Fabio Scacchioli da Varco Attivo a Roma

Il 12 Giugno 2011 si svolge presso Varco Attivo (Via Capo D’Africa 21a, Roma)  l’evento conclusivo di Razzle Dazzle. Ad appropriarsi di una delle sale del locale è Fabio Scacchioli(1979) che la userà per la proiezione di un suo video. L’artista è solito costruire i suoi lavori modificando e montando immagini e filmati preesistenti senza intenti narrativi. La colonna sonora è del musicista Vincenzo Core.

Razzle Dazzle è una barca che galleggia a fatica in un mare in tempesta, è un punto disperso e desolato segnato su un atlante chiuso. Al suo timone c’è sempre qualcuno che non sa far altro che andare alla deriva, alternativa unica al decidere una rotta che non può che portare verso mete già conosciute. Soltanto ormeggi brevi e rigorosamente insicuri, corde sottili: sempre pronte a spezzarsi alla minima sollecitazione.

Homeworks / Salottobuono

Lunedì 13 giugno alle ore 18.30 il project space di Kaleidoscope a Milano inaugura “Homeworks”, la quinta e ultima tranche dei workshop annuali. In questa occasione Salottobuono introdurrà l’ultimo episodio del suo percorso dedicato ai Cinque atti fondamentali, pubblicati da Superstudio su Casabella tra il 1972 e il 1973.

Inizialmente concepiti come cinque sceneggiature per altrettanti cortometraggi, i Cinque atti fondamentali, pongono l’architettura in relazione con i riti fondamentali dell’esistenza, tentando una rifondazione antropologica e filosofica della disciplina al di fuori delle logiche di produzione e consumo capitalistiche. A quasi quarant’anni di distanza, Salottobuono torna a ragionare sulla dimensione rituale dell’architettura, sulla possibilità di una rivolta, sul rinnovarsi di un pensiero critico.

Günter Grass all’Art Forum Würth

La prossima mostra dell’Art Forum Würth Capena avrà come protagonista lo scrittore, ma anche pittore, grafico e artista plastico tedesco Günter Grass. Nato a Danzica il 16 ottobre del 1927, Günter Grass è noto al pubblico internazionale soprattutto per le opere letterarie come Il tamburo di latta, che gli hanno valso nel 1999 il conferimento del premio Nobel per la letteratura.

La mostra ospiterà oltre cento lavori datati tra il 1952 e i primi anni Duemila: si passerà da alcune sculture fino ad arrivare ad interi cicli di disegni, che in alcuni casi sono parte viva e integrante dei suoi scritti. Infatti, utilizzando al tempo stesso scrittura e pittura, le immagini e i testi si completano, mescolandosi e confluendo le une negli altri. Talvolta i disegni e gli acquerelli sono riempiti di parole e testi come in Mostrare la lingua (1987), in altri casi l’immagine diventa l’illustrazione di un testo come ne Il mio secolo (1997-1999), in altri ancora si arriva addirittura alla creazione di un nuovo genere, quello dell’Aquadichte (Aquarell: acquerello, Gedichte: poesia), come in Reperti per non lettori (1997), dove l’acquerello e la poesia sono un tutt’uno.

For the love of contemporary a Firenze

Dodici ore no stop tra conferenze, spettacoli, eventi, una vera e propria ‘maratona’ del contemporaneo con epicentro a Palazzo Vecchio ed eventi in tutta la città per celebrare e riscoprire l’identità e l’anima contemporanea di Firenze. E’ ‘For the love of contemporary’, titolo che parafrasa il nome del famoso teschio tempestato di diamanti di Damien Hirst – For the love of God – e che si svolgerà l’11 giugno, alla vigilia della partenza dell’opera da Firenze.

Tra gli appuntamenti, alle 17.30 l’incontro “Città fatte ad arte: nuovi visioni per lo spazio urbano”, dedicato in particolare al tema dell’arte pubblica. Parteciperanno l’assessore da Giuliano da Empoli; Beatrice Trussardi, presidente della fondazione Nicola Trussardi; Mario Cristiani, fondatore di Galleria Continua; Alberto Salvadori, direttore artistico del museo Marino Marini; e Arabella Natalini, curatrice di EX 3.

I’ll be your mirror, Nan Goldin a Città della Pieve

Venerdì 10 Giugno alle ore 21,00 il Giardino dei Lauri ed il Comune di Città della Pieve presentano il documentario sullla vita di Nan GoldinI’ll be your mirror” al Teatro degli Avvalorati di Città della Pieve. I’ll be your mirror”, breve film prodotto dalla BBC nel 1995, è ancora oggi considerato uno dei documenti più articolati e precisi sulla storia personale e sul lavoro dell’artista statunitense Nan Goldin, che ne curò personalmente la regia, in collaborazione con l’amico di sempre David Armstrong e il documentarista inglese Edmund Coulthard.

La pellicola ricostruisce l’intera carriera dell’artista, dai suoi esordi nei primi anni ’70 fino alla metà degli anni ’90, periodo in cui si affaccerà potentemente sulla scena artistica internazionale, proponendosi come una delle figure più influenti in ambito fotografico e non solo. A quegli anni, infatti, risale la sua prima importante retrospettiva di mezza carriera, ospitata dal Withney Museum of American Art, mostra che la consacrerà definitivamente sulla scena contemporanea, garantendole una popolarità di pubblico e critica che ancora oggi non ha eguali tra gli artisti viventi.

Lumen Urban Show @ WunderKammern Roma

Lo spazio Wunderkammern apre alla mostra collettiva LUMEN Urban Show e premia con il WK Art Distinction l’artista più interessante dell’evento di urban art. Dal 16 Giugno al 10 Settembre lo spazio espositivo Wunderkammern ospiterà la collettiva LUMEN Urban Show, con l’obiettivo di portare in città una iniziativa che coinvolgerà i più talentuosi urban artists della scena nazionale, attraverso le associazioni Mac Contemporaneo di Ancona, Infart Collective di Bassano del Grappa, Style Orange e il Cerchio e le Gocce di Torino, Walls di Roma, Largo Baracche di Napoli.

LUMEN è un evento nato nel 2010 a Salerno e che quest’anno si è svolto dal 13– 29 maggio 2011 presso il Parco dell’Irno, ex area Salid. Ad ogni edizione, gli artisti invitati a partecipare sono chiamati a confrontarsi con un formato creativo ed espositivo diverso da quello con cui sono abituati a lavorare e ad esprimersi di solito, che si sviluppa attorno ad un concept tra arte e territorio. Per LUMEN edizione 2011, 21 urban artist segnalati dalle associazioni di tutta italia, hanno aderito all’iniziativa realizzando dei bozzetti per la produzione di una prova d’artista su base inedita, la maiolica, per un formato di cm.50×50.

Alessandro Piangiamore da Magazzino d”Arte Moderna di Roma

Si inaugura ogggi da Magazzino D’arte Moderna di Roma la mostra personale di Alessandro Piangiamore (in visione fino al 15 settembre 2011).

Testimone di fatti ordinari

Ho deciso di scrivere in prima persona, senza delegare ad altri questo compito. Non intendo giustificare alcuna delle opere, per il motivo semplice che qualsiasi spiegazione potrebbe limitarne le potenzialità. È sempre difficile parlare del lavoro, probabilmente – credo – perché composto di immagini, le quali, per loro natura, sono difficili da comunicare.

Viene tutto dal mondo, ma non in quanto avvenimento esterno. Sono come dei “presagi” che possono solo essere accennati; andare a fondo sarebbe troppo difficile e anche inutile. Una precisazione necessaria riguarda la performance eseguita in relazione ad un’opera in mostra, che vede la presenza esclusiva, tra gli esecutori, di persone a me vicine, sempre presenti durante il mio lavoro. Sono i miei giganti.

Marco Neri alla Galleria Pack di Milano

Il 7 giugno 2001 si inaugurava quella che oggi è ricordata come una delle più memorabili edizioni della Biennale di Venezia, quella Platea dell’umanità di Harald Szeeman che si apriva con il Quadro Mondiale, la grande distesa di bandiere dipinte da Marco Neri. Nel decimo anniversario della sua partecipazione alla Biennale, Marco Neri, nella prima mostra personale alla galleria Pack, dà vita ad un tour virtuale attraverso i Giardini della Biennale, in una sorta di rivisitazione critica e sentimentale del proprio passato, presentando 7 dipinti, 5 sculture oltre a 26 collage a rappresentare ciascun padiglione.

Gli edifici , geroglifici-silhouette-bandiere, diventano elementi mistici, sagome in codice binario, cifre grafiche corrispondenti ai connotati di una identità precisa. Ritratti architettonici volti a cogliere la personalità di ciascuna costruizione. Nel realizzarli, la mano dell’artista si piega all’osservanza della specificità strutturale del soggetto. Proprio questa volontà di aderenza al tema – che è non tanto raffigurato quanto indicato simpateticamente, evocato nella sua essenza memoriale – ha portato alla sperimentazione del nastro, alla pratica di una speciale pittura “adesiva”.

Luca Cruz Salvati, un Documento Mentale in mostra a Roma

L’associazione culturale a t e l i e r con il sostegno di Rome University of Fine Arts ha il piacere di presentare, mercoledì 8 giugno 2011 dalle ore 19:00, la prima mostra personale a Roma di Luca Cruz Salvati dal titolo Documento mentale, a cura di Micòl Di Veroli. Per l’occasione verranno presentate al pubblico disegni, incisioni ed un’installazione scultorea del giovanissimo artista newyorkese che da due anni vive e lavora a Roma. Luca Cruz Salvati ha scelto di dedicare la mostra alla memoria del Professore Duilio Rossoni recentemente scomparso.

Documento mentale

Una rapida foto, scattata ed appesa al muro restituisce scorci di sorriso, brandelli di cielo e sole, misti a chiome mosse dal vento e volti amati. A guardar quella foto la memoria riesce a restituire suoni e sensazioni in riferimento ad un’intera situazione. Quella fotografia è quindi un documento reale capace di alimentare il ricordo, una minuziosa e fedele ricostruzione diaristica di un infinitesimale frammento di vita. L’inconscio è però capace di comporre autonomamente immagini mnemoniche, filtrandole attraverso il tessuto emozionale. Questi fotogrammi del pensiero si mescolano ad intime passioni e roventi pulsioni, costituendo un intricato tessuto di storie personali dove realtà e sogno si saldano indissolubilmente.

Lucia Vera Coccaro: Gli amanti. Fotografia e ambientazione site specific

Testo di Barbara Martusciello

Inaugurazione 4 giugno dalle ore 18 alle 24. The Deep, Via di San Calisto 9 – Roma

Lucia Vera Coccaro è una giovane ma già edotta fotografa venezuelana (Caracas, 1982) che si è formata all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, città a lei molto cara, e studiando a Roma Fotografia. Come scrive il critico Barbara Martusciello, essa “dimostra un interesse per il paesaggio e il reportage che sa restituire rivelando debiti consapevoli nei confronti del Pittorialismo e della successiva composizione straight di storica memoria”. Ma è soprattutto attratta “da quanto avviene sotto la superficie del visibile”. Infatti, “scava alla ricerca del nervo scoperto della società e di quel lato oscuro del quale è capace di cogliere l’intima fragilità, la sconcertante dolcezza e la dolorosa malinconia.

Dove il desiderio e la necessità di essere e di vivere si palesano nascondendosi dalla luce e dal quotidiano ritagliandosi spazi di libertà. Come avviene al Gender, locale romano che da 12 anni fa conoscere la cultura transgender – o meglio nogender – e noto per avere spazi dark ove gli avventori possono ritirarsi per conoscersi e praticare sesso. Lucia Vera, quindi, in accordo con il patron del club, Klaus Mondrian, molto conosciuto anche nel mondo dell’arte contemporanea, è entrata in questo tempio inconfessato e ha scattato moltissime foto con il suo sguardo indagatore mai severo, empatico, che è riuscito a dare una documentazione e un affresco d’umanità coloratissimo, di forte caratterizzazione pittorica.

Vanessa Beecroft alla Galleria Lia Rumma di Milano e Napoli

Vanessa Beecroft sarà protagonista di una doppia personale nelle sedi della Galleria Lia Rumma di Milano e Napoli. Il 7 giugno inaugura nello spazio milanese di Via Stilicone che ospiterà due eventi: VB70 e VB MARMI. Al piano terra della galleria, in occasione dell’opening, si svolgerà la performance VB70. Una decina di modelle nude, statue-corpo dai movimenti parcellizzati e lentissimi, saranno in scena tra basi di marmo, blocchi di pietra grezza e sculture inedite raffiguranti corpi femminili per formare un unico, suggestivo, gruppo scultoreo. A completare l’evento, i piani superiori della galleria ospitano opere in marmo, frammenti e busti dai colori vividi. Sodalite blu, Macaubas azzurro, Lapislazzuli blu, Rosa Portogallo, Nero del Belgio, Statuario bianco, Onice verde e Rosso Francia incarnano quella intensità di variazioni e di scelte cromatiche con le quali l’artista tinge tutti i suoi ricercati impianti scenografici.

Al centro della personale nella sede di Napoli a partira dal 9 giugno, le videoproiezioni di VB 66 e VB 67, realizzate dall’artista nel 2010, rispettivamente al Mercato Ittico di Napoli e agli Studi Nicoli di Carrara e i lavori fotografici, perlopiù di grandi dimensioni, tratti dalla prima performance. Quando, a febbraio dello scorso anno, Vanessa Beecroft per VB 66 ha restituito per un giorno Palazzo Cosenza, sede del Mercato Ittico di Napoli, agli sguardi di un pubblico entusiasta e particolarmente numeroso, la città partenopea ha avuto in dono un “monumento transitorio”.

SURASI KUSOLWONG. Ping—Pong, Panda, Povera, Pop—Punk, Planet, Politics and P—Art

Giovedì 9 giugno si inaugura l’installazione site-specific di Surasi Kusolwong dal titolo Ping—Pong, Panda, Povera, Pop—Punk, Planet, Politics and P—Art. La nuova mostra alla Fondazione HangarBicocca è dedicata all’artista tailandese Surasi Kusolwong, che realizza una spettacolare installazione site-specific nello shed, la parte iniziale del grande spazio dell’Hangar. Nelle navate grandi continua ancora, sino al 17 luglio, la mostra, completata nelle sue quattro fasi, del progetto Terre Vulnerabili.

L’Hangar presenta l’opera di Kusolwong, classe 1965, i cui lavori sono già stati esposti in importanti luoghi dell’arte internazionali come la Tate Modern a Londra, il Palais de Tokio a Parigi, The Rose Art Museum a Boston, oltre alle Biennali di Istanbul e Venezia (2003), di Berlino (2001) e di Taiwan (2000). L’installazione prevede cinque tavoli da ping-pong, che i visitatori potranno utilizzare per giocare. Sopra ogni tavolo sono posizionati diversi tipi di oggetti e materiali dedicati a vari aspetti del lavoro di Kusolwong: oggetti di uso quotidiano, semplici, domestici e a volte kitsch come piccoli animali in gesso coperti da pezzi di conchiglie, o animali intagliati in legno e ancora oggetti tipici di diverse culture collezionati o fatti dall’artista.

Gian Maria Tosatti – Lo spazio come memoria personale e collettiva

Lunedì 6 giugno 2011, alle ore 17.00, si terrà presso il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma, la MasterClass / Incontro con l’artista Gian Maria Tosatti dal titolo Lo spazio come memoria personale e collettiva, a cura di Chiara Pirozzi.

In questa occasione l’artista presenterà le sue opere a partire dall’ultimo lavoro intitolato Testamento – Devozioni X, un’installazione site-specific realizzata all’interno della Torretta dell’Ospedale San Camillo di Roma. L’opera rappresenta l’ultima tappa del ciclo Devozioni, nel quale l’artista ha realizzato una serie di installazioni in luoghi fatiscenti e obsoleti della città. Con questa operazione Gian Maria Tosatti costruisce ambienti visionari, allo scopo di rendere espliciti una serie di archetipi che, a partire dall’età classica, hanno fortemente segnato e condizionato la storia dell’umanità.

Valerio Rocco Orlando – Quale Educazione per Marte?

Dal 9 giugno al 9 luglio la Nomas Foundation di Roma ospiterà la mostra che racconta e documenta le fasi del laboratorio tenuto lo scorso inverno dall’artista Valerio Rocco Orlando nelle classi di alcuni licei della città di Roma. Parafrasando il titolo della mostra di Dominique Gonzalez-Foerster Quelle architecture pour Mars? (2001), Quale educazione per Marte? è il tentativo di sperimentare un modello alternativo di trasmissione di conoscenze e di rapporti all’interno dell’istituzione scuola, attraverso il modello laboratoriale.

Così  come il filosofo della scienza Bruno Latour, nel suo libro “La vie de laboratoire” (1979), aveva analizzato le scoperte scientifiche, attraverso lo studio delle relazioni degli scienziati tra di loro e con le loro famiglie e i loro amici, in modo simile Quale educazione per Marte? ha analizzato l’istituzione scuola, attraverso l’esame dei rapporti esistenti tra gli studenti che la vivono ogni giorno in prima persona. Nel corso del workshop, gli studenti, insieme all’artista, hanno discusso in seduta intima e informale i meccanismi alla base delle relazioni che intercorrono nella scuola e hanno raccolto storie, a partire dall’analisi dei luoghi che le attraversano. L’obiettivo era di attivare, attraverso interviste individuali realizzate in modo omogeneo (riprese con medesime inquadrature e luci), un gioco di specchi che riflettesse la molteplicità dei rapporti alla base della formazione sentimentale e gnoseologica degli studenti.