La Lacoste macchiata

 Alcuni giorni or sono (mercoledì scorso ad esser precisi) un’artista è stata esclusa da un premio d’arte in Svizzera. La notizia ha fatto il giro del mondo ma in seguito alcuni bizzarri sviluppi hanno portato alla definitiva cancellazione del premio. Ma cosa ė successo? L‘Elysee Museum di Losanna ha organizzato il premio fotografico in questione ed il celebre fashion brand Lacoste, quelli del coccodrillo per intenderci, ha proposto una sponsorizzazione di 25.000 euro da versare all’artista vincitore.

Tra i finalisti c’era anche l’artista palestinese Larissa Sansour che è stata subito squalificata dalla kermesse per essersi dimostrata troppo “filo-palestinese”. Lo scandalo è scoppiato in un nanosecondo ed i vertici del museo hanno addossato la colpa alla Lacoste. Il prestigioso brand, da par suo, non ha accettato le accuse ed ha risposto ritirando immediatamente i 25.000 euro del premio. Larissa Sansour era tra gli otto finalisti del premio di fotografia ed aveva presentato una serie intitolata Nation Estate.

Il peggio del 2011 – parte seconda

Come promesso ecco il resto della lista del Peggio dell’arte contemporanea di questo 2011 che si appresta ad uscire di scena. Come al solito noi ci auguriamo di non dover assistere a tali scempi anche nel 2012 ma in fondo in fondo anche le brutturecontribuiscono a rendere unico il variegato mondo dell’arte. Bando alle ciance e via con il resto dell’Hit parade:

6 I molteplici “no” al Padiglione Italia – Ad una carneficina del genere non si poteva far altro che rispondere con un “no grazie”. Il problema è che il rifiuto al Padiglione Italia curato da Vittorione Nazionale©, da questione squisitamente privata ed individuale è divenuto una sorta di res publica, tramutandosi nell’ennesima occasione per racimolare un poco di pubblicità gratuita. Decine di artisti si sono azzuffati per comparire tra le pagine dei magazine d’arte contemporanea, declamando a gran voce il loro disprezzo e le loro preoccupazioni per il futuro dell’artesistema. Per il 2012 l’Oracolo consiglia un pizzico di discrezione in più.

7 La statua di Giovanni Paolo II alla stazione Termini di Roma – Batman? Un vespasiano? Un busto del duce? Una garitta? No è l’effige del Santo Papa ideata da Oliviero Rainaldi. Sin dal giorno della sua inaugurazione l’opera è divenuta il bersaglio prediletto della critica e dell’intera cittadinanza. Il quotidiano Repubblica le ha dedicato un sondaggio da cui risulta che il 90% dei lettori la disprezza, i vandali l’hanno più volte attaccata. Tra telecamere di sorveglianza, piantonamenti, restauri e proposte di trasferimento non c’è pace per il povero Papa. Per il 2012 l’Oracolo consiglia un corso di scultura accelerato.

Tracey Emin non ha bisogno dei soldi

Ancora un colpo di scena riguardante le rocambolesche avventure della peperina Tracey Emin. Come ben ricorderete la paladina della Young British Artists generation, nonché vincitrice del’ambito Turner Prize nel 1999 con la controversa installazione My Bed, ha ricevuto in questi ultimi giorni un importante incarico da parte delle istituzioni inglesi. A Tracey Emin è stata infatti affidata una cattedra di disegno alla prestigiosa Royal Academy di Londra.

Si tratta di una decisione storica, visto che l’artista sarà la prima donna a ricoprire il ruolo di docente di disegno all’interno della Royal Academy. Ovviamente questa decisione ha sollevato un vespaio di polemiche dato che molti bacchettoni non reputano l’artista come la persona più adatta all’insegnamento del disegno. Inoltre molti puritani hanno paura che la nostra peperina si metta ad insegnare chissà quali atroci oscenità.

Il peggio del 2011 – parte prima

Eccoci giunti come di consueto al nostro diario di bordo del peggio dell’arte contemporanea di questo 2011. Noi come al solito ci auguriamo di non dover assistere più a questi infausti episodi ma del resto il mondo (dell’arte) è bello perché e vario. Largo quindi alla nostra hit list che verrà pubblicata in due puntate:

1 Padiglione Italia alla Biennale di Venezia – Il Vittorione Nazionale© si è impegnato duramente per screditare il buon nome del nostro sistema agli occhi del mondo. Basta guardare la lista dei partecipanti alle prossime manifestazioni internazionali (Whitney Biennial e Triennale del New Museum in testa) per rendersi conto che ormai gli italiani sono divenuti una specie in estinzione. Per il 2012 L’oracolo consiglia di cambiar nome al Padiglione Italia, magari in Padiglione U.S.A. o quanto altro. Almeno sarà un’altra nazione ad esser derisa.

2 Le disavventure di Ai Weiwei e quelle dei Voina – il governo cinese non ha di certo fatto una gran bella figura imprigionando e seviziando il coraggioso Ai e di rimando anche quello russo non ha voluto esser da meno, offrendo tante belle barbarie ai due componenti dei Voina. Per il 2012 L’oracolo consiglia prudenza a chi decide di intraprendere la carriera artistica, almeno trovatevi un buon avvocato.  

I parassiti del metallo aggrediscono anche l’arte contemporanea

Spesso in Italia si sente parlare degli innumerevoli furti di metalli ad opera di veri e propri predoni che saccheggiano linee elettriche e telefoniche alla ricerca di rame e quanto altro. La ricettazione dei metalli è infatti divenuta un vero e proprio business visto che alcuni materiali possono essere rivenduti fino a 10 euro al chilogrammo. Il furto dei metalli non è però un male tutto italiano e soprattutto non affligge solamente il mondo dei servizi pubblici e delle telecomunicazioni. Anche l’arte contemporanea è infatti un facile bersaglio per chiunque abbia intenzione di ricettare bronzo, rame ed altri metalli ormai divenuti preziosi.

Una valida prova di questo sospetto ci arriva direttamente dal Regno Unito dove proprio un’opera d’arte pubblica è caduta vittima dell’epidemia del furto di metalli. La BBC ha infatti dichiarato che una scultura in bronzo di Barbara Hepworth intitolata Two Form (Divided Circe) del 1969 è stata rubata lo scorso 20 dicembre. Sul luogo della sua posa, Dulwich Park (South London) è rimasto solamente il piedistallo. La scultura era stata sistemata nel contesto di Dulwich Park nel 1970 e lì ha riposato tranquillamente fino al tragico evento.

Uncinetto dietro le sbarre, Olek fermata a Londra

Vi ricordate dello Yarn Bombing? Beh, se non vi ricordate di questo particolare tecnica vi rinfreschiamo noi la memoria. Lo Yarn Bombing è un nuovo tipo di movimento street art nato da un manifesto creato nel 2009 e pubblicato nel libro Yarn Bombing: The Art of Crochet and Knit Graffiti di Mandy Moore e Leanne Prain, due artiste di Vancouver in Canada. Il processo creativo è innovativo ma parte da una tradizione millenaria, quella dell’uncinetto.

Gli artisti che si cimentano in questa caleidoscopica tecnica non fanno altro che tessere delle trame attorno alle opere pubbliche e quanto altro. Tra le più celebri azioni effettuate con questa tecnica va citata come esempio quella di Agata Oleksiak in arte Olek che recentemente ha preso d’assalto il toro di bronzo davanti a Wall Street, ricoprendolo di lana rosa e viola. Proprio la battagliera Olek è in questi ultimi giorni al centro di un misterioso caso giudiziario. L’incidente è avvenuto a Londra lo scorso 06 ottobre, mentre l’artista era impegnata nella city per donare un’opera a fini umanitari.

Il Nintendo al Museo e Banksy contro la chiesa mentre brucia la Biblioteca del Cairo

In questi ultimi giorni sono rimbalzate in redazione alcune succose notizie che non possiamo far a meno di rigirarvi. Iniziamo da Parigi, il Louvre ha deciso di collaborare con il celebre brand di consoles giapponese Nintendo. Vi sembrerà strano ma il Louvre ha deciso di rimpiazzare le sue tradizionali audioguide con altrettanti Nintendo 3D. Ad esser precisi il colosso giapponese rifornirà la prestigiosa istituzione parigina con 5.000 unità della sua più avveniristica console.

I visitatori avranno così l’opportunità di esplorare il museo utilizzando la tecnologia 3D senza indossare i classici e scomodi occhialini. Il pubblico potrà inoltre localizzarsi all’interno del museo e scegliere itinerari a tema.  Nel frattempo, in risposta ai proliferanti ed inquietanti (oltre che spregevoli) casi di pedofilia all’interno della Chiesa Cattolica, il nostro supereroe Banksy ha creato un’opera nuova di pacca. Si tratta di Cardinal Sin, installata nella Walker Art Gallery di Liverpool all’insaputa di tutti.

Baratta torna in Biennale, l’unica vera notizia della nostra arte nazionale

“Dopo lunghi mesi di intrighi politici Paolo Baratta é stato rinominato presidente della Biennale di Venezia“. Questo il titolo della notizia pubblicata oggi dal celebre quotidiano online Artinfo. Nulla di strano, direte voi, se non per il fatto che di fatto questa è l’unica notizia riguardo l’arte italiana pubblicata da un magazine d’arte internazionale negli ultimi mesi.

I brogli politici sono l’unica cosa che riesce a far cassetta all’estero, quando si parla della creatività del nostro paese. Di certo il ritorno di Paolo Baratta non può che farci piacere, egli è stato infatti l’artefice di una vera e propria rinascita della Biennale ed ha contribuito a rendere tale manifestazione ancor più prestigiosa agli occhi del pubblico internazionale. Come ben ricorderete, qualche settimana or sono Silvio Berlusconi aveva tentato di detronizzare Baratta per insediarvi al suo posto Mr. Giulio Malgara, “inventore” dell’Auditel, grande amico dell’ex premier nonché figura totalmente impreparata per quanto riguarda il versante artistico.

Tracey Emin docente alla Royal Academy, si accendono le polemiche

Era da un bel pezzo che non si sentiva parlare di Tracey Emin ma noi eravamo certi che la peperina della Young British Artists generation stava preparando qualcosa di mefistofelico, come al suo solito. Recentemente vi avevamo narrato della protesta sollevata dai Chapman Brothers che avevano duramente criticato la nostra peperina.

Nocciolo della questione erano i presunti rapporti di amicizia tra l’artista e le istituzioni inglesi, culminate con l’installazione di un’opera neon proprio all’interno del fatidico numero 10 di Downing Street. Evidentemente i fratelloni Chapman non avevano poi tutti i torti, qualche relazione privilegiata tra Tracey Emin ed i vertici del governo inglese deve pur esserci. Ebbene, dopo aver creato un poster alquanto discutibile per le prossime olimpiadi di Londra 2012, la peperina Tracey ha ricevuto l’ennesimo incarico istituzionale.

Anche la comunità creativa Russa si è unita alla protesta

Come forse molti di voi ben sapranno, lo scorso 4 dicembre in Russia hanno avuto luogo le elezioni parlamentari. I risultati del voto hanno sollevato un polverone di polemiche in tutto il mondo, questo poiché Russia Unita, il partito di Vladimir Putin e Dmitry Medvedev, ha vinto le elezioni pur con un’emorragia di voti allarmante. Fin qui tutto bene, il fatto è che secondo l’opinione pubblica Russia Unita ha miseramente barato, raccogliendo il quorum di voti con dei brogli elettorali.

Probabilmente Russia Unita avrebbe vinto lo stesso anche senza barare ma questi brogli sono lo specchio di un potere che non si accontenta di vincere, un potere che vuole il predominio assoluto. Come se tutto ciò non bastasse Mr. Putin ha dichiarato di voler ritornare alla presidenza nel marzo del 2012 e la reazione dei cittadini è stata quella di riversarsi nelle strade per manifestare contro lo strapotere di un presidente che ha il completo predominio della politica e della vita sociale in Russia. Come volevasi dimostrare anche la comunità creativa si è unita alla protesta, seguendo le orme dell’ormai celeberrimo movimento Occupy.

Damien Hirst e gli Spot Paintings, nuovi stimoli e giuste energie?

Era da molto tempo che non si sentiva parlare di lui ma evidentemente il folletto dell’arte contemporanea, al secolo mr. Damien Hirst era impegnato a preparare l’ennesimo colpo da maestro. Questa volta il piccolo genio della YBA è tornato sui suoi passi dando forse l’ennesima prova di una mancanza di idee alquanto condivisa all’interno del sistema internazionale, giunto oramai in una fase di stanca.

Per analizzare meglio questa notizia dobbiamo però partire dal passato. Come ben ricorderete, nel 2008 il signor Hirst organizzò un’asta storica, giusto prima del disastro economico dove tra le altre cose scoppiò anche la bolla speculativa dell’arte contemporanea. In quel frangente più di 21.000 persone visitarono la preview exhibition di Sotheby’s con le opere all’asta e nella conseguente vendita di due giorni il celebre artista totalizzò un bottino di circa 200 milioni di dollari. Ebbene, proprio all’alba di quella storica asta, Damien Hirst dichiarò al mondo intero che non avrebbe più creato spot paintings, vale a dire quei simpatici dipinti astratti con i pallini colorati.

Cervelli in fuga? Francesco Manacorda alla direzione della Tate Liverpool

Il prossimo aprile 2012 la Tate Liverpool avrà un nuovo direttore. A ricevere il testimone da Cristoph Grunenberg che ha guidato l’istituzione per ben dieci anni sarà Francesco Manacorda, 37enne rampollo della new curatorial generation che in una manciata di anni è riuscito a destreggiarsi in maniera egregia sia alla Biennale di Venezia sia alla Barbican Art Gallery oltre che a collaborare con importanti magazine di settore come Flash Art, Flash Art International, Frieze e Art Review.

Dulcis in fundo, negli ultimi due anni Manacorda ha guidato il timone di uno degli eventi fieristici più importanti del nostro italico stivale, vale a dire Artissima. La fiera di Manacorda non è stata certo una semplice avventura a fronte della crisi economica imperante ed i relativi tagli al budget. Il giovane direttore è riuscito però a portare a casa una sostanziale vittoria, costituita da ottime vendite, bagni di pubblico ed una visione curatoriale snella e fresca. Manacorda ha inoltre dovuto far i conti con le difficoltà logistiche della nuova e decentrata sede dell’Oval (padiglione fieristico costruito nel 2006 ai tempi delle Olimpiadi invernali di Torino) ed ha rilanciato la sfida con l’inedita Back to the Future, sezione della fiera focalizzata su artisti significativi, troppo spesso dimenticati dalla critica e dallo star system artistico.

Multe agli amanti dell’arte e censure online, la scena contemporanea è anche questa

Il mondo dell’arte contemporanea non è certo avaro di stranezze e singolarità. Inutile aggiungere quindi che in questi ultimi giorni ne sono accadute di cotte e di crude in tutto il globo. Ma bando alle ciance e passiamo dalle parti di Londra per vedere cosa è successo. Il sindaco Boris Johnson è insorto assieme a tutta la comunità artistica contro il Westminster Council. Il centrale della questione riguarda la decisione presa della istituzioni di far pagare il parcheggio nei weekend e la sera, con prezzi salatissimi che si aggirano attorno alle 5 sterline l’ora dalle sei e trenta del pomeriggio fino alla mezzanotte dal lunedì al sabato e dall’una del pomeriggio fino alle sei del pomeriggio di domenica.

Uno stillicidio per chi vuole recarsi a visitare importanti musei ed istituzioni come il V&A, la National Portrait Gallery, la Royal Opera House e le tante gallerie private della zona. “E’ una follia” ha tuonato Johnson, ma a rimetterci come al solito è il povero contribuente che non potrà nemmeno godersi una mostra in santa pace. Dalle parti degli Stati Uniti invece si è consumato l’ennesimo atto di censura, questa volta ai danni della performance artist Amber Hawk.

Scoperto un giro di opere false a New York

In questi ultimi giorni il patinato mondo dell’arte contemporanea è scosso da una notizia che è rimbalzata su tutte le prime pagine dei quotidiani, primo fra tutti il New York Times. Si tratta di un giro di frodi (se ne contano almento 16) a cui ha partecipato la creme della creme dei dealers della scean. Nello specifico il dealer Glafira Rosales avvrebbe rifornito alcuni suoi colleghi tra cui Ann Freedman presidente della galleria newyorchese Knoedler & Company ed il gallerista newyorchese Julian Weissman con opere di dubbia provenienza.

Le vittime coinvolte nella truffa potrebbero essere molte e sopratutto ignare, visto che persino il New York Times ha azzardato quest’ipotesi: “Chi è coinvolto in questo caso ha dichiarato che i collezionisti ed i dealers che hanno acquistato le opere incriminate potrebbero non avere nessun dubbio sulla chiara autenticità dei loro acquisti”. Nel mentre Knoedler & Company ha già chiuso i battenti, segno evidente che qualcosina di losco nell’aria deve pur esserci.