World Press Photo al Museo di Roma in Trastevere

In mostra le immagini selezionate all’ultima edizione del Premio World Press Photo (dal 28/4/2012 al 20/5/2012), uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del Fotogiornalismo. La Foto dell’anno 2011 è dello spagnolo Samuel Aranda.  Ogni anno, da 55 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata a esprimersi su migliaia di domande di partecipazione provenienti da tutto il mondo, inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste.

Tutta la produzione internazionale viene esaminata e le foto premiate che costituiscono la mostra sono pubblicate nel libro che l’accompagna. Si tratta quindi di un’occasione per vedere le immagini più belle e rappresentative che, per un anno intero, hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. Per questa edizione, le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo 2012 sono state 101.254, inviate da 5.247 fotografi professionisti di 124 diverse nazionalità.

Quando l’arte non paga

I giovani artisti se la spassano, sempre impegnati in scoppiettanti manifestazioni, party dopomostra, relazioni con collezionisti e viaggi in tutto il mondo. In più, vuoi mettere lo charme dell’artista maudit chiuso nel suo studio a creare chissà quale diavoleria? Bene se quanto scritto qui sopra fosse vero, essere artisti sarebbe l’occupazione più ambita del momento ed ogni genitore sarebbe fiero di avere un figlio artista in famiglia.

Purtroppo le cose non stanno esattamente così. Essere giovane artista oggi significa mettersi l’anima in pace per quanto riguarda le future retribuzioni. Già perché a guadagnarci sul serio nel dorato mondo dell’arte sono veramente in pochi, gli altri sono costretti a sbarcare il lunario come possono.

L’Italia dei campionati di Burlesque

 

L’Italia è la culla della cultura, la terra che ha visto nascere Dante Alighieri, Caravaggio, Leonardo da Vinci, Giuseppe Verdi e tanti altri illustri letterati, scienziati, filosofi, artisti. Eppure questo è anche il paese dei controsensi, delle stragi, delle bugie, della mafia e dei brogli politici.  Gli U.S.A. hanno avuto per molto tempo il loro sogno americano, noi il miracolo italiano lo abbiamo intravisto per poco e siamo ripiombati nel buio più profondo. La storia del nostro paese è ormai divenuta simile alla trama del più intricato e grottesco film di David Lynch ed ogni nuova scena ci avvicina sempre di più ad una forra senza ritorno. Il buon Lynch avrebbe girato il suo capolavoro di sempre se avesse seguito le vicende italiane di questi ultimi mesi.

 L’ultima in ordine di tempo è la conferenza regionale sulla scuola organizzata a Torino dalla Conferenza Epistole che ha visto il ministro Elsa Fornero elargire perle di saggezza al pubblico. Nello specifico, Ministro Coccodrillo© ha proferito le seguenti parole: “Spesso le famiglie desiderano farsi la casa più che costruire capitale umano attorno ai loro figli. La priorità deve essere invertita. Lasciare una casa ai figli è importante ma bisogna lasciargli anche della conoscenza, della cultura e della formazione”.

Contemporaneamente al MAXXI di Roma

 

Cinque protagonisti della cultura e dell’arte italiana del XXI secolo raccontano la loro contemporaneità: è la seconda edizione di ContemporaneaMente un progetto del MAXXI realizzato in partnership con Euro Forum Comunicazione e con il sostegno del main partner Eni, che prende il via al MAXXI giovedì 26 aprile 2011 (ore 20.15, Auditorium del MAXXI, ingresso € 4:00). Il primo prestigioso appuntamento è con il pianista Michele Campanella che sarà intervistato da Claudio Strinati, storico dell’arte e appassionato di musica (giovedì 26 aprile.

Seguiranno gli incontri con Francesca Archibugi (10 maggio), Niccolò Ammanniti (24 maggio), Stefano Bollani (7giugno) e Giovanni Minoli (21 giugno): cinque incontri per cinque giovedì, per raccontare la musica, il cinema, la letteratura, il giornalismo di oggi invitando i protagonisti a parlare del proprio contributo e del loro personale rapporto con il mondo contemporaneo.

Spararsi al museo pensando a Chris Burden

Avete presente la performance Shoot di Chris Burden? Per chi non lo sapesse, nel 1971 il giovane artista, che in seguito diverrà uno dei più grandi nomi della performance art internazionale, portò a termine una delle azioni artistiche più rocambolesche e pericolose di tutta la storia dell’arte.

In quell’occasione Burden si sistemò all’interno di una galleria e si offrì come bersaglio ad un tiratore (un suo amico n.d.r.) munito di un fucile. Il tiratore ferì Chris Burden ad un braccio e l’artista fu costretto a recarsi d’urgenza al pronto soccorso per le cure del caso.

Cambiare tutto per non cambiare niente

In un nostro articolo della settimana scorsa ipotizzavamo l’esistenza di un valzer di poltrone all’interno dell’affaire MAXXI di Roma. Del resto, commissariare un museo mediante una girandola di controsensi sembrava una misura incredibilmente stupida, troppo stupida per essere vera. Ed invece bisognerebbe cominciar a pensare che dietro la stupidità si nasconde sempre una macchinazione poco pulita che della stupidità si fa scudo.

Già, altrimenti che senso avrebbe togliere i fondi ad un museo e poi affermare che il museo non ha fondi? A gettar un poco di chiarezza su quello che sembrerebbe un chiaro autogol del nostro governo ci ha pensato il sempre puntuale sito Dagospia, che ha così commentato l’intera vicenda:

I Voina da S.a.L.E. a Venezia

Voina (dal russo: Война; trad. ita.: guerra) è un collettivo attivo in Russia dal 2005. I loro lavori sono stati mostrati in molti paesi ed in seguito al tentativo di repressione da parte del governo, attivisti di tutto il mondo (da Venezia a Fukushima, da Zurigo a New York) hanno compiuto azioni in solidarietà al collettivo. Attualmente Voina è associate curator della settima edizione della Biennale di Berlino.

Di Voina abbiamo amato la sfacciataggine e la decisione di assumere pienamente una prospettiva “di parte”. Possiamo dibattere, ma è indubbio che il lavoro del collettivo si distacca dall’ipocrisia che spesso caratterizza artisti e curatori, radicalissimi a parole, ma attentissimi a non farsi coinvolgere da percorsi di movimento, percorsi che li porterebbero ai margini del sistema o magari a confrontarsi con temi e necessità che esulano dalla loro personale agenda artistica.

Gian Maria Tosatti, Tetralogia della polvere alla Casa Bossi di Novara

Uno splendido edificio antonelliano abbandonato per oltre trent’anni. Una storia dimenticata trasformata in polvere. Questo è lo scenario in cui si ambienta la mostra Tetralogia della polvere di Gian Maria Tosatti, realizzata in co-produzione dal Comitato d’Amore di Casa Bossi e da Associazione Culturale Rest-Art, in collaborazione con LaRete Art Projects e con patrocinio della Fondazione Comunità Novarese Onlus.

Dal 23 aprile (opening su invito 21-22 aprile) Casa Bossi a Novara diventa teatro di un’opera d’arte ambientale, in cui l’artista offre una sapiente lettura dello spazio monumentale e delle sue testimonianze nascoste.  Il vuoto primordiale dell’edificio (5000 metri quadri disposti su otto livelli) è al centro dell’indagine artistica di Gian Maria Tosatti.

Effetto Venturi allo Spazio Oberdan di Milano

Peep-Hole apre con Luca Vitone il nuovo ciclo di Effetto Venturi, il programma di incontri organizzato in collaborazione con la Provincia di Milano allo Spazio Oberdan e condotto lo scorso anno da Liliana Moro, Stefano Arienti e Mario Airò. Effetto Venturi si ispira all’omonimo paradosso idrodinamico per il quale la pressione e la velocità di un fluido in un condotto aumentano in corrispondenza delle strozzature. Il principio fisico diventa una possibile metafora della dinamica che ogni artista mette in atto con il proprio lavoro di ricerca, di produzione e di trasmissione alle generazioni di artisti più giovani.

Partendo dalla propria esperienza personale Luca Vitone presenterà un’analisi delle caratteristiche e dei cambiamenti intercorsi nella storia recente della didattica dell’arte in Italia e delle modalità in cui gli artisti contemporanei hanno intessuto relazioni di scambio con le generazioni successive.

Secondavera al Palazzo Collicola di Spoleto

Palazzo Collicola Arti Visive partecipa alla Settimana della Cultura con l’inaugurazione di SECONDAVERA, la nuova stagione espositiva del Museo spoletino in un dialogo costante tra territorio, arte e cultura. SECONDAVERA 4 esposizioni personali Fabrizio Campanella . Virtualismi EPVS . Play Walter Gasperoni . Disegni Carlo Moggia . 1962 @ 2012 @ Futuro 3 Collicola on the Wall Luca Barcellona . La scrittura ricodifica la pittura Danilo Bucchi. Il segno diventa narrazione Alberto di Fabio. I paesaggi della mente (volume due)

inaugurazione: 22 aprile 2012 dalle 12.00 alle 20.00 durante la giornata si potrà visitare la Collezione insieme a Secondavera e Collicola on the Wall a ingresso gratuito. Sette artisti italiani di varie generazioni, diversi per linguaggio e tematiche, ci conducono nella primavera 2012 del museo spoletino. Fedele al principio dell’indagine sui nuovi linguaggi e sulle molteplici anomalie iconografiche, Gianluca Marziani ha ideato un “paesaggio espositivo” che si trasforma da una sala all’altra, passando dal disegno poetico di Walter Gasperoni alla riscoperta di uno sperimentatore eclettico come Carlo Moggia, dalle evoluzioni pittoriche di Fabrizio Campanella alla natura iperpop di EPVS.

cartabianca_firenze al Museo D’arte Contemporanea di Villa Croce di Genova

Cosa è Firenze? Turisti, città del Rinascimento, caldo afoso, camera con vista, sindrome di Stendhal, il David, Ponte Vecchio, gli inglesi a Firenze, Grand Tour, Manierismo, moda, pittura, chiusura, guelfi e ghibellini, Amici miei, ironia, il vino, il Chianti e il chiantishire, Leonardo da Vinci, le colline, il paesaggio…Gli stereotipi e il fascino emanati da questa città sono innumerevoli e spesso scaturiscono da una precisa volontà di autoreferenzialità che non permette un collegamento in presa diretta con le ricerche contemporanee; e che fino agli anni Novanta sono stati il capro espiatorio per giustificare la mancanza di impegno concreto per l’arte contemporanea.

Grazie alle forme e agli strumenti della comunicazione globale gli artisti della generazione attuale non si sentono isolati dal resto del mondo e dal dibattito internazionale: questi, infatti, hanno già assimilato le dinamiche dell’arte relazionale, le connessioni tra arte ed emergenza geopolitica, e usano con disinvoltura tutte le tecniche espressive, adottandole a seconda del progetto da affrontare.

Evan Penny al MARCA di Catanzaro

Dopo il successo della personale dedicata a Enzo Cucchi, il MARCA di Catanzaro presenta Re Figured, la prima mostra pubblica in Italia dello scultore canadese Evan Penny, tra i maggiori interpreti dell’arte plastica contemporanea. Re Figured, che s’inaugura al MARCA sabato 21 aprile alle ore 18,30 per rimanere aperta sino al 30 giugno, è la più importante mostra realizzata sino ad ora dell’artista con oltre 40 opere accompagnate da una selezione di stampe fotografiche. I lavori sono in silicone, resina sintetica e bronzo e molti di essi hanno una dimensione monumentale con un’altezza di oltre due metri e mezzo come Aerial#2 o Stretch#1.

Sono opere in gran parte realizzate nell’ultimo decennio ma non mancano testimonianze precedenti che documentano l’evoluzione creativa di Penny. Non a caso si parte da Jim, una scultura del 1985 che lo scultore ha rivisitato nel 2011 realizzando Jim Revisited servendosi della scansione laser con aggiunta di capelli e peli.

Fast Forward Design alla Galleria Sala 1 di Roma

Dal 21 aprile al 19 maggio 2012 Sala 1 ospita l’esposizione Fast Forward Design. Giovani designer per un futuro sostenibile, a cura di Emanuela Termine. Per la prima volta a Roma, l’evento punta i riflettori su uno specifico settore del design, che si confronta con il problema della sostenibilità attraverso tecniche di riciclo e riuso di materiali e oggetti.

Paese ospite di questa prima edizione è la Finlandia: offrendo una panoramica aggiornata sulla produzione di giovani designer finlandesi a confronto con i colleghi italiani, l’iniziativa si inserisce negli International Events legati al World Design Capital Helsinki 2012.

Parole in ricordo di lontane lande assolate

Richard Long (Bristol, 1945): un nome che rievoca paesaggi lontani, assolati e deserti. Luoghi disabitati ed inaccessibili, dove egli libera la mente lasciandosi ispirare dagli elementi naturali che lo circondano, per esprimere il proprio estro creativo attraverso installazioni ambientali di vaste dimensioni. Dagli anni Sessanta Richard ha iniziato a produrre straordinari interventi di Land Art che lo hanno reso famoso in tutto il globo, allargando le possibilità della scultura fino ad emanciparla nell’uso di nuovi materiali e tecniche innovative.

Long, presente all’opening alla galleria Lorcan O’Neill di Roma, è uno brioso sessantasettenne in splendida forma. In gioventù ha frequentato prima il West of England College of Art e, successivamente, la St. Martin’s School of Art di Londra. Ha partecipato a numerose mostre in tutto il mondo, perfino in Oriente. Già consacrato come una delle icone della propria generazione da importanti istituzioni museali, come il Guggenheim Museum di New York o la Tate Gallery di Londra, che gli hanno dedicando recenti retrospettive. Nel 1976 venne scelto come artista rappresentativo della Gran Bretagna alla XXXVII° Biennale di Venezia. Ha ricevuto numerosi premi tra cui il Turner Prize nel 1989. Infine, nel 1990 il Governo Francese lo ha nominato ‘Chevalier dans l’Ordre des Arts et des Lettres’.