Habitat Tricolore alla Triennale Bovisa di Milano

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia Triennale VisionLab inaugura Habitat Tricolore alla Triennale Bovisa di Milano (dal 17 marzo al 17 aprile 2011), installazione che ospiterà durante tutto il 2011 laboratori, eventi, exhibitions e conferenze del progetto Triennale VisionLab attivato dalla Triennale di Milano e Politecnico di Milano. L’installazione curata da Alberto Pizzati Caiani che riveste le pareti dello spazio permanente di VisionLab si arricchisce dell’intervento del graphic designer Vito Manolo Roma che ha curato la grafica delle 150 parole che campeggiano sul Tricolore dell’installazione. Il suo segno caratterizza anche la prima copia d’Artista del Mazzo di 150 Carte del gioco di parole Tavoli Liquidi.

L’Habitat Tricolore di VisionLab ospiterà la prima partita del gioco di parole Tavoli Liquidi, 150 parole d’arte e scienza per parlare d’Italia come si parla di calcio al Bar. Un gioco inedito, aperto al pubblico, fatto di parole à la carte per discussioni animate. Non si vince nulla: si gioca, si tifa, si brinda ai giocatori, artisti e scienziati visionari. 150 parole d’arte e scienza per parlare d’Italia come si parla di calcio al Bar

William Kentridge & Milano. Arte, musica, teatro

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE presentano a Palazzo Reale, dal 16 marzo al 3 aprile 2011, William Kentridge & Milano. Arte, musica, teatro a cura di Francesca Pasini e, per il Teatro del Buratto, Giordano Sangiovanni. Il Comune di Milano rende così omaggio all’artista sudafricano con due eventi eccezionali: una mostra e una nuova performance a Palazzo Reale e lo spettacolo Wojzeck sull’Highveld al Teatro Verdi, in scena il 20 e 21 aprile.

«Con una geniale mescolanza dei generi e delle forme espressive prendono corpo l’opera e la poetica di uno dei più significativi protagonisti dell’attuale scena internazionale» ha detto l’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory «Ma di cosa si tratta? Perle della stessa collana il cui filo è l’arte». Nella Sala delle Otto Colonne a Palazzo Reale, dal 16 marzo al 3 aprile 2011, saranno proiettati e visibili al pubblico i film Breathe, Dissolve, Return, realizzati nel 2008 per l’installazione (Repeat) From the Beginning/Da capo presso il Teatro La Fenice di Venezia, il cui tema è il rapporto tra il teatro e la musica. Per la prima volta, per creare l’animazione, Kentridge usa delle sculture disaggregate – composte di frammenti (pezzetti di carta, fili, etc.) – e poste su un piedistallo girevole. Ruotando le sculture davanti alla macchina da presa i frammenti si sovrappongono fino a creare le figure di una cantante, di un direttore d’orchestra, di un personaggio con i baffi, di una danzatrice, di un naso, di un cavallo.

Robert Barry – Golden words

Evento
 a
 Roma:
 Robert
 BARRY ritorna
 anche
 fisicamente
 dopo
 più
 di
 dieci
 anni
 nella
 Capitale
 con
 la
 personale
 Golden
 Words alla
 galleria
 Giacomo
 Guidi
 &
 MG
 art (dal
 25
 marzo).
 L’artista
 statunitense, 
anticipatore 
e 
principale 
esponente 
dell’Arte 
Concettuale 
insieme 
ai
 suoi
 compagni
di
 percorso 
Joseph 
Kosuth,
 Lawrence
 Weiner
e
 Sol
 LeWitt,
 propone
 una
 serie
 di
 iscrizioni
 parietali
 che
 invadono
 l’intero
 ambiente
 espositivo:
 parole,
 concetti
 ed
 espressioni
 di
 color
 oro
 che
 si
 relazionano
 al
 vuoto
 e
 allo
 spazio
 che
 li
 circonda.

L’interesse 
di 
Barry
 è 
incentrato 
alla
 “spazializzazione” 
delle 
parole. I 
termini
 utilizzati
 sono
 ricavati
 da
 una 
lista
 di
 circa
 200
 vocaboli 
a
 cui
 l’artista
 fa 
continuamente 
riferimento,
 ma
 che 
tra 
loro
 non
 hanno
 nessun 
legame 
sintattico e 
non
 lasciano trapelare
 nessun 
tipo
 di
 significato.
 Le 
parole 
dorate 
sono
 semplici
 segni
 visivi
 che 
irrompono
 in
 questo
 caso, 
tra 
le
 candide
 pareti della
 GUIDI
 &
 MG
 ART.
 Quasi
 in
 contemporanea
 (dal
 22
 marzo)
 Barry
 ripropone 
un 
intervento
 parallelo 
alla
 galleria
 Artiaco di 
Napoli
 con 
la
 mostra
 Troublesome,
 dove
 le
 parole
 saranno
 color
 argento.
 Da
 ricordare
 il
 suo
 intervento
 del
 2006
 a
 Napoli
 dove
 ha 
realizzato 
la 
stazione 
della 
circumvesuviana 
di 
Acerra.

FERNANDA VERON – A dream of the Unknown

Giovedì 31 marzo 2011, dalle ore 19:00 la Galleria Overfoto di Napoli inaugura la mostra A Dream of the Unknown, personale di Fernanda Veron a cura di Micol Di Veroli.

Il sogno è una condizione pura, una commistione di simboli e segni non contaminati dalla razionalità quotidiana che genera una folta schiera di immagini altrimenti invisibili. Mediante l’azione onirica si manifestano visioni ultraterrene, scenari fantastici od orrorifici, forme di pensiero che non appartengono alla realtà. In questo universo ancora inesplorato sembra quasi di udire la parola rivelata del divino od il nero richiamo delle forze occulte, tutto questo all’interno di un’ambivalente danza crepuscolare dove ogni percezione viene amplificata ed ogni misteriosa figura si trasforma in presagio.

Nicolàs Pallavicini – Praxis–Mimesis

La Galleria Tiziana Di Caro di Salerno inaugura oggi la seconda mostra personale di Nicolàs Pallavicini, intitolata Praxis – Mimesis. La mostra include una serie nuova di quadri, di diverse dimensioni, tutti risalenti al periodo tra il 2010 e 2011, in cui il pittore argentino si è dedicato ad una riflessione filosofica che elude l’esperienza teorica pura e assoluta, per riversarsi su quella tecnica e formale.

Il confronto con il tema del paesaggio che aveva caratterizzato la sua produzione, per quanto formalmente eterogenea, dal 2005 al 2009, adesso si cela per fare posto ad una totale de-strutturazione della forma, una frammentazione dell’idea, che si sviluppa in campiture solenni, ma apparentemente disorganiche, al contempo solide ma solo accennate, che riprendono una rottura, che si era già verificata all’interno del progetto Reverse, che lo aveva visto protagonista nella sua prima mostra in galleria nel 2009, ma che qui sembra volersi consolidare.

Crosscurrents, per la prima volta insieme artisti italiani e artisti nigeriani

Crosscurrents è  il titolo scelto per una mostra in Nigeria che coniuga per la prima volta insieme artisti italiani e artisti nigeriani. Il progetto nasce dalla volontà di realizzare un evento che vuole mettere in risalto l’importanza dell’arte contemporanea come recettore di interesse del grande pubblico, come fondamentale strumento di crescita culturale e come importante veicolo di incontro tra le diverse culture.

La mostra, curata da Marta Boeri e Marinù Paduano per la parte italiana e da Oliver Enwonwa e Bethabel Soetan per la parte nigeriana, intende dunque proporre un dialogo tra due diverse “correnti” artistiche contemporanee, tra due diverse culture e, attraverso il linguaggio universale delle arti visive, tra due Paesi. Il progetto ha l’ambizione di mettere in luce – attraverso l’esposizione delle opere dei vari artisti, provenienti da culture e imprinting artistici diversi – come l’identità di un Paese possa esser “trovata” mediante la ricerca dell’identità di ogni artista.

La Fotografia e il Neorealismo in Italia al Museo di Roma in Trastevere

Dopo il grande successo ottenuto alla New York Film Academy, la mostra La Fotografia e il Neorealismo in Italia 1945 – 1965, sta riscuotendo un analogo consenso a Fermo nelle Marche come ha sottolineato anche il Presidente del CRAF Renzo Francesconi. Inoltre, dall’ 12 marzo e fino al 25 aprile, la mostra sarà visitabile presso il Museo di Roma in Trastevere e giovedì 14 aprile 2011 alle ore 17.00 avrà luogo un convegno incentrato su queste tematiche con la partecipazione del direttore della Rivista Reflex, Giulio Forti, di Gianfranco Arciero per Fotocultura, dei fotografi Piergiorgio Branzi e Claudio Marcozzi e del curatore della mostra Walter Liva.

Alcuni dei temi che sottintendono questa iniziativa espositiva che, nei fatti, si sta rivelando come tra le mostre di fotografie più interessanti dell’ultima stagione, sono stati dibattuti già a Fermo e a Montegranaro nelle Marche in due convegni pubblici con una straordinaria partecipazione di pubblico.

Adalberto Abbate – Tutto da rifare

Un nuovo appuntamento con gli artisti di S.A.C.S., l’archivio creato da Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, per valorizzare gli artisti siciliani. Venerdì 11 marzo alle 18 nella sede catanese della Galleria S.A.C.S., presso la Fondazione Brodbeck, si inaugura infatti “Tutto da rifare”, personale di Adalberto Abbate che raccoglie foto, sculture e installazioni dalla forte connotazione politica.

“Tutto da rifare” (2011) testimonia proprio lo stato cronico di immobilità per il quale ognuno di noi preferisce rifugiarsi nel proprio mondo interiore piuttosto che imbattersi nelle complesse questioni collettive. Fisiologico sviluppo del precedente “Rivolta” (2010), anche questo nuovo progetto si rivolge cinicamente alle coscienze assopite, partendo dalla disamina di un quotidiano sempre più avvilente.

MATTEO RUBBI – Bounty nello spazio

Dal 23 marzo al 15 maggio 2011, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita la prima personale in un’istituzione pubblica italiana di Matteo Rubbi (Bergamo, 1980) giovane artista, tra più interessanti del panorama nazionale, recente vincitore dell’edizione 2011 del Premio Furla.

L’esposizione, dal titolo Bounty nello spazio, curata da Alessandro Rabottini, è parte del programma espositivo Eldorado, che la GAMeC dedica alle personalità emergenti più interessanti sulla scena internazionale, invitati a concepire un progetto inedito per gli spazi del museo. Per l’occasione, Matteo Rubbi svilupperà dei progetti inediti fortemente legati contesto locale, sia dal punto umano e sociale che storico.

Michael Bevilaqua – Catastrophe Ballet featuring Dean Sameshima “In Passing”

Torna alla galleria The Flat di Massimo Carasi, dopo il successo dei precedenti appuntamenti, Michael Bevilacqua con la personale Catastrophe Ballet, che comprende inoltre una collaborazione inedita con l’artista californiano Dean Sameshima. Il titolo con cui l’artista americano sceglie di chiamare la propria mostra milanese è lo stesso del capolavoro, datato 1984, della band gothic californiana Christian Death. Alle atmosfere cupe e nervose di questo disco si ispirano, infatti, i nuovi dipinti, percorsi dalla solita carica iper-pop venata però da una malinconia che sa farsi anche, a tratti, minacciosa.

L’immaginario culturale contemporaneo viene gestito e manipolato sapientemente, sia come repertorio sia come tavolozza stilistica: serigrafie dal sapore punk, inserti di vernice spray, citazioni (X-Men, Yr Mangled Heart , dal singolo dei Gossip, i Ministry che a loro volta dètournano i Pink Floyd in Dark Side of the Spoon, ecc.) e frammenti testuali compongono una stratigrafia della cultura visiva più familiare. E al tempo stesso più straniante. Le pareti della galleria ospitano ampi dipinti – alcuni in scala quasi monumentale – che riuniscono e fondono la sostanza di cui sono fatti i sogni, e gli incubi, del mondo occidentale all’alba del XXI secolo. Un’apocalisse gioiosa e gloriosa.

Maurizio Mochetti – Divertissement

Venerdì 11 marzo alle 18.30, si inaugura a Roma, in via Reggio Emilia 24, presso la galleria OREDARIA “Divertissement” mostra personale di Maurizio Mochetti. La mostra sarà articolata in una composizione leggera e giocosa che nasce come ‘divertimento’ dell’artista, senza alcun intento retrospettivo. Cinetismo, luce, dinamismo, energie elettromagnetiche e laser saranno il materiale creativo con cui Mochetti affronterà lo spazio pensandolo come ‘luogo’ senza limiti fisici, vibrante e immateriale.

Il linguaggio artistico di Mochetti è il risultato di un processo nel quale l’arte è più fatta dall’idea che dalla prassi e l’opera è l’inevitabile traccia di un’idea. L’uso quasi esasperato della tecnologia non è un’esaltazione della stessa, ma un mezzo nuovo con cui la creatività si può manifestare. Le opere di Mochetti si impossesseranno di tutte le dimensioni, di tutti i sensi in un’atmosfera di velocità/immobilità.

Danilo Bucchi al Mlac di Roma

Il segno, ossessione avanguardista, torna a popolare gli spazi del contemporaneo nella mostra personale di Danilo Bucchi al MLAC – Museo laboratorio di arte contemporanea di Roma a cura di Domenico Scudero e Giorgia Calò. L’esposizione, per l’appunto intitolata S I G N S. The Black Line, sarà inaugurata il 10 marzo e sarà visibile fino a fine mese.

Articolata in due sezioni: nella prima, quella che riguarda il piano superiore del museo, sarà possibile visionare gli ultimi lavori dell’artista connotati da una ricerca ossessiva sul segno in cui è possibile intravedere morfologie note, care alle esperienze di artisti quali Paul Klee. E a ben pensarci, Klee era stato un grande semiotico dell’arte visiva evidenziandone appunto la natura psichica, le sue opere, come quelle di Bucchi, erano denotate da segni semplici, ridotte all’essenziale, situate in quella zona franca dell’esperienza in cui la forma non è che un filtro attraverso cui rendere la natura sensibile.

Roberto Pugliese – Soniche Vibrazioni Computazionali

Sabato 19 marzo alle ore 19:00 Studio La Città di Verona (Lungadige Galtarossa, 21) inaugua la mostra Soniche Vibrazioni Computazionali, personale del giovane artista napoletano Roberto Pugliese a cura di Valentina Tanni.

Siamo abituati a vedere la tecnologia come il mezzo per raggiungere un fine. Tuttavia, se da un lato la consideriamo un semplice dispositivo per risolvere problemi, allo stesso tempo la carichiamo di simbologie, aspettative e paure. Ma mentre eravamo impegnati a cercare di definirla, è successo qualcosa che ha cambiato le carte in tavola, modificando per sempre lo scenario: tecnologie ed esseri umani sono diventati intimi. Con l’avvento dei personal computer, e poi con la miniaturizzazione dei circuiti elettronici – per non parlare di protesi e biotecnologie – abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con le macchine a un livello diretto ed empatico: sono entrate a far parte della nostra vita quotidiana, modificando i pensieri, i gesti, le abitudini, mediando i rapporti interpersonali.