Il peggio di ArtPrize su ArtPrize Worst

di Micol Di Veroli Commenta

Nel mondo esistono centinaia di premi e concorsi d’arte contemporanea, alcuni molto prestigiosi ed altri meno. La loro utilità non è sempre chiara ma quando queste tenzoni sono aperte a chiunque le partecipazioni degli artisti “da casa” sono a dir poco incalcolabili. Molti tentano di dare il meglio, iscrivendo l’opera che più rappresenta la loro produzione creativa. A volte però alcuni artisti della domenica finiscono con il creare una situazione involontariamente comica, questo poiché la loro opera è in realtà un incidente estetico dalle proporzioni colossali.

Eppure anche le opere di cattivo gusto hanno la propria dignità, se non altro provocano il nostro gusto estetico e ci aiutano a riconoscere da cosa dobbiamo fuggire a gambe levate. Venendo al sodo, una delle manifestazioni dove è possibile assistere al maggior numero di schifezze in assoluto è quello che in un nostro articolo di tanto tempo fa avevamo definito come il superenalotto dell’arte, vale a dire ArtPrize

Si tratta della competizione artistica creata dal ricco e giovane ereditiero Rick DeVos con sede a Grand Rapids nel Michigan (e democraticamente aperta a chiunque) che può vantare  il montepremi più alto della storia. Al vincitore del contest vanno infatti la bellezza di 250.000 dollari mentre il secondo classificato riceve la cifra di tutto riguardo di 100.000 dollari. Ovviamente essendo aperta al talentuoso artista come al pittore della domenica le figuracce creative si sprecano.

A tal proposito, con grande spirito canzonatorio, a qualcuno è venuta in mente l’idea di selezionare il peggio di ArtPrize e schiaffare il tutto online su un blog chiamato ArtPrize Worst. Vi forniamo questo indirizzo a vostro rischio e pericolo poichè la navigazione, seppur per un breve periodo, all’interno del sito può provocare letali effetti collaterali. Bisognerebbe istituire un sito simile anche in Italia, vista la grande proliferazione di concorsi e premi che sbandierano l’improbabile vessillo del “tutti possono essere artisti“. Ora siete liberi di paragonare quanto avete visto alle opere presenti nei concorsi d’arte contemporanea sparsi per il nostro italico stivale. Che dite, qualcuno riesce a battere tali orrori?

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