La presenza e l’assenza nel mondo dell’arte contemporanea

Il mondo dell’arte dei nostri giorni è costantemente ossessionato dal concetto di presenza. Artisti, critici, gallerie nessuno riesce a sottrarsi ad un presenzialismo dove l’apparire sembra contar più dell’essere ma esserci è fondamentale per non sparire e venir dimenticati. Eppure non tutti scelgono la strada dell’iper-promozione della propria immagine come unica ragion d’essere. Una voce fuori dal coro del presenzialismo è da ricercarsi nella figura mitologica dell’artista Lee Lozano (1930-1999) che giunta ad un buon grado di notorietà nel 1970 decise di sparire progressivamente dal mondo dell’arte, finendo poi per farsi seppellire in una tomba completamente anonima.

Forse questo esempio potrebbe sembrarvi un poco eccessivo ma c’è da dire che le opere di Lee Lozano sono riuscite ad oltrepassare la presenza fisica dell’artista, giungendo sino ai nostri giorni con una potenza creativa inalterata. Sparire dalle scene per poi esser comunque presente tramite la sola forza della propria arte è anche il segno distintivo di artisti come Tehching Hsieh che decise di non mostrare in pubblico la sua arte dal 1986 al 1999 (performance intitolata Thirteen Year Plan) salvo poi ritirarsi definitivamente dalla scena artistica il 1 gennaio del 2000 mediante un comunicato-performance su cui era possibile leggere “Mi sono tenuto in vita, ho passato il 31 dicembre 1999″.

Serena Korda trasforma la polvere e i peli di gorilla in arte

L’arte contemporanea di questi ultimi tempi non manca mai di stupirci. Dobbiamo dire che per tentare di porsi oltre i loro stessi limiti, gli artisti di tutto il mondo si riescono sempre ad adottare soluzioni a dir poco fantasiose e decisamente bizzarre. L’ultima in ordine di tempo è quella di Serena Korda che ha deciso di trasformare la polvere in mattoni per una sua nuova mostra alla Wellcome Collection di Londra (in visione dal prossimo 24 marzo fino al 31 agosto 2011).

All’evento saranno presenti circa 500 mattoni fatti a mano con argilla rossa ed ovviamente della comune polvere casalinga all’interno della quale può trovarsi di tutto, dalla cenere ai capelli, dai peli di gatto alle particelle di pelle fino a giungere ai peli di gorilla. Il procedimento di Serena Korda è alquanto semplice, l’artista ha infatti promosso amici e familiari al rango di donatori di polvere.

Curator’s Table al Progetto Reload di Roma

Dal 17 al 22 gennaio 2011 il Progetto Reload Roma ospiterà l’evento Curator’s Table. L’evento intende mettere in mostra la fase di ricerca curatoriale. Se solitamente viene esposto il lavoro dell’artista e discusso il processo che risiede dietro lo sviluppo di un opera d’arte, Curator’s Table presenta le fasi di sviluppo inerenti l’idea del curatore, frutto di un percorso continuo e costante. Studio visits, incontri, letture, impressioni, scoperte sono i momenti di studio che si intrecciano per rivelarsi sotto forma di testo scritto o visivo.

Curator’s Table rivela le fasi di ricerca, gli ultimi incontri, i legami ancora impercettibili ma potenzialmente attivi tra argomenti, poetiche, pratiche che conducono all’elaborazione di un discorso critico complesso costruito nel tempo. Cosa hanno in comune i lavori esposti? Come viene condotta la ricerca curatoriale? Quali sono i percorsi che regolano la ricerca? Disponendo il materiale studiato, depositato, raccolto su un palco, si cerca di riconoscere la sottile linea rossa che da il via al saggio visivo, al tentativo curatoriale di stesura di una partitura critica sul presente.

Veterani e street artists manifestano contro il MOCA in favore di Blu

Sembrava che tutto si fosse spento assieme alle festività natalizie ed invece le polemiche scatenate dall’atto di censura operato da Jeffrey Deitch ai danni dello street artist italiano Blu si sono improvvisamente riaccese una manciata di giorni or sono. Come ben saprete il MOCA di Los Angeles aveva invitato Blu a creare un enorme murale sul muro nord della Geffen Contemporary. Ebbene l’opera era stata realizzata proprio davanti un sito dedicato ai caduti della seconda guerra mondiale e ad un ospedale dedicato ai veterani. Blu aveva realizzato delle bare con sopra dei biglietti da un dollaro al posto delle classiche bandiere che solitamente cingono il feretro dei caduti in battaglia.

Per evitare chissà quali polemiche e per non offendere la memoria dei veterani di guerra, Deitch (direttore del MOCA) aveva quindi deciso di cancellare il murale di Blu, contro il volere di quest’ultimo. Ma come avevamo detto all’inizio di questo articolo, le scuse di Deitch non sono servite a placare le ire di chi lotta per la creatività e per la libertà. Lo scorso 3 gennaio infatti una crew di street artists e di veterani di guerra si è raccolta davanti al parcheggio antistante al Geffen sfidando il freddo e Deitch in persona.

Jeff Koons e i diritti d’autore sui…palloncini a forma di cagnolino

Avete mai visto i Balloon Dog di Jeff Koons? Sicuramente vi sarà capitato di vederli almeno una volta in questi ultimi anni, dato che gli stessi appaiono di frequente tra le pagine dei più patinati art magazine del mondo. I Balloon Dog altro non sono che delle statue coloratissime e frequentemente di grandissime dimensioni che il nostro discolaccio Koons ha copiato direttamente da quei cagnolini che i clown ed i maghi presenti alle festicciole dei bambini solitamente creano con l’ausilio di palloncini oblunghi sapientemente annodati con tanto di rumoracci spernacchianti (che tanto piacciono ai pargoli).

C’è da dire che oltre alle sculture in acciaio cromato di grandi dimensioni, Koons produce (o sarebbe meglio dire il suo nutrito studio produce) dei piccoli Baloon Dog di porcellana in edizione limitata. Ebbene i Baloon Dog sono ultimamente al centro di una grande controversia tra la Park Life gallery di San Francisco e Jeff Koons.

A Bologna incontro irripetibile con la regina della performance Marina Abramovic

Venerdì 28 gennaio 2011, alle ore 21 presso l’Aula Magna di Santa Lucia, nell’ambito di ArteFiera 2011, l’Università di Bologna rende omaggio all’artista di fama internazionale Marina Abramovic.

La “regina della performance” presenterà dal vivo, intervistata dal critico d’arte Renato Barilli, il suo ultimo lavoro, Seven Easy Pieces, un film realizzato per il Guggenheim di New York che ha già conquistato i più importanti festival in Israele, Polonia, Australia, Canada, Germania, Giappone, e ora per la prima volta in Italia alla presenza della Abramovic, in cui l’artista reinterpreta cinque celebri performances storiche compiute da Vito Acconci, Jospeh Beuys, Valie Export, Gina Pane, Bruce Nauman, più altre due da lei stessa realizzate.

VIP Art Fair, la nuova fiera per i big esclusivamente online

Le fiere d’arte contemporanea rappresentano sempre una prestigiosa e redditizia piattaforma di mercato per le gallerie. Va detto inoltre che i collezionisti all’interno delle fiere hanno a disposizione una vasta scelta di opere da poter aggiungere al loro carnet. Insomma le fiere sono e saranno grandi appuntamenti della stagione artistica internazionale. Ovviamente non tutti dispongono del tempo necessario per recarsi a visitare le maggiori fiere internazionali come Frieze a Londra, ARCO a Madrid o Art Basel a Miami Beach.

Dal prossimo 22 gennaio (fino al 30 gennaio 2011) questo problema potrebbe dissolversi come neve al sole. Già perchè proprio in quella data sarà inaugurata una nuovissima fiera d’arte contemporanea che prende il nome di VIP Art Fair. La caratteristica principale di questa piattaforma è che tutto si svolgerà su internet, insomma gallerie, artisti ed acquisti saranno tutti online.

Nancy Agabian alla Jerome Zodo Contemporary di Milano

La galleria Jerome Zodo Contemporary è lieta di presentare il secondo appuntamento di F classmate, il progetto curatoriale interamente dedicato all’universo femminile strutturato in serate live performance, inaugurato lo scorso maggio 2010. Il nuovo incontro performativo intitolato Family Returning Blows avra’ protagonista l’artista super eccentrica Nancy Agabian nella serata di lunedi’ 10 gennaio 2011 a partire dalle ore 19.31 presso lo spazio di via Lambro 7, a Milano.

Family Returning Blows – una transnational, transhistorical love story/slapstick comedy e’ una performance individuale spinta ai limiti dell’artistico e dell’autobiografico. Incentrata sulla violenza domestica combina narrazioni personali, resoconti tratti da notiziari, immagini mutuate da Facebook con espressioni linguistiche armene, per esplorare le forze dinamiche fra generi da un lato, e le tensioni all’interno dell’assetto mondiale, dall’altro. Ambientata fra New York City e Yerevan, fra il pubblico e il privato, fra maschile e femminile, una storia simultaneamente si evolve e si distrugge.

Parte Confini 08 rassegna di fotografia contemporanea

Dall’10 al 23 GENNAIO 2011 Polifemo presenta presso La Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4 a Milano la tappa milanese della rassegna di fotografia contemporanea Confini, un progetto espositivo di immagini fotografiche di non semplice collocazione. La disponibilità di nuovi strumenti, la seduzione del post-moderno ed i media che caratterizzano la nostra epoca hanno allargato la visione di molti fotografi e stiamo assistendo al definitivo abbattimento dei confini tra la fotografia e le altre forme d’arte.

Così le contaminazioni tecniche e linguistiche generano realizzazioni di grande contenuto ed impatto visivo difficili da inquadrare negli schemi classici della fotografia. Un momento di verifica ed un trampolino per autori che propongono immagini di ricerca e mostrano buona progettualità. Per la prima volta quest’anno la rassegna sarà presentata anche a Milano (Polifemo Fotografia), Genova (VisionQuesT Gallery) e Trieste (Sala Fenice), oltre che nelle sedi storiche di Firenze e Roma, e in quelle di Torino (Osservatorio Gualino) e Palermo (Lanterna Magica) che già l’hanno ospitata nella precedente edizione.

Eli Broad e le prime immagini del suo nuovo museo a Los Angeles

Sembrava la barzelletta del secolo ed invece il nuovo museo di Eli Broad, tanto annunciato e mai svelato al pubblico, ha finalmente una location, un’architettura ed un archistar ben precisi. In questi ultimi giorni infatti Broad ha dato in pasto alla stampa di Los Angeles i rendering in 3D del progetto pensato da Diller Scofidio + Renfro, il team di architetti che sono riusciti a fare le scarpe a Rem Koolhaas nel corso della gara a “progetta tu il museo”.

Ebbene le linee del nuovo museo sono decisamente stravaganti, si tratta di un gigantesco rombo con disegno ad alveare che sarà perlopiù costituito da cemento. Ovviamente i tempi di sviluppo dell’intero progetto sono ancora molto lunghi ed anche i costi totali saranno un buon deterrente, si parla infatti di circa 130 milioni di dollari di spese.  Punto forte del museo sarà la lobby che permetterà una sorta di relazione visiva tra i pedoni all’interno ed i visitatori che arrivano in automobile.

Nuovi padiglioni permanenti per la Biennale di Venezia 2011

Ulteriori novità sul fronte Biennale di Venezia 2011. Quest’anno i vertici della prestigiosa manifestazione hanno intenzione di allargare la già vasta offerta di arte contemporanea inserendo all’interno della piattaforma anche altre realtà internazionali. Noi vi avevamo già dato notizia della presenza dell’India ma sembra che questa non sia l’unica new entry di quest’anno. In questi giorni infatti nuovi padiglioni permanenti potrebbero essere offerti ad Argentina, Messico, Cile, Emirati Arabi e Bahrain, così ha dichiarato il presidente Paolo Baratta ai microfoni di The Art Newspaper. Anche la Cina potrebbe presto usufruire di un suo padiglione permanente.

I nuovi spazi nazionali potrebbero sorgere in quel dell’Arsenale. Quest’anno inoltre la Biennale ospiterà alcune debuttanti quali Arabia Saudita, Bangladesh, Malaysia e Rwanda. Insomma finalmente avremo modo di ammirare il fermento di altre realtà dell’arte internazionale e non solo quello proveniente dagli stati più blasonati.

The Wall (Archives) al Progetto Reolad Roma

Da lunedì 10 fino al 15 gennaio il Progetto Reload Roma ospiterà l’evento The Wall (Archives) curato da  Pietro Gaglianò. Il progetto consiste nella creazione di un archivio compilato attraverso i contributi formali o teorici di artisti, curatori, professionisti di diverse discipline sul concetto di muro, inteso nella sua declinazione geopolitica, sociale, morale. L’archivio si muove di città in città ampliandosi col lavoro degli artisti incontrati nel percorso.

Alla fine della mostra nel tunnel l’archivio resterà aperto e consultabile in uno degli altri spazi di Reload. Durante i due mesi del progetto il curatore incontrerà gli artisti di Roma e li inviterà ad aggiungere propri file all’archivio. Ho chiesto ad amici, artisti, curatori, professionisti di diverse discipline, di inviarmi un contributo formale o teorico per creare un archivio sul concetto di muro, inteso nella sua declinazione geopolitica, sociale, morale.

L’Italia e le troppe scene dell’arte emergente

La scena dell’arte emergente italiana. In verità sarebbe più corretto parlare di scene della giovane arte, poiché le divisioni presenti all’interno del nostro paese sono ancor più evidenti quando si parla di creatività. Tali sottoinsiemi di un grande insieme appaiono slegati da quest’ultimo e questo inutile frazionamento rappresenta il punto debole dell’arte emergente del tricolore. Unendo tutte queste diversità l’Italia potrebbe sfruttare al meglio la sua forza creativa, inserendosi nel gruppetto delle nazioni che “contano”. Unità e collaborazione è quindi l’auspicio e l’esortazione che ci sentiamo di rivolgere a tutti gli addetti del settore, all’insegna di un 2011 proficuo per la giovane arte italiana. Ecco quindi l’analisi delle varie scene presenti sul nostro territorio:

La scena delle fondazioni, associazioni ed altre organizzazioni che hanno come obiettivo la  promozione dell’arte emergente gioca un ruolo importante nel nostro paese. Questi organismi generalmente si propongono come piattaforme per la sperimentazione ma spesso e volentieri supportano nomi già noti al mainstream. Si gioca sul sicuro con meno rischi e si punta su artisti con buoni dealers alle spalle. Ogni fondazione ha il suo gruppo di giovani artisti ben distinto.

Volete lanciare il vostro portfolio online? Spiate gli altri artisti!

Ormai il mondo di internet è saldamente connesso a quello dell’arte contemporanea. Le nuove piattaforme digitali offrono infinite possibilità agli artisti che possono pubblicizzare al meglio il loro lavoro sui social networks, sui blogs e sui siti personali. Se siete artisti ed avete anche voi deciso di lanciare il vostro nuovo sito personale, sappiate che è molto importante guardare agli official websites dei grandi nomi dell’arte in modo da imparare dalle loro trovate tecniche e grafiche o dai loro errori. Eccovi una piccola selezione che abbiamo effettuato noi di Globartmag girando per la rete. Ovviamente vi invitiamo a visionare altri siti per avere un’idea ancora più chiara.

Jeff Koons
Un sito che ci sembra un poco antiquato come design. Più che altro la divisione in frame è roba da inizi duemila. Il sito è però intuitivo e contiene moltissime foto di opere dell’artista, anche di quelle meno note. Meno grafica e più contenuti sono sempre un binomio vincente per ottenere velocità di caricamento e dare maggiori informazioni sul vostro lavoro.