Graham, Basilico e Cariello da Massimo Minini a Brescia

La galleria Massimo Minini di Brescia presenta al pubblico due mostre,  che sabato 2 aprile ore 18 si apriranno con due imperdibili offerte di arte contemporanea decisamente affascinanti. La prima mostra sarà a cura di Maurizio Bortolotti e vedrà protagonisti due artisti di fama internazionale vale a dire Dan Graham e Gabriele Basilico. La seconda mostra è invece un’occasione per presentare la prima mostra personale in galleria dell’artista ferrarese Letizia Cariello, le cui opere sono presenti in prestigiose istituzioni museali internazionali

Dan Graham – Gabriele Basilico
Unidentified Modern City. Globalized Brescia

a cura di Maurizio Bortolotti

Gabriele Basilico, il fotografo italiano per eccellenza delle città, delle architetture, dei corpi di fabbrica, e Dan Graham, artista concettuale che ha fotografato le periferie degli Stati Uniti, si confrontano sulla città di Brescia, ognuno con i propri mezzi e modalità. Due visioni opposte che trovano una ricomposizione, non nella storia della città antica, ma nelle sue emergenze più recenti, di edilizia periferica, di sobborghi middle class, di non luoghi.

Damien Hirst, Marc Quinn e i Duran Duran guidano la rivolta inglese

Quando il mondo della cultura made in England si arrabbia (per non pronunziar altre parole) lo fa sul serio. Come già anticipato in altri nostri articoli, il governo britannico ha proposto di rialzare le tasse universitarie annuali a circa 14.000 dollari (9.000 sterline circa). Ovviamente gli studenti di tutto il Regno Unito si sono subito opposti a questa incredibile e sfrontata richiesta ma la loro protesta è stata in queste ultime ore rilanciata da altre figure di spicco. Un gruppo di 90 tra artisti visivi, musicisti ed altre figure creative della Union Jack si è infatti unito alla sommossa popolare, portando nuova linfa a sostegno di una causa che ci sembra più che giusta.

Tra i magnifici 90 svettano i nomi degli artisti Damien Hirst, Marc Quinn e Rachel Whiteread, dei musicisti Mick Jones (Clash),  Bobby Gillespie (Primal Scream),  Nick Rhodes (Duran Duran) e dei fashion designers Stella Mc Cartney e Lily Cole. Il bello è che i magnifici 90 non hanno solamente cercato di dare un aiuto morale ai giovani studenti ma si sono offerti di pagare le multe di questi ultimi al grido di “Can’t pay your fees? We’ll pay your fines!(non potete pagare le rette? noi pagheremo le vostre multe!), incitando così i giovani ad una sana disobbedienza nei confronti di uno stato ladrone.

La Francia cancella un prestito di opere in Giappone per la fobia nucleare

Dopo il tremendo terremoto con conseguente tsunami il Giappone sembra essere caduto vittima di una stramba vicenda legata all’arte ed alla fuga di radiazioni causata dalle plurime esplosioni occorse alla centrale nucleare di Fukushima.  Il mondo è ormai preda della paura del nucleare ed anche dalle nostre parti i contatori Geiger sono andati letteralmente a ruba. Molti  hanno già preso le dovute precauzioni, bandendo dalle loro tavole latte e verdure a foglia larga. Questo però riguarda le fobie sociali ma cosa hanno a che fare arte e radiazioni, vi starete chiedendo?

Cominciamo dall’inizio, il prossimo 5 aprile doveva essere inaugurata in quel di Hirsohima (esattamente al Prefectural Art Museum) una grande mostra dedicata all’impressionismo dal titolo Birth Of Impressionism, il 60% delle opere in mostra sarebbero state prese in prestito da ben 4 musei francesi. La mostra avrebbe dovuto ospitare 84 opere, tra capolavori di Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Jean-François Millet, Gustave Courbet e tanti altri.

Svelata l’identità di Banksy, anzi quella di sua moglie

Joy Millward fotografata da Rex Features

Forse potrebbe sembrar strano ma anche i vendicatori mascherati hanno una famiglia ed una vita casalinga (quasi) comune. Quindi, anche se il nostro beniamino Banksy ha scelto di mantenere l’anonimato per meglio portare a termine le sue azioni di street art, noi sotto sotto siamo sicuri che anche lui ha qualcuno a casa che l’aspetta, anzi in realtà ne siamo certi.

Ebbene la notizia del giorno arriva dritta dal quotidiano inglese Daily Mail che è riuscito a svelare una parte della famigerata identità segreta di Banksy. In realtà il Dayli Mail ha scoperto l’altra metà dell’identità del celebre street artist vale a dire quella di sua moglie. Eccola in una foto del 2007 mentre armeggia davanti al suo laptop durante una presentazione del suo lavoro di aspirante parlamentare. Anche secondo altri giornali scandalistici britannici come il Sun, la notizia dovrebbe avere un fondo di verità.

Richard Prince paga i danni!

Sin. Richard Prince, dx. Patrick Cariou

Mai articolo fu più profetico. Ieri nel nostro pezzo intitolato Quella strana consuetudine di “rubare” le immagini, abbiamo infatti accennato alla vicenda Patrick Cariou contro Richard Prince. Nel 2008, per una mostra alla Gagosian Gallery, Prince aveva praticamente “rubato” alcune immagini del fotografo francese riguardanti la cultura del popolo rastafari e pubblicate nel 2000 dopo una decade di ricerche sulle montagne jamaicane.

Per il suo ciclo di opere intitolato Canal Zone, Prince non aveva fatto altro che aggiungere qualche particolare alle immagini del fotografo. Ebbene ci è giunta da poco notizia che un giudice statunitense ha dato ragione a Cariou, accusando Prince di aver infranto i diritti d’autore riguardanti le immagini. P

Sam Taylor-Wood modella per Louis Vuitton

Ma quante cose fa la nostra Sam Taylor-Wood? Ebbene nel giro di pochi mesi la camaleontica artista londinese ha preso parte ad un innumerevole serie di attività creative, difficili da elencare. Lo scorso 8 marzo ha infatti diretto Daniel Craig ( James Bond per gli amici) in uno spot dedicato alla Giornata Internazionale delle Donne, per lo spot l’artista ha utilizzato la voce fuori campo di Judi Dench che ha elencato le varie disparità di trattamento in ambiti sociali e lavorativi perpetrate ai danni delle donne sia nel Regno Unito come nel mondo.

Inutile poi ricordare che nel 2011 Sam Taylor-Wood, tra una mostra e l’altra, è riuscita a trovare il tempo per promuovere il suo film Nowhere Boy, dedicato all’adolescenza di uno scatenato John Lennon.  Ultimamente l’artista ha inoltre risposto alla chiamata dei R.E.M. capitanati da Michael Stipe che l’hanno chiamata a partecipare al loro Collapse Into Now Film Project. Per i R.E.M. Sam Taylor-Wood ha girato il video di Uberlin (dopo il salto troverete il video completo) che ha per protagonista proprio Aaron Johnson, già star principale di Nowhere Boy.

Trent’anni di Mimmo Paladino al Palazzo Reale di Milano

Dal 30 marzo al 26 giugno 2011, Milano sarà teatro di un imperdibile evento: Palazzo Reale, ma anche Piazza Duomo e l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II accolgono la monografica di Mimmo Paladino (Paduli, 1948). Curata da Flavio Arensi, promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta da Palazzo Reale, Civita e GAmm Giunti, la mostra prende in esame oltre trent’anni di attività del maestro campano, una delle più autorevoli personalità del panorama artistico internazionale, attraverso un nucleo di oltre 50 opere, tra cui 30 dipinti di grandi dimensioni, sculture e installazioni.

L’omaggio a Mimmo Paladino dalla città di Milano, dove per trent’anni ha mantenuto studio e abitazione, presenta degli elementi di eccezionalità. Per la prima volta, sul sagrato del Duomo, tra la statua equestre di Vittorio Emanuele II e la Cattedrale, verrà installata un’opera d’arte monumentale, la Montagna di sale (35 metri di diametro e 10 metri di altezza), ricostruita a vent’anni di distanza dalla sua prima realizzazione a Gibellina e a quindici anni dal riallestimento in piazza del Plebiscito a Napoli.

Antony Gormley “rovina” la festa di St.Patrick

Lo scorso 17 marzo sono iniziate le celebrazioni per il St. Patrick’s Day, ovvero il giorno di San Patrizio, vescovo e missionario irlandese di origini scozzesi che per l’appunto  viene festeggiato da tutta la comunità irlandese del mondo nella data della sua morte. Inutile dire che il  St. Patrick’s Day da luogo ogni anno ad una vera e propria settimana di festeggiamenti. In questi giorni quindi, l‘ente del turismo irlandese ha deciso di illuminare con una fantastica luce verdognola ogni monumento e luogo storico di tutta la nazione.

Ovviamente i festeggiamenti si svolgono anche nel Regno Unito e diversi monumenti inglesi sono stati per così dire vestiti dalla festosa luce verde. L’ente del turismo aveva inoltre intenzione di illuminare anche la celebre scultura The Angel of the North, monumentale opera di 20 metri d’altezza, creata dalla star del contemporaneo Antony Gormley ed ospitata dalla contea di Gateshead in Inghilterra. A questo punto va precisato che Gormley è un accanito sostenitore del St. Patrick’s Day, anche perché nelle sue vene scorre una parte di sangue irlandese.

La classe non è acqua al GAMeC di Bergamo

Dal 23 marzo al 24 luglio 2011, la GAMeC di Bergamo ospiterà la mostra La classe non è acqua, parte del progetto internazionale ARTools, che vedrà i lavori di 100 studenti delle scuole della città confrontarsi con le opere di 9 grandi artisti contemporanei. Ideato dalla GAMeC, ARTools (Art as tool for understanding contemporary) ha vinto il concorso indetto su scala europea dalla EACEA (Education, Audiovisual and Culture Executive Agency) ed è realizzato in partenariato con tre istituzioni museali europee – Centre International d’Art & du Paysage, Île de Vassivière (Francia), Malmö Konsthall, Malmö (Svezia), Műcsarnok Kunsthalle, Budapest (Ungheria), ciascuna delle quali ha sviluppato un proprio programma educativo legato alla cultura e all’arte.

Alla GAMeC, ARTools prevede il coinvolgimento di tre istituti scolastici della città di Bergamo che, affiancati da educatori museali della Galleria, hanno intrapreso un corso di studi, misurandosi con il lavoro di nove importanti artisti internazionali (Carla Accardi, Stefano Arienti, Joseph Beuys, Allan Kaprow, William Kentridge, Michelangelo Pistoletto, Thomas Schütte, Cindy Sherman e Andy Warhol), scelti per la tecnica con la quale esprimevano la loro creatività e selezionati per la capacità di anticipare e interpretare l’evoluzione socio culturale su scala globale, oltre che per il profondo legame con i propri Paesi di origine e la loro storia.

New York festeggia l’unità d’Italia con Industria Gallery

Domenica 27 marzo New York celebra l’Unità d’Italia con l’apertura di Industria Gallery, una nuova galleria dedicata all’arte italiana, all’interno di Industria Superstudio, spazio diretto dal fotografo Fabrizio Ferri. Industria Gallery ospiterà per l’occasione UN’ITA una collettiva di 46 artisti italiani che con le loro opere rappresentano un ponte culturale tra gli Stati Uniti e l’Italia. La mostra e la galleria saranno inaugurate dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, nel corso di un evento realizzato con il contributo dell’azienda orafa Vhernier, sempre in prima linea per promuovere l’arte italiana.

La mostra UN’ITA è stata prodotta e curata dalla rivista Flash Art in collaborazione con Industria Superstudio, sotto l’alto patrocinio del Consolato Italiano a New York e del Comitato Italia 150. UN’ITA ospita artisti di generazioni e correnti differenti uniti da New York, città che li ha visti vivere, lavorare ed esporre e da cui sono stati profondamente influenzati. Un percorso che ricalca la storia dell’arte contemporanea italiana dai primi anni ’60 a oggi, all’insegna della migrazione artistica.

130 artisti contro il Guggenheim di Abu Dhabi

Ad Abu Dhabi non è sempre tutto rose e fiori come non sempre i soldi riescono a comprare tutto. Come ben saprete, da diverso tempo la capitale degli Emirati Arabi è concentrata sulla realizzazione del nuovo Guggenheim progettato dal celebre archistar Frank Gehry. L’opulente struttura da 800 milioni di dollari (alla faccia della crisi globale), mira e divenire un vero e proprio punto di riferimento culturale del medio oriente ma come accennato poche righe fa, questo sfarzo e questa cultura hanno già acceso alcune proteste da parte della comunità artistica internazionale.

Sono 130 infatti gli artisti che boicotteranno il museo, mettendo in discussione sin da oggi la futura collezione permanente di un istituzione ancora in costruzione. Tra i partecipanti al boicottaggio svettano nomi assai prominenti quali Harun Farocki, Mona Hatoum, Emily Jacir, Shirin Neshat, Monica Bonvicini, Tania Bruguera, Matt Mullican, Thomas Hirschhorn, Alfredo Jaar, Rikrit Tiravanija, Hans Haacke e tantissimi altri ancora.

Marina Abramovic: “Hanno rubato le mie performance” e la corte le da ragione

In questi giorni Marina Abramovic ha vinto un’importante battaglia legale che durava da oramai due anni. La vicenda iniziò quando il film maker francese Pierre Coulibeuf due film The Star (1998) e Balkan Baroque (1998), traendo gran parte del materiale dalla performance Biography di Marina Abramovic del 1992 e da altre performance dell’artista eseguite fino al 1995.

Ovviamente Cooulibeuf spacciò sin da subito le pellicole come opere da lui dirette, con Marina Abramovic nel ruolo di attrice. L’artista però non si è mai sentita rappresentata da quei films ed ha anzi più volte affermato di non approvare “due films che danneggiano l’integrità del mio lavoro“.

“Tracey Emin è amica del governo inglese” parola di DInos Chapman

Eccoci ancora qui a parlare della peperina Tracey Emin, sempre indaffarata in eventi in tutto il mondo e sempre protagonista di avvenimenti gossippari di dubbio gusto. Stavolta siamo qui a parlarvi di una polemica scoppiata proprio dopo che l’agguerrita artista è riuscita ad aggiudicarsi un’importante commissione pubblica per creare un’installazione neon a Downing Street, incontrando i favori di David Cameron, oramai suo fan accanito.

Pensate che quest’ultimo ha dichiarato di voler farsi ritrarre proprio dalla sua artista del cuore.  La vincita della commissione, dicevamo, ha scatenato le ire di Dinos Chapman, celebre artista del duo Chapman Brothers.

Julian Schnabel e Rula Jebreal infiammano Israele

In questi giorni il celebre artista e filmmaker Julian Schnabel ha sollevato un vespaio di polemiche a causa della premiere americana del suo ultimo film Miral, una pellicola controversa sul conflitto tra Israele e Palestina. Miral è tratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral (2004) della giornalista e scrittrice israeliana naturalizzata italiana Rula Jebreal, attuale compagna di Schnabel.

L’artista ha quindi deciso di organizzare la prima di Miral al quartier generale delle Nazioni Unite di New York lo scorso lunedì. A questo punto Israele si è fermamente opposta alla proiezione del film ed il vice capo della delegazione diplomatica di Israele all’Onu Haim Wachsman ha dichiarato: ”il film propone la versione palestinese del conflitto. La posizione di Israele invece è rappresentata sotto una luce molto negativa”.