo scorso martedì 19 aprile, un uomo di 55 anni, che secondo alcuni testimoni farebbe parte della parrocchia, si è introdotto all’interno dell’edificio ed ha spruzzato liquido infiammabile nella sagrestia, dando poi fuoco agli abiti talari che si trovavano all’interno. Un gruppo di turisti ha lanciato quindi l’allarme dopo aver notato fuoco e fiamme uscire dalla sagrestia. Il personale di emergenza è intervenuto subito, evacuando i circa 1.500 turisti che si trovavano all’interno della Basilica. I visitatori sono rimasti illesi, solamente una persona è stata portata via dai paramedici per intossicazione da fumo. Questo folle atto ha praticamente distrutto la sagrestia e la cripta (vale a dire una delle parti dell’edificio completate mentre Gaudì era ancora in vita) è stata severamente danneggiata dalle fiamme.

E TRE! RITORNA HAPPYSPRITZ@GUGGENHEIM

Dopo il lavoro? Appuntamento al museo, per stare in compagnia tra amici, opere d’arte, ottima musica, e un buon aperitivo, in una parola happyspritz@guggenheim!. È questa la formula vincente che la Collezione Peggy Guggenheim, insieme ad Aperol, ha lanciato nel 2009 e che quest’anno, per il terzo anno consecutivo, ripropone dopo il sorprendente successo delle edizioni precedenti.

Il 2, 9, 16, 23 maggio, dalle 19 alle 21.30, ingresso al museo a 7 euro (gratuito per i possessori di Young Pass, la membership Guggenheim per gli under 26) con la possibilità di visitare la collezione e la mostra temporanea dedicata agli artisti ribelli dell’avanguardia vorticista, fuori dal consueto orario di apertura. Compresi nel biglietto d’ingresso, due spritz, accompagnati da un dj set live e da invitanti aperitivi. Il programma musicale delle quattro serate sarà a cura di Ricky Russo/In Orbita.

Giovedì Difesa: Boris

 Boris è una serie televisiva italiana prodotta dal 2007 e giunta alla sua terza edizione. Narra le vicende dei dietro le quinte dell’immaginaria fiction italiana: Gli occhi del cuore.

Il regista Renè Ferretti mentre gira la fiction, tiene sempre vicino a se un pesce rosso chiamato Boris, in onore a Boris Becker. I suoi pesci rossi hanno infatti tutti nomi di tennisti. In un certo senso si potrebbe pensare che è Boris che gira gli occhi del cuore. Renè infatti sente molto stretto il lavoro e cerca come può, nell’arco delle tre serie, di mostrare la sua vera bravura di regista.

La Costa d’Avorio e l’attualità di “Nadro”

Un cuscino di silenzio avvolge la Costa d’Avorio. Sembra inglobata in un’altra dimensione dove le notizie corrono solo su binari di pochi e il grande pubblico ignaro è all’oscuro di quello che sta accadendo in questi mesi e ancor di più in questi ultimi giorni. Forse gli avvenimenti poi non sono così casuali e capita alcune volte di percepire la trama del destino  e soprattutto di esserne parte anche nella piccolezza della tua quotidianità sei chiamato a soffermati e porre un accento su delle situazioni che seppur lontane dovrebbero toccarci e renderci portavoce per chi soffre ed è impossibilitato a difendersi. Un faro dovrebbe illuminare tutti i paesi straziati dalle guerre e forse la notte ci potremmo accorgere di quanti focolai siamo circondati.

Questo rappresenta l’incontro, organizzato dalla Dottoressa Maria Giovanna Tumino, svoltosi lunedì 18 aprile nell’Aula Magna dell’Università di Conservazione dei Beni Culturali a Viterbo. Nell’ambito delle lezioni di Storia dell’Arte dei Paesi Europei II della professoressa Patrizia Mania è stato proiettato il film “Nadro, colui che non dimentica” (1998) sulla vita di Frédéric Bruly Bouabre, regia di Ivana Massetti. Quanto mai attuale e sincero. Uno spaccato di quello che non sappiamo perché non lo possiamo vedere con i nostri occhi è stato filmato con sapiente umanità e con assoluto rispetto. La vita di questo grande artista e la sua Costa d’Avorio così difficile e dilaniata.