The Fall, il disco dei Gorillaz totalmente composto con l’iPad

Conoscete i Gorillaz? ebbene stiamo parlando di una band musicale che pur non esistendo esiste, una band virtuale insomma. Damon Albarn infatti è l’unico membro permanente del gruppo ma di volta in volta i protagonisti cambiano. Fisicamente la band esiste sotto forma di quattro personaggi animati che rispondono ai caleidoscopici nomi di 2D, Murdoc, Noodle e Russel. I personaggi sono stati creati da Jamie Hewlett, talentuoso artista cautore del comic book Tank Girl. Il primo album della band pubblicato nel 2001, e contenente l’incredibile hit Clint Eastwood, ha venduto oltre un milione di copie ed è valso alla band l’entrata nel Guinness dei primati come band virtuale di maggior successo.

In questi giorni è uscito The Fall, ultima fatica di Albarn totalmente composta e suonata tramite iPad. L’album è stato registrato durante l’ultimo tour della band e si tratta di una sorta di quaderno di appunti. Albarn, come noto, non si separa mai dal suo iPad che usa abitualmente per registrare video, suoni e conversazioni mentre si trova in tour in tutto il mondo con la sua band virtuale.

25 anni con La Nuova Pesa di Roma

Giusto 25 anni fa Simona Marchini dava inizio alla sua attività di gallerista e di promotrice di iniziative legate alla musica, al teatro e alla letteratura, inaugurando il Centro Culturale La Nuova Pesa, in continuità e in omaggio alla storica galleria fondata dal padre, Alvaro Marchini, nel 1959, e la cui attività si protrasse fino al 1976.

La scena artistica e culturale degli anni in cui Simona Marchini “riapre” la Nuova Pesa è dominata dal cosiddetto pensiero “postmoderno” che seguiva le posizioni fortemente ideologiche e di schieramento che avevano fino ad allora caratterizzato la cultura europea. Proprio per questa esigenza di interpretare un cambiamento e di ricercare nuove consapevolezze, Simona Marchini ospiterà una serie di dibattiti, dalla filosofia alla poesia, con il contributo di allora giovani intellettuali, oggi tra i più stimati del panorama nazionale e internazionale.

Manifestanti e violenza alla mostra di Anselm Kiefer da Gagosian New York

Lo scorso 18 dicembre al finissage della mostra personale di Anselm Kiefer ospitata dalla Gagosian Gallery di New York erano presenti otto misteriose persone. Quel silenzioso gruppetto indossava delle magliette nere recante la scritta Next Year in Jerusalem, tradotta in inglese in ebraico ed in arabo. “L’anno prossimo a Gerusalemme” è l’augurio che gli ebrei della diaspora si scambiano da tempo immemorabile durante la festa di Pesach. Ovviamente i manifestanti hanno di fatto offeso quell’augurio, trasformandolo in una minaccia di occupazione.

A quel punto lo staff della Gagosian Gallery ha invitato i manifestanti ad andarsene ma per tutta risposta il drappello ha solamente coperto le magliette con una giacca ma ha continuato a sostare negli spazi della galleria. Lo staff ha in seguito avvertito le forze dell’ordine che si sono comportate ancor più stupidamente dei manifestanti. La polizia ha infatti afferrato Ingrid Homberg, una donna di circa cinquant’anni, ed ha cominciato a spingerla fuori dalla galleria.

A Londra l’arte fa male ai visitatori o i visitatori fanno male all’arte?

Strane cose accadono a Londra, città dell’arte che nuoce alla salute dei visitatori ma anche dei visitatori che mettono a repentaglio la salute dell’arte. Del primo esempio ne sa qualcosa Ai Weiwei che ha subito la pesante censura inflitta alla sua installazione ospitata dalla Turbine Hall del Tate Modern, comprendente milioni di semi di girasole di porcellana. In quel frangente le istituzioni hanno dichiarato la polvere di porcellana generata dallo sfregamento dei semi, nociva per la salute. Di conseguenza al pubblico è stata vietata qualsiasi interazione con l’opera.

Il Guardian ha però intervistato alcuni esperti di porcellana i quali negano che tale materiale possa produrre polvere. Secondo gli esperti infatti la polvere proviene dall’aria circostante e dai corpi dei visitatori, quindi la decisione di chiudere baracca e burattini è stata presa per ben altre ragioni. Ed anche Weiwei non è stato d’accordo con questa chiusura come avevano invece dichiarato i vertici del Tate.

UNIDEE in Residence Open Call

UNIDEE – Università delle Idee è il polo internazionale di formazione e scambio tra saperi e problematiche diverse, aperto a gruppi eterogenei e multidisciplinari di creativi, professionisti e studenti. L’arte abbandona qui i canoni e i luoghi convenzionali per integrarsi con la società e con le altre discipline: comunicazione, produzione, economia, politica, architettura, design, letteratura, musica, spiritualità, ecologia, nutrimento.

UNIDEE in Residence realizza un programma di quattro mesi di residenza – da giugno a ottobre – per esplorare il rapporto tra arte e società e indagare metodologie d’intervento creativo in grado di attivare progetti per un cambiamento responsabile della società. Unidee in residence forma una nuova professionalità: quella dell’“attivatore” di progetti per una Trasformazione Sociale Responsabile, che riunisce le caratteristiche e le competenze dell’artista, del curatore, dell’imprenditore e del manager di progetti culturali.

Al MACRO di Roma la Treccani sottolio, conserva di una cultura ormai scaduta

In questi giorni (inaugurata il 16 dicembre fino al 16 gennaio 2011) il MACRO di Roma ospita una curiosa mostra di Benedetto Marcucci intitolata Treccani Sottolio. L’installazione è appunto costituita da volumi della celebre enciclopedia conservati come se si trattasse di sottaceti. L’intento è quello di conservare la validità di un’istituzione tutta italiana che negli ultimi anni è stata vittima della grande rivoluzione Wikipedia. Parlando di dati nel 2003 l’enciclopedia Treccani aveva un bacino di ordini di 50mila unità mentre nel 2009 le ordinazioni si sono praticamente dimezzate scendendo a circa 26mila.

Questo poichè Wikipedia ha aperto le porte del sapere a tutti, concedendo gratuitamente un mare di informazioni. Dalle pagine de Il Giornale apprendiamo che Wikipedia non è attendibile e che la Treccani ha quindi qualcosa in più da offrire. Questo potrebbe essere anche vero ma è pur vero che questo calo di attenzione generale e colpa di un’industria italiana  che non si è saputa adeguare ai cambiamenti della rete.

A New York una mostra su Nollywood

Come ben sapete Hollywood è la capitale mondiale del cinema. Hollywood iniziò ad accrescere la sua fama nel 1910,  grazie alla lotta per i brevetti cinematografici, scatenatasi negli Stati Uniti proprio in quegli anni (con esattezza nel 1907): quella che allora rappresentava la più potente compagnia, la Motion Picture Patents Company, monopolizzava tutti i brevetti, impedendo ai concorrenti di realizzare film.

Forse avrete anche sentito parlare di Bollywood fusione di Bombay e Hollywood, patria del cinema indiano che sforna centinaia di films l’anno che sono ammirati da milioni di persone. Gli investimenti di Bollywood inoltre non sono secondi a quelli di Hollywood. Esiste però un’altra patria del cinema chiamata Nollywood, situata in Nigeria. La produzione cinematografica nigeriana è letteralmente esplosa negli ultimi 15 anni, dando vita alla terza industria cinematografica al mondo dopo Hollywood e Bollywood. Si tratta infatti di una produzione straordinaria tanto nei contenuti quanto nei numeri.

Non e’ tutto in vendita, una mostra che parla del tempo che viviamo

Bologna è piena di fantasmi, finiti ad abitare in quegli appartamenti e in quei negozi vuoti che s’incontrano nel centro storico. Spazi perfetti per i fantasmi, ma anche per le opere degli artisti, per una temporanea e felice coesistenza. Così la galleria OltreDimore, ha deciso di utilizzare uno di questi spazi per realizzare una mostra. Ha chiesto il permesso ai fantasmi residenti e durante i giorni di Arte Fiera 2011, in un ex negozio abbandonato di Via Farini 33, vedrete come i fantasmi preferiscano le opere degli artisti e la vostra compagnia alla solitudine.

Non tutto è in vendita è il titolo della mostra che Raffaele Gavarro ha voluto realizzare in questi suggestivi trecento metri quadri abbandonati nel centro di Bologna. Una mostra leggera, rapida, ma nondimeno “pensierosa”, in cui le opere degli artisti ci parlano tutte del tempo che viviamo. Un tempo veloce, instabile, contraddittorio, ma anche in cui più forte si avverte oggi la necessità di guardare con attenzione, di capire, di accettare e, se è il caso, di rifiutare.

Open #3 bando per una mostra collettiva con giovani artisti a Venezia

Open è un bando rivolto a giovani artisti. L’obbiettivo è la costruzione di una mostra collettiva che si svolgerà dal 3 Febbraio al 3 Aprile 2011, presso S.a.L.E. Docks, Magazzini del Sale, Dorsoduro 264, Venezia.Quest’anno siamo giunti alla quarta edizione. Alla base di Open vi è la volontà di accogliere le molte proposte espositive che ci giungono quotidianamente e la necessità del S.a.L.E. di scommettere sulla dimensione laboratoriale di Venezia: non una vetrina, ma un luogo di perimentazione del contemporaneo.

Open #3, invita i partecipanti a confrontarsi con un tema specifico il rapporto che si instaura tra pratiche artistiche e pratiche sociali. Quale possibilità di relazione esiste tra un’azione sul territorio ed il lavoro artistico? Quando e come il lavoro artistico può divenire pratica sociale? Le opere da presentare non hanno limitazioni in termini di tecnica, materiale, dimensioni, tipo di supporto e medium. Per quanto sia possibile le opere da presentare dovrebbero essere inedite. Rappresenterà titolo preferenziale per la selezione l’accettazione che l’opera proposta sia regolata da licenza Creative Commons: Attribuzione Non commerciale – Non opere derivate 2.5

Nuova sede per LAVERONICA arte contemporanea di Modica

Mercoledì 29 dicembre 2010 LAVERONICA arte contemporanea presenta Moving Show, la mostra collettiva che apre al pubblico la nuova sede della galleria modicana. In mostra le opere di Davide Bramante, Giovanni De Lazzari, Adelita Husni-Bey, Francesco Lauretta, Moira Ricci e Caterina Viganò.

Inaugurata sempre a Modica (RG) nel 2007 in uno spazio molto piccolo di soli quindici metri quadrati e trasferita nel 2009 in una sede più grande, la galleria trova oggi nuova dimora poco distante dallo spazio originario, in un palazzo del primo ‘800 interamente rinnovato dal progetto dello studio GAP Associati (Picciotto, Bonomo e Pisani). Gli spazi della galleria al n.93 di via Grimaldi si articolano tra una grande sala espositiva e una grotta naturale, una project-room dove si avvicenderanno performance e installazioni site-specific. LAVERONICA avrà inoltre un’estensione al primo piano, negli spazi privati dell’abitazione di Corrado Gugliotta, gallerista.

Elena Arzuffi alla galleria Muratcentoventidue di Bari

Il prossimo 8 gennaio La Galleria Muratcentoventidue di Bari prosegue il suo programma espositivo con Evaporazione di segni mostra personale di Elena Arzuffi, a cura di Antonella Marino. L’artista , conosciuta e apprezzata dagli addetti ai lavori, presenta un’ambientazione, una serie di foto e alcuni video. Di lei così scrive la curatrice: Fragilità, intimità, densità, fluidità, impotenza, quotidianità, esilio, silenzio, semplificazione, evaporazione…Il piccolo decalogo può forse aiutarci ad entrare, suggerendo un’ atmosfera, nel delicato universo poetico di Elena Arzuffi. Un universo denso appunto, insieme sottilissimo e complesso, che si dà per tracce, indizi, domande aperte rivolte allo spettatore.

E che miscela con abilità disegno, fotografia e video-animazioni in cui un raffinato tratto grafico si fonde a prelievi dal reale. Questo spessore sfaccettato è evidente nella duplice installazione alla galleria Muratcentoventidue. Qui l’artista di origine bergamasca ( vive a Milano) rilegge alcuni suoi lavori recenti conferendo loro nuova significazione. Così nella prima sala siamo accolti da un rimando di immagini stranianti: nitide foto di una bimba che cerca di imparare a volare su una sedia, insieme a banali oggetti casalinghi… Paragrafi di una quotidianità sospesa, così come le sincopate sequenze che scorrono con levità su un monitor.

Natale a Salemi e Palermo con il Laboratorio Saccardi. Per non dimenticare

Fondazione Sambuca nell’ambito del sistema diffuso per la promozione dell’arte contemporanea, organizza per le festività natalizie, la mostra diffusa del Laboratorio Saccardi dal titolo Sikania rising projects: tre mostre in tre luoghi per tre istituzioni diverse, a cura di Paolo Falcone. Un progetto che si snoda in un percorso in tre diversi spazi della Sicilia con opere legate al territorio, che rendono Sikania rising project un progetto specifico ed unitario. Al Museo della Mafia di Salemi, viene presentata il 19 Dicembre 2010 l’opera del Laboratorio Saccardi dal titolo: la Robba, in una doppia mostra personale con Rossella Biscotti, a cura di Paolo Falcone. Un carretto siciliano in legno, dove gli artisti hanno istoriato in bianco e nero i principali fatti di mafia della Sicilia, misteri insoluti della storia politica del nostro Paese.

Simbolo della Sicilia, per tradizione il carretto è decorato con rappresentazioni mitologiche delle gesta dei condottieri. La riscrittura dell’apparato iconografico del carretto condotta dal Laboratorio Saccardi racconta invece la cruda attualità delle stragi di mafia: da Portella della Ginestra, l’assassinio di Peppino Impastato, la strage di Ustica, le stragi di Capaci e di via d’Amelio. Al Temporary Museum, museo temporaneo creato da Domenico Pellegrino, all’Ex Noviziato dei Crociferi di Palermo viene presentata il 22 Dicembre 2010 La Camera della morte grande installazione del Laboratorio Saccardi prodotta per Fondazione Sambuca, nell’ambito del programma sviluppato all’ex stabilimento Florio di Favignana la scorsa estate.

Pittura europea dagli anni ’80 ad oggi

La Fondazione Stelline di Roma apre il 2011 presentando “Collezioni alle Stelline”, un nuovo ciclo espositivo che fa dialogare collezioni private d’arte contemporanea e istituzioni pubbliche, in sintonia con le richieste di un pubblico sempre più numeroso e interessato, esponendo 25 grandi opere dalla Collezione Alessandro Grassi, selezionate sul tema della pittura europea dagli anni Ottanta a oggi. L’iniziativa sarà inaugurata mercoledì 12 gennaio 2011 alle ore 18 in occasione di una conversazione sul tema “La Pittura nelle collezioni d’arte in Italia” con Pasquale Leccese, curatore della collezione Grassi, Francesca Pasini, Giorgio Verzotti e alcuni degli artisti della collezione Grassi.

La mostra di questo importante nucleo della Collezione Alessandro Grassi, – afferma Camillo Fornasieri, presidente della Fondazione Stelline – ci permette di continuare nel nostro progetto di rendere la Fondazione Stelline un luogo vivo 365 giorni all’anno, un punto di riferimento costante per l’offerta di qualità nel panorama non solo cittadino. “Collezioni alle Stelline” è un progetto pensato per disporre il Palazzo a ricevere e condividere una nuova conoscenza, quella di opere del recente passato raccolte e collegate dalla predilezione del collezionista”.

Dino Pedriali: l’arte di ritrarre arte

La Galleria Bosi Artes di Roma, in collaborazione con il Festival Pontino del Cortometraggio di Latina, presenta “Dino Pedriali: l’arte di ritrarre arte”, a cura di Ilaria Caravaglio. Dal 27 Dicembre 2010 al 29 Gennaio 2011, pressso la sede di Via Pinciana 41, sarà in mostra una selezione di “scatti a regola d’arte” del fotografo che, apprezzato anche sulla scena internazionale, si è conquistato il titolo di Caravaggio della fotografia del Novecento.

Non a caso, nelle fotografie di Dino Pedriali, l’aspetto che riesce a suscitare forti emozioni nell’osservatore è indiscutibilmente la luce, poiché è proprio grazie all’uso sapiente del gioco chiaroscurale che si ha la sensazione di essere di fronte ad un dipinto e non ad una stampa fotografica. Una luce intensa e prepotente quando si tratta di nature morte, una luce che scava i corpi, invece, quando i soggetti protagonisti degli scatti sono i nudi sui quali il chiaroscuro è talmente netto e determinante da lasciar credere quasi che possa trattarsi di bianche sculture canoviane.