Collezionare in Svizzera senza pagare le tasse

Le tasse sono un argomento scomodo per chiunque, figuriamoci quando si parla di arte contemporanea. Ovviamente, come ogni tipo di compravendita, anche le vendite di opere d’arte devono sottostare alle ferree leggi del sistema fiscale. Ad aggirare l’ostacolo ci si prova in tutti i modi, i dealer vendono sottobanco e gli artisti vendono a studio, lontano dagli occhi indiscreti. Noi siamo certi che gli evasori rappresentino  una piccola parte del nostro sistema ma un articolo recentemente pubblicato da CNBC potrebbe gettare alcune ombre sul versante arte e fisco, lasciando presagire che le pecore nere siano molte ma molte di più.

Il problema è stato sollevato da Pierre Valentin, avvocato specializzato nel mercato dell’arte che ha dichiarato quanto segue: “Molte assicurazioni si sono rifiutate di assicurare opere custodite in Svizzera perché in tale nazione sono conservate troppe opere in poco spazio. Vi sono capannoni stracolmi d’arte.

Damien Hirst? dipinge come Gheddafi!

Damien Hirst non è un pittore. Ma come, direte voi, e gli Spot Paintings? E gli Spin Paintings? Beh, ci vuole coraggio a definire dipinti sia gli Spot che gli Spin, i primi sono semplici puntini colorati, delle patterns che nel tessile si usano dagli anni del cucco. I secondi invece sono simili a quei dipinti che fino a qualche tempo fa si potevano comprare al lunapark per pochi spicci, quelli eseguiti con il piatto rotante per intenderci. Ovviamente noi di Globartmag non siamo gli unici a criticare negativamente le esperienze pittoriche del folletto della YBA generation.

Anche gli altri magazine del settore hanno più volte criticato le gesta materiche del nostro buon Hirst. Come ben ricorderete, nel 2009 Hirst presentò una nuova serie di 25 dipinti realizzati per la mostra No Love Lost: Blue Paintings alla Wallace Collection di Londra. In quel frangente la critica ha stroncò le opere del celebre artista definendole la peggiore brutta copia di Francis Bacon. In seguito a questa triste vicenda anche il prestigioso magazine Artreview, nella sua top 100, si trovò costretta a far scendere Hirst al 48° posto e l’editore Mark Rappolt commentò così l’accaduto: “negli ultimi tempi Damien Hirst ha cambiato la sua produzione e le sue direzioni artistiche in maniera del tutto drastica. L’artista ha ridotto il suo studio e sembra essere in una sorta di fase sperimentale.”

Roma contemporary

La quinta edizione della fiera internazionale d’arte contemporanea Roma contemporary, che si svolge presso il MACRO Testaccio dal 25 al 27 maggio, viene presentata giovedì 24 maggio alle ore 12 da Dino Gasperini, Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale insieme a Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, Roberto Casiraghi, Direttore Roma contemporary, Luca Cerizza, Curatore della sezione Start Up e Chris Sharp, Curatore della sezione Out of Range.

Sono 66 le gallerie internazionali ospitate nello spazio di oltre 8.000 metri quadrati, articolato nei due padiglioni del MACRO Testaccio e nella Pelanda, con un progetto espositivo rinnovato e un ampio programma culturale dedicato a tendenze emergenti e temi d’attualità della scena artistica. La nuova denominazione della fiera Roma contemporary e il progetto dell’immagine coordinata, a cura del giovane duo grafico svizzero Larissa Kasper & Rosario Florio, esprime interamente lo spirito di rinnovamento della manifestazione diretta da Roberto Casiraghi e organizzata da Revolution.  Le due sezioni della fiera Out of Range, dedicata a 11 opere di grande formato allestite nel cortile del MACRO, e Start Up, che presenta 22 gallerie giovani nate dopo il 2007, sono curate rispettivamente da Chris Sharp e da Luca Cerizza.

Che fine ha fatto la Net Art?

In questi giorni si è tenuta l’Internet Week, kermesse newyorkese tutta dedicata alla scoperta e alla valorizzazione delle arti digitali. Tra i panels presenti alla manifestazione, uno in particolare ci è sembrato alquanto interessante, vale a dire quello intitolato Has The Internet Made Everyone an Artist? (internet ha trasformato tutti quanti in artisti?). La discussione si è tenuta mercoledì ed è stata moderata da CJ Follini, co-fondatore di welcometoCOMPANY.com, Paola Antonelli, curatore del MOMA, gli artisti Ivan Toth Depena e Sarah Small e Susi Kenna direttore di Contemporary Art for Excursionist.

Anche se il talk era orientato su questioni insolitamente diverse dal suo titolo, come la conservazione dei lavori di net art, questo spunto potrebbe esserci d’aiuto per lo sviluppo di una discussione più vicina alla materia in questione. Come già detto più volte su questo blog, l’avvento di internet ha facilitato la fruizione e la produzione dell’arte contemporanea.

Artisti in Condominio contro la stasi del sistema romano

Giusto ieri la scrivente si è recata in quel di Portonaccio, animato quartiere di Roma, per assistere ad Artisti in Condominio, mostra collettiva curata da Achille Bonito Oliva. Il condomino in questione è ovviamente quello di via Giusepe Arimondi numero 3, l’ex deposito di autoveicoli oggi trasformato in un pulsante nucleo di studi d’artista. “Nella seconda decade del terzo millennio, il secondo piano del Portonaccio è totalmente abitato da artiste e artisti dell’ultima generazione, ognuno portatore di una poetica individuale e singolare, ma tutti partecipi ad un quotidiano intessuto di solidarietà, scambio e dialogo”

 queste parole del Pelide Achille presenti nel testo in catalogo riassumono al meglio la vivacità del collettivo di Portonaccio formato da Alessandra Amici, Veronica Botticelli, Marco Colazzo, Mauro Di Silvestre, Francesca Romana Pinzari, Seboo Migone e Caterina Silva. Tra la musica e l’atmosfera festosa la mostra si è rivelata un gran successo ma vorrei soffermarmi su due punti che secondo il mio parere rappresentano il sunto di tanti discorsi già fatti su questo blog.

MIT – Meet In Town, “Let’s Stay Together”

L’8 e 9 Giugno MIT sorprende il suo pubblico combinando ai grandi nomi della scena elettronica internazionale l’arte contemporanea, con la curatela dei Santasangre e gli interventi del collettivo artistico Quiet Ensemble. Snob Production, Fondazione Musica per Roma e Telecom Italia, con il sostegno della Provincia di Roma, presentano la terza edizione di MIT – Meet In Town. Un evento unico nel suo genere, che per il terzo anno nelle serate dell’8 e del 9 giugno invaderà tutti gli spazi dell’Auditorium (sale, garage, cavea, spazi all’aperto, foyer, ambienti espositivi), con un cartellone fitto di ospiti internazionali e progetti inediti.

A partire da questa edizione, MIT affida la nuova interpretazione degli interni del Parco della Musica alla curatela di uno dei nomi di punta del teatro indipendente italiano, il collettivo Santasangre, che ha selezionato per l’occasione quattro nomi della scena nazionale: Carlo Bernardini, Donato Piccolo, Daniele Puppi e Alessandro Rosa. I quattro artisti, chiamati ad intervenire negli spazi di Auditorium per interpretare la trasformazione percettiva degli equilibri tra spazio e fruizione nelle aree dei foyer, presenteranno le installazioni “Corporeità della Luce” (opera site specific realizzata con le fibre ottiche, di Carlo Bernardini), “MuseuM” (installazione tra scienza ed arte di Donato Piccolo realizzata appositamente per l’evento), Fatica n26 (due videoproiezioni incrociate realizzate da Daniele Puppi, presentate nel 2004 durante Frieze Art fair negli spazi della Lisson Gallery e riproposte in esclusiva per MIT) e Plexus (opera realizzata per MIT da Alessandro Rosa). Tutte le installazioni saranno visibili nella serata del 9 giugno.

Verso la fine del mondo e molto oltre

Lungimirante, stupefacente, mastodontica scommessa quella fatta da Patricia Armocia che regala a Milano una mostra che lascia il segno e che mostra cosa significa credere davvero negli artisti e nell’arte. Perché produrre cultura si può e non è solo un discorso di investimenti, è questione di qualità delle idee e visionarietà di chi le rende possibili. The folding of a know world è innanzitutto una mostra di tre giovani artisti: Swoon, Monica Canilao e Dennis McNett, non la definirei una mostra collettiva, piuttosto un progetto comune. The folding of a know world è più simile all’esperienza di tre amici che vanno in campeggio e siccome sono artisti si divertono a costruire cose con materiali di recupero ed è tale la loro capacità di fondersi esaltando al contempo le proprie peculiarità che si crea una forza generatrice di meraviglie grazie alla loro unione.

Piegando a loro volere materiali vissuti e abbandonati nel tempo sono stati capaci di costruire in una manciata di giorni un mondo fantastico racchiuso tra le mura della galleria. La storia che raccontano non è rassicurante, ma visto il panorama che ci circonda nel mondo reale non ci resta che seguirli nel percorso. Il punto di partenza è l’oggi, momento in cui la sesta estinzione di massa è alle porte e noi esseri umani ne siamo la causa diretta. Da qui bisogna ricominciare: il mondo che conosciamo crollerà su se stesso, sarà la dea Kalì, nella quale convivono forza distruttrice e creatrice in quanto madre dell’universo, a scatenare il cambiamento.

A Roma l’Home gallery è di Casa..Con Vista!

Con Casa con vista Roma si allinea alla tendenza berlinese dell’home gallery ovvero la messa a disposizione da parte di privati del loro spazio domestico, convertito per l’occasione in una location artistica temporanea. L’evento, alla sua prima edizione, si propone il fine di suggerire una fruizione non tradizionale dell’opera d’arte, al di fuori dei classici contenitori espositivi istituzionali.

L’innovativa formula, curata da Daniela Cotimbo, è stata arricchita, rispetto alla proposta tedesca, dislocando la manifestazione in quindici abitazioni site presso l’intero quartiere di Trastevere. Nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 Maggio un pubblico variegato ha partecipato alla brillante iniziativa munito di una mappa in cui erano era scandito il percorso da Via Filippo Casini a Via delle Mantellate. I fruitori, accolti e rifocillati dai proprietari di storiche dimore abilmente ristrutturate e dotate di viste panoramiche mozzafiato, hanno gradito il sincero e confidenziale rapporto instauratosi con gli artisti coinvolti. Creativi di vari ambiti generazionali, operativi e locali hanno interagito relazionandosi con l’appartamento, studiando allestimenti ad hoc o presentando opere già esposte, tuttavia, in sintonia con le peculiarità dell’ambiente.

Quando l’artista diventa una multinazionale

La scena dell’arte internazionale è ormai monopolizzata dai grandi nomi. Queste vere e proprie star del contemporaneo sono divenute talmente celebri e richieste che la loro figura è divenuta simile a quella di un grande brand, di una multinazionale per intenderci. C’è da dire inoltre che le star del contemporaneo si comportano in tutto e per tutto come aziende leader del settore.

 Prendete ad esempio il nostro Damien Hirst, il suo studio è composto da numerosi assistenti che ultimamente hanno lavorato di buona lena per completare tutti gli Spot Paintings da esporre simultaneamente in tutte le Gagosian Galleries sparse per il globo. Hirst per sua stessa ammissione ha dichiarato di non metter più mano al pennello da diverso tempo. David Hockney al solo sentore di queste parole si è letteralmente scandalizzato ma c’è veramente poco di cui scandalizzarsi. Anche il nostro Jeff Koons è dotato di un agguerrito studio che porta a termine tutti i lavori “sporchi”.

Ma l’artista chi l’ha visto?

Come ben saprete, il sistema dell’arte contemporanea è costituito da una serie di attori più o meno importanti. Gli artisti ovviamente ricoprono un ruolo fondamentale all’interno di questo sistema, visto che senza di loro l’arte esso non avrebbe ragione di esistere. Eppure i poveri artisti sono sempre più schiacciati all’interno di meccanismi infernali che spesso e volentieri li retrocedono e comprimari di una competizione senza tregua.

Già, i curatori stilano i loro lungimiranti progetti che puntualmente non tengono conto delle opere in mostra, le fiere e le altre grandi manifestazioni di mercato sono orientate ad ingraziarsi le gallerie, le Biennali sparse per il mondo mirano a riunire un sempre più crescente numero di nomi possibili per attirare il pubblico, anche i testi sull’arte contemporanea sono divenuti una sorta di libercoli satirici che nulla hanno a che vedere con uno studio scientifico della materia.

Maurizio Mochetti allo studio Stefania Miscetti di Roma

Stefania Miscetti è lieta di presentare il progetto ORIZZONTE DEGLI EVENTI: un’installazione di Maurizio Mochetti appositamente ideata e realizzata per la galleria e per gli spazi contigui fino ad uscire all’esterno.  L’opera consiste in un segmento, un raggio laser rettilineo, che compie un “disegno spaziale fotonico”, percorrendo ed oltrepassando senza limiti strutturali i confini degli spazi architettonici, luoghi di ricerca creativa e produzioni artistiche differenziate ed abitate.

Dalla galleria di Stefania Miscetti, agli spazi creativi ed abitativi degli artisti Mochetti e Scaramella, proseguendo in direzione dello studio e abitazione degli architetti e collezionisti Lazzarini e Pickering, il “tragitto” continua ancora attraversando un ultimo spazio, libero e neutro, vuoto e non abitato, preludio silente che precede “l’evasione” all’esterno del raggio che diventa punto di luce, “arrestato” dalla parete frontale degli edifici.

Takeshi Miyakawa, l’artista scambiato per terrorista

In questi ultimi giorni è successo un fatto decisamente bizzarro che ha coinvolto il povero artista giapponese  Takeshi Miyakawa. Il 50enne ormai naturalizzato americano (visto che vive dal 1989 nella Grande Mela)  aveva intenzione di esprimere tutto il suo amore per la città di New York creando delle installazioni ambientali da diffondere su tutto il tessuto urbano. Miyakawa ha quindi pensato bene di creare dei sacchetti di plastica con la caratteristica scritta “ I ♥ NY ” e di piazzare al loro interno una scatoletta con una batteria collegata a dei led colorati, capaci di brillare per diverso tempo, proprio come le classiche lucine degli addobbi natalizi.

L’artista ha poi piazzato diversi sacchetti sui lampioni e sui rami degli alberi in modo da creare un tripudio di luci sospese per tutta la città. Peccato però che l’atmosfera festosa si è subito trasformata in una vicenda dai risvolti drammatici.

Mostre in giro per il mondo edizione giugno 2012

Charles Ray

Come di consueto eccoci al nostro rapido tour delle mostre d’arte contemporanea più interessanti in giro per il mondo. Se vi trovate in vacanza in uno di questi posti o avete intenzione di partire, non dimenticate di fare una puntatina negli spazi che vi suggeriamo. Vi assicuriamo che non ve ne pentirete. La Gran Bretagna si prepara alle Olimpiadi di Londra 2012 e di conseguenza l’offerta contemporanea è quantomai ricca e variegata. Il mitico Damien Hirst sarà in mostra alla Tate Modern fino al prossimo 9 settembre con una retrospettiva senza precedenti nella sua terra d’origine.

Sempre alla Modern c’è tempo fino al 5 giugno per godersi l’iridescente mondo a pois di Yayoi Kusama. Alla Tate St Ives c’è invece Alex Katz, in mostra fino al prossimo 23 settembre 2012 con le sue opere pittoriche più solari. Ultimi giorni per visionare il nostro Alighiero Boetti con la bellissima retrospettiva Game Plan, ospitata fino al prossimo 27 maggio dalla Modern.

EMMEOTTO nuova sede

Dalla storica sede di via Margutta, EMMEOTTO si sposta nella prestigiosa location di Palazzo Taverna, aprendo le porte dell’arte contemporanea ad un nuovo modo di intendere lo spazio espositivo.  Dall’interesse per la ricerca artistica, in continua evoluzione e trasformazione, nasce un progetto trasversale in cui convivono differenti linguaggi e modalità espressive, per offrire una galleria che sia un luogo in cui sostare e vivere il tempo dell’esperienza artistica.

EMMEOTTO si arricchisce di un nuovo concetto, quello di living, basato sull’idea di uno spazio che possa accogliere il visitatore, accompagnarlo alla scoperta di una differente fruizione dell’arte, trasformando così la visita bidimensionale tradizionale in un’esperienza immersiva.  L’inaugurazione del nuovo spazio, fissata il 23 maggio 2012, darà il via ad un nuovo ciclo progettuale che mette in comunicazione differenti mondi dalla! pittura, alla fotografia, alla musica, alla performance e all’artdesign, contribuendo alla riflessione sulle più interessanti tendenze dell’arte contemporanea.