1861, I pittori del Risorgimento

La mostra 1861. I pittori del Risorgimento, che si apre a Roma, alle Scuderie del Quirinale il 6 ottobre e si chiude nell’anno che celebra l’Unità d’Italia, ha come tema il confronto tra la pittura italiana e gli eventi che tra il 1859-1860 hanno determinato la conquista della libertà, dell’indipendenza e dell’unità nazionale.

Cosi’ accanto ai grandi dipinti dei pittori protagonisti del Risorgimento, opere di dimensioni monumentali che rappresentano l’epopea bellica nelle sue tappe fondamentali, vengono accostate opere di dimensioni piu’ contenute, che documentano la partecipazione popolare e collettiva all’ideale risorgimentale. Il cuore della mostra e’ rappresentato dalla pittura di battaglie ad opera dei cosiddetti “pittori soldati”, lombardi, toscani e napoletani, quali Gerolamo Induno, Eleuterio Pagliano, Federico Faruffini, Michele Cammarano; tutti convinti patrioti, che presero parte in prima persona a molte di quelle battaglie, e ne resero testimonianza attraverso una pittura esatta e fedele agli eventi, mai retorica e sempre attenta ai tanti risvolti umani, naturalmente e tristemente legati alla guerra.

Beyond the Dust – Artists’ Documents Today

Dodici giovani artisti italiani, francesi e olandesi, emergenti sulla scena internazionale, sono riuniti nel progetto espositivo Beyond the Dust – Artists’ Documents Today che prende forma diversa e specifica nel corso di tre tappe al De Kabinetten van De Vleeshal a Middelburg, alla Fabbrica del Vapore a Milano, alla Fondation d’entreprise Ricard a Parigi. Con questo progetto la Dena Foundation for Contemporary Art intende presentare il frutto dei contatti e degli scambi resi possibili dal Programma di Residenze per Artisti e Curatori che essa promuove a Parigi col sostegno del Assessorato Sport e Tempo Libero del Comune di Milano.

E`Milano, quindi, la città che ospita dal 7 ottobre la tappa italiana di Beyond the Dust – Artists’ Documents Today, in quanto dal 2003 il Assessorato Tempo Libero sostiene la missione della Dena Foundation a favore della giovane creazione e della mobilità internazionale, partecipando e contribuendo alla costituzione di Borse destinate a giovani artisti, fotografi, designer e curatori : queste Borse danno l’opportunità di soggiornare al Centre International d’Accueil et d’Echanges des Re’collets di Parigi, di conoscerne la scena artistica e la realtà sociale, di maturare l’esperienza vitale di incontri e scambi internazionali con l’accompagnamento della direzione del Programma.

FRANKO B. – I STILL LOVE


Il Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, in occasione della Giornata del Contemporaneo proposta da AMACI, ospita per la prima volta in uno spazio espositivo pubblico italiano, dal 9 ottobre al 28 novembre 2010, la mostra FRANKO B. I STILL LOVE, curata da Francesca Alfano Miglietti e Galleria Pack. Artista coraggioso ed eclettico, da anni protagonista della scena live internazionale, Franko B ha espresso nell’arte il tormento dell’esistenza con intensità e genialità inventiva senza eguali, rendendo nelle sue performance sopportabile l’insopportabile.

Le azioni spettacolari con cui Franko B incontra il pubblico londinese negli anni ‘90 usando il proprio corpo come strumento, supporto e ipertesto, realizzate alla Tate Modern, all’ICA e alla South London Gallery, diventano immediatamente famosissime. Oggetto del desiderio, usato come una tela, malato o senza difese, tagliato, bucato, steso o ripiegato dalla sofferenza, violato, umiliato o a sua volta minaccioso, denudato o coperto, il corpo dell’artista diventa corpo sociale che azzera ogni separazione tra opera e artista, soggetto e oggetto, arte e vita.

My Generation, 15 giovani artisti in mostra al Museo Pietro Canonica

All’interno della suggestiva cornice del Museo Pietro Canonica a Villa Borghese (Roma), il 3 ottobre 2010 inaugura My Generation, mostra a cura di Manuela Pacella con il coordinamento di Francesca Campli. L’esposizione si inserisce all’interno della rassegna annuale d’arte contemporanea Dentro Roma, ideata da Andrea Fogli e giunta quest’anno alla sua seconda edizione.

Con questa mostra si intende sostenere e divulgare il lavoro di artisti under 35 nati o attivi nella capitale attraverso un format che possa costituire un prototipo per una manifestazione biennale volta a dare visibilità alle nuove generazioni. Negli ambienti della casa-museo dello scultore piemontese, vissuto a cavallo tra il XIX e XX secolo, 15 giovani artisti presenteranno lavori volti a intrattenere un dialogo con le opere e l’atmosfera preesistenti. Dal giardino all’atelier, dalle sale del museo al piano terra sino all’appartamento dell’artista al primo piano, gli artisti proporranno diversi interventi. Spaziando dalla pittura alla fotografia, dalla scultura al disegno, dal video all’installazione e alla performance le opere creeranno un cortocircuito evocativo e in alcuni casi politico-sociale con un contesto storico-artistico affascinante, ma anche lontano dalla sensibilità delle nuove generazioni.

Il Museo Privato. La passione per l’arte contemporanea nelle collezioni bergamasche

Dedicare una mostra al collezionismo d’arte contemporanea della città di Bergamo e del suo territorio, a vent’anni dall’apertura della GAMeC, significa esplorarne le ‘potenzialità nascoste’ e scoprirne l’inaspettata ricchezza.

La mostra – curata da Giacinto Di Pietrantonio e Maria Cristina Rodeschini – inaugura il 5 ottobre e intende presentare quanto e in che modo il quadro culturale della città si sia sviluppato dal 1991, anno di apertura della GAMeC, attraverso una selezione delle opere d’arte contemporanea acquisite dai collezionisti di Bergamo e del suo territorio tra il 1980 e il 2010; si propone inoltre di aggiornare la ricerca su quell’arte che ha dato il meglio di sé, a partire dalla fine anni Sessanta con le correnti dell’Arte Povera e Concettuale prima e della Transavanguardia poi, per passare alla fine della modernità e al successivo postmodernismo. In tal modo si intende evidenziare le ragioni di fondo che ispirano le scelte e la visione del collezionista, figura illuminata che si dedica all’arte con passione, dedizione e generosità.

Ritrovata in un’area industriale del Bronx un’opera di Richard Serra

Richard Serra non ha certo bisogno di presentazioni, lo scultore americano però oltre ad essere un artista riconosciuto in tutto il mondo è egualmente celebre per opera mastodontiche e ambiziose che molto spesso hanno incontrato contrasti e difficoltà. Va detto infatti che Serra è uno dei primissimi artisti ad aver creato un’opera d’arte pubblica che è poi stata rifiutata dalle istituzioni.

Stiamo ovviamente parlando di Tilted Arc, arco leggermente curvo di 3 metri e mezzo installato nella Federal Plaza di New York ma subito contestato sia dalla cittadinanza che dagli stessi committenti. L’epopea del Tilted Arc si concluse nel 1985 quando un’assemblea pubblica decretò il definitivo trasferimento dell’opera, la decisione fu aspramente osteggiata da Serra il quale non voleva in alcun modo spostare l’opera pensata per la Federal Plaza. Alla fine il Tilted Arc fu definitivamente smantellato e gettato nella spazzatura.

Gil Vicente, l’artista che uccide i Leaders


La tragedia occorsa a John Fitzgerald Kennedy in quel di Dallas il 22 novembre del 1963 ha praticamente cambiato il corso della storia, segnando un’intera generazione e scuotendo gli animi di tutta la popolazione mondiale. Ovviamente l’assassinio di un capo di stato (come quello di un’eminente guida spirituale) rappresenta una vera e propria tragedia ma c’è qualcuno che riesce anche a trovarci un qualcosa di creativo.

Quel qualcuno risponde al nome di Gil Vicente, artista brasiliano che ha sollevato un vespaio di polemiche proprio nel bel mezzo della Biennale di San Paolo lo scorso sabato. L’artista non ha fatto altro che presentare una serie di disegni a carboncino dove figurano una serie di leader minacciati da feroci assassini. L’ex presidente americano George W. Bush ha i polsi legati dietro la schiena ed una pistola è puntata alla tempia, Papa Benedetto XVI si confronta con il suo aguzzino con le braccia alzate mentre il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula de Solva sembra un manzo pronto per il macello mentre geme con un coltellaccio al collo.

ZimmerFrei – Tomorrow is the question!

A quattro anni di distanza dalla mostra negli spazi di Monitor nel 2006, la galleria romana il 4 ottobre inaugura la terza personale di ZimmerFrei. La ricerca di questo trio dal sodalizio decennale è fortemente connessa all’idea di una permanenza, di un lasso di tempo passato a stretto contatto con un luogo specifico.

L’ultimo lavoro video del gruppo, What we do and what we are, che Monitor presenta per la prima volta in Italia, è stato girato in una singolare strada di Bruxelles, che come sempre nella città belga ha un doppio nome in francese e fiammingo: rue de Laeken/Lakensestraat. La via ha una storia paradigmatica: dopo la grande fioritura negli anni ’60, evocati da tutti i suoi “abitanti” come la belle époque, solo venticinque anni dopo ha visto una vera e propria decadenza con la costruzione dei grandi centri commerciali della vicina rue Neuve/Nieuwstraat e una sfortunata operazione immobiliare del gruppo Alliance.

Scoperto un nuovo dipinto di Bruegel il vecchio – Un custode implicato nel furto del Van Gogh egiziano

Incredibile ma vero i curatori del Museo Prado di Madrid hanno annunciato un ritrovamento che potrebbe essere descritto come una delle più importanti scoperte degli ultimi anni. Mentre un dipinto di Pieter Bruegel il giovane si trovava in fase di restauro, i restauratori hanno cominciato a notare alcuni strani particolari. Successivamente l’opera è stata sottoposta ai raggi X, i quali hanno emesso uno sconcertante verdetto: il dipinto è inequivocabilmente firmato da Pieter Bruegel il vecchio, ben più dotato padre del già citato pittore nonché uno dei più grandi maestri fiamminghi del 16° secolo.

I proprietari del dipinto sono due collezionisti spagnoli che hanno voluto mantenere l’anonimato e che avevano portato il dipinto al Prado per il restauro, prima di loro il dipinto era stato posseduto dal Duca di Medinaceli. SI tratta della 41esima opera conosciuta di Bruegel il vecchio, oltre che una delle più grandi. Adesso il Prado è in trattative per l’acquisto dell’opera.

Giovedì Difesa: Dolcetto o scherzetto?

Continuando a parlare di film difficili da trovare per appassionati dei vari generi, non posso esimermi dal parlare del divertentissimo Trick’r Treat. Si tratta di un film horror dai toni scanzonati e oscuri del 2008 diretto da Michael Dougherty. A dire il vero la distribuzione cinematografica nelle sale statunitensi era stata inizialmente programmata al 5 ottobre 2007, ma venne in seguito posticipata, non se ne conoscono le ragioni.

La sceneggiatura è parzialmente ispirata al cortometraggio splatter/horror Season’s Greetings e ci parla di cinque storie parallele tra loro. Tutte avvengono contemporaneamente nella notte di Halloween, la notte in cui le strane creature delle tenebre si mescolano agli umani. Gli umani stessi del film hanno spesso toni e caratteri ambigui affatto più “umani” delle creature stesse, e i sentimenti, le paure, i risentimenti, i lati oscuri di tutti noi si manifestano con decisione e senza incertezze nella strana notte, mescolandosi al delirante rutilante vortice delle maschere e dei bambini. Chi sotto le maschere bussando alle porte in cerca di dolci o scherzo, bimbi o mostri? Nemmeno nelle “feste” in maschera si è al sicuro.

Israele cancella una mostra sulle Pantere Nere

Anche in Israele gli eventi controversi finiscono per cadere nelle spire della censura. I vertici del Museum of Israeli Art di Ramat Gan hanno infatti cancellato una mostra sulle Black Panthers israeliane che era già stata programmata con largo anticipo. Insomma il museo si è liberato in tutta fretta di una manifestazione a cui si stava lavorando da più di un anno. Le Pantere Nere israeliane sono un movimento di protesta attivo negli anni ’70 e principalmente costituito dalla seconda generazione di immigranti provenienti dalle regioni del Nord Africa.

Il movimento cominciò all’inizio del 1971 nel quartiere Mosrara di Gerusalemme, come reazione alla discriminazione percepita verso gli ebrei Mizrahi, che le Pantere Nere consideravano esistenti sin dalla fondazione dello stato. Secondo le Pantere Nere questa discriminazione si avvertiva nella diversa attitudine dell’establishment Ashkenazi verso gli olim arrivati dall’Unione Sovietica. I fondatori del movimento protestavano perché l’elite ignorava i gravi problemi sociali e volevano lottare per un futuro diverso. All’inizio di marzo 1971, la polizia israeliana non concesse alle Pantere Nere il permesso per una dimostrazione; le Pantere ignorarono questa decisione e procedettero con la dimostrazione illegalmente, protestando per la grande povertà, per il divario esistente tra ricchi e poveri in Israele e per le tensioni etniche all’interno della società ebraica israeliana. Il movimento riuscì a crearsi una base di sostegno, sia nell’opinione pubblica sia nei media.

Per il sesto anno torna Start Genova


Per il sesto anno, dal 2005, START GENOVA vede coinvolte le gallerie di arte moderna contemporanea, aderenti all’Associazione START, che quest’anno inaugurano le proprie mostre collettivamente il 30 settembre 2010 dalle ore 18.00 alle ore 24.00. Le mostre nelle venticinque gallerie rimangono visitabili mediamente per un mese offrendo un panorama artistico che spazia dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all’incisione e alle installazioni ambientali.

START è un vero e proprio percorso dell’arte contemporanea che si snoda tra vicoli, piazze, palazzi di un centro storico suggestivo e diventa opportunità per il pubblico di scoprire, con la mappa in mano, gallerie e spazi espositivi dislocati in splendidi palazzi o in angoli più nascosti del centro storico.
Le sedi delle gallerie dislocate nel centro storico di Genova, prevalentemente pedonale, fanno di START a Genova, una manifestazione cittadina di grande richiamo e vivacità che coinvolge sia gli addetti ai lavori e gli appassionati sia il pubblico meno abituato a frequentare l’Arte Contemporanea. START Genova, nell’ultima edizione 2009 ha registrato una affluenza di circa 30.000 persone.

Svizzera e Canada scelgono i loro artisti per la Biennale di Venezia 2011

Nuove e succose notizie per la Biennale d’Arte di Venezia edizione 2011, mentre molte nazioni hanno ormai scelto gli artisti per i rispettivi padiglioni nazionali e mentre Vittorio Sgarbi non ha ancora reso noto chi affiancherà Carol Rama nel Padiglione Italia,  anche la Svizzera ha scelto i suoi ambasciatori per il padiglione nazionale. Si tratta di Thomas Hirschhorn e Andrea Thal. Mentre Hirschhorn è noto al grande pubblico per installazioni di vasta scala tenute insieme da nastro adesivo, poco si sa di Andrea Thal che gestisce uno spazio a Zurigo chiamato Les Complices e solitamente ospita progetti di musica e performance.

Nel mentre anche il Canada ha reso noto il suo artista prediletto. Si tratta di Steven Shearer, classe 1968 ed artista dal carnet espositivo decisamente interessante. L’ultima sua mostra di successo risale infatti al 2008 ed in quell’occasione fu ospitata dal New Museum di New York. Shearer è inoltre una vecchia conoscenza dalle nostre parti visto che è rappresentato dalla Galleria Franco Noero di Torino.

Le pagelle di Start Milano – Parte 2

Ed eccoci alla seconda puntata del racconto di come ho affrontato con coraggio la tredicesima fatica di Ercole: visitare e dare un voto a tutte le esposizioni organizzate per l’apertura della stagione dalle gallerie dell’associazione Start. Già nella prima puntata feci ammenda, i giudizi, seppur tranchant, sono assolutamente personali ed opinabili, ma la vostro posto mi fiderei.

Artopia – Rebecca Agnes | Luoghi che non esistono più – VOTO 6

“I luoghi che non esistono più” a cui si riferisce il titolo della mostra sono quelli in cui la trentaduenne Rebecca ha vissuto qualche anno fa, prima di scappare dall’Italia. Un lavoro sulla memoria personale e collettiva che l’artista rappresenta con modellini architettonici minimali non aderenti alla realtà, ma ai ricordi. A questi aggiunge una serie di testimonianze di altre persone che malinconicamente evocano quei luoghi oggi diventati qualcos’altro. Luoghi e memorie, una tematica che molti artisti hanno affrontato, in questo caso direi che non aggiunge molto di nuovo. La mostra risulta interessante giusto per quello spirito un po’ voyeuristico che si può provare verso la propria città e le vite che la animano, spunti molto più interessanti si trovano nel portfolio dei lavori dell’artista.

Galleria Nina Lumer – KIRIL ASS + ANNA RATAFIEVA | Campagna – VOTO 8

“Oggetti, distanze e prospettive si organizzano nello spazio come i suoni, le parole e gli accenti in una poesia.” così descrivono il loro lavoro i due artisti. Trovo che non si possano scegliere parole migliori per descrivere l’opera site-specific che hanno allestito nello spazio superiore della galleria: per un attimo ci si dimentica di essere nella grigia Milano e si viene catapultati in una bucolica campagna senza tempo ne nazionalità in cui lo spettatore può costruire il proprio personale racconto inseguendo gli indizi, posizionati nella stanza come briciole di Pollicino. Nel sotterraneo invece una sorprendente installazione dentro un grosso light box evoca pace interiore ed un ritorno alla natura.