Dopo la censura a Blu, Jeffrey Deitch lancia una mostra sulla Street Art

Jeffrey Deitch come ben ricorderete è stato protagonista dell’assurda censura al murale dello street artist italiano Blu che aveva creato delle bare coperte da giganteschi dollari al posto della bandiera Americana in chiara denuncia contro le follie guerrafondaie dei signori della guerra. Ebbene dopo quella cancellazione da vero e proprio dittatore dell’arte, Jeffrey Deitch prova a rimediare alla brutta figura con una bella mostra tutta dedicata alla street art nel suo MOCA di Los Angeles, ovviamente questo non basta per ottenere il nostro perdono ma vediamo cosa ha in mente il malefico volpone.

La mostra del MOCA prende il titolo di Art in the Streets e verrà inaugurata il prossimo 17 aprile (in visione fino all’8 agosto 2011), in mostra 50 artisti tra i più noti del mondo come Fab 5 Freddy, Shepard Fairey , Os Gemeos, JR,  Futura, Swoon,  Mister Cartoon, RETNA, SABER, RISK e tanti altri che saranno chiamati a realizzare circa 100 opere.

“Tracey Emin è amica del governo inglese” parola di DInos Chapman

Eccoci ancora qui a parlare della peperina Tracey Emin, sempre indaffarata in eventi in tutto il mondo e sempre protagonista di avvenimenti gossippari di dubbio gusto. Stavolta siamo qui a parlarvi di una polemica scoppiata proprio dopo che l’agguerrita artista è riuscita ad aggiudicarsi un’importante commissione pubblica per creare un’installazione neon a Downing Street, incontrando i favori di David Cameron, oramai suo fan accanito.

Pensate che quest’ultimo ha dichiarato di voler farsi ritrarre proprio dalla sua artista del cuore.  La vincita della commissione, dicevamo, ha scatenato le ire di Dinos Chapman, celebre artista del duo Chapman Brothers.

Giovedì Difesa: Unità d’Italia

Un amico, che è entusiasta di spettacoli popolari di varietà, mi parla di una compagnia che agisce in un piccolo cinema di Trastevere. Capitiamo che la rivista è già cominciata e, naturalmente, si sta svolgendo il numero dei Due Grandi. È un numero che non manca mai. Russia e America sono di scena con Pulcinella, servo furbo di due padroni. Lo sketch, più che materia di divertimento, offre la solita materia di riflessioni e usciamo dal cinema alla fine molto rattristati. Più di me il mio amico, il quale deve accorgersi che, nel frattempo, gli hanno rubato la ruota di scorta dell’automobile. Quel furto è tuttavia un seguito dello sketch o almeno aderisce al suo spirito. Cerco di farlo capire al mio amico. Ma penso che egli sia troppo irritato dal furto per consolarsi con una divagazione filosofica sul “nostro” carattere.

Benvenuto, Artribune!

“No signori miei, non siamo pazzi. Siamo solo un gruppo di professionisti ancora, ehm diciamo così, giovani, ma dotati di una esperienza mica da ridere. Un gruppo sicuro delle sue capacità che fa una nuova proposta. Una proposta che a brevissimo diventerà indispensabile.”

con questo breve ma deciso incipit è stato inaugurato ieri il nuovo sito Artribune, piattaforma dedicata all’arte con uno staff formato da Marco Enrico Giacomelli, Massimo Mattioli, Valentina Tanni e Massimiliano Tonelli. Artribune nasce dopo la burrascosa (con finale thriller) esperienza-Exibart .

A New York l’Asian Contemporary art week

Si inaugura il 21 marzo, a New York, la settima edizione dell’Asian Contemporary art week. La data non è casuale, se da noi coincide col il primo giorno di primavera (o almeno si spera!), in alcuni paesi asiatici inaugura l’inizio del nuovo anno. La rassegna, della durata di dieci giorni, prevede il coinvolgimento di oltre 35 musei e gallerie e si articolerà attraverso conversazioni con artisti, pannelli, proiezioni, presentazioni di libri, mostre, e visite guidate.

Attraverso questa molteplicità di eventi, Asian Contemporary art week si prefigge di far conoscere a livello globale le ultime esperienze artistiche dei paesi asiatici con uno sguardo però rivolto anche verso i grandi nomi che hanno già dato un contributo indispensabile al panorama artistico contemporaneo quali MF Husain e Monir Shahroudy Farmanfarmaian che per altro, prenderanno parte alla serie di discussioni con gli artisti. La selezione degli artisti prevede il coinvolgimento di Afghanistan, Bangladesh, Burma, Cina, India, Indonesia, Iran, Giappone, Kazakhstan e Pakistan e ha suscitato un entusiasmo tale che probabilmente l’iniziativa verrà replicata lungo la West Coast americana.

James Casabere alla Galleria Marabini di Bologna

La Galleria Marabini è lieta di presentare i nuovi lavori dell’ artista statunitense James Casebere. La mostra inaugurerà giovedì 17 Marzo dalle ore 18.00 alle 20.00 fino al 30 Aprile 2011. Questi nuovi lavori di James Casebere completano il ciclo iniziato nel 2008 della serie “Flooded Cell“, già esposta nello stesso anno a Bologna ed in parte ispirata alle vie d’acqua sotterranee medievali della città.

Casebere realizza maquettes tridimensionali, che fotografa dopo una ricostruzione in miniatura di ambienti esterni o interni, riproducendo i dettagli non solo architettonici, ma di acqua, pulviscolo e luce. L’estrema complessità del lavoro e la parallela produzione della serie “Landscapes With House”, per la Whitney Biennal 2010 di New York, avevano causato un rallentamento nella realizzazione finale di questa serie dei sotterranei, ora portata a termine.

Manifesta 9 sceglie curatori e sede per il 2012

Manifesta, celebre Biennale europea di arte contemporanea ha già iniziato a scaldare i motori per la prossima edizione numero 9 che si terrà nel 2012.

Manifesta 9 sarà ospitata dalla provincia belga di Limburg ed il curatore messicano Cuauhtémoc Medina guiderà il team curatoriale che sarà composto da Katerina Gregos e Dawn Adesas. La celebre manifestazione si tiene per scelta in luoghi solitamente lontani dai grandi centri di arte contemporanea della scena mondiale.

Francesco Bonami pioniere del comunicato stampa video

E’ forse giunta l’ora di cambiare il modo di comunicare al pubblico il proprio evento o la propria mostra. Sino a poco tempo fa si è ragionato in termini cartacei con disboscamenti inesorabili annessi. Tra inviti, volantini, comunicati stampa e quanto altro il mondo dell’arte contemporanea non ha certo contribuito alla salvaguardia dell’ambiente naturale.

In seguito abbiamo assistito alla rivoluzione internet e con sommo piacere ci siamo accorti che molti inviti e moltissimi comunicati stampa hanno iniziato a viaggiare sulla rete, evitando inutili sprechi di carta e raggiungendo un sempre più grande bacino di utenze. Oggi siamo nell’era del video, tutto passa attraverso lo schermo di un pc e forse tra qualche anno il classico comunicato stampa redazionale potrebbe essere affiancato da un trailer.

David Wojnarowicz finalmente riammesso dal Brooklyn Museum

Dopo il pasticciaccio dello Smithsonian Portrait Gallery che ha di fatto cancellato il video A Fire in my belly di David Wojnarowicz dalla mostra Hide/Seek inaugurata ad ottobre dello scorso anno, il grande evento potrebbe spostarsi in altre sedi statunitensi.

Fortunatamente Sally Williams, portavoce del Brooklyn Museum di New York (sede prescelta per la mostra) ha dichiarato che il video di David Wojnarowicz sarà incluso di diritto nella mostra.

Julian Schnabel e Rula Jebreal infiammano Israele

In questi giorni il celebre artista e filmmaker Julian Schnabel ha sollevato un vespaio di polemiche a causa della premiere americana del suo ultimo film Miral, una pellicola controversa sul conflitto tra Israele e Palestina. Miral è tratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral (2004) della giornalista e scrittrice israeliana naturalizzata italiana Rula Jebreal, attuale compagna di Schnabel.

L’artista ha quindi deciso di organizzare la prima di Miral al quartier generale delle Nazioni Unite di New York lo scorso lunedì. A questo punto Israele si è fermamente opposta alla proiezione del film ed il vice capo della delegazione diplomatica di Israele all’Onu Haim Wachsman ha dichiarato: ”il film propone la versione palestinese del conflitto. La posizione di Israele invece è rappresentata sotto una luce molto negativa”.

Habitat Tricolore alla Triennale Bovisa di Milano

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia Triennale VisionLab inaugura Habitat Tricolore alla Triennale Bovisa di Milano (dal 17 marzo al 17 aprile 2011), installazione che ospiterà durante tutto il 2011 laboratori, eventi, exhibitions e conferenze del progetto Triennale VisionLab attivato dalla Triennale di Milano e Politecnico di Milano. L’installazione curata da Alberto Pizzati Caiani che riveste le pareti dello spazio permanente di VisionLab si arricchisce dell’intervento del graphic designer Vito Manolo Roma che ha curato la grafica delle 150 parole che campeggiano sul Tricolore dell’installazione. Il suo segno caratterizza anche la prima copia d’Artista del Mazzo di 150 Carte del gioco di parole Tavoli Liquidi.

L’Habitat Tricolore di VisionLab ospiterà la prima partita del gioco di parole Tavoli Liquidi, 150 parole d’arte e scienza per parlare d’Italia come si parla di calcio al Bar. Un gioco inedito, aperto al pubblico, fatto di parole à la carte per discussioni animate. Non si vince nulla: si gioca, si tifa, si brinda ai giocatori, artisti e scienziati visionari. 150 parole d’arte e scienza per parlare d’Italia come si parla di calcio al Bar

Takashi Murakami e la solidarietà alle vittime del terremoto in Giappone

I terribili sviluppi del terremoto in Giappone hanno convinto la star della nuova pop art Takashi Murakami a far slittare l’apertura del GEISAI 15, nuova edizione del celebre festival delle arti visive fortemente voluto dal celebre artista che ne è tutt’ora presidente.

La decisione è stata presa con grande difficoltà, anche perché molti artisti hanno lavorato duramente nel corso dell’anno per prepararsi al festival. Le vittime e le incredibili sofferenze patite da chi in questo momento non ha più casa ne affetti, hanno convinto Murakami a mettere in stand by il festival.

Miya Ando, in stand by il monumento per le vittime cadute l’11 settembre 2001

L’attacco terroristico al World Trade Center di New York, portato a termine dagli uomini di al-Qaida in quell’ormai famigerato 11 settembre del 2001 è una ferita ancora aperta che avuto ripercussioni in molti stati del mondo. In Inghilterra ad esempio molte famiglie piangono ancora i loro parenti ed è per questo che da diverso tempo il 9/11 London Project Foundation ha lanciato l’idea di costruire un monumento in prossimità del fiume Thames.

Lo scorso dicembre il Southwark Council ha approvato il progetto ed ha dato inizio alle procedure per installare il monumento nel Potters Fields Park per il prossimo settembre. In seguito la 9/11 London Project ha ricevuto dalle autorità statunitensi alcune travi di ferro di circa 8 metri, provenienti proprio da una delle torri gemelle cadute durante il disastroso attacco. Le travi sono state successivamente affidate all’artista di nazionalità russa-giapponese Miya Ando che ha iniziato ad assemblarle secondo la propria creatività. A questo punto però è successo un fatto assai prevedibile e comprensibile: l’associazione dei famigliari delle vittime britanniche cadute l’11 settembre ha vietato al 9/11 project di installare il monumento.

Pinault di Pinault: Beneficio del dubbio e il mondo vi appartiene 2 mostre per la Biennale

A Venezia tutti aspettano la Biennale edizione 2011 ma una persona in particolare sta già affilando accuratamente le armi. Stiamo ovviamente parlando di François Pinault, magnate dell’arte che nel 2009 catalizzò l’intera attenzione di pubblico e stampa con il suo centro espositivo di Punta della Dogana, impreziosito dall’intervento del grande architetto giapponese Tadao Ando. Con i suoi gioielli Palazzo Grassi e Punta della Dogana, Pinault si prepara quest’anno a stupire Venezia con ben due mostre, sarebbe a dire Il Mondo Vi AppartieneThe World Belongs to You e Elogio del Dubbio – In Paise Of Doubt.

Ecco gli artisti di Il Mondo Vi Appartiene – The World Belongs to You in programma dal 2 giugno 2011 al Palazzo Grassi

Ahmed Alsoudani, Yto Barrada, Alighiero Boetti, Sergey Bratkov, Frédéric Bruly Bouabré, Maurizio Cattelan, David Claerbout, Matthew Day Jackson, Marlene Dumas, El Anatsui, Urs Fischer, Cyprien Gaillard, Adrian Ghenie, Loris Gréaud, David Hammons,  Nicholas Hlobo, Thomas Houseago, Huang Yong Ping, Jeff Koons, Friedrich Kunath, Louise Lawler, Boris Mikhailov, Farhad Moshiri, Takashi Murakami, Giuseppe Penone, Philippe Perrot, Sigmar Polke, Charles Ray, Thomas Schütte, Rudolf Stingel, Lee Ufan, Joana Vasconcelos, Francesco Vezzoli, Jonathan Wateridge,  Sislej Xhafa, Sun Yuan & Peng Yu, Yang Jiechang, Zhang Huan, Zeng Fanzhi.