Manifestanti e violenza alla mostra di Anselm Kiefer da Gagosian New York

Lo scorso 18 dicembre al finissage della mostra personale di Anselm Kiefer ospitata dalla Gagosian Gallery di New York erano presenti otto misteriose persone. Quel silenzioso gruppetto indossava delle magliette nere recante la scritta Next Year in Jerusalem, tradotta in inglese in ebraico ed in arabo. “L’anno prossimo a Gerusalemme” è l’augurio che gli ebrei della diaspora si scambiano da tempo immemorabile durante la festa di Pesach. Ovviamente i manifestanti hanno di fatto offeso quell’augurio, trasformandolo in una minaccia di occupazione.

A quel punto lo staff della Gagosian Gallery ha invitato i manifestanti ad andarsene ma per tutta risposta il drappello ha solamente coperto le magliette con una giacca ma ha continuato a sostare negli spazi della galleria. Lo staff ha in seguito avvertito le forze dell’ordine che si sono comportate ancor più stupidamente dei manifestanti. La polizia ha infatti afferrato Ingrid Homberg, una donna di circa cinquant’anni, ed ha cominciato a spingerla fuori dalla galleria.

A Londra l’arte fa male ai visitatori o i visitatori fanno male all’arte?

Strane cose accadono a Londra, città dell’arte che nuoce alla salute dei visitatori ma anche dei visitatori che mettono a repentaglio la salute dell’arte. Del primo esempio ne sa qualcosa Ai Weiwei che ha subito la pesante censura inflitta alla sua installazione ospitata dalla Turbine Hall del Tate Modern, comprendente milioni di semi di girasole di porcellana. In quel frangente le istituzioni hanno dichiarato la polvere di porcellana generata dallo sfregamento dei semi, nociva per la salute. Di conseguenza al pubblico è stata vietata qualsiasi interazione con l’opera.

Il Guardian ha però intervistato alcuni esperti di porcellana i quali negano che tale materiale possa produrre polvere. Secondo gli esperti infatti la polvere proviene dall’aria circostante e dai corpi dei visitatori, quindi la decisione di chiudere baracca e burattini è stata presa per ben altre ragioni. Ed anche Weiwei non è stato d’accordo con questa chiusura come avevano invece dichiarato i vertici del Tate.

Al MACRO di Roma la Treccani sottolio, conserva di una cultura ormai scaduta

In questi giorni (inaugurata il 16 dicembre fino al 16 gennaio 2011) il MACRO di Roma ospita una curiosa mostra di Benedetto Marcucci intitolata Treccani Sottolio. L’installazione è appunto costituita da volumi della celebre enciclopedia conservati come se si trattasse di sottaceti. L’intento è quello di conservare la validità di un’istituzione tutta italiana che negli ultimi anni è stata vittima della grande rivoluzione Wikipedia. Parlando di dati nel 2003 l’enciclopedia Treccani aveva un bacino di ordini di 50mila unità mentre nel 2009 le ordinazioni si sono praticamente dimezzate scendendo a circa 26mila.

Questo poichè Wikipedia ha aperto le porte del sapere a tutti, concedendo gratuitamente un mare di informazioni. Dalle pagine de Il Giornale apprendiamo che Wikipedia non è attendibile e che la Treccani ha quindi qualcosa in più da offrire. Questo potrebbe essere anche vero ma è pur vero che questo calo di attenzione generale e colpa di un’industria italiana  che non si è saputa adeguare ai cambiamenti della rete.

A New York una mostra su Nollywood

Come ben sapete Hollywood è la capitale mondiale del cinema. Hollywood iniziò ad accrescere la sua fama nel 1910,  grazie alla lotta per i brevetti cinematografici, scatenatasi negli Stati Uniti proprio in quegli anni (con esattezza nel 1907): quella che allora rappresentava la più potente compagnia, la Motion Picture Patents Company, monopolizzava tutti i brevetti, impedendo ai concorrenti di realizzare film.

Forse avrete anche sentito parlare di Bollywood fusione di Bombay e Hollywood, patria del cinema indiano che sforna centinaia di films l’anno che sono ammirati da milioni di persone. Gli investimenti di Bollywood inoltre non sono secondi a quelli di Hollywood. Esiste però un’altra patria del cinema chiamata Nollywood, situata in Nigeria. La produzione cinematografica nigeriana è letteralmente esplosa negli ultimi 15 anni, dando vita alla terza industria cinematografica al mondo dopo Hollywood e Bollywood. Si tratta infatti di una produzione straordinaria tanto nei contenuti quanto nei numeri.

Non e’ tutto in vendita, una mostra che parla del tempo che viviamo

Bologna è piena di fantasmi, finiti ad abitare in quegli appartamenti e in quei negozi vuoti che s’incontrano nel centro storico. Spazi perfetti per i fantasmi, ma anche per le opere degli artisti, per una temporanea e felice coesistenza. Così la galleria OltreDimore, ha deciso di utilizzare uno di questi spazi per realizzare una mostra. Ha chiesto il permesso ai fantasmi residenti e durante i giorni di Arte Fiera 2011, in un ex negozio abbandonato di Via Farini 33, vedrete come i fantasmi preferiscano le opere degli artisti e la vostra compagnia alla solitudine.

Non tutto è in vendita è il titolo della mostra che Raffaele Gavarro ha voluto realizzare in questi suggestivi trecento metri quadri abbandonati nel centro di Bologna. Una mostra leggera, rapida, ma nondimeno “pensierosa”, in cui le opere degli artisti ci parlano tutte del tempo che viviamo. Un tempo veloce, instabile, contraddittorio, ma anche in cui più forte si avverte oggi la necessità di guardare con attenzione, di capire, di accettare e, se è il caso, di rifiutare.

Nuova sede per LAVERONICA arte contemporanea di Modica

Mercoledì 29 dicembre 2010 LAVERONICA arte contemporanea presenta Moving Show, la mostra collettiva che apre al pubblico la nuova sede della galleria modicana. In mostra le opere di Davide Bramante, Giovanni De Lazzari, Adelita Husni-Bey, Francesco Lauretta, Moira Ricci e Caterina Viganò.

Inaugurata sempre a Modica (RG) nel 2007 in uno spazio molto piccolo di soli quindici metri quadrati e trasferita nel 2009 in una sede più grande, la galleria trova oggi nuova dimora poco distante dallo spazio originario, in un palazzo del primo ‘800 interamente rinnovato dal progetto dello studio GAP Associati (Picciotto, Bonomo e Pisani). Gli spazi della galleria al n.93 di via Grimaldi si articolano tra una grande sala espositiva e una grotta naturale, una project-room dove si avvicenderanno performance e installazioni site-specific. LAVERONICA avrà inoltre un’estensione al primo piano, negli spazi privati dell’abitazione di Corrado Gugliotta, gallerista.

Natale a Salemi e Palermo con il Laboratorio Saccardi. Per non dimenticare

Fondazione Sambuca nell’ambito del sistema diffuso per la promozione dell’arte contemporanea, organizza per le festività natalizie, la mostra diffusa del Laboratorio Saccardi dal titolo Sikania rising projects: tre mostre in tre luoghi per tre istituzioni diverse, a cura di Paolo Falcone. Un progetto che si snoda in un percorso in tre diversi spazi della Sicilia con opere legate al territorio, che rendono Sikania rising project un progetto specifico ed unitario. Al Museo della Mafia di Salemi, viene presentata il 19 Dicembre 2010 l’opera del Laboratorio Saccardi dal titolo: la Robba, in una doppia mostra personale con Rossella Biscotti, a cura di Paolo Falcone. Un carretto siciliano in legno, dove gli artisti hanno istoriato in bianco e nero i principali fatti di mafia della Sicilia, misteri insoluti della storia politica del nostro Paese.

Simbolo della Sicilia, per tradizione il carretto è decorato con rappresentazioni mitologiche delle gesta dei condottieri. La riscrittura dell’apparato iconografico del carretto condotta dal Laboratorio Saccardi racconta invece la cruda attualità delle stragi di mafia: da Portella della Ginestra, l’assassinio di Peppino Impastato, la strage di Ustica, le stragi di Capaci e di via d’Amelio. Al Temporary Museum, museo temporaneo creato da Domenico Pellegrino, all’Ex Noviziato dei Crociferi di Palermo viene presentata il 22 Dicembre 2010 La Camera della morte grande installazione del Laboratorio Saccardi prodotta per Fondazione Sambuca, nell’ambito del programma sviluppato all’ex stabilimento Florio di Favignana la scorsa estate.

Pittura europea dagli anni ’80 ad oggi

La Fondazione Stelline di Roma apre il 2011 presentando “Collezioni alle Stelline”, un nuovo ciclo espositivo che fa dialogare collezioni private d’arte contemporanea e istituzioni pubbliche, in sintonia con le richieste di un pubblico sempre più numeroso e interessato, esponendo 25 grandi opere dalla Collezione Alessandro Grassi, selezionate sul tema della pittura europea dagli anni Ottanta a oggi. L’iniziativa sarà inaugurata mercoledì 12 gennaio 2011 alle ore 18 in occasione di una conversazione sul tema “La Pittura nelle collezioni d’arte in Italia” con Pasquale Leccese, curatore della collezione Grassi, Francesca Pasini, Giorgio Verzotti e alcuni degli artisti della collezione Grassi.

La mostra di questo importante nucleo della Collezione Alessandro Grassi, – afferma Camillo Fornasieri, presidente della Fondazione Stelline – ci permette di continuare nel nostro progetto di rendere la Fondazione Stelline un luogo vivo 365 giorni all’anno, un punto di riferimento costante per l’offerta di qualità nel panorama non solo cittadino. “Collezioni alle Stelline” è un progetto pensato per disporre il Palazzo a ricevere e condividere una nuova conoscenza, quella di opere del recente passato raccolte e collegate dalla predilezione del collezionista”.

Dino Pedriali: l’arte di ritrarre arte

La Galleria Bosi Artes di Roma, in collaborazione con il Festival Pontino del Cortometraggio di Latina, presenta “Dino Pedriali: l’arte di ritrarre arte”, a cura di Ilaria Caravaglio. Dal 27 Dicembre 2010 al 29 Gennaio 2011, pressso la sede di Via Pinciana 41, sarà in mostra una selezione di “scatti a regola d’arte” del fotografo che, apprezzato anche sulla scena internazionale, si è conquistato il titolo di Caravaggio della fotografia del Novecento.

Non a caso, nelle fotografie di Dino Pedriali, l’aspetto che riesce a suscitare forti emozioni nell’osservatore è indiscutibilmente la luce, poiché è proprio grazie all’uso sapiente del gioco chiaroscurale che si ha la sensazione di essere di fronte ad un dipinto e non ad una stampa fotografica. Una luce intensa e prepotente quando si tratta di nature morte, una luce che scava i corpi, invece, quando i soggetti protagonisti degli scatti sono i nudi sui quali il chiaroscuro è talmente netto e determinante da lasciar credere quasi che possa trattarsi di bianche sculture canoviane.

Le mostre da non perdere durante le vacanze di Natale 2010


Andate in vacanza per le feste? eccovi dunque una selezione di mostre in giro per il mondo per tenere d’occhio l’arte anche durante i momenti di relax: Al MoMA di New York potete ammirare fino al 10 gennaio 2011 la Performance Stop, Repair, Prepare: Variations on Ode to Joy for a Prepared Piano (2008) del duo Allora & Calzadilla. I due hanno intagliato un buco nel centro di un grande piano da dove un pianista suonerà ( ogni giorno di apertura del museo  alle ore 11:30) la Nona sinfonia di Beethoven, mentre si muoverà assieme al pianoforte attorno allo spazio espositivo.

Per la sua nuova mostra alla Hyunday Gallery di Seoul, Thomas Struth ha catturato delle immagini da diverse città coreane, tra cui Pyongyang. L’artista focalizza la sua attenzione sul rapporto dinamico tra uomo e progresso tecnologico. La maggior parte delle immagini verte su cantieri edili e linee di produzione. In visione fino al prossimo 9 gennaio 2011.

Apre il MONA, un nuovo museo in Australia che promette sesso e pazzie

Che il tycoon australiano David Walsh fosse un tipo sopra le righe lo si sapeva già ed è anche nota la sua passione per le esperienze non convenzionali. D’altro canto stiamo parlando di un uomo che ha costruito la sua fortuna tramite il gioco d’azzardo e che ha sviluppato un software per la predizione delle vincite ai cavalli. Walsh è però anche un grande appassionato di arte contemporanea e negli ultimi anni ha ammassato una cospicua collezione. C’è da dire che Walsh alcuni anni fa comprò un dipinto John Brack, artista australiano, pagandolo 2 milioni di dollari ad un’asta di Sotheby’s per poi rivenderlo alla stessa cifra.

Cose da pazzi direte voi, comunque il simpatico multimilionario , tre anni or sono, ha deciso di supportare attivamente l’arte contemporanea ma invece di sborsare fondi alle istituzioni ha cominciato a costruirsi un museo tutto suo. Ebbene il Museum of Old and New Art, abbreviato in MONA (termine che nel Triveneto potrebbe assumere significati irripetibili) aprirà le porte agli amanti dell’arte il prossimo 21 gennaio a Hobart, in Tasmania.

Il mondo sottosopra di Marc Chagall

«Un uomo che cammina ha bisogno di rispecchiarsi in un suo simile al contrario per sottolineare il suo movimento» così come «un vaso in verticale non esiste, è necessario che cada per provare la sua stabilità». È questo il mondo “sottosopra” immaginato da Marc Chagall (1887 – 1985), raccontato in una eccezionale esposizione a venticinque anni dalla sua morte.

Dopo il grande successo riscosso al Musée National Marc Chagall di Nizza, che l’ha prodotta e ospitata fino ad ottobre, l’esposizione “Chagall. Il mondo sottosopra” è stata inaugurata il 22 dicembre al Museo dell’Ara Pacis di Roma. In mostra circa 140 opere tra dipinti e disegni, alcuni dei quali inediti, provenienti da collezioni private, dal Musée National D’art Moderne Centre Georges Pompidou e dal Musée National Marc Chagall di Nizza. L’evento, a cura del Direttore dei musei nazionali del XX secolo delle Alpi-Marittime Maurice Fréchuret e della Responsabile delle collezioni al Musée National Marc Chagall Elisabeth Pacoud-Rème, è promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali e organizzato dal Musée National Marc Chagall in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

A Natale con Tiziano

Anche nel giorno di Natale e’ possibile visitare Palazzo Marino (Milano) e l’opera Donna allo Specchio di Tiziano, in prestito dal Museo del Louvre. Il dipinto offre l’opportunita’ di approfondire aspetti meno noti della cultura del Rinascimento italiano, esaltando i valori estetici e morali della bellezza femminile del tempo, i codici del comportamento virtuoso delle dame, le loro abitudini, il loro vestiario, la cultura dell’amore cortese che dominava il mondo relazionale della Venezia a cavallo tra 1400 e il 1500.

Il Comune di Milano, rendendo nuovamente accessibile ai cittadini e al pubblico la prestigiosa Sala Alessi di Palazzo Marino, consolida così i legami del Tiziano con la città, dove il pittore dipinse diverse opere tra cui L’Incoronazione di spine a Santa Maria delle Grazie, che fu teatro del fortunato incontro con Filippo II, figlio dell’imperatore Carlo V. In seguito alla loro conoscenza, il pittore produsse diversi quadri mitologici, sacri e ritratti per la corte, raggiungendo il massimo livello di prestigio internazionale per un pittore dell’epoca.

Correva l’anno 2010, il peggio dell’arte contemporanea visto da Globartmag

Come di consueto Globartmag vi offre il peggio del peggio del 2010. Eventi disastrosi che rappresentano il peggio del minestrone artistico nazionale ed internazionale. Pronti, partenza, via:

– La Turbine Hall del Tate. Prima si decide di ospitare i milioni di semi di girasole di porcellana dell’installazione di Ai Weiwei poi si vieta al pubblico di interagire con l’opera. Tutto perché le polveri della porcellana sono dannose per la salute, lo smog di Londra invece sembra sia un toccasana.

– La Smithsonian National Portrait Gallery di Washingon DC, ovvero come organizzare una mostra sulle diversità ed in seguito emarginare David Wojnarovicz offendendo il mondo intero e le sue diversità.

– Il MAXXI di Roma. Chi ha il pane non ha i denti: un gioiello di museo, una folla di curatori ed il numeroso pubblico che intanto attende una programmazione decente che sembra non arrivare mai. Alla voce mostre future (presente nel sito) troverete solo un evento, può bastare?