Calatrava showman e la cera rossa di Anish Kapoor

di Redazione Commenta

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Centinaia di tonnellate di acciaio e piloni immensi costruiti in una fabbrica di Rotterdam, queste sono le caratteristiche del nuovo ponte di Dublino dedicato al genio di Samuel Beckett. L’enorme costruzione è la nuova opera del celebre archistar Santiago Calatrava che di ponti (e di polemiche) ne ha fatti già una bella scorpacciata. La stravagante struttura è giunta da Rotterdam in barca ed è stata successivamente assemblata nella città irlandese, certo la bizzarra situazione ben si adatta alle surreale anima del teatro di Beckett. Questo è il secondo ponte di Calatrava a Dublino, il primo del 2003 fu dedicato a James Joyce.

Il Beckett Bridge è tecnicamente interessante. La sua struttura è agganciata tramite cavi a dei piloni di 40 metri e possiede ben due corsie per il traffico stradale, un apparato idraulico permette al ponte di ruotare di 90° orizzontalmente per permettere il passaggio di eventuali imbarcazioni. Per quanto riguarda l’aspetto estetico Calatrava si è ispirato all’arpa celtica peccato che alcuni giornali locali hanno definito l’architetto uno showman piuttosto che un grande designer. Spostiamoci ora un poco ad est e parliamo della Royal Academy di Londra. Venerdì scorso i visitatori hanno potuto ammirare per l’ultima volta la mostra di Anish Kapoor (di cui vi abbiamo ampliamente parlato in un precedente articolo), il museo è rimasto aperto fino alla mezzanotte e gli ultimi avventizi sono riusciti ad entrare gratuitamente. Dalla sua apertura nel mese di settembre la mostra è stata visitata da 275.000 persone, un vero successo che rappresenta il più alto numero di presenze fatto registrare da una mostra di un artista vivente a Londra.

Il problema è ora rappresentato dalle operazioni di pulizia della sala perché Kapoor ha riversato centinaia di chili di cera ovunque ed anche sul soffitto sono visibili cospicui rimasugli di cera rossa sparata dal cannone installato dall’artista. Secondo la direzione del museo non dovrebbero esserci problemi e presto le sale torneranno linde e pinte, noi invece ci chiediamo quali saranno i metodi di pulizia contro uno dei materiali più odiati dalle massaie di tutto il mondo, forse verranno impiegati metodi tradizionali come carta e ferri da stiro giganteschi.

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