La Ermanno Tedeschi Gallery apre la sua terza sede a Tel Aviv

Una galleria italiana per dare voce agli artisti italiani e internazionali nel cuore di Tel Aviv. La Ermanno Tedeschi Gallery, inaugura con la mostra .WORLD, il 6 giugno prossimo, nella location più ambita della metropoli israeliana per eccellenza. Neve Tzedek, il quartiere tra storia e modernità, centro nevralgico della vita culturale d’Israele.

L’inaugurazione del nuovo spazio espositivo sarà l’occasione per mettere a confronto 14 artisti, provenienti da tutto il mondo, sui temi della globalizzazione, della mobilità, degli sconfinamenti territoriali, il superamento delle barriere materiali e immateriali delle persone, delle idee, delle informazioni. Un tema quanto mai attuale in un momento storico caratterizzato da grandi flussi migratori di persone e di idee che, aiutate dalla tecnologia e dall’informatizzazione, riescono nel loro quotidiano a contaminare luoghi da loro distantissimi.

Frieze approda a New York

La Frieze Art Fair è una delle piattaforme di mercato più prestigiose del mondo. Solitamente il quartier generale di questa fiera è Londra ma da ora in poi Frieze potrebbe andare in “tour” anche negli Stati Uniti. Tempo fa alcune voci di corridoio davano per certa la tappa a stelle e strisce della celebre fiera. Ora però le voci sono divenute realtà ed i vertici della manifestazione hanno annunciato con orgoglio la grande notizia. Frieze edizione U.S.A. seguirà più o meno le dinamiche della sorella londinese, le gallerie partecipanti saranno più o meno 170 ed il tutto si svolgerà a Randall’s Island, situata sull’East River di New York City.

La fiera sarà inaugurata nel 2012 e si svolgerà dal 3 al 6 maggio, vale a dire proprio a due mesi di distanza dall’Armory Arts Week e con un cospicuo vantaggio su Frieze edizione Londra che come di consueto si tiene in ottobre. Inevitabilmente, questa nuova manifestazione di mercato non farà altro che focalizzare ancor di più l’attenzione sulla Grande Mela che sembra lanciatissima nel segmento arte contemporanea.

Avere una project room – parte 1 – Unosunove Milano

Su Globartmag si è parlato spesso di Project Room, soprattutto auspicando da parte di realtà istituzionali, come i musei d’arte moderna e contemporanea, una scoperta e un buon utilizzo di uno strumento utile alla promozione della giovane arte e alla sperimentazione. Per quello che poco che ho incontrato nel mio peregrinare nella città di Milano esistono diverse gallerie d’arte che propongono project room, ma difficilmente mi hanno colpito i contenuti espositivi. Non è facile gestire un progetto per uno spazio del genere, basti pensare che pone ai galleristi tutte le problematiche di una mostra, anche dal punto di vista economico, ma con spazi ristretti e poco interesse mediatico attorno al nome proposto. Inoltre spesso può esistere un rapporto conflittuale con la mostra vera e propria proposta in galleria.

Unosunove è una galleria romana che ha una project room a Milano da meno di un anno, questione di strategia? Certamente, ma non solo, perché la proposta fatta in via Broletto 26 è variegata e intrigante con nomi di artisti internazionali davvero giovani e nuovi sul mercato. Una sfida non facile su una scena come quella milanese in cui i soliti vecchi e potenti nomi fanno da padroni e le realtà piccole nascono e muoiono con velocità. Fino al 11 giugno si può visitare la mostra di Marysia Gacek, artista polacca nata nel 1986. Incuriosita sono andata a vedere cosa avesse prodotto questa venticinquenne nomade, vive a New York dove ha studiato, e devo ammettere che non solo mi ha trasmesso quella sensazione di freschezza che ci si aspetta dalla giovinezza, e spesso non si riceve, ma è riuscita senza dubbio a ben incarnare il concetto di site-specific senza svilire le singole opere che mantengono intatta una loro autonomia.

Luca Vitone – Una domenica a Wiepersdorf

E/STATIC di Torino presenta il 26 maggio la mostra di Luca Vitone dal titolo Una domenica a Wiepersdorf. Il 4 dicembre del 1996 Luca Vitone inaugurava nel Künstlerhaus Schloss di Wiepersdorf, in Brandeburgo, in quella che fu la dimora di Bettina Von Arnim Brentano, l’installazione “Ein Sonntag in Wiepersdorf… Ich möchte nichts machen, nur hören…[Una domenica a Wiepersdorf.. Non voglio far niente, soltanto ascoltare]”. Dichiarato omaggio alla scrittrice romantica, l’opera si reggeva su una base sonora, registrata dall’artista genovese proprio nei luoghi che circondano la residenza. Al centro dello spazio, quattro letti disposti a croce, con le teste che si toccavano fra loro, invitavano a una sorta di ascolto contemplativo, nello stesso tempo rilassato e attento, dei suoni diffusi da quattro altoparlanti posti negli angoli.

Quindici anni dopo, la stessa installazione viene riproposta – ma sarebbe forse meglio dire ri-creata – nello spazio di via Parma 31 a Torino, ritenuto ideale da Vitone, con gli stessi elementi di allora, mentre la parte audio è stata sottoposta a un accurato lavoro di pulizia e di riequilibrio dei vari suoni, riversati dalla cassetta analogica originaria in un file digitale. Il contesto è totalmente altro, inevitabilmente, perché questa volta tutto accade qui e ora, e si ascoltano quei suoni in un altro luogo, quindici anni dopo. Quindici anni che, incidentalmente, sono stati fondamentali per l’evoluzione artistica di Luca Vitone: allora, un giovane che stava emergendo, ma con le idee già molto chiare su quali dovevano essere i territori da esplorare, e dove rivolgere lo sguardo; oggi un autore ormai definitivamente affermatosi per la chiarezza del suo lessico e la consistenza degli obiettivi raggiunti.

Marco Bongiorni e Sergio Breviario alla Marie-Laure Fleisch di Roma

Mercoledì 25 maggio 2011, dalle ore 18.00, la Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma inaugura la mostra di Marco Bongiorni e Sergio Breviario dal titolo Drawings by Two, a cura di Ludovico Pratesi. Nel Rinascimento il disegno era considerato fondamentale per la formazione di un artista, che imparava fin da giovanissimo a relazionarsi con i principali generi della pittura, dal ritratto alla natura morta, attraverso un esercizio continuo e quasi ossessivo di una tecnica indispensabile per il mestiere.

Oggi, in un clima libero ed aperto, dominato da un eclettismo che sembra non avere più né regole né limiti, qual è il senso e il valore del disegno come linguaggio espressivo primario per gli artisti italiani delle ultime generazioni? Parte da questa domanda la mostra pensata da Ludovico Pratesi. Drawings by Two si propone infatti di indagare la pratica del disegno come strumento di percezione ed esplorazione della realtà nelle ricerche di due artisti che vivono e lavorano a Milano: Marco Bongiorni (Milano, 1981) e Sergio Breviario (Bergamo 1974).

Un “ritratto” inedito di Francesca Woodman

Francesca Woodman Photographs 1977/1981 a cura di Giuseppe Casetti inaugura il 23 maggio alla libreria-galleria il museo del louvre di Roma. Fotografie, disegni, carteggi privati, materiale inedito di una delle artiste più precoci dell’arte contemporanea. Francesca Woodman ha maturato fulmineamente la sua carriera artistica negli anni settanta, tra i 13 e i 22 anni.

Giuseppe Casetti, curatore della prima personale di Francesca Woodman nel 1978 presso la libreria Maldoror, dopo più di trent’anni le rende omaggio con una mostra che anticipa la grande retrospettiva dell’artista presso il MoMA di San Francisco nel 2011 e il Guggenheim di New York nel 2012. Francesca Woodman ha vissuto a Roma tra il 1977 e il 1978. In questo periodo ha frequentato assiduamente la libreria Maldoror, dove ha esposto per la prima volta le sue fotografie e dove ha conosciuto altri giovani artisti con i quali ha stretto importanti amicizie. Per la prima volta, alla mostra Francesca Woodman Photographs 1977/1981, saranno esposte, non solo le fotografie ma anche le carte, i segni, le parole e le riflessioni di un percorso creativo che ha portato alla realizzazione di alcuni dei capolavori fotografici della Woodman, tracce che Francesca ha lasciato ai suoi amici romani di Maldoror.

Un Asylum da Zelle Arte Contemporanea a Palermo

Venerdì 17 giugno 2011 Zelle Arte Contemporanea di Palermo presenta al pubblico la mostra Asylum (aperta fino al prossimo 31 luglio), collettiva con Martina Merlini, Tellas e Enrico Gabrielli a cura di Guillaume Von Holden. Sottilissimi aghi di magnetite risiedono all’interno di alcuni neuroni in determinati nuclei del cervello di tutte le specie volatili.  Aghi che, con assoluta precisione, permettono l’orientamento anche per migliaia di kilometri in mare aperto.

Profonda riflessione su una dimensione abitativa intima ed avvolgente, quanto fragile e transitoria, ‘Asylum’ è un complesso progetto installativo che nel 2010 ha già fatto tappa presso Fragilecontinuo in quel di Bologna, e che attraverso una precaria quanto evocativa architettura, fonde su più livelli le astrazioni naturalistiche di Tellas (Cagliari, 1985), le tavole ornitologiche illustrate di Martina Merlini (Bologna, 1986) ed i muri sonori generati dal polistrumentista Enrico Gabrielli (Montevarchi, 1976).

Con Made in Italy Gagosian sfida il museo

Ci siamo trovati a volte in disaccordo con le passate proposte creative della Gagosian Gallery di Roma ma il nostro obiettivo è appunto quello di essere obiettivi e se avevamo stroncato la mostra di Chris Burden nel marzo del 2010 è anche vero che quella di Yayoi Kusama nel marzo del 2011 ci è decisamente piaciuta, ottimo allestimento e frizzanti e divertenti come sempre le opere di Kusama.

Stavolta torniamo a parlar bene di Gagosian anche se non abbiamo ancora visto la prossima mostra romana, ma gli intenti di questa nuova proposta sono degni di lode. Di certo quando si parla di una piattaforma di mercato non si possono pretendere mostre museali ma stavolta ci troviamo di fronte ad un evento capace di unire l’utile al dilettevole. Stiamo parlando di Made in Italy, mostra collettiva per i 150 anni dall’Unità d’Italia curata da Mario Codognato (in visione dal prossimo 27 maggio fino al 29 luglio 2011). Di eventi commemorativi per il 150esimo anniversario ve ne sono anche troppi ma questo si preannuncia decisamente gustoso. La mostra infatti è strutturata in modo da far ammirare al pubblico l’influenza creativa esercitata dall’Italia nei confronti dei grandi protagonisti internazionali del ‘900.

Giuseppe Spagnulo | Corrado Abate

Studio Maffei Milano, in collaborazione con Circus Studios, hanno inaugurato lo scorso 12 maggio la mostra Giuseppe Spagnulo | Corrado Abate. L’esposizione presenta una selezione delle opere di due scultori: un affermato e pluricelebrato artista, Giuseppe Spagnulo e un giovane in via di affermazione, Corrado Abate. La mostra mette a confronto due artisti diversi e simili.

Giuseppe Spagnulo, dai suoi esordi negli anni ’60, spezza forme d’acciaio di geometrie definite liberandole dalla staticità e dalla chiusura. Partendo dal dibattito tra Figurativo e Astrattismo sviluppa una scultura che ingloba lo Spazio attraverso il gesto, non meramente gestuale, ma sintesi di una decisione e del suo atto finale. Le lacerazioni, le torsioni e gli squarci che l’artista infligge all’acciaio imprigionano il gesto, che sospeso nella materia, genera un risultato espressivo di dinamismo plastico che prescinde dalla forma. La ricerca intellettuale della quantità di spazio su cui un corpo può avere influenza dipende dallo sforzo fisico e materiale di trasformazione delle masse di cui Spagnulo segue in prima persona i diversi stadi fin dall’origine. Si determina così un rapporto viscerale tra la scultura e l’artista che, dominando i volumi con un senso epico dell’impresa, imprime l’idea di forza alle sue opere.

Moby, nuovo album e libro fotografico a Milano da Antonio Colombo

L’uscita di Destroyed, il doppio progetto targato Moby che affianca la pubblicazione del nuovo album a un libro fotografico, è fissata per il 16 Maggio e darà il via a una serie di mostre fotografiche internazionali che si protrarranno per tutta l’estate. Pubblicata da Damiani, l’edizione rilegata di Destroyed conta 128 pagine e raccoglie 55 scatti realizzati da Moby. Antonio Colombo li presenta in anteprima in Italia, in galleria, a partire dal 17 maggio. Affascinante sequenza di foto scattate in giro per il mondo, Destroyed è un meraviglioso, spoglio, toccante e umoristico susseguirsi di paesaggi cittadini surreali e abbandonati e di ‘non luoghi’ urbani – aeroporti dai corridoi senza fine che sembrano condurre al nulla e composizioni semi-astratte di nuvole e panorami scattate dal finestrino di un aereo.

Destroyed è un’odissea internazionale del dietro le quinte, e ci presenta aspetti della tournée spesso sconosciuti; momenti di solitudine trascorsi in spazi artificiali come le stanze d’albergo o gli anfratti del backstage. Il connubio tra album e libro fotografico regala una visione intima del mondo di Moby e del suo processo creativo di artista. I pezzi musicali e gli scatti sono stati realizzati nello stesso periodo, e hanno tratto ispirazione dal mondo bizzarro e sublime del tour.

Mostre da vedere in giro per il mondo

Ai Weiwei

Nel precedente articolo parlavamo di chiusura estiva dell’arte contemporanea, quindi prima della “serrata d’agosto” c’è ancora tempo per ammirare alcune grandi mostre in giro per il mondo tra gallerie private e istituzioni pubbliche. Cominciamo da Ai Weiwei, attualmente in prigionia da oltre un mese. Dell’artista non si hanno notizie ma se volete ammirare i suoi lavori potrete farlo alla Lisson Gallery di Londra che ospita alcune sue magnifiche opere fino al 16 luglio 2011.

Parlando di Weiwei, il grande Anish Kapoor gli ha dedicato la sua ultima monumentale fatica intitolata Leviathan. L’opera è attualmente visibile al Grand Palais di Parigi fino al prossimo 23 giugno. Se desiderate ammirare un vero e proprio maestro della scultura non perdetevi la personale di John Chamberlain, da oltre 25 anni sulla cresta dell’onda. L’artista è solito creare entusiasmanti forme dal metallo contorto. La mostra di Chamberlain sarà visibile fino al prossimo 11 giugno alla Pace Gallery di New York.

ARTDATE a Bergamo

ARTDATE è una giornata dedicata all’arte moderna a contemporanea, con oltre 30 tra inaugurazioni, conferenze, visite guidate, studio visit, collezioni private, feste. ARTDATE è promosso da THE BLANK il nuovo network di Bergamo che riunisce operatori pubblici e privati con lo scopo di favorire la curiosità verso l’arte moderna e contemporanea e creare nuove occasioni di dialogo e confronto. Programma dettagliato e mappa della giornata, disponibile anche al sito internet

Programma:

10.00|12.00
MUSEO BERNAREGGI Via Pignolo 76
L’arte contemporanea nella liturgia: il nuovo presbiterio di Sedrina
Intervengono:
Don Giuliano Zanchi, Segretario generale Fondazione Bernareggi – Direttore Museo
Marco Sammicheli, Politecnico di Milano | Mario Airò e Stefano Arienti, Artisti
Guglielmo Renzi, Architetto | Tullio Leggeri, Imprenditore
Don Carlo Gelpi, Parroco di Sedrina

CORPICRUDI – Le Vergini

Dopo numerosi progetti, collaborazioni e personali presentati in gallerie, teatri ed eventi d’arte e moda in tutto il mondo, CORPICRUDI, ovvero il duo formato dagli artisti genovesi Samantha Stella e Sergio Frazzingaro, presenta, venerdì 13 maggio 2011 alle ore. 18,00 presso la galleria genovese Guidi&Schoen Arte Contemporanea, il nuovo progetto multimediale Le Vergini.

Le Vergini nasce da una riflessione sul valore della bellezza e sulla sua possibile condanna. Una tematica ispirata visivamente a due pellicole di culto, Picnic at Hanging Rock di Peter Weir (1975) e The Virgin Suicides di Sofia Coppola (1999), nelle quali giovani protagoniste spariscono o scelgono il suicidio. Utilizzata nella sua accezione più simbolica ed onirica, la morte diventa metafora del passaggio dalla vita nella sua stagione più in fiore, la pre-adolescenza, connotata da bellezza e giovinezza, all’età della maturità e della consapevolezza.