Phillips de Pury si vende le opere di Damien Hirst a metà

Damien Hirst e Phillips de Pury hanno litigato, non si è trattato di una vera e propria rissa ma di un diverbio ben pesante, visto che la celebre casa d’aste è stata incolpata di aver venduto alcune opere incomplete prodotte dall’artista, ma andiamo per gradi. Nel 2002 Hirst produsse una serie di spin paintings dal titolo In a Spin, The Action of The World on Things, la serie in questione consisteva in alcune scatole, ognuna contenente un singolo dipinto ed ben 23 stampe numerate ed autografate dall’artista.

Ebbene, all’ultima asta organizzata da Phillips de Pury il dipinto è stato venduto indipendentemente dalle stampe, un poco come fanno quei commercianti che si vendono a parte il campioncino di shampoo allegato al bagnoschiuma, quello con su scritto “non vendibile separatamente” per intenderci. Morale della favola, la casa d’aste è riuscita a racimolare ben 73.250 sterline nel 2009 dalle vendite dei dipinti singoli e lo scorso giugno ha ceduto un altro dipinto della serie per circa 51.000 sterline (di cui il 4% di diritto di rivendita spetta all’artista).

Zevs e Hobin, commemorare l’11 settembre con arte di cattivo gusto

In occasione del 10° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle di New York, molti artisti hanno deciso di accodarsi alle manifestazioni di solidarietà internazionali, creando opere ad hoc per ricordare le oltre 2.700 vittime, perite in quel maledetto 11 settembre del 2001.

Tra il cordoglio e l’emozione però, qualcuno ha deciso di aggiungere un altro insulso capitolo al dramma statunitense. Stiamo parlando del noto street artist Zevs e del meno noto fotografo Jonathan Hobin, i quali se si conoscessero potrebbero formare una bella coppia di artisti babbei. Zevs ha scelto di creare una nuova opera sulle pareti di una stanza di motel. Ovviamente non si tratta di una stanza comune ma la tristemente nota stanza 233 del Comfort Inn al numero 90 di Maine Mall Road di South Portland, nello stato del Maine.

David Zwirner e Ben Stiller insieme per Haiti

Tra le varie notizie che hanno affollato tutti i canali dell’informazione pubblica in questi ultimi tempi, c’eravamo un poco dimenticati del tremendo terremoto di Haiti del gennaio 2010. Il sisma, sviluppatosi nei pressi di Port au Prince fece  registrare una potenza di magnitudo 7,0 e coinvolse oltre 3 milioni di persone devastando l’intera città. Un evento terribile cui fece seguito una subitanea corsa alla solidarietà che vide la partecipazione di molte realtà culturali provenienti da tutto il mondo.

A distanza di un anno le cose non vanno molto meglio, c’è ancora bisogno di fondi per scuole, ospedali e case. Proprio per questo motivo è nata Artists For Haiti, una collaborazione tra il noto gallerista David Zwirner e l’ancor più noto attore Ben Stiller. I due sono riusciti ad organizzare un’asta di beneficenza contattando 25 grandi nomi dell’arte contemporanea come Jasper Johns, Jeff Koons e James Rosenquist. Il bello è che questi celebri protagonisti della scena internazionale non hanno ceduto un loro lavoro minore, magari uno schizzo o un disegno ma hanno creato un’opera appositamente per la manifestazione.

Made in Polaroid, Lady Gaga scomoda il mondo dell’arte per il lancio della GL10

Il mondo della fotografia l’attende ormai da diverso tempo ed anche il grande esercito dei nostalgici sparsi per tutto il globo non vede l’ora di averla tra le mani. Stiamo ovviamente parlando della Polaroid GL30, nuovo gioiellino prodotto dal celebre brand americano specializzato in macchine fotografiche istantanee.

Questo nuovo modello dovrebbe presentare le medesime caratteristiche delle mitiche SX70 e simili la cui produzione è cessata ormai da diverso tempo. Ovviamente nell’era del digitale le nuove GL30 saranno dotate di tecnologie al passo con i tempi come il sistema di stampa senza inchiostro denominato Zink, già presente sul famigerato Pogo ed uno zoom digitale. La nuova macchina fa parte di un progetto denominato Grey Label che, come tutti sanno, ha un direttore artistico d’eccezione vale a dire l’eroina del pop Lady Gaga.

Garage Magazine, Dasha Zhukova e i tatuaggi di Damien Hirst

Dasha Zhukova è una vera e propria first lady dell’arte contemporanea ed il suo carismatico potere non accenna a diminuire, anzi con il passar del tempo la giovane tycoon russa sembra divenir sempre più trendsetter. Sfido, direte voi, quando si è belle e ricche si può conquistare il mondo. Sarà anche così ma non si può certo dire che l’avvenente zarina dell’arte sia una totale sprovveduta.

Nel 2009 Dasha Zhukova era stata nominata direttore capo di Pop Magazine, giusto dopo aver fondato il Garage Center for Contemporary Art. L’avventura era però terminata giusto un anno dopo con queste motivazioni: “Voglio focalizzare le mie energie su un progetto di editoria digitale indipendente. Sono emozionata perché costruirò qualcosa partendo da zero”, segno evidente che la poltrona dirigenziale stava un poco stretta alla poliedrica Dasha. Detto – fatto, oseremmo dire, poiché proprio in questi giorni la zarina ha lanciato un suo magazine nuovo di pacca.

Un documentario manda Banksy su tutte le furie

Ed alla fine anche il fuorilegge Banksy ha deciso di ricorrere alla legge. Certo da un artista che cela la propria identità, andando in giro a compiere le sue azioni prevalentemente su proprietà pubbliche o private, non ci si aspetterebbe un comportamento per così dire “istituzionale” ma stavolta c’è di mezzo l’orgoglio personale e la salute di un malcapitato collega.

La pietra dello scandalo è Graffiti Wars, un documentario sulla ormai celebre guerra tra Banksy e King Robbo, andato in onda su Channel 4 la settimana scorsa. Il documentario ha posto l’accento sulla rivalità fra i due artisti, facendo in qualche modo credere che la colpa dell’infortunio alla testa che ha messo K.O. Robbo sia attribuibile a Banksy: “E’ iniziata come una banale scaramuccia ma è si è trasformata in una battaglia al vetriolo” così la voce narrante ha definito l’affaire Banksy-Robbo.

Marina Abramovic in copertina e Marco Brambilla porta la video arte a Venezia

Inarrestabile Marina Abramovic, ormai la “Nonna della performance art” (come lei stessa ama definirsi) ha da tempo confermato di non essere ancora andata in pensione ed ha persino riaffermato il suo sex appeal posando per in copertina per Elle nel gennaio 2011. Oggi, a distanza di pochi mesi da quella copertina, l’artista ha deciso di fare il bis, posando per la cover di Pop Magazine celebre rivista lanciata dalla mistress dell’arte contemporanea Dasha Zhukova. Nello scatto in bianco e nero Marina Abramovic porta sulle spalle una bambola che ha le sue stesse sembianze, il bambolotto è stato realizzato dall’artista. In una seconda cover a edizione limitata, l’artista appare truccata alla maniera del teatro giapponese Noh.

Passiamo ora dalle parti di Los Angeles per conoscere il simpatico artista Cain Motter. Come tantissime altre persone, Motter ha avuto in passato molti problemi con le carte di credito revolving: “Tutto è cominciato da alcune richieste comparse come per magia nella mia casella di posta elettronica. Poi mi sono detto che alla fine una carta di credito per le emergenze dovevo pur averla. Ma era una revolving card ed ogni mese il mio debito aumentava. Alla fine ho smesso di usarla prima di andare in rovina e mi sono preso la mia vendetta”.

Pazza arte contemporanea: 20.000 dollari venduti al prezzo di 21.000 dollari

Sareste disposti ad acquistare una banconota da 10 euro, pagandola diciamo 11 euro? Cose da pazzi, direte voi, nessun individuo sano di mente oserebbe una cifra più alta per comperare qualcosa che ha un valore nominale più basso. Eppure nel dorato mondo dell’arte contemporanea, questa bizzarra compravendita non è poi tanto insolita, ma andiamo per gradi.

L’artista australiano Denis Beaubois ha ricevuto di recente una borsa premio dall’Australia Council per un totale di 20.000 dollari. L’artista non ha fatto altro che cambiare il denaro in pezzi da 100 dollari, formando così due lotti  formati da 100 banconote, per un totale appunto di 20.000 dollari. L’opera in questione prende il titolo di Currency e le banconote che la compongono risultano essere di corso legale, va da se che possono quindi essere liberamente spese da chiunque.

New York vuole demolire il suo tempio della Street Art

New York è senza ombra di dubbio la capitale dell’arte contemporanea ed è senz’altro un vero e proprio punto focale per la Street Art internazionale. Forse però non tutti sanno che proprio nella Grande Mela sorge un edificio denominato 5Pointz Arts Center, ovvero una vera e propria mecca per graffiti artists, rappers ed altre figure creative che abitualmente sperimentano le varie forme di espressione artistica urbana.

Nel corso degli anni questo imponente edificio abbandonato è stato teatro di numerose incursioni artistiche, dai graffiti di Cope2, Tats Cru e Tracy 168 fino ai video musicali delle stars della musica come Joss Stone e Jadakiss. Il colpo d’occhio offerto dalla facciata dell’imponente magazzino è decisamente mozzafiato, murales, graffiti e tags di ogni genere si avvicendano su tutta la superficie, creando una sorta di gigantesco totem dedicato alla Street Art. Il “direttore” di questo museo a cielo aperto è Jonathan Cohen, meglio conosciuto come Meresone, che dal 2001 ha avuto questo speciale permesso dal proprietario dell’edificio, Jerry Wolkoff. 

Steve Jobs, Apple e arte contemporanea


Nel corso del passato weekend, la notizia delle dimissioni da CEO di Apple di Steve Jobs che di fatto è stato rimpiazzato da Tim Cook. Jobs, da tempo malato, ha dichiarato che i dettagli delle sue dimissioni saranno resi noti all’interno della sua biografia di prossima uscita negli States. A parte ciò, le dimissioni del Guru della Tecnologia hanno gettato nel più profondo sconforto milioni di seguaci in tutto il mondo.

Steve Jobs ha innegabilmente rivoluzionato il mondo dei computers e della telefonia, ma di riflesso le sue innovazioni tecnologiche e di design sono riuscite a cambiare anche il mondo dell’arte contemporanea e se questa vi sembra un’affermazione spropositata, ecco alcuni esempi che saranno in grado di farvi cambiare idea. Pensate ad esempio ad iMovie, programma di montaggio video che innumerevoli video artisti usano oggigiorno, anche Ryan Trecartin per la sua presente mostra al MoMa di New York ne ha fatto largo uso.

Hans-Peter Feldmann copia Gianni Colosimo e i suoi dollari

Hans-Peter Feldmann

Lo scorso anno l’artista Hans-Peter Feldmann ha vinto il prestigioso Hugo Boss prize, premio biennale che solitamente viene assegnato ad artisti che nel corso del tempo hanno compiuto gradi ricerche nel campo dell’arte contemporanea. Feldmann ha quindi avuto il privilegio di beccarsi i tanto agognati 100.000 dollari di borsa messa in palio dal rinomato fashion brand internazionale. Prima di lui altri celebri artisti sono riusciti a mettere le mani sulla cospicua somma, Matthew Barney ad esempio ha vinto l’edizione 1996, Douglas Gordon quella del 1998 e Tacita Dean quella del 2006.

Fin qui tutto potrebbe apparire come una normale notizia, anche un poco vecchia. Fatto sta che quei famosi 100.000 dollari Hans-Peter Feldmann li ha utilizzati per produrre la sua mostra al Guggenheim Museum di New York, in visione fino al prossimo 2 novembre 2011. In parole povere l’artista ha utilizzato fisicamente le banconote, ricoprendo lo spazio della prestigiosa istituzione con pezzi da un dollaro, fino a raggiungere quota 100.000 e creando così una bizzarra installazione che ha richiesto ben 13 giorni di assiduo lavoro.

L’oroscopo dell’arte, autunno-inverno 2011

La seconda parte della stagione artistica 2011 è già ai nastri di partenza, dopo la lunga pausa estiva sono in molti a chiedersi quali saranno le tendenze che traghetteranno l’arte contemporanea verso il 2012. Bene, con un pizzico di ironia possiamo provare a stendere una parziale previsione di ciò che ci aspetta nel prossimo futuro, maneggiate con cura questo oroscopo:

I progetti installativi avranno un dominio assoluto sulla scena, anche chi ha fatto pittura migrerà verso questa pratica. Ovviamente non dimenticatevi di gettar qualche lamiera per terra, pezzi di calcestruzzo, oggetti salvati dalla spazzatura e dulcis in fundo piume di pavone ovunque (ultimamente fanno molto chic). La pittura morirà per l’ennesima volta. Ormai questa tecnica è divenuta un vero e proprio zombie, solo che nessuno è ancora riuscito a sparargli in testa. Se vedete mostre di pittura in giro, prestate molta attenzione o rischierete di venir contagiati e vi verrà subito voglia di dipingere.  

Lady Gaga e Assume Vivid Astro Focus insieme per beneficenza

Lady Gaga è una vera e propria fucina di idee (con risultati alterni) e quando si parla di entrare in contatto con la scena dell’arte contemporanea, la nuova eroina del pop non si tira mai indietro. Questa volta Gaga è stata reclutata dal celebre luxury store newyorchese Barneys, in occasione della campagna vendite di Natale 2011.

Ma c’è di più, Lady Gaga sarà affiancata da due talenti del contemporaneo ampliamente conosciuti come Eli Sudbrack e Christophe Hamaide Pierson degli Assume Vivid Astro Focus (AVAF), uno dei gruppi artistici più in voga del momento che in passato ha collaborato con Jeffrey Deitch ed ha realizzato un’installazione tra i resti romani di Piazza Argentina per Enel Contemporanea nel 2008. Gaga e AVAF faranno team per realizzare una nuova gamma di prodotti ad edizione limitata e per l’occasione Barneys li ospiterà nel suo mitico 5 piano, quello con le finestrone che si affacciano su Madison Avenue per intenderci.

King Robbo è grave. Banksy lo aiuterà?

Oltre ad essere uno dei più grandi protagonisti della street art internazionale, il nostro beniamino Banksy potrebbe tranquillamente divenire un supereroe alla stregua di Spiderman o Bat Man. Lo street artist mascherato, se ben vi ricordate, ha da poco salvato due componenti dei Voina, imprigionati lo scorso inverno e successivamente scarcerati proprio grazie al pagamento di una profumata cauzione.

Ebbene proprio in questi ultimi giorni questa fama da vendicatore mascherato della street art potrebbe essere messa in discussione da un suo nemico storico, vale a dire King Robbo, con cui già dal 2009 Banksy aveva scatenato una vera e propria street war a colpi di graffiti. Robbo si trova attualmente in coma farmacologico, dopo esser stato trovato a terra nella sua casa di Holloway, con una ferita alla testa potenzialmente fatale.