
Le scritture private esistono, questo mi sembra già un buon motivo per utilizzarle. Si parla ovviamente del nostro colorato mondo dell’arte contemporanea all’italiana, un universo talmente variegato e stravagante che a volte può anche dar fastidio. Ma andiamo per gradi e cominciamo ad esporre qualche esempio.
Un curatore d’arte contemporanea intende collaborare con la galleria XYZ, l’obiettivo è quello di organizzare una mostra e redigere i testi critici. A molti sembrerebbe strano ma stiamo parlando di lavoro e come tale si ha diritto ad un’adeguata retribuzione che tra le altre cose non è regolata da nessuna tabella tariffaria. Allora il curatore cosa fa? Pattuisce una data cifra con il gallerista ed i due si accordano verbalmente per i termini del pagamento. Inizia la mostra ed i soldi non si vedono, la mostra finisce e della vil pecunia nessuna traccia. Morale della favola, il curatore viene pagato a tozzi e bocconi nei mesi successivi e molto spesso non riceve la cifra pattuita per intero. L’accordo non era stato sancito da nessun contratto e non si possono intraprendere vie legali.








