I maggiori protagonisti dell’arte austriaca contemporanea a Roma

Lunedì 4 ottobre la Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma inaugura la collettiva Vienna, a cura di Peter Weiermair. La mostra, prendendo spunto dall’omonima città che diventa oggetto stesso dell’esposizione, presenta alcuni fra i maggiori protagonisti dell’arte austriaca contemporanea. Prima tappa di un percorso di ricerca sull’arte delle grandi capitali europee (ma non solo) che da sempre si contraddistinguono come laboratori essenziali nei quali le nuove tendenze sono il frutto della fusione fra cultura passata e presente.

Nel caso di Vienna, la rivoluzione culturale dell’inizio del secolo scorso, ma sopratutto il movimento socio-culturale della fine degli anni ’60, rappresentano i momenti storici più significativi che hanno dato vita a importanti correnti artistiche. I principi della vita sociale, come anche gli stessi linguaggi dell’arte, vengono messi in crisi in questi periodi e divengono così oggetto di esame della mostra. Vienna è una città che ha concentrato tutto il potere creativo dell’Austria e, non senza una ragione, gli artisti esposti si relazionano alle esperienze culturali del passato: se pensiamo ai grandi personaggi come Sigmund Freud o Ludwig Wittgenstein, possiamo comprendere quale sia stato il clima culturale in cui si sono formati.

Un Autunno di Cultura

Giornate Europee del Patrimonio sabato 25 e domenica 26 Settembre 2010. Ideate nel 1991 dal Consiglio d’Europa per potenziare e favorire il dialogo e lo scambio ta i Paesi Europei. Parteciperanno 49 peasi Europei che  per l’occasione apriranno al pubblico gratuitamente i luoghi della cultura che comprendono il patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale. Parteciperanno, in uno spirito di sinergica collaborazione, Regioni e Province autonome, il Ministero della Pubblica Istruzione e il Ministero dell’Università e della Ricerca nonché altre istituzioni culturali a carattere pubblico e privato.

Lo slogan di questa edizione è Italia tesoro d’Europa per enfatizzare l’importanza dell’ influenza culturale e dell’artistica  italiana su quella europea. Oltre all’apertura gratuita dei musei statali sono stati programmati in ogni regione una serie di eventi: concerti, appuntamenti enogastronomici, visite guidate, tour ambientalistici,  presentazioni di restauri e opere di valorizzazione, itinerari naturalistici, storici ed eno-gastronomici, convegni di approfondimento, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche e visite guidate.

Robert Barta – Why ants can’t dance

Furini Arte Contemporanea di Roma inaugura la nuova stagione 2010-2011 con il solo-show di Robert Barta (Praga -1975, vive e lavora a Berlino), un progetto in cui la riflessione sulla forma dirige verso l’analisi di argomenti complessi, attraverso una dimensione narrativa basata principalmente sull’idea e l’invenzione. Si tratta di un lavoro concettuale in cui la sinergia fra le parti produce risultati diversi da quelli prodotti dalle parti singole. Per Robert Barta l’idea è più importante dell’oggetto in sé, perché questa si insinua e prende forma nella sua mente, fino a produrre effetti in chi la recepisce una volta realizzata.

In mostra da Furini Arte Contemporanea un cactus fa inaspettatamente l’hula hoop con grande naturalezza e una candela sta accesa per ore e giorni, ma il tempo sembra non passare perché questa non si consuma mai, lasciando lo spettatore incredulo e confuso. L’obiettivo è di coinvolgere e sollecitare lo spettatore a farsi domande su ciò che conosciamo e diamo per scontato, sottolineando la differenza fra l’aspettativa e la percezione reale delle cose. Per questo ciò che è apparentemente ovvio e facilmente percettibile si trasforma in qualcosa di irritante, inaspettato e assurdo, producendo nell’osservatore un senso di disorientamento tale da mettere in discussione la certezza e insinuare il dubbio.

Modernikon. Arte contemporanea dalla Russia

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, in collaborazione con la Fondazione Victoria – The Art of being Contemporary di Mosca, dedica una grande esposizione all’arte contemporanea russa: Modernikon. Arte contemporanea dalla Russia, a cura di Francesco Bonami e Irene Calderoni. Il 2011 sarà all’insegna dello scambio reciproco tra Italia e Russia e la mostra anticipa il programma delle iniziative culturali organizzate in occasione dell’Anno della Cultura e della Lingua italiana in Russia e della Cultura e della Lingua russa in Italia.

La mostra esplora una scena giovane e in divenire, presentando al pubblico le più nuove ed interessanti ricerche artistiche di un Paese che solo di recente si è proposto sulla scena internazionale. Il sistema dell’arte contemporanea in Russia si è formato negli anni Novanta, in concomitanza con gli estremi rivolgimenti politici e sociali seguiti alla caduta dell’Unione Sovietica. In quel periodo molti artisti hanno considerato l’arte uno strumento d’intervento sociale, un mezzo per agire direttamente sulla realtà, nella grande tradizione dell’avanguardia storica. La nuova arte aveva connotazioni politiche e un’estetica radicale, caratterizzata dal gusto per la provocazione e lo scandalo.

Lara Favaretto alla Galleria Franco Noero di Torino

Painlessly Consumed e’ il nuovo progetto di Lara Favaretto in occasione della sua terza personale alla Galleria Franco Noero di Torino (dal 23/9/10 al 30/10/10) , che si ispira all’ampio archivio di immagini raccolte nel tempo dall’artista, e in particolare ad appunti di viaggio e fotografie scattate in India alle impalcature in legno usate per la costruzione degli edifici. L’aspetto precario e vulnerabile di queste strutture e l’apparente casualità nella loro costruzione, contrapposte alla loro precisa funzione di sostegno, sono le caratteristiche che attraggono l’artista e che le permettono di indagare la molteplicità di visioni nell’esperienza estetica, di introdurre un dubbio o un momentaneo inganno tra cio’ che sembra e cio’ che e’.

Nei cinque piani della galleria e’ installata una nuova serie di opere realizzate con tubi Innocenti di recupero: vere e proprie impalcature assumono una funzione diversa da quella originaria e suggeriscono una dilatazione tridimensionale all’interno dell’edificio, apparendo come ipotetici puntelli di una sua immaginaria precarietà. Come segni essenziali le impalcature definiscono nuove volumetrie, inquadrando letteralmente porzioni dello spazio. Alcuni elementi delle strutture in ferro vengono in parte coperti, sostituiti, riempiti da fili di lana. Il loro colore puro corrisponde all’essenzialità del sistema di tubi e giunti, come una scomposizione spaziale di una policromia pittorica.

E’ tempo di fotografia, contemporaneamente al FotoGrafia Festival di Roma si apre Il Turin Photo Festival

Il Turin Photo Festival che avrà luogo dall’1 al 9 ottobre s’interrogherà sul tema de L’INVISIBILITÀ DELL’EVIDENZA sottolineando così, per il terzo anno consecutivo, l’importanza di soffermarsi a riflettere sulle piccole e grandi realtà che troppo spesso sfuggono alla nostra vista, ma non all’occhio attento dei fotografi.

Il Festival vuole essere un contenitore multidisciplinare che ruota intorno all’immagine digitale all’interno del quale anche giovani emergenti possono trovare spazio per comunicare il proprio lavoro con l’immagine attraverso esposizioni, incontri, workshop, conferenze, presentazioni, feste, libri, letture portfolio.

Valerio Berruti alla Fondazione Stelline di Milano

Dal 22 settembre al 31 ottobre 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la personale di Valerio Berruti (Alba, 1977), dal titolo Una sola moltitudine. La mostra, curata da Olga Gambari, presenterà per la prima volta, in modo organico, la produzione plastica di Valerio Berruti, poco conosciuta e per lo più inedita, affiancata da installazioni in esterno, video – tra cui La figlia di Isacco, presentato all’ultima Biennale di Venezia – disegni e bozzetti che, presentando il segno più caratteristico dell’artista, contribuiranno a costruire un discorso integrale ed armonico su tutto il corpus del suo lavoro.

Il percorso espositivo proporrà circa 20 lavori e coinvolgerà, oltre alla Sala del Collezionista, anche gli ambienti esterni della Fondazione, Chiostro della Magnolia e Orti di Leonardo. Come scrive la curatrice nel suo testo in catalogo, “Il segno di Valerio Berruti è un racconto contemporaneo che nasce come evoluzione continua con la tradizione classica. La sua pittura, nel cui dna si mescolano la storia dell’arte pittorica e della scultura, è una dimensione che slabbra costantemente verso gli altri linguaggi artistici, guardando al passato come radici e al futuro come un laboratorio di possibilità sempre aperto. I suoi volti, i suoi corpi sono metafora di un’umanità in continuo divenire, in cui l’identità singola si fonde con il corso esistenziale e storico collettivo. Da qui il titolo “Una sola moltitudine”, un d’apres da una raccolta postuma di scritti dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.

Salvador Dalì. Il sogno di avvicina

Torna dopo 50 anni a Palazzo Reale con la mostra Salvador Dalì. Il sogno di avvicina, a cura di Vincenzo Trione, nella quale saranno esposte, dal 22 settembre 2010 al 30 gennaio 2011, oltre 50 opere del grande artista spagnolo. La mostra intende illustrare al pubblico, in modo approfondito e con un altissimo livello scientifico, il rapporto nella produzione artistica di Dalì tra paesaggio, sogno e desiderio.

«Una prospettiva, uno sguardo che erompe dalla conformità e si apre a nuove relazioni, inattese rivelazioni, differenti profondità» scrive Massimiliano Finazzer Flory nel testo introduttivo al catalogo «Fra referenze passate e coeve: Velázquez, Vermeer, Raffaello, Picasso, Miró, Miralles, Dalí mette in scena il proprio immaginario fra sperimentazione e suggestione onirica, inquietudine e tecnica, provocazione e modernità. Fra gli “Oggetti ultracivilizzati del ‘900” che, in certo senso, ne accentuano una “sensibilità pop” e nell’uso plurale dei linguaggi artistici che paiono dare corpo all’affermazione di André Breton secondo la quale il linguaggio è stato dato all’uomo perché ne esplori tutte le possibilità e ne faccia “un uso surrealista”» .

Susie J. Lee – Still Lives

La Galleria Tiziana Di Caro ha il piacere di ospitare la seconda mostra personale di Susie J. Lee, che inaugura sabato 25 settembre 2010 alle ore 19.00. A due anni di distanza da Bodies of Water, mostra di video installazioni e video sculture, Susie J. Lee torna a confrontarsi con gli spazi della galleria con un progetto nuovo, in cui la passata attitudine per le scienze biologiche, che per tanti anni aveva caratterizzato il suo lavoro, è sostituita da una riflessione sul ritratto espressa attraverso il video.

A Salerno sarà presentata una serie di lavori, nata dall’esperienza al Washington Care Center, una casa di cura situata a Seattle, in cui Lee si è imbattuta in un gruppo di pazienti con peculiari problemi di salute, che sono divenuti protagonisti delle singole opere. Queste ultime quindi sono il risultato di un’esperienza vissuta in prima persona, modulata da incontri, conversazioni, confronti, da cui è emersa una riflessione sul rapporto tra la vita presente e quella passata.

Herb & Dorothy, il film di Megumi Sasaki in anteprima nazionale a MIlano

Vi ricordate la storia che vi avevamo raccontato di Herb & Dorothy Vogel? bene, ora il film documentario di Megumi Sasaki verrà proiettato in anteprima nazionale oggi al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. Il film narra la storia di un’atipica coppia di collezionisti: impiegato alle poste lui e bibliotecaria lei, a partire dai primi anni ’60 si avvicinarono al mondo dell’arte contemporanea, riuscendo a costruire negli anni una delle principali collezioni d’America, vivendo con un unico stipendio e destinando l’altro all’acquisto di opere.

“La maggior parte di noi gira per il mondo senza mai vedere nulla. Poi incontri qualcuno come Herb e Dorothy che hanno occhi che vedono” dice Richard Tuttle all’inizio del film. I Vogel all’inizio degli anni sessanta, fin dai primissimi giorni del loro matrimonio, decidono di vivere solo con lo stipendio di Dorothy e di utilizzare il salario di Herb per comprare arte. Passano la maggior parte del loro tempo tra musei, gallerie e gli studi degli artisti, collezionando in meno di cinquant’anni quasi quattromila opere d’arte. Divengono subito una presenza costante nella scena newyorkese, vere “mascotte del mondo dell’arte” come affettuosamente li definisce Chuck Close nel film: in città tutti li conoscono e come ricordano anche Jeanne-Claude e Christo, era sufficiente cenare una sera con i Vogel per essere aggiornati su tutto quello che era successo a New York negli ultimi sei mesi.

Chiara Dynys – Save Me

Chiara Dynys. Save Me è il titolo della nuova mostra dell’artista milanese che si tiene al CIAC, Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno dal 19 settembre 2010, a cura di Italo Tomassoni. Il museo, nato nel cuore della città umbra da meno di un anno grazie alla volontà della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, del Comune di Foligno e della Cassa di Risparmio di Foligno, opera con grande impegno nel campo dell’arte contemporanea e contribuisce con la sua attività al rilancio di Foligno quale centro di cultura attiva.

L’evento espositivo è incentrato su un tema oggi ancora più attuale e complesso: il depauperamento dell’ambiente e l’esigenza dell’Uomo di recuperarlo attraverso un grande cambiamento, anche individuale, per salvare il pianeta Terra che è sempre più minacciato. Uno dei sentieri da seguire è quello del risparmio globale nell’uso delle risorse ambientali, il cui sfruttamento comporta danni sia all’uomo che alla natura.

Artissima 17 volge lo sguardo al futuro ma non dimentica gli artisti degli anni 60

 Artissima presenta l’elenco delle gallerie che da venerdì 5 a domenica 7 novembre 2010 animeranno la diciassettesima edizione della Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea a Torino, diretta da Francesco Manacorda. Nella nuova sede dell’OVAL, Artissima 17 accoglierà in totale 153 gallerie, scelte dai Comitati di Selezione e dai Comitati curatoriali tra i nomi più attuali e di maggior interesse del mercato internazionale dell’arte, suddivise nella tradizionale partizione in sezioni.

La MAIN SECTION, che raccoglie le gallerie più rappresentative del panorama artistico mondiale, sarà composta da 98 gallerie, di cui 50 straniere e 48 italiane. La sezione PRESENT FUTURE, dedicata agli artisti emergenti e alle rispettive gallerie su invito diretto di un Comitato curatoriale internazionale composto da Luigi Fassi (coordinatore), Mai Abu ElDahab, Richard Birkett e Thomas Boutoux, presenterà 15 progetti monografici.

Speciale punto di riferimento per la nuova creatività, la sezione NEW ENTRIES, riservata alle più interessanti giovani gallerie con meno di cinque anni di attività e presenti per la prima volta ad Artissima, ospiterà 28 gallerie provenienti da quattordici paesi: Italia, Dubai, Cile, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, India, Polonia, Romania, Russia, Stati Uniti, Svezia, Svizzera.  

Brucia il Colosseo? tranquilli è la video-installazione di Thyra Hilden e Pio Diaz

Oggi il Colosseo brucerà! Coliseum on Fire e’ il titolo di una sorprendente performance che interessa il piu’ noto tra i monumenti antichi: il Colosseo. Per gli autori della video–installazione, Thyra Hilden (danese) e Pio Diaz (argentino) l’idea centrale e’ quella di uno spettacolare incendio che avvolge il Colosseo: le tre repliche serali previste il 17, il 18 e il 19 settembre proseguiranno per l’intera notte.

Le fiamme, che coinvolgeranno una gran parte delle arcate del monumento, saranno, in realtà, una raffinata riproduzione affidata a proiettori. L’installazione sarà visibile dal lato di via dei Fori Imperiali. Il Colosseo e’ il luogo ideale per un progetto “site specific” sulla forza ambigua del fuoco che si leghi all’idea di rinascita e di rinnovamento.

Marco Bernardi – Time enough

Il 28 ottobre 2010 Ex Elettrofonica di Roma presenta nei suoi spazi la mostra personale di Marco Bernardi Time Enough a cura di Gianluca Brogna. L’obiettivo della mostra, visibile fino al 3 dicembre, è quello di trasformare l’ambiente della galleria in un luogo a metà strada fra una wunderkammer e un gabinetto alchemico attraverso l’utilizzo di installazioni-macchine che producono un movimento ciclico e ripetuto.

Mediante un’attenta osservazione prolungata, nello spettatore potrebbe nascere  la forte sensazione di trovarsi di fronte a congegni insoliti in continuo movimento. Meccanismi che rivelano un’esistenza che insiste su regole biologiche. L’imprevedibilità dei movimenti fa sì che ogni macchina abbia una propria scansione del tempo e un modo differente per misurarlo.