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Si è inaugurata il 2 aprile 2009 la prima sala completata del Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma con lamostra di Alberto Garutti, un’installazione site-specific ideata specificatamente per il Museo, “seguendo quella che è la politica del museo – aggiunge il direttore Anna Mattirolo – sempre più indirizzata verso le
committenze specifiche, attraverso accordi con artisti invitati a venire a lavorare direttamente nella sede del Museo”.

L’opera di Garutti è la prima ad abitare lo spazio del Museo, il primo museo pubblico nazionale, costruito nel quartiere Flaminio di Roma, dedicato alla creatività contemporanea. Pensato come vero e proprio campus delle arti e della cultura diventerà non soltanto uno scrigno per l’arte ma un luogo urbano fruibile da tutti, un ponte fra il Foro

Italico e l’Auditorium di Renzo Piano. Un’area di ben 27 mila metri quadrati, di cui 10.000 di superficie espositiva ed un costo totale di 150 milioni di euro, è composto da due musei, uno dedicato all’arte e l’altro all’architettura, ai quali si aggiungono auditorium, biblioteca e mediateca, bookshop e caffetteria, spazi per esposizioni temporanee e spazi all’aperto, laboratori, luoghi per lo studio e un ristorante.Il Maxxi, il, progettato dall’architetto Zaha Hadid sta per essere consegnato alla città di Roma. A fine luglio i lavori,
durati ben sei anni, si concluderanno. Seguiranno i lavori di allestimento per poi inaugurarlo a gennaio del prossimo anno ” con una grande mostra che integri i due musei, quello di arte e l’altro di architettura”, spiega il direttore del museo.

Il Maxxi sarà dotato di grandi sale espositive, vere e proprie gallerie dove saranno inserite le opere degli artisti contemporanei e la collezione permanente formata da oltre 300 opere, tra cui quelle di Boetti, Clemente, Kapoor, Kentridge, Merz, Penone, Pintaldi, Richter e Warhol.

A questi si aggiungono per il Maxxi architettura, gli archivi dei disegni di Carlo Scarpa, Aldo Rossi, Pierluigi Nervi ed altri, oltre ai progetti di autori contemporanei come Toyo Ito, Italo Rota e Giancarlo De Carlo e alle collezioni di fotografia dei progetti atlante italiano e cantiere d’autore. Intanto, i lavori riguardano anche la prima palazzina del Maxxi, dedicata finora alle attività sperimentali, diventerà la sede di una biblioteca specifica con 8.000 volumi sulla contemporaneità, sede di iniziative musicali ci sarà anche uno spazio per una caffetteria ed un ristorante.

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