Quella simpatica moda di non pagare il curatore

In questo blog abbiamo più volte parlato di varie forme di sfruttamento ai danni della giovane arte. Tra mostre a pagamento, opere vendute all’insaputa dell’ignaro artista, altre che si perdono nei meandri dei magazzini e quanto altro, la vita del giovane artista non è davvero facile. Ebbene allacciate le cinture e preparatevi ad un’ulteriore notizia: anche la vita del curatore indipendente non è sempre rose e fiori. Spesso i giovani artisti guardano al curatore come una figura in grado di fare il bello ed il cattivo tempo e non è raro trovare in giro sul web commenti del tipo: “I curatori campano alle spalle degli artisti”.

Vero è che sussiste nel nostro paese un tipo di curatela malevola e marchettara che riesce ad arrecar danni più che benefici ma la maggior parte dei giovani curatori indipendenti lavora con coscienza, segue gli artisti, osserva i loro sviluppi e promuove la loro creatività senza lucrare alle loro spalle. Ovviamente si deve tenere a mente che il curatore non fa parte dell’esercito della salvezza ed è quindi una figura professionale che deve essere retribuita.

A Londa una mostra sull’arte russa “degenerata”

Il regime sovietico li ha condannati come dissidenti e censurato le loro opere perché creazioni di una mente degenerata. Adesso però quei “traditori” sono stati richiamati in servizio da una grande mostra a Londra all’Aktis Gallery (in visione fino al prossimo 31 marzo), nuovo spazio cittadino che si è già mostrato come una piattaforma specializzata in mostre di artisti rivoluzionari russi. Tra gli artisti in mostra Oscar Rabin (ora uno splendido 90enne) che ha rischiato di essere arrestato circa 40 anni fa per aver organizzato quella che oggi è divenuta famosa come la Bulldozer Exhibition, una specie di protesta attuata dagli artisti russi contro il regime.

Ebbene quella mostra fu vittima di un raid del KGB che irruppe nello spazio con alcuni bulldozer, allontanando i riottosi con gli idranti. Rabin fu successivamente espulso dalla Russia e costretto a vivere assieme alla sua famiglia in quel di Parigi, in totale esilio.

Ente Comunale di Consumo al CIAC di Castello Colonna di Genazzano

Il CIAC, Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea – Castello Colonna, presenta  il 10 dicembre una collettiva con 22 artisti impegnati a realizzare le opere sul progetto Ente Comunale di Consumo. Questa mostra è nata dal ritrovamento fortuito di un quantitativo di fogli oleati di carta con il logo dell’ECC utilizzata per l’incarto del burro.

Settembre 1946: un decreto legge dà vita agli Enti Comunali di Consumo, destinati al rifornimento nito solo un anno prima; ma è anche un’Italia che promuove alcune importanti politiche assistenziali. Gli ECC acquistano e vendono a prezzi calmierati beni di prima necessità. Manca una manciata d’anni all’inizio del boom economico, ma l’ECC resiste anche all’arrivo del benessere. Pane, pasta e burro restano i prodotti che le famiglie meno abbienti continuano a comprare all’ECC. Dalla metà degli anni Settanta, si registra l’inizio del declino degli Enti Comunali di Consumo, che diminuiscono col ridimensionarsi delle politiche assistenziali dello Stato, lentamente escono dalle abitudini e poi dalla memoria degli Italiani.

Cosa pensa il mondo dei nostri restauri

Come ben saprete nei giorni scorsi il premier Silvio Berlusconi è stato artefice di uno sciagurato restauro a Palazzo Chigi operato sulle statue di Venere e Marte, risalenti al 175 dopo Cristo. Ebbene solitamente le statue antiche sono giunte sino a noi acefale o prive di arti, ma nessuno si sognerebbe mai di aggiungere membri posticci in barba alle leggi vigenti sul restauro di beni artistici. Sembrerebbe invece che a Silvio sia concesso tutto, anche di oltrepassare la legge e sperperare soldi pubblici in tragiche aggiunte di peni e quanto altro.

Di questo infausto evento hanno parlato tutti i maggiori quotidiani internazionali, sottolineando il loro disappunto per un’operazione di restauro-mistificazione che di fatto ricorda quelle che si facevano fino ai primi del novecento oppure quelle del mitico Daniele da Volterra detto il Braghettone (1509-1566) per il suo ingrato compito di porre le braghe alle opere con soggetti recanti le pubenda ben in vista. Braghettone però copriva gli attributi, Silvio invece riesce a farli ricrescere come potete osservare nella foto qui sopra. Ma vediamo cosa dice la stampa estera:

Gli stand di Art Basel Miami per i giovani galleristi costano “poco”

Art Basel Miami 2010 si prepara ad aprire le sue porte il prossimo 2 dicembre ma è già riuscita a catalizzare l’attenzione mondiale con un dato abbastanza importante. Lo scorso anno infatti molte gallerie, spiazzate dalla crisi, avevano saltato il prestigioso evento fieristico ma per questa edizione le applications alla grande manifestazione sono salite del 20%, segno evidente che i dealers sono tornati ad investire nei grandi eventi di mercato.

Quindi anche quest’anno la versione Miami di Art Basel si prepara ad attirare i suoi 40.000 visitatori. Buone notizie anche per quanto riguarda i prezzi per gli stand delle giovani gallerie. Quest’anno infatti i prezzi per uno spazio si aggirano attorno ai 10.000 dollari, che ragionando in termini europei farebbero circa 7.500 euro.

Emmanuelle Antille e Michelangelo Penso al The Flat di Milano

The Flat-Massimo Carasi, dopo la mostra An Intelligent Design di Paolo Cavinato, si inoltra ulteriormente negli argomenti della stagione espositiva 2010-2011, approntando una personale per ognuno dei due piani della galleria. Martedì 30 Novembre dalle ore 18.30, nel piano interrato verrà allestita la proiezione del video inedito Shutter and Circles dell’ artista svizzera Emmanuelle Antille, opera appartenente alla recente serie intitolata “Geometry of Ecstasy”. In Shutter and Circles 2010 (11′ 24”), la videocamera si introduce nell’alcova di una giovane coppia che viene ripresa durante un amplesso, si sofferma a lungo sui dettagli dei due corpi tatuati, indulgendo su di loro, dall’inizio del rapporto al climax.

Emmanuelle Antille si addentra sornionamente nella sfera privata dei due, muovendosi come una voyeur, che non ricerca tuttavia né un’ esaltazione morbosa e nemmeno una manipolazione fantastica dell’idea del sesso. La pornografia quale “elemento culturale”, frequentemente impiegato da alcuni artisti contemporanei, pare non interessarla direttamente.

Breve guida per il regalo di Natale alternativo

Natale, tempo di regali. Se vi siete stufati di acquistare sempre gli stessi profumi e le stesse sciarpe per i vostri amici, parenti, lovers e quanto altro eccovi una piccola lista di regali che potrete comodamente acquistare in rete. Ovviamente noi sappiamo bene che voi siete amanti dell’arte contemporanea e del buon design quindi abbiamo stilato questa listina rimanendo sempre in tema con ciò che vi piace, vai con i consigli per gli acquisti

Un bel gioiello firmato Luisa Bruni, designer romana che da molti anni è artefice di creazioni decisamente uniche che rassomigliano magnificamente a variegate forme naturali. Prezzi per tutte le tasche e senza rimetterci un occhio della testa farete un regalo indimenticabile.

Una cover per personalizzare il vostro laptop firmata Tara McPherson. Per  circa 30 dollari ci sembra un buon affare ed un bel regalo.

Quando l’arte diventa estremismo

In questi giorni Artinfo ha pubblicato un affascinante articolo sulla body art, riunendo in un sol colpo tutti quegli artisti che nel corso della storia dell’arte contemporanea si sono spinti oltre ogni limite corporeo e concettuale, compiendo veri e propri innesti e modifiche al loro involucro terreno. Forniamo qui di seguito un piccolo riassunto sui protagonisti citati nell’articolo, sedetevi perchè ne vedrete delle belle:

Stelarc
Al secolo Stelios Arcadiou, artista noto per le sue sperimentazioni sul corpo incluso un progetto per governare i suoi muscoli da internet. L’opera più celebre e controversa di Stelarc risale al 2007 quando si è fatto impiantare un vero terzo orecchio nell’avambraccio. L’orecchio è fatto di cartilagine ed ovviamente non può funzionare ma è comunque stupefacente.

Per essere giovani artisti…un commento di Alessandro Facente

Vorrei postare su questa pagina il commento del curatore Alessandro Facente alla notizia Per essere giovani artisti bisogna darsi da fare apparsa sul nostro blog alcuni giorni fa. Mi sembrava doveroso pubblicare questa risposta sotto forma di articolo (pur mantenendo la veste spontanea e diretta dello scritto) poichè essa è talmente strutturata da non poter rimaner “chiusa” in un semplice commento:

Cara Micol, all’estero gli italiani sono assolutamente considerati, e sono daccordo con te che siano decisivi gli spostamenti, però, differentemente dal nostro, il sistema straniero investe sugli artisti autoctoni. Per loro è più sensato sp…endere soldi per pubblicità e produzione piuttosto che in spedizione di opere. Il problema però è anche legato al fatto che agli artisti non bisogna chiedere di spostarsi perchè già pensano alle opere, chiediamo invece ai collezionisti di comprare, alle riviste di scrivere e alle gallerie di produrre il lavoro, partecipare alle fiere e tessere contatti per sviluppare il loro percorso.

Stefano Cerio alla Changing Role di Napoli

Dal 9 dicembre 2010 al 4 febbraio 2011 la galleria Changing Role di Napoli presenta la mostra Winter Aquapark di Stefano Cerio. La serie Winter Aquapark rappresenta l’evoluzione del lavoro di Stefano Cerio sul concetto di falso e di sintetico.I parchi sono fotografati in inverno quando il sentimento di irrealtà è amplificato dall’assenza assoluta dell’elemento umano. Questi luoghi sono tutti identici indipendentemente dalla loro collocazione geografica (dal nord al sud Italia) e appaiono assolutamente estranei alla realtà circostante. La mostra comprende anche un lavoro video ed audio realizzato durante la stagione estiva quando questi luoghi sono invasi da un rumore assordante che sovrapponendosi alla stampe fotografiche crea un senso si surreale estraneità.

Stefano Cerio si limita a una visione rigidamente obiettiva della realtà e la critica non risiede nella forma, ma nell’interpretazione del soggetto. Si distingue così da Martin Parr, il cui sguardo sulla società, privo di compiacimento e talvolta addirittura cattivo, è sottolineato da luci e colori aggressivi. Quanto a Massimo Vitali, i cui lavori sulle spiagge italiane potrebbero essere accostati a quelli di Stefano Cerio, è l’estetica ad avere la meglio sulla visione critica, mediante una resa dei colori che s’impone come tratto stilistico In “Aqua Park” è la realtà a parlare. La fotografia non fa che suggerire l’assurdità, il carattere derisorio dei luoghi; così come lascia lo spettatore immaginare come quei parchi diventino in estate.” (Gabriel Bauret)

Bik Van der Pol inaugura la nuova ala del Macro by Odile Decq

Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali, Assessorato all’Urbanistica e la Direzione del MACRO, consegnano alla città di Roma i nuovi spazi creati dall’architetto Odile Decq: un progetto che ridisegna, da via Nizza angolo Via Cagliari, la geografia del Museo d’Arte Contemporanea Roma. Venerdì 3 dicembre 2010 la nuova ala verrà inaugurata e presentata alla stampa; sabato 4 dicembre lo spazio potrà essere visitato gratuitamente previa prenotazione online, per aprire definitivamente, con bigliettazione ordinaria, da domenica 5 dicembre.

L’opera vincitrice dell’Enel Contemporanea Award 2010 – “Are you really sure that a floor can’t also be a ceiling?” del duo Bik Van der Pol – sarà l’evento espositivo che inaugurerà ufficialmente lo spazio. Apre alla città la nuova architettura di Odile Decq, vincitrice nel 2001 del concorso internazionale bandito dal Comune di Roma per l’ “Ampliamento del Macro, Museo d’Arte Contemporanea Roma”.

Bettina Buck e Antonio Rovaldi alla Monitor di Roma

Il prossimo 4 dicembre la galleria Monitor di Roma è orgogliosa di presentare Bettina Buck e Antonio Rovaldi in una doppia personale che vede gli artisti impegnati in due progetti dai toni intimi e raccolti, in cui la componente della memoria e del ricordo riveste un ruolo fondamentale. Platzhalter è la parola che dà il titolo al nuovo corpo di lavori dell’artista tedesca Bettina Buck che torna ad esporre negli spazi di Monitor dopo la prima personale nel 2005. Apparentemente concepita come una mostra site specific ideata sulla conformazione architettonica della galleria, Platzhalter (in italiano, segnaposto) traccia in realtà una sorta di punteggiatura mentale marcando, tramite interventi minimi, i quattordici angoli che delimitano la superficie dello spazio espositivo.

Le piccole e preziose sculture in bronzo esposte in mostra si riferiscono infatti non allo spazio della galleria ma ad angoli di studi di artisti incontrati da Bettina Buck in varie località europee. Realizzate tramite il calco di queste porzioni di spazio con schiuma autoespandente-materiale non perfettamente controllabile-esse rappresentano il risultato di un processo innescato dall’artista alla scoperta dell’alterità.

Slaves, la nuova arte contemporanea al teatro Palladium di Roma

Si inaugura Lunedi 29 novembre 2010 ore 18 al Teatro Palladium di Roma la mostra Slaves a cura di Lori Adragna per NUfactory. Gli artisti partecipanti sono: Paolo Angelosanto, Jacopo Benassi, Arianna Carossa, Pierluigi Febbraio, Jessica Iapino, Riccardo Murelli, Matteo Sanna, Alessandro Scarabello, Fernanda Veron.

In occasione del Cinquecentesimo anniversario dall’inizio del traffico sistematico di schiavi dall’Africa all’America (a partire dal 1510) una collettiva di artisti si interroga sul tema della schiavitù oggi sia dal punto di vista sociale che psicologico. Le moderne forme di schiavismo prendono nomi diversi, ma hanno un comune denominatore: la costrizione di esseri umani diventati in qualche modo ”proprietà ” di un’altra persona o di un intero sistema.

A New York è ilegale anche la street art eseguita con i gessetti!

Come ben sapete la città di New York ha da diverso tempo attuato una linea abbastanza severa per quanto riguarda le opere di street art. Forse però non sapete che le autorità hanno vietato anche i disegni eseguiti con il gesso. Nel 2007 ad esempio la piccola Natalie Shea (di 6 anni) è stata multata dal dipartimento della sanità perchè stava disegnando la classica “campana” con il gesso. Questo perchè un vicino aveva allertato le autorità. Incredibile vero?

Ebbene la legge parla chiaro, le autorità cittadine definiscono (e condannano) come graffiti:”ogni lettera, parola, nome, numero, simbolo, slogan, messaggio, disegno o scrittura che è disegnato, dipinto, inciso, graffiato o altro su di un edificio cittadino sia esso commerciale che residenziale”.  Parliamo adesso dell’artista Ellis Gallagher, celebre street artist newyorkese che esegue tutte le sue opere con del semplice gesso.