Mattia Bonetti alla Cardi Black Box di Milano

Lunedi’ 7 giugno Cardi Black Box presenterà un particolare progetto espositivo: una mostra interamente dedicata al design, nell’ottica sempre piu’ attuale delle contaminazioni tra l’arte contemporanea e le altre discipline creative.  Un progetto di respiro internazionale che vede per la prima volta in Italia l’allestimento di una personale dell’artista-designer svizzero Mattia Bonetti con un’ampia selezione di lavori in edizione limitata.  Mattia Bonetti disegna mobili fantastici, nell’accezione piu’ classica del termine: fantastico, che riguarda la fantasia, l’immaginazione, l’inusuale, cio’ che e’ fuori della realtà, cio’ che appartiene a un’altra dimensione.

Usa il computer solo per finalizzare il progetto; le sue opere sono frutto di un lavoro certosino che nasce dalla matita sulla carta, con quella tecnica rapida e diretta che da sempre ha lasciato piena libertà d’espressione a generazioni di creativi delle arti visive. La combinazione di stupore e precisione maniacale con cui l’artista lavora in due dimensioni viene magicamente – benche’ con un impegno di mesi – riprodotto nei dettagli della sua produzione. La facoltà di realizzare in 3D cio’ che esiste sul foglio e’ straordinaria nei particolari, nei materiali, nelle finiture e nei colori: dalla mano di Bonetti nasce un nuovo paese delle meraviglie. Questa incredibile abilità nel passare dal disegno al laboratorio e’ singolare allorche’ sorprendente, e lo e’ altrettanto la capacità di rendere gli oggetti della fantasia gli stessi oggetti che vivranno poi fisicamente nello spazio.

Ricordando Luoise Bourgeois

Ora che la grande Louise Bourgeois ci ha lasciato saranno in molti a piangere la sua scomparsa. La triste notizia ha fatto in questi giorni il giro del mondo catalizzando l’attenzione di tutti i media del globo, la grande dama dell’arte contemporanea internazionale si è spenta a New York a causa di un attacco cardiaco all’età di 98 anni. Il mondo dell’arte perde dunque uno dei suoi più importanti e poetici protagonisti, un’artista che ha rappresentato un legame diretto con il cubismo, il simbolismo, il surrealismo, l’arte astratta e tutto quello che è accaduto nei decenni a seguire.

Nata a Parigi nel giorno di natale del 1911, sin da bambina Louise Bourgeois ebbe uno spiccato talento per la matematica ed nel corso dell’adolescenza svolse diverse mansioni nel laboratorio di riparazione e vendita di tappezzerie antiche dei genitori. Nel 1938 l’artista si trasferì a New York , dando inizio ad una carriera artistica dagli sviluppi lentissimi. Il successo critico e commerciale arrivò solo negli anni ’70 qunado l’artista era oltre i 60 anni d’età. Nel 1982 il Moma gli dedicò una storica retrospettiva e nello stesso anno Robert Mapplethorpe scattò alcune celebri fotografie che la ritraevano con una scultura di lattice rassomigliante ad un gigantesco fallo. Quella foto, misteriosa, bizzarra ed affascinante, rimase nella storia.

Ritrovato un filmato sulla guerra di Spagna girato da Henri Cartier Bresson

Henri Cartier Bresson è stato uno dei più grandi fotografi di tutti I tempi, da molti considerato il padre del fotogiornalismo nella sua carriera ha ritratto personalità importanti in tutti i campi come Balthus, Albert Camus, Truman Capote, Coco Chanel e Marcel Duchamp. Inutile aggiungere che le fotografie di Cartier Bresson sono state esposte nei più prestigiosi musei di tutto il mondo e che tuttora istituzioni e gallerie organizzano numerosi eventi a lui dedicati. Negli ultimi giorni però una sensazionale scoperta ha puntato ulteriori riflettori sul nome del celebre fotografo.

Un ricercatore spagnolo ha infatti ritrovato un documentario sulla guerra di Spagna girato da Cartier Bresson in persona.  Come molti di voi sapranno, durante la Seconda Guerra Mondiale, Cartier Bresson fece persino parte della resistenza francese, continuando a svolgere costantemente la sua attività fotografica. L’indomito fotografo ha quindi combattuto, documentando gli orrori della guerra ma oltre a schierarsi dalla parte dei francesi, partecipò anche alla Guerra civile spagnola . Il clamoroso ritrovamento a circa 72 anni di distanza, consta di una bobina da 18 minuti di filmato che Cartier Bresson aveva girato tra i volontari americani della Brigata Abramo Lincoln durante la Guerra Civile spagnola.

Quattro mostre alla Galleria Continua di San Gimignano

La galleria continua presenta un interessante evento dal titolo Quattro mostre, ciclo espositivo con opere di Daniel Buren, Loris Cecchini, Kader Attia e Hans Op de Beeck che sarà aperto al pubblico dal 6 giungo 2010, fino al prossimo 4 settembre 2010.

Daniel Buren torna ad esporre negli spazi di Galleria Continua di San Gimignano con Circa il ritorno di una svolta  Iscrizioni, lavoro situato, versione IV, giugno 2010.  Artista di fama internazionale, Buren e’ uno dei maggiori esponenti delle neo-avanguardie artistiche della fine degli anni sessanta e degli anni settanta. Valendosi di uno “strumento visivo” invariabile – l’alternanza di strisce verticali bianche/colorate di 8,7 cm – l’artista indaga da oltre 40 anni i rapporti fra l’opera d’arte, il luogo in cui prende corpo e lo spettatore.  L’azzeramento dei modi tradizionali del fare arte, la scelta del definitivo abbandono della figurazione in favore di un’arte astratta, l’elemento concettuale sono aspetti predominanti dell’arte di Daniel Buren.

A Roma il Festival Anti Digital Divide

E’ visibile fino a domani 6 giugno la prima edizione del Festival Anti Digital Divide nelle sedi di Palazzo Incontro e Palazzo Valentini a Roma.

Promosso dalla Provincia di Roma e organizzato dall’agenzia Musacom S.r.l., l’evento vuole diventare punto di riferimento a livello nazionale, coinvolgendo gallerie d’arte e artisti, editori del settore e pubblicitari, istituti di cultura e collezionisti, con l’intenzione di pensare sotto una nuova ottica il linguaggio video-artistico.

Sfilata di Vip al party di Givenchy per Marina Abramovic

Grande festa con tanto di troupe cinematografica alla lobby del Moma di New York in occasione della chiusura della grande retrospettiva dedicata al genio di Marina Abramovic dal titolo The Artist is Present.

Complessivamente l’artista è rimasta seduta al tavolo per 736 ore e 30 minuti, ponendosi ogni volta faccia a faccia con il suo interlocutore di turno. Anche dopo aver affrontato una così grande fatica, Marina Abramovic si è presentata alla festa bella più che mai coperta da un giubbotto creato dal Ricardo Tisci, direttore creativo di Givenchy. A proposito del capo indossato dall’Abramovic c’è da dire che è stato realizzato con le pelli di 101 serpenti morti per cause naturali, il giubbotto è stato creato per omaggiare una celebre e storica performance dove l’artista indossava un turbante fatto di pelli di serpente.

Al Tel Aviv Museum of art corre la BMW di Roy Lichtenstein

Il Tel Aviv Museum of Art ha deciso di presentare al pubblico una mostra decisamente fuori dal commune, si tratta infatti di un evento impreziosito dalla presenza di 16 macchine da corsa che ad oggi rappresentano il più alto grado di design automobilistico del 20esimo secolo.  C’è da dire che il design automobilistico è considerato fra i più importanti del design industriale e gli artefici delle macchine sono tra i più celebri professionisti del settore del mondo. Quindici delle macchine in esposizione provengono da collezionisti israeliani ed una macchina in particolare fa parte della collezione BMW di Berlino. Si tratta ovviamente della BMW 320i, creata dal pop artist americano Roy Lichtenstein.

Parlando del suo design per la potentissima autovettura, Lichtenstein disse: “Ho disegnato delle linee che intendono raffigurare la strada che la macchina deve percorrere, la mia creazione mostra anche la campagna che il bolide sta attraversando. Si tratta di un compendio di esperienze che si possono sperimentare viaggiando su di un’autovettura e tali esperienze sono riflesse sulla macchina ancor prima che essa viaggi su strada”.

Louise Bourgeois e Emilio Vedova alla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia dal 5 giugno al 19 settembre amplia il suo territorio operativo e architettonico affiancando al Magazzino del Sale il recuperato Studio di Emilio Vedova, Zattere 50, che diventa un ulteriore spazio pubblico per esposizioni e incontri con l’arte. Tale arricchimento coincide con la presentazione, in contemporanea, di due importanti e originali mostre, curate da Germano Celant e dedicate ad aspetti mondialmente inediti dell’opera di Louise Bourgeois, con i suoi -The Fabric Drawings-, mai esposti nella sua complessità, quanto del lavoro di Emilio Vedova con il suo potente intreccio, mai completamente analizzato, tra pittura e scultura.

Nel Magazzino del Sale, la cui macchina espositiva e’ stata disegnata da Renzo Piano, dal 5 giugno si terrà una mostra sorprendente, per la sua novità, di una protagonista assoluta dell’arte moderna e contemporanea, la scultrice Louise Bourgeois, a cura di Germano Celant in collaborazione con Jerry Gorovoy di Louise Bourgeois Studio, New York. Nello spettacolare spazio veneziano sarà presentata, con un allestimento architettonico disegnato per ospitare disegni e sculture, la produzione quasi sconosciuta di opere realizzate in stoffa, come la ricca sequenza dei suoi Fabric Drawings, realizzati dal 2002 al 2008, o la leggera presenza delle sue Cells, come Conscious and Unconscius, 2008. Principalmente montaggi, collage e assemblage di porzioni e parti di suoi vestiti, tali opere rivelano un’energia dirompente e sorprendente per la loro ricchezza cromatica e linguistica, quanto per la loro storia simbolica e intima. Riflettono insieme al grande ragno in acciaio, Crouching Spider, 2003, che apre l’esposizione veneziana, un’utilizzazione di tessuti personali, iniziata negli anni sessanta, a cui l’artista e’ ricorsa per produrre i suoi disegni e le sue sculture, ricorrendo ai propri indumenti e ai vestiti dei suoi cari come la madre: una reincarnazione del passato e della sua infanzia, quanto una testimonianza del suo rapporto con la memoria.

Martin Scorsese tra Picasso e Braque

Martin Scorsese non è certo tipo da starsene con le mani in mano ad aspettare il pensionamento. Anzi, negli ultimi tempi il celebre regista americano sembra più prolifico che mai. Questa volta Scorsese ha deciso di avvicinare il cinema all’arte contemporanea ed ha quindi prodotto il film Picasso and Braque go to the Movies, pellicola diretta da Arne Glimcher che si propone al pubblico come un emozionante analisi degli effetti della rivoluzione tecnologica sull’arte.

In particolare il film mette in evidenza alcune influenze di importanti scoperte come il cinema all’interno dell’arte di Pablo Picasso e Georges Braque. Lo stesso Scorsese ha scelto di interpretare la voce narrante di questo affascinante viaggio che propone inoltre alcune interessanti interviste a studenti d’arte ed a celebri protagonisti del contemporaneo come Chuck Close, Julian Schnabel ed Eric Fischl, che aiutano lo spettatore a comprendere il processo creativo contemporaneo e la continua influenza del cinema nell’arte dei nostri tempi.

Eroi Eroine. Iconologia e simulacro al Castello di Rivalta

Miti, eroi di mondi lontani e supereroi del tempo presente, personaggi del mondo delle fiabe e dei romanzi, dei fumetti, del cinema, dei cartoons e della pubblicità sono i protagonisti della mostra Eroi Eroine. Iconologia e simulacro.

La mostra, infatti, attraverso la messa in scena di queste figure affascinanti che hanno segnato e caratterizzato la storia delle immagini dall’antichità ad oggi, vuole presentare un percorso che racconta la storia di questi personaggi fantastici. Gli artisti Maura Banfo, Roxy in the Box, Jan Fabre, Pierre Klossowsky, Oleg Kulik, Paolo Leonardo, Andrea Massaioli, Francesco Sena, Anne Schneider, Diego Scroppo, Mary Sue e Hung Tung-Lu diventano i registi di una pièce di attori-eroi: Lancillotto e Gulliver, Alice e Sailor Moon, Padre Pio e il Tuffatore di Paestum, la ballerina di Degas e il Chupa Chups, Ippocrate e i fratelli Lumière, i Vinti e gli antieroi. Un cast di icone, di figure, che diviene un luogo per scoprire i valori simbolici e culturali dei “nostri” eroi.

Tania Bruguera al Museo Madre di Napoli

Lunedi’ 7 giugno alle ore 19.00 con la performance Touched by discipline dell’artista cubana Tania Bruguera inaugura negli spazi del Museo Madre la seconda edizione di Corpus. Arte in azione.
Corpus. Arte in azione, a cura di Adriana Rispoli ed Eugenio Viola, e’ frutto della collaborazione con il Napoli Teatro Festival Italia, avviata l’anno scorso con l’intento di approfondire la relazione tra la pratica artistica contemporanea e le sperimentazioni teatrali piu’ radicali.

Interamente declinata al femminile, questa edizione di Corpus offre un focus sull’America Latina attraverso il lavoro di alcune artiste che hanno riconfigurato ambiti e territori della performance a cavallo tra i due millenni: Teresa Margolles, Tania Bruguera, Regina Jose’ Galindo e Maria Jose’ Arjona, cui si affiancano la croata Xena Zupanic diretta da Sebastiano Deva, napoletano come napoletana e’ anche MaraM.

Zaha Hadid contro Sgarbi: “Non capisce l’arte contemporanea!”

Il 28 maggio scorso è apparso sul quotidiano La Repubblica, esattamente all’interno della cronaca di Roma, un inquietante articolo che getterebbe alcune ombre sul curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia. Stiamo ovviamente parlando del prezzemolino VIttorio Sgarbi che avrebbe rilasciato alcune dichiarazioni vistosamente polemiche contro il Maxxi progettato e realizzato  dall’archistar Zaha Hadid.

Ovviamente Zaha Hadid non è certo rimasta a guardare ed ha sferrato un attacco decisamente pugnace contro il nostro Vittorione. Come molti di voi ben sapranno in questi giorni il novello museo romano ha finalmente aperto le sue porte. Al vernissage, pubblico e critica hanno lodato la creatura dell’architetto e tutti sono rimasti affascinati dal pregevole dialogo che la struttura riesce ad instaurare con le opere esposte. Ovviamente, come spesso succede, non tutti hanno gradito il progetto di Zaha Hadid.

Il MOCA dovrebbe abbassare i prezzi e allungare gli orari

Il nuovo e chiacchieratissimo direttore del MOCA-Museum of Contemporary Art di Los Angeles, Mr. Jeffrey Deitch ha già dato modo alla stampa internazionale di far parlare di sé. Durante la sua gestione, Deitch avrà infatti il duro compito di rivitalizzare il museo ed avvicinarlo al grande pubblico.

Per anni il MOCA ha strenuamente combattuto contro un crescente calo di attenzione da parte dei visitatori. Pur offrendo un programma decisamente interessante (forse uno dei migliori degli Stati Uniti), nel 2008 i visitatori hanno toccato la quota di 200.000 presenze, fermo restando che la popolazione di Los Angeles ammonta a 10 milioni di persone. Nel 2009 le cose sono andate anche peggio visto che il numero di visitatori è sceso a 148.000 presenze che in termini matematici fanno poco meno di 600 persone al giorno. Alcuni opinionisti del Los Angeles Times hanno già studiato un rimedio contro questa emorragia di presenze ed hanno quindi pubblicato un articolo dettagliato recante preziosi consigli per il novello direttore. Secondo l’importante testata giornalistica, Deitch dovrebbe garantire l’entrata gratuita al museo (per ora il costo del biglietto di ingresso si attesta sui 10 dollari).

Please me Fashion, arte e moda al Palazzo Ducale di Sabbioneta

Nel cuore di Sabbioneta, splendida -città ideale- rinascimentale, le sontuose sale del Palazzo Ducale di Vespasiano Gonzaga ospitano tra giugno e luglio (Inaugurazione: sabato 5 giugno 2010, ore 18.30) una grande mostra d’arte contemporanea, ispirata ad un taglio critico estremamente originale e coinvolgente.
Un composito e agguerrito team curatoriale ha assemblato e messo a confronto opere di sessanta artisti e fashion designer italiani e internazionali – dall’Austria agli Stati Uniti, dalla Svezia alla Russia, dal Belgio al Brasile – per comporre un panorama del tutto sorprendente di quei territori creativi dove Arte e Moda convergono e si sovrappongono.

Abiti-scultura, installazioni, video, dipinti, sequenze fotografiche, sculture, oggetti di design e da indossare: tutto concorre a formare una fantasmagoria lussureggiante di esplosive creatività, che tuttavia non si limita affatto a sorprendere ma e’ anche capace di suggerire numerosi spunti di riflessione circa l’estetica eclettica e simbolica del corpo e l’utilizzo critico dello sguardo sulla cultura della società odierna.