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Wonderland presenta, nei suggestivi spazi milanesi di Assab One dal 26 marzo al 14 maggio, le opere di 14 giovani artisti che vivono e lavorano a Londra: Alice Anderson, Sam Buxton, Oliver Clegg, Shezad Dawood, Tom Gallant, Stephane Graff, Henry Hudson, Bridget Hugo, Alastair Mackie, Polly Morgan, Boo Saville, Martin Sexton, Jamie Shovlin, Hugo Wilson.

Come suggerisce il titolo, questa mostra intende evocare quel territorio magico in cui si si genera un universo di fertili potenzialità immaginative. La meraviglia viene ormai associata solo al mondo dell’infanzia e in quest’era di incalzanti progressi della scienza e della tecnologia è diventata un’esperienza remota. Eppure nel campo delle arti visive resiste una grande capacità di provare e di creare meraviglia, che è poi uno degli aspetti fondamentali dell’esperienza estetica. Qualcosa che ha a che fare con i poteri del pensiero, con la sensibilità, con l’immaginazione e la creatività. Ma forse ancor più significativamente lo stupore genera una percezione allargata, una freschezza del sentire e una generale aura di ottimismo.Questa selezione inedita di lavori di artisti londinesi include pittura, disegno, grafica, fotografia, collage, scultura, installazioni e video. La gran parte delle opere esposte evidenzia una tendenza emergente nella pratica artistica caratterizzata dal ritorno verso una virtuosità più tradizionale e da un’attenzione al dettaglio che pone l’accento su azioni dotate di forte incisività concettuale. Mentre la generazione precedente era spesso concentrata sulla propria biografia, questi artisti tendono a produrre lavori che riguardano tematiche più universali. La loro pratica implica rigorose ricerche nel campo della storia, delle scienze, della futurologia, della storia naturale. Inoltre non si tratta mai di contributi solo concettuale, che prevedono che il lavoro venga realizzato da altri: questi artisti mostrano competenze pratiche e sono direttamente coinvolti nella vera e propria produzione delle opere.

Wonderland è una mostra pervasa da un generale senso di ibridazione, dove le nozioni di miracoloso incorporano elementi fondanti della natura e della tecnologia e affascinanti principi della scienza.

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