Laura Cionci – Ipnagogia

Il 7 gennaio 2011 alle 19,00 la Galleria Hybrida Contemporanea di Roma presenterà la mostra personale di Laura Cionci dal titolo Ipnagogia, a cura di Martina Sconci.  Il lavoro presentato per questa mostra ha a che vedere con il sogno e in particolare con quello stato di passaggio tra la veglia e il sonno che a volte ci fa vedere delle immagini chiamate allucinazioni ipnagogiche. Durante questo momento ci capita di avere delle visioni, illusioni che coinvolgono tutti i sensi, esperienze vivide di immagini, sensazioni e rumori che non ci permettono di distinguere il sogno dalla realtà.

Il video della Cionci, che invita lo spettatore ad entrare in galleria, ha come protagonista l’artista stessa in preda ad una di queste allucinazioni. Girandosi e rigirandosi nel letto, una doppia realtà le impedisce di dormire, mentre in sottofondo le parole di Eduardo Galeano suggeriscono qualcosa: “i corpi abbracciati cambiano di posizione mentre dormiamo, guardando di là, guardando di qua, la tua testa sopra il mio petto. No, no – mi spieghi credendomi sveglia – ancora non siamo lì. Noi mutiamo (ci trasferiamo) in un altro paese mentre dormiamo”.

Cindy Sherman, nuovo anno nuova serie fotografica

Sprüth Magers di Londra presenta dal 11 gennaio al 19 febbraio 2011 il nuovo lavoro di artista Cindy Sherman. Per questa serie l’artista ha messo insieme un cast di singoli personaggi su grandi murales fotografici, segnando un allontanamento dal classico formato della fotografia incorniciata.

 Fin dall’inizio della sua carriera nella metà degli anni 1970 Sherman ha usato se stessa all’interno delle sue opere, comparendo come regista, modella e fotografa per creare una vasta gamma di personalità intriganti e provocatorie.

In questo ultimo lavoro Cindy Sherman coglie le sottili distorsioni del suo viso e del corpo, rendendo le sue forme quasi irriconoscibili grazie all’ausilio delle tecniche digitali, usate per manipolare di ciascun personaggio, le sue caratteristiche, e l’ambiente circostante.



Achtung! Achtung!, arte e memoria per non dimenticare

Giovedì 13 gennaio 2011 alle ore 18:30 inaugura presso l’ Ex Gil di Roma (Largo Ascianghi 5) la mostra collettiva Acthung! Achtung!, evento di arte contemporanea, organizzato dalla Glocal Project Consulting a cura di Micol Di  Veroli e Barbara Collevecchio. Attraverso la carica creativa di 21 artisti sarà resa oggettiva la condivisione universale e sociale del dramma dell’Olocausto.

Sei milioni di ebrei. A questo impressionante numero si aggiungono i disabili, gli omosessuali, i soldati sovietici, gli oppositori politici, i rom ed altre vittime innocenti. Sono numeri che descrivono volti, storie e sentimenti orribilmente calpestati dal sistematico sterminio compiuto dalla Germania nazista nel corso della seconda guerra mondiale. Olocausto e genocidio sono simboli dell’odio che potrebbero manifestarsi anche nella nostra pacifica realtà contemporanea. Per far sì che tutto questo non accada, la Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico e di tutte le vittime del nazionalsocialismo e del fascismo.

Europunk. La cultura visiva punk in Europa 1976-1980

L’Accademia di Francia – Villa Medici di Roma inaugura il 20 gennaio EUROPUNK, la prima mostra a respiro internazionale che presenterà la produzione alternativa nel campo delle arti visive, nella seconda metà degli anni 1970, in particolare quella realizzata nel Regno Unito e in Francia, ma anche in Germania, Svizzera, Italia e Olanda.

Metterà in valore personalità quali Jamie Reid, che inventò il celebre volto della regina con gli occhi e la bocca coperti dal nome della band dei Sex Pistols e dal titolo della canzone God Save the Queen, Malcolm McLaren, ideatore, manager e deus ex machina della stessa band, o il team francese Bazooka (costituito da Olivia Clavel, Lulu Larsen, Kiki Picasso, Loulou Picasso, Ti-5 Dur, Bernard Vidal e Jean Rouzaud) di cui sarà esposta l’abbondante produzione di questo movimento rimasta anonima per molto tempo e scovata dopo una lunga ricerca attraverso l’Europa.

L’oroscopo dell’arte contemporanea del 2011

Ecco a voi un oroscopo semiserio dell’arte contemporanea del 2011. Alcune previsioni forse si riveleranno azzeccate altre non si avvereranno mai, ma questo è l’imprevedibile mondo dell’arte. Bando alle ciance e partiamo subito col servizio:

I musei di arte contemporanea si apriranno a nuove prospettive. Sappiamo bene che i direttori di alcuni musei espongono solo artisti di determinate gallerie. Così facendo ci si dimentica di agire per interesse pubblico e si agisce per interesse di una ristretta cerchia di amichetti. Tutti sono contenti e le quotazioni degli artisti salgono. Inciuciare meno è la parola d’ordine.

I giovani artisti avranno maggior controllo sulle loro carriere. Oramai il mondo di internet mette a disposizione diverse soluzioni per mostrare il proprio lavoro o stringere accordi tramite i social networks. I giretti poco chiari di certi dealers opportunisti sono noti a tutti, evitare quindi di subire una strumentalizzazione del proprio lavoro ed agire sempre di più in modo indipendente. L’oracolo consiglia spregiudicatezza.

Gilbert & George e gli annunci sessuali in una nuova mostra alla White Cube di Londra

Era da un bel pezzo che non si sentiva il loro nome in giro ma evidentemente stavano preparando qualcosa di grosso. Si parla ovviamente del dinamico duo formato dagli stilosissimi Gilbert & George che dopo oltre 40 anni di onorata carriera artistica non ha intenzione di sotterrare l’ascia di guerra. Anzi i due si sono da poco messi all’opera per creare una nuova serie più provocatoria che mai.

Avete presente quegli annunci fotografici decisamente ammiccanti che appaiono sui quotidiani? Ebbene si tratta di annunci relativi a prestazioni sessuali ed a Londra anche le cabine del telefono ne sono piene. Gilbert & George in questi giorni si sono messi a caccia proprio di questi annunci fotografici ed hanno collezionato centinaia di volantini e fotografie varie.

Ma che ce frega, ma che ce importa della Project Room

Eccoci giunti all’inizio del nuovo anno, molti di voi avranno già stilato una lista di buoni propositi per il 2011 ma tra lo smettere di fumare ed il mettersi a dieta c’è anche una lunga lista di sogni e desideri che ognuno vorrebbe veder realizzati. La scrivente ne ha ben due nel cassetto. Ambedue sono legati al territorio romano e allo sviluppo della giovane arte contemporanea ed anche se al momento sembrano irrealizzabili è giusto lottare per tentare di renderli un poco più concreti.

Parliamo del primo, sarebbe giunto il momento di istituire una Project Room legata alla scena locale in almeno uno dei poli museali della capitale dedicati all’arte contemporanea. Disporre di meravigliosi centri culturali come il MAXXI o il MACRO è un vanto, ma non è salutare rendere queste due istituzioni delle isole barricate nel loro splendore. Il MACRO lo scorso anno ha lanciato il pregevole progetto Roommates ma siamo ancora ben lontani da una solida programmazione legata alla giovane arte. Stiamo parlando di un museo che dispone di un vasto bacino di spazi espositivi, non sarebbe quindi un peccato dedicare una piccolissima parte di questi spazi all’arte locale, non ci vogliono grandi investimenti, solo un poco di impegno.

Candida Höfer – Kuehn Malvezzi a Bologna

La Galleria Marabini inaugura il 28 gennaio  la terza mostra personale dell’artista tedesca Candida Höfer presso gli spazi bolognesi dell’ex-chiesa della Neve. Candida Höfer/Kuehn Malvezzi, questo il titolo dell’exhibition, porterà per la prima volta in Italia nove opere fotografiche che l’artista Candida Höfer, una delle più importanti figure della Scuola di Düsseldorf, ha realizzato dal 2002 ad oggi. I lavori, frutto della collaborazione tra la fotografa e gli architetti berlinesi Kuehn Malvezzi, vogliono sottolineare la possibilità di uno scambio tra architettura, fotografia e presentazione.

Le opere esposte fanno parte di un progetto più ampio, una mostra itinerante, Candida Höfer Projects: Done, che tra il 2009 e il 2011 è stata ospitata in alcuni tra i più importanti centri per l’arte contemporanea in Europa: Museum Morsbroich, Leverkusen, Germania (15 Maggio – 2 Agosto 2009); MARCO, Museo de Arte Contemporánea de Vigo, Spagna (26 Febbraio – 23 Maggio 2010); CAAC, Centro Andaluz de Arte Contemporánea, Sevilla, Spagna (5 Giugno – 3 Ottobre 2010).

Matthew Day Jackson – In search of…

Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna apre la programmazione 2011 con In search of… la prima personale in un museo europeo di Matthew Day Jackson, uno dei principali artisti statunitensi emergenti. Nella mostra, partendo dalle domande fondamentali che tutti ci poniamo sull’esistenza umana – chi siamo, da dove veniamo, cosa ci riserva il futuro – l’artista mette in atto un’esplorazione delle mitologie personali e collettive attraverso una selezione di lavori realizzati tra il 2007 e il 2010.

La ricca esposizione trasforma lo spazio del MAMbo: lo fa vibrare di cromatismo grazie a speciali pellicole che modificano l’impianto di illuminazione attraverso il riverbero dell’intero prisma dei colori, lo interroga con l’ambigua presenza di uno speciale pendolo di Foucault calato da un’altezza di 16 metri, lo anima con opere a motore alimentate da pannelli solari posti sulla terrazza del museo. In search of… ha come filo conduttore l’omonimo video di Jackson (2010) basato sul format di una popolare serie televisiva americana andata in onda dal 1976 al 1982, condotta da Leonard Nimoy (il celebre dottor Spock di Star Trek), che indagava misteri e fenomeni paranormali.

Giulia Piscitelli alla Fondazione Giuliani di Roma

La Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea di Roma presenta il 22 gennaio la mostra personale di Giulia Piscitelli dal titolo Rischi minori, la prima a Roma e la più ampia tra quelle sinora realizzate dall’artista. Curata da Stefano Chiodi, la mostra raccoglie un nutrito gruppo di opere che testimoniano un percorso tra i più originali del panorama artistico degli ultimi anni.

Giulia Piscitelli rivolge alla contemporaneità uno sguardo acuto e imprevedibile, in cui l’esplorazione della dimensione quotidiana, in chiave sociale e individuale al tempo stesso, porta allo scoperto tratti grotteschi e paradossali, un umorismo amaro e malinconico che si mescola a un’aggressiva ironia. Utilizzando un’ampia gamma di mezzi espressivi – dal disegno al video, dalla pittura alla fotografia e all’installazione – l’artista agisce di volta in volta con il distacco dell’etnologo e la partecipazione empatica del testimone privilegiato; le zone marginali delle città e le periferie industriali diventano lo scenario ideale di una ricerca che ha come oggetto un’umanità dispersa, confusa, dalla vitalità contraddittoria, che nei suoi tic, nelle sue ossessioni, nella sua frammentata routine esistenziale appare incarnare una condizione comune a tutti nell’epoca attuale.

Pop Art al femminile a Vienna

La Kunsthalle wien di Vienna ospita in questi giorni Power Up, Female Pop Art (fino al prossimo 6 marzo 2011) un’interessante mostra dedicata alla donne della Pop Art, movimento artistico che sovente viene associato ad illustri nomi maschili. Eppure anche le donne hanno avuto un ruolo chiave all’interno della Pop Art. Pur considerando la natura estetica di opere appetibili per la massa, queste pioniere del pop hanno comunque mantenuto una posizione belligerante e critica.

Gran parte delle figure presenti in mostra hanno  infatti rivelato la superficialità della cultura del consumatore, oggettivando il mito dell’oggetto e delle mercificazione come un guscio vuoto. Partecipano alla mostra nove artiste come Christa Dichgans , Rosalyn Drexler che con le sue opere esplora i luoghi comuni dei mass media, Jann Haworth che trasforma oggetti quotidiani in enormi oggetti kitsch, Sister Corita che invece ha trasformato il suo lavoro in una sorta di attivismo a favore della pace. 

Michael Johansson al The Flat Massimo Carasi di Milano

Dal 13 gennaio fino al 28 febbraio 2011 The Flat Massimo Carasi di Milano presenta al pubblico Familiar Abstractions, progetto inedito site specific di Michael Johansson. Il 35enne artista svedese, apprezzato per i suoi spettacolari accorpamenti di oggetti d’uso comune (che spaziano dagli articoli più minuscoli alle sorprendenti cataste di cargo container con tanto di trattori agricoli incastonati all’interno) allestirà un progetto inedito per il piano interrato della galleria, presentando alcune sculture a pavimento ed una opera monocroma site specific di rilevanti dimensioni.

L’opera di Michael Johansson si impernia sulla raccolta e la maniacale misurazione degli oggetti. Tale processo conduce l’artista alla realizzazione di agglomerati eterogenei il cui significato minuziosamente calibrato e sempre differente. Forme e colori sembrano avvinte indissolubilmente, saldate da uno sconcertante magnetismo. Un oggetto comune quale una seduta, rappresenta per Johansson la metafora di uno spazio familiare da organizzare e riempire in ogni interstizio interpretandone ogni volta la natura.

Reload, prototipo d’intervento culturale urbano a Roma

Dal 10 gennaio al 5 marzo le ex officine di via Ghisleri di Roma, nel quartiere romano del Pigneto, ospiteranno Reload, prototipo di un modello d’intervento culturale nella città, diffuso in tutta Europa, e anche negli Stati Uniti del dopo-crisi economica, che riutilizza temporaneamente spazi vuoti ricaricando di energia creativa edifici che hanno esaurito la propria funzione originaria.

Tre gli obiettivi: mettere a disposizione degli artisti uno spazio estremamente flessibile; portare interventi culturali in aree cittadine e sociali nuove; creare una micro-sistema economico nel settore della cultura. Per la prima volta a Roma 3000mq di un’ex officina automobilistica saranno il centro propulsore di Reload, progetto che si sviluppa in due mesi di sperimentazione artistica dedicati alle arti visive e alle contaminazioni con l’architettura e la performance.

25 anni con La Nuova Pesa di Roma

Giusto 25 anni fa Simona Marchini dava inizio alla sua attività di gallerista e di promotrice di iniziative legate alla musica, al teatro e alla letteratura, inaugurando il Centro Culturale La Nuova Pesa, in continuità e in omaggio alla storica galleria fondata dal padre, Alvaro Marchini, nel 1959, e la cui attività si protrasse fino al 1976.

La scena artistica e culturale degli anni in cui Simona Marchini “riapre” la Nuova Pesa è dominata dal cosiddetto pensiero “postmoderno” che seguiva le posizioni fortemente ideologiche e di schieramento che avevano fino ad allora caratterizzato la cultura europea. Proprio per questa esigenza di interpretare un cambiamento e di ricercare nuove consapevolezze, Simona Marchini ospiterà una serie di dibattiti, dalla filosofia alla poesia, con il contributo di allora giovani intellettuali, oggi tra i più stimati del panorama nazionale e internazionale.