Ragnar Kjartansson e la difficile vita del performance artist

Giusto in questi giorni ha avuto luogo la cerimonia di chiusura di Performa 11, l’ormai celebre biennale della performance art che puntualmente richiama un sempre più crescente nugolo di spettatori in quel di New York. Quest’anno la manifestazione ha persino istituito un premio in denaro, vale a dire il Malcolm Award alloro che deve il suo nome al grande Malcolm McLaren, compianto manager e produttore discografico nonché lungimirante scopritore del fenomeno punk e motore centrale dei Sex Pistols di Rotten e compagni.

Il premio è stato vinto dal bravissimo Ragnar Kjartansson che con la sua opera in 12 ore dal titolo Bliss è riuscito a catturare l’attenzione del pubblico e degli organizzatori, portandosi così a casa un bel gruzzoletto costituito da ben 10.000 dollari di premio finale. Questo congruo bottino apre però una parentesi sul reale mercato della performance art. Se è vero che in questa occasione Kjartansson è stato remunerato per una sua opera, è altrettanto vero che, salvo sporadiche occasioni, le fonti di guadagno per un performer artist sono molto limitate.

William Morris – Storia, memoria e mito

Il Thames Path a Londra offre sempre scorci mozzafiato. Chi ama avventurarsi in lunghe passeggiate seguendone il corso, scopre sempre nuove meraviglie. Se si segue la riva destra del fiume andando verso l’east, si vede Westminister spuntare dietro London Eye, proseguendo il complesso di South Bank che di notte si illumina di mille colori fluorescenti.

Proseguendo il corso del fiume, adagiata sul suo letto, si scorge una piccola perla: TWO TEMPLE PLACE. Appartenuto a Sir William Walford, edificato nel 1885. La residenza neo-gotica apre le sue porte, per la prima volta in veste di galleria,  ospitando una collezione che prende corpo e si sviluppa fuori Londra, presentandola al pubblico nel cuore della città. Tutelato dalla fondazione filantropica The Bulldog Trust e chiuso al pubblico da ormai molti anni ci presenta William Morris, l’antesignano dell’Art and Craft.

Hema Upadhyay allo Studio la città di Verona

La mostra “The Princesses’ Rusted Belt“, ospitata dalla galleria Studio la città di Verona a partire dal 10 dicembre 2011, vedrà protagonisti lavori di grandi e piccole dimensioni dell’indiana Hema Upadhyay – da poco in mostra anche al Centre Pompidou di Parigi – che presenterà per l’occasione una nuova installazione, opere a parete e sculture di ridotte dimensioni, insolite per l’artista. Hema Upadhyay vive e lavora a Mumbai, dopo un esordio presso Studio la Città, ha esposto a Parigi, Tokyo, Roma e in molti musei internazionali.

L’installazione proposta, verrà presentata in Italia per la prima volta e sarà composta da circa 300 uccelli in creta decorati a mano, circondati da 6 pannelli dipinti, a parete. The Princesses’ Rusted Belt, è anche il titolo dell’opera principale in mostra e trae spunto da una vicenda avvenuta in India nel 1960. Princess Mills infatti era il primo mulino tessile di Bombay, il primo di una lunga serie a chiudere in quegli anni.

Nicola De Maria – I miei dipinti s’inchinano a Dio

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, in occasione del progetto Transavanguardia italiana a cura di Achille Bonito Oliva, propone l’11 dicembre una mostra personale di Nicola De Maria, uno dei protagonisti del gruppo che nei primi anni Ottanta sconvolse il mondo dell’arte. Il Museo opera, dunque, una scelta di continuità con la serie di mostre personali dedicate ai grandi protagonisti dell’arte del nostro tempo che lo hanno  contraddistinto fino ad oggi  nel panorama nazionale e internazionale, citando ad esempio le grandi personali di Mario Merz, Yves Klein, Gerard Richter, Mimmo Paladino, Emilio Isgrò, Araki, Jannis Kounellis.

La personale di Nicola De Maria al Centro Pecci di Prato  è concepita come un’antologica incentrata sul  lavoro degli anni Novanta e Duemila, in continuità con la sua presenza nella mostra storica della Transavanguardia presso Palazzo Reale a Milano. Tuttavia, alcune incursioni negli anni Ottanta serviranno a testimoniare, come veri e propri contrappunti musicali, che la sua pittura è sempre impregnata del flusso cromatico e degli originari nuclei poetici che da sempre la ispirano. Le immagini create dall’artista sono visioni cosmiche, parole intense, paesaggi fantastici, sono poesia dipinta su tela, su carta, su valigie e su libri oltre che sui muri. 

Esther Stocker alla galleria OREDARIA di Roma

Dopo Destino Comune, l’installazione ambientale allestita al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma – e realizzata in collaborazione con OREDARIA Arti Contemporanee, Esther Stocker torna a Roma (dal 6 dicembre 2011 al 12 febbraio 2012) con la sua prima personale presso gli spazi espositivi di OREDARIA . La ricerca artistica della Stocker è da sempre incentrata sullo studio delle leggi legate alla percezione visiva utilizzate però non come mera trasposizione grafica dei loro postulati su tela o nelle installazioni, bensì come strumenti da sfruttare per allargare la portata comunicativa delle sue opere.

Come afferma l’artista, “anche se di solito non lo sappiamo abbiamo aspettative di forme, aspettiamo che si comportino in modo prevedibile. Personalmente sono affascinata dal modo in cui riconosciamo queste aspettative solo quando non sono soddisfatte.”In Defence of Free Forms, titolo di questa sua personale, risulta quindi essere una dichiarazione di intenti che, in modo efficace, racchiude una riflessione sulla sua intera carriera e, allo stesso tempo, rappresenta un avanzamento sperimentale delle proprie soluzioni artistiche.

Video Medium Intermedium alla Cà Giustinian di Venezia

Dopo il successo della mostra sui suoi manifesti storici (Ca’ Giustinian, 25 febbraio – 20 maggio 2011), la Biennale, con il suo archivio, offre per la visione del pubblico e la consultazione degli studiosi e appassionati della storia dell’Istituzione una selezione di video d’artista (dal 27 novembre al 31 dicembre 2011) realizzati tra 1969 e il 1977, oltre che fotografie e altri documenti appartenenti ai Fondi dell’ASAC disposti in mostra secondo una selezione operata da Bice Curiger.

Per la prima volta, dopo un’anteprima dei lavori digitalizzati presentati alla 52. Esposizione Internazionale d’Arte nel 2007, e a 24 anni dalla storica rassegna Gli Art/tapes dell’ASAC tenutasi a Ca’ Corner della Regina nel novembre 1977, sarà visibile al pubblico un ricco patrimonio che documenta la nascente videoarte in Europa all’inizio degli anni Settanta. Si tratta di un fenomeno transnazionale che si intreccia ai contemporanei movimenti d’avanguardia come Body Art, Land Art, Performance Art, Lettrismo e Minimalismo, e che anche in Italia ha avuto interessanti risvolti fino ad ora non sufficientemente valorizzati.

UniCredit porta Italiae a Napoli

Si conclude a Napoli Italiæ il grande progetto di rete nazionale, ideato dal Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, che risponde alla finalità di promuovere elementi di cultura contemporanea nel contesto storico e di attualizzare la dimensione storica nel tempo presente. 150 piazze italiane, intese come agorà, luogo aperto all’incontro e al confronto, rappresentative di culture, tradizioni e identità territoriali diverse, hanno ospitato 150 grandi eventi collettivi aperti a tutti, bambini, ragazzi, giovani, famiglie, adulti su tutto il territorio nazionale.

UniCredit, partner del Castello di Rivoli, accompagna e sostiene il progetto per la realizzazione degli eventi nelle principali piazze di riferimento per il gruppo: la tappa partenopea arriva dopo Torino (da cui il tour era partito il 17 marzo 2010 con un anno di anticipo dall’anniversario del 150°), Verona, Milano, Roma, Palermo e Bologna.

Rinascenze, un progetto del Museo Riso alla Rinascente

Lunedì 28 novembre alle ore 18 apre al pubblico la mostra “Rinascenze”, curata da Riso Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia / S.A.C.S. in collaborazione con la nota catena di grandi magazzini la Rinascente, che verrà ospitata nel department store di Palermo fino al 2 gennaio 2012. Saranno esposte opere realizzate appositamente per l’occasione da sette artisti presenti nell’Archivio S.A.C.S. – Sportello per l’Arte Contemporanea della Sicilia, di Museo Riso: Federico Baronello, Marco Bonafè, Andrea Buglisi, Alessandro Di Giugno, Paolo Parisi, Mariagrazia Pontorno, Studio ++.

L’esposizione nasce da un bando di concorso, ideato da Antonella Amorelli (coordinamento generale di Riso) e realizzato in collaborazione tra il Museo e la Rinascente, rivolto a tutti gli artisti presenti nell’Archivio S.A.C.S. per la progettazione di opere d’arte da allestire nelle grandi vetrine al pianterreno del suo punto vendita di Palermo. Ricorrendo in modo evidente a una immediata assonanza con il committente, “Rinascenze” – titolo del bando nonché della mostra – indica un tema legato sia al contesto socio-culturale del capoluogo siciliano e alla Vucciria, il quartiere che ospita la Rinascente, sia alla contingenza temporale in cui, dalla fase critica che stiamo attraversando, sono possibili e auspicabili “rinascite” connesse alla cultura e al territorio.

ATELIER VAN LIESHOUT – New Tribal Labyrinth

La galleria Giò Marconi di Milano inaugura il 29 novembre la mostra New Tribal Labyrinth, quinta personale di Atelier van Lieshout. Fondato nel 1995 e diretto dall’artista Joep van Lieshout (1963, Ravenstein), Atelier van Lieshout (AVL) è attivo a livello internazionale nel campo dell’arte contemporanea, del design e dell’architettura. Negli ultimi anni la produzione di van Lieshout si è orientata verso la scultura, utilizzando materiali di natura diversa quali plastica, gommapiuma, fibra di vetro, legno, acciaio e bronzo.

Van Lieshout ha lavorato sui temi ricorrenti dell’organizzazione del lavoro, delle strutture di potere e dell’autarchia, con implicito riferimento a una nuova organizzazione tribale. Le opere in mostra si offrono come riflessione sulla complessa e avanzata società di oggi, in cui il consumo esagerato in proporzione al quantitativo limitato delle materie prime gioca un ruolo cruciale: una volta esaurite le scorte assisteremo ad un inasprimento delle relazioni tra gli uomini e ad un incremento dell’istinto di sopravvivenza.

Re-cycle. Strategie per l’architettura, la città e il pianeta

Il 30 novembre s’inaugura al MAXXI di Roma la mostra “Re-cycle. Strategie per l’architettura, la città e il pianeta”, una mappa contemporanea del riciclo come strategia creativa che proseguirà fino al 29 aprile 2012 attraverso una mostra con 80 disegni, modelli, fotografie, video, oggetti, due installazioni site specific di Fernando e Humberto Campanaraumlaborberlin e una mostra fotografica di Pieter Hugo/ Permanent Error.

Faranno parte della mostra importanti lavori di architetti e artisti contemporanei: dalla High Line newyorchese di James Corner e DS+R ai dischi di Jimi Hendrix incisi sulla lastra di un cranio fratturato nella Russia della Guerra Fredda, dal progetto di Lacaton & Vassal per la trasformazione del Palais de Tokyo a Parigi ai filmati di Blob che riusano spezzoni di materiale televisivo. E ancora, l’Alvéole 14 a Sainte Nazaire del gruppo LIN, i progetti di rinaturalizzazione selezionati insieme a Harvard University per le shrinking cities in America e in Europa.

Cheryl Dunn e Alessandro Zuek Simonetti alla galleria Patricia Armocida

La galleria Patricia Armocida di Milano è lieta di annunciare la doppia mostra personale di Cheryl Dunn e Alessandro Zuek Simonetti, inaugurazione lunedì 28 Novembre ore 19. Per l’occasione verranno presentate trentaquattro fotografie in bianco e nero e a colori, dagli scatti più iconici degli artisti fino ai più recenti e un video in 16mm creato appositamente per la mostra da Cheryl Dunn.

The Uncanny o, nell’originale tedesco, Das Unheimliche è un concetto Freudiano che esprime un particolare sentimento, che si manifesta quando un qualcosa viene avvertito come familiare ed estraneo allo stesso tempo, generando una sensazione di straniamento o di perturbante familiarità. Così accade verso le immagini in mostra, ritratti delle strade di New York, dei personaggi e dei dettagli che la popolano. Ritagli di una città leggendaria le cui immagini abbiamo assorbito fin dall’infanzia, continui déjà-vu che ci portano a ricucire memorie e ricordi ideali di un luogo in cui finora potremmo non essere mai stati.

Tre progetti al Palazzo Collicola Arti Visive

Tre proposte invernali ad alto impatto iconografico, Tre artisti che dilatano le potenzialità  dei linguaggi visivi, Tre linguaggi (pittura, fotografia, video) per ipotizzare nuove attualità

Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto riapre le porte con una tripla esposizione a cura di Gianluca Marziani. Tre gli artisti, che attraverso il loro lavoro, attuano una completa ricollocazione della realtà contemporanea. Tre i linguaggi visivi che utilizzano: pittura, fotografia, video.

Danilo Bucchi, dipinge sostituendo il pennello con l’uso della siringa che gli permette una maggiore fluidità motoria del gesto, veloce eppure calibrato. Manualismi meccanici che singolarmente danno vita ad un segno riconoscibile. Un automatismo concentrico che genera paesaggi umani con volti e corpi dal tratto circolare. Una massa dipinta dove le impercettibili differenze rimandano all’anonima identità virtuale della cultura del social network.

Pixar festeggia i suoi 25 anni con una mostra al PAC

Dopo il MOMA a New York e un tour internazionale, dall’Australia all’Estremo Oriente, la mostra PIXAR 25 anni di animazione arriva finalmente in Europa e in anteprima al PAC di Milano. Un percorso costruito con oltre 700 opere, un viaggio attraverso la creatività e la cultura digitale come linguaggio innovativo applicato all’animazione e al cinema: dal primo lungometraggio dedicato a Luxo Jr.(1986) ai grandi capolavori come Monster & Co (2001), Toy Story (1, 2 e 3), Ratatouille (2007), WALL·E (2008), Up (2009) sino a Cars 2 (2011) e con un’anticipazione di Brave, in uscita nel 2012.

«Molti non sanno che la maggior parte degli artisti che lavorano in Pixar utilizzano i mezzi propri dell’Arte – il disegno, i colori a tempera, i pastelli e le tecniche di scultura – come quelli dei digital media. La maggior parte delle loro opere» – scrive John Lasseter, chief creative officer di Walt Disney and Pixar Animation Studio e fondatore di Pixar (insieme a Steve Jobs) che sarà a Milano il 21 novembre per un evento pubblico – «prendono vita durante lo sviluppo di un progetto, mentre stiamo costruendo una storia o semplicemente mentre guardiamo un film. La ricchezza del patrimonio artistico che viene plasmato per ogni film raramente esce dai nostri studi, ma il prodotto finale – il lungometraggio – che raggiunge ogni parte del mondo, non sarebbe possibile senza questa fase artistica e creativa».

Giovedì difesa: Un metodo pericoloso.

In parte l’amore turbolento di Jung e Sabina Spielrein o quel che ne viene cinematograficamente lo avevo studiato nel film Prendimi l’anima di Faenza, che è si interessante ma mi era apparso (non capivo perché) limitativo.

Quando vedi cosa fa Cronenberg ci arrivi. Anche Cronenberg sembra limiitativo ma per sovrabbondanza di spunti. Nel primo caso infatti sentivo quella sensazione di aver scandagliato i punti come falsa. Nel secondo (questo) sento come vera la sensazione che ci sia molto troppo da capire e che non sia stato possibile approfondire tutto.