ZimmerFrei – Tomorrow is the question!

A quattro anni di distanza dalla mostra negli spazi di Monitor nel 2006, la galleria romana il 4 ottobre inaugura la terza personale di ZimmerFrei. La ricerca di questo trio dal sodalizio decennale è fortemente connessa all’idea di una permanenza, di un lasso di tempo passato a stretto contatto con un luogo specifico.

L’ultimo lavoro video del gruppo, What we do and what we are, che Monitor presenta per la prima volta in Italia, è stato girato in una singolare strada di Bruxelles, che come sempre nella città belga ha un doppio nome in francese e fiammingo: rue de Laeken/Lakensestraat. La via ha una storia paradigmatica: dopo la grande fioritura negli anni ’60, evocati da tutti i suoi “abitanti” come la belle époque, solo venticinque anni dopo ha visto una vera e propria decadenza con la costruzione dei grandi centri commerciali della vicina rue Neuve/Nieuwstraat e una sfortunata operazione immobiliare del gruppo Alliance.

Israele cancella una mostra sulle Pantere Nere

Anche in Israele gli eventi controversi finiscono per cadere nelle spire della censura. I vertici del Museum of Israeli Art di Ramat Gan hanno infatti cancellato una mostra sulle Black Panthers israeliane che era già stata programmata con largo anticipo. Insomma il museo si è liberato in tutta fretta di una manifestazione a cui si stava lavorando da più di un anno. Le Pantere Nere israeliane sono un movimento di protesta attivo negli anni ’70 e principalmente costituito dalla seconda generazione di immigranti provenienti dalle regioni del Nord Africa.

Il movimento cominciò all’inizio del 1971 nel quartiere Mosrara di Gerusalemme, come reazione alla discriminazione percepita verso gli ebrei Mizrahi, che le Pantere Nere consideravano esistenti sin dalla fondazione dello stato. Secondo le Pantere Nere questa discriminazione si avvertiva nella diversa attitudine dell’establishment Ashkenazi verso gli olim arrivati dall’Unione Sovietica. I fondatori del movimento protestavano perché l’elite ignorava i gravi problemi sociali e volevano lottare per un futuro diverso. All’inizio di marzo 1971, la polizia israeliana non concesse alle Pantere Nere il permesso per una dimostrazione; le Pantere ignorarono questa decisione e procedettero con la dimostrazione illegalmente, protestando per la grande povertà, per il divario esistente tra ricchi e poveri in Israele e per le tensioni etniche all’interno della società ebraica israeliana. Il movimento riuscì a crearsi una base di sostegno, sia nell’opinione pubblica sia nei media.

Per il sesto anno torna Start Genova


Per il sesto anno, dal 2005, START GENOVA vede coinvolte le gallerie di arte moderna contemporanea, aderenti all’Associazione START, che quest’anno inaugurano le proprie mostre collettivamente il 30 settembre 2010 dalle ore 18.00 alle ore 24.00. Le mostre nelle venticinque gallerie rimangono visitabili mediamente per un mese offrendo un panorama artistico che spazia dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all’incisione e alle installazioni ambientali.

START è un vero e proprio percorso dell’arte contemporanea che si snoda tra vicoli, piazze, palazzi di un centro storico suggestivo e diventa opportunità per il pubblico di scoprire, con la mappa in mano, gallerie e spazi espositivi dislocati in splendidi palazzi o in angoli più nascosti del centro storico.
Le sedi delle gallerie dislocate nel centro storico di Genova, prevalentemente pedonale, fanno di START a Genova, una manifestazione cittadina di grande richiamo e vivacità che coinvolge sia gli addetti ai lavori e gli appassionati sia il pubblico meno abituato a frequentare l’Arte Contemporanea. START Genova, nell’ultima edizione 2009 ha registrato una affluenza di circa 30.000 persone.

Le pagelle di Start Milano – Parte 2

Ed eccoci alla seconda puntata del racconto di come ho affrontato con coraggio la tredicesima fatica di Ercole: visitare e dare un voto a tutte le esposizioni organizzate per l’apertura della stagione dalle gallerie dell’associazione Start. Già nella prima puntata feci ammenda, i giudizi, seppur tranchant, sono assolutamente personali ed opinabili, ma la vostro posto mi fiderei.

Artopia – Rebecca Agnes | Luoghi che non esistono più – VOTO 6

“I luoghi che non esistono più” a cui si riferisce il titolo della mostra sono quelli in cui la trentaduenne Rebecca ha vissuto qualche anno fa, prima di scappare dall’Italia. Un lavoro sulla memoria personale e collettiva che l’artista rappresenta con modellini architettonici minimali non aderenti alla realtà, ma ai ricordi. A questi aggiunge una serie di testimonianze di altre persone che malinconicamente evocano quei luoghi oggi diventati qualcos’altro. Luoghi e memorie, una tematica che molti artisti hanno affrontato, in questo caso direi che non aggiunge molto di nuovo. La mostra risulta interessante giusto per quello spirito un po’ voyeuristico che si può provare verso la propria città e le vite che la animano, spunti molto più interessanti si trovano nel portfolio dei lavori dell’artista.

Galleria Nina Lumer – KIRIL ASS + ANNA RATAFIEVA | Campagna – VOTO 8

“Oggetti, distanze e prospettive si organizzano nello spazio come i suoni, le parole e gli accenti in una poesia.” così descrivono il loro lavoro i due artisti. Trovo che non si possano scegliere parole migliori per descrivere l’opera site-specific che hanno allestito nello spazio superiore della galleria: per un attimo ci si dimentica di essere nella grigia Milano e si viene catapultati in una bucolica campagna senza tempo ne nazionalità in cui lo spettatore può costruire il proprio personale racconto inseguendo gli indizi, posizionati nella stanza come briciole di Pollicino. Nel sotterraneo invece una sorprendente installazione dentro un grosso light box evoca pace interiore ed un ritorno alla natura.

Andrea Aquilanti – La stanza

Giovedì 30 settembre si inaugura presso la galleria Ciocca Arte Contemporanea di Milano la personale dell’artista romano Andrea Aquilanti dal titolo La stanza, esposizione che prosegue l’indagine dell’artista sul rapporto tra la realtà e la sua rappresentazione, tra lo spazio presente e lo spazio vissuto che permane nella memoria dell’arte.

Lo spettatore verrà accolto dall’opera Specchio, un vero specchio privato delle sua capacità riflettenti, sulla cui superficie è possibile osservare delle immagini di una storia che si è svolta di fronte a lui in un tempo non definito. Il significato di questa narrazione viene svelato gradualmente dal percorso della mostra che trasporta il visitatore in una realtà parallela che a lui si relaziona, fatta di stanze che si aprono oltre le pareti e che parlano di oggetti e di spazi in un gioco in bilico tra il reale e il fittizio. Come un novello Alice, lo spettatore viene proiettato all’interno di quel racconto nel quale diventa parte visibile e invisibile della realtà e della sua finzione artistica.

Pablo Rubio – L’identità frammentata

Il 15 ottobre la galleria Ingresso Pericoloso di Roma inaugura la mostra L’identità frammentata di Pablo Rubio a cura di Angel Moya Garcia. Il lavoro dell’artista spagnolo (Cordoba, Spagna, 1974) si focalizza sulla rielaborazione dei ricordi e della memoria latente, per preservare un’identità che trema ogni giorno per l’imminente minaccia della sua scomparsa. Così, immerso in una dialettica dello spazio e del vissuto personale, costruisce testimonianze appena abbozzate, come malinconiche presenze nella nebbia, che si sovrappongono e si riproducono in ritmi reiteranti.

In quest’ottica, “L’identità frammentata” si sviluppa come una riflessione sulla graduale decostruzione della soggettività, e di conseguenza dell’identità, provocata dalla storiografia filosofica dell’ultimo secolo. Dall’ermeneutica tedesca passando per la frammentazione foucaultiana fino ad arrivare al pensiero debole italiano, l’individuo si è trovato a con-vivere all’interno di una collettività senza membri singoli. Una comunità che nasconde, cela o vieta qualunque proposta individuale e in cui il soggetto viene ridotto al mero rapporto con gli altri senza mai avere un’autonomia e un’ontologia propria.

Gregory Crewdson porta Cinecittà a New York

Roma è ormai sulla giusta strada per diventare una protagonista del contemporaneo, ne danno prova i successi di pubblico del Macro con la nuova ala di Via Reggio Emilia e quelli della fiera d’arte alla Pelanda ed ancora il boom di presenze del novello Maxxi (non ultimo quello registrato nel corso dell’apertura gratuita per Giornate Europee del Patrimonio sabato 25 e domenica 26 Settembre 2010).

Questa volta è però un grande artista del contemporaneo ad utilizzare la Città Eterna come set ideale di un nuovo ciclo di opere. Stiamo parlando del grande Gregory Crewdson che in questi giorni (fino al 30 ottobre) è ospitato dalla prestigiosa Gagosian Gallery di New York ed a esser precisi, nella sede di Madison Avenue. In un denso bianco e nero che avvolge ogni immagine come una nube dove si materializzano presenze architettoniche desolate, l’artista propone la visione di una Roma fittizia, di una città deserta, animata dal sogno del cinema.

Landscapes/(confini in disordine)

Magazzino di Roma inaugura martedì 28 settembre 2010 la nuova stagione espositiva con la mostra “Landscapes” / (confini in disordine) a cura di Lorenzo Bruni, negli spazi della galleria e contemporaneamente in un contesto inedito quale è la chiesa di San Filippino in via Giulia n.134. Landscapes / (confini in disordine) è la prima di due mostre che Lorenzo Bruni curerà per Magazzino, attorno al concetto di paesaggio; la seconda si svolgerà a settembre 2011. Le due collettive saranno poi raccolte in una pubblicazione finale.

Roberto Ago, Slater Bradley, Pavel Buchler, Fernando Sánchez Castillo, Sabina Grasso, Dmitry Gutov, Yuki Ichihashi, Jiri Kovanda, Anthony McCall, Ján Mančuška e Paolo Parisi sono artisti internazionali di differenti generazioni e provenienze culturali che presentano opere accomunate dalla stessa riflessione attorno al concetto di paesaggio. A questo tema, che appare quasi banale in un presente dominato dallo scambio continuo di immagini/messaggi (per cui “il lontano” appare sempre a portata di mano), gli artisti rispondono con opere che mettono in evidenza lo spazio occupato in quel momento dallo spettatore o l’istante temporale in cui è stata realizzata quella specifica immagine del mondo.

Alterazioni Video – Violent Paintings

In occasione della Notte Bianca dell’Arte di Brescia, la Fabio Paris Art Gallery è lieta di presentare Violent Paintings, la seconda personale di Alterazioni Video nello spazio della galleria. Alterazioni Video è un gruppo di cinque artisti attivo da sei anni, e attualmente dislocato tra Milano, New York e Berlino.

La distanza tra i vari membri del gruppo e i loro spostamenti continui hanno fatto della comunicazione tra loro – per lo più mediata dal telefono e da Internet – uno degli aspetti chiave del loro lavoro: una comunicazione ostacolata dai fusi orari, da connessioni a singhiozzo, e dalle difficoltà implicite in ogni pratica collettiva. Così, negli anni, il dialogo tra i membri del collettivo è regredito, passando da schizofreniche litigate dal vivo a sempre più brevi messaggi via chat, fino allo stadio attuale di una comunicazione preverbale.

Ruza Gagulic – The Beholder

La galleria Dora Diamanti arte contemporanea di Roma inaugura l’8 ottobre 2010 dalle ore 19:00 la mostra The Beholder, personale di Ruza Gagulic a cura di Micol Di Veroli. L’artista croata torna nuovamente ad invadere gli spazi espositivi con le sue evanescenti e meravigliose rappresentazioni che riescono a documentare veloci attimi di esperienza umana da un punto d’osservazione privilegiato, mutato in visione universale dalla pratica pittorica.

Per il suo secondo evento in galleria, l’artista ha scelto di creare un corpus inedito di opere caratterizzato da una ricerca ancor più sperimentale che si apre all’installazione a grandezza naturale senza tradire lo spirito delle precedenti creazioni. In questo nuovo ciclo le figure umane si stagliano candide su di una grande superficie di plexiglas che inondata dalla luce rilascia una densa nube di ombre e delinea l’essenza di fisicità eteree alla ricerca di un’identità e di una direzione da seguire all’interno di uno spazio. In tutte le composizioni appare l’intenzione limpida e decisa di creare una sovrapposizione di forme e di pensiero, come a voler ribadire la doppia natura dell’uomo e ad oggettivare il suo ruolo all’interno della società.

Nicola Villa – Urbano/Mediterraneo. Storie e volti da una città di mare

La Galleria Mimmo Scognamiglio di Napoli inaugura venerdì 1 ottobre 2010 alle ore 19.00 la mostra personale di Nicola Villa: Urbano/Mediterraneo. Storie e volti da una città di mare. La mostra è a cura di Pietro Montone.

Urbano/Mediterraneo è il concetto attorno al quale si concreta detto progetto specifico di Nicola Villa, sviluppato ad hoc, per le sale della Galleria Mimmo Scognamiglio di Napoli. Il lavoro origina dall’ipotesi stimolante di raccontare questa nostra realtà in continua trasformazione, cogliendone attimi semplici. In mostra saranno presenti opere di piccole e grandi dimensioni che illustrano altresì il suo modus operandi. Strumento del suo intervento è un’inedita installazione che si dipana tra gli spazi della galleria.

I maggiori protagonisti dell’arte austriaca contemporanea a Roma

Lunedì 4 ottobre la Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma inaugura la collettiva Vienna, a cura di Peter Weiermair. La mostra, prendendo spunto dall’omonima città che diventa oggetto stesso dell’esposizione, presenta alcuni fra i maggiori protagonisti dell’arte austriaca contemporanea. Prima tappa di un percorso di ricerca sull’arte delle grandi capitali europee (ma non solo) che da sempre si contraddistinguono come laboratori essenziali nei quali le nuove tendenze sono il frutto della fusione fra cultura passata e presente.

Nel caso di Vienna, la rivoluzione culturale dell’inizio del secolo scorso, ma sopratutto il movimento socio-culturale della fine degli anni ’60, rappresentano i momenti storici più significativi che hanno dato vita a importanti correnti artistiche. I principi della vita sociale, come anche gli stessi linguaggi dell’arte, vengono messi in crisi in questi periodi e divengono così oggetto di esame della mostra. Vienna è una città che ha concentrato tutto il potere creativo dell’Austria e, non senza una ragione, gli artisti esposti si relazionano alle esperienze culturali del passato: se pensiamo ai grandi personaggi come Sigmund Freud o Ludwig Wittgenstein, possiamo comprendere quale sia stato il clima culturale in cui si sono formati.

La video arte, You Tube e Vimeo

Lo scorso giugno il Guggenheim Museum di New York aveva lanciato You Tube Play, un concorso di video arte aperto a tutto il popolo della rete, nel tentativo di scoprire e dare visibilità ai nuovi talenti che operano sulle sempre più folte piattaforme video online. Come da copione un fiume in piena di artisti provenienti da tutto il mondo ha risposto alla chiamata, totalizzando l’incredibile numero di 23.000 opere iscritte provenienti da 91 paesi diversi, un vero e proprio record per un concorso d’arte. Questa settimana la giuria si è riunita per selezionare i video finalisti, riducendo l’impressionante numero di presenze a 125.

Prossimamente i video saranno ulteriormente ridotti a 20 e nella serata conclusiva saranno decretati i vincitori. Tra i finalisti c’è anche un videomaker italiano, Giuseppe Peronace che ha presentato il cortometraggio L’Amante. Questo mese New York ha ospitato anche il Vimeo Festival & Awards, altro concorso lanciato dall’agguerrito concorrente di You Tube, segno evidente che le piattaforme online hanno totalmente catalizzato l’attenzione del pubblico e sembrano essere divenute un valido supporto per la fruizione libera delle opere.

Le pagelle di Start Milano – Parte 1

Ciò che segue è  un’operazione brutale e un po’ masochista, vi assicuro che ogni riferimento a fatto o persona è assolutamente vero, ma resta un mio personalissimo punto di vista, per cui deprecabile. L’esperimento a cui mi sono auto-sottoposta consisteva nel visitare le 37 mostre ospitate dalla gallerie d’arte contemporanea di Milano, in occasione del weekend di apertura straordinaria che l’associazione Start organizza ogni anno per l’inizio della stagione. Ad ogni esposizione ho dato poi un voto, da 0 a 10 spiegandovi brevemente il perché. L’idea è, da una parte aiutarvi magari a scegliere dove passare un pomeriggio alternativo, dall’altra fare un po’ un quadro su cosa succede nella città italiana del contemporaneo (!?).

Ovviamente se lo scorso anno l’organizzazione metteva al servizio dei visitatori comodi pulmini per spostarsi da una zona all’altra, quest’anno ha deciso di optare per le ecologiche biciclette, per questo ha piovuto. Lungi da me dal tediarvi con le innumerevoli avventure e sfide che ho dovuto affrontare per portare a termine la missione, quello che invece mi renderebbe felice sarebbe una vostra reazione; quindi sentitevi educatamente liberi di esprimervi a riguardo.